Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 31 marzo 2014

------------SEMPRE E SOLO COLPA DEGLI ALTRI, VERO?------------------------------- Ho sentito che la sinistra vuole candidare l’Avvocato Lucia Annibali. Ignoro i meriti culturali e politici dell’avvocato. Alla ribalta della cronaca, perché il suo sciagurato ex ha pensato di vendicarsi della fine del loro rapporto amoroso, l’idiota, assoldando altri due delinquenti come lui per sfregiarle quel suo grazioso viso. L’avvocato Annibali ha tutto il mio appoggio , umano e civico, alla sua causa. Spero si dimostri anche dignitosa, deludendo l’orda ipocrita e sinistrorsa che ne vorrebbe fare un’altra icona politica, praticamente del nulla. Anzi l’ennesima icona della pratica di sfruttare le disgrazie altrui a proprio tornaconto, da sempre in vigore a sinistra. Calabresi, Calipari, D’Antona, Giuliani, Falcone sister, Borsellino brother, solo per citare gli ultimi casi di “ utili e finte idiote/i ma immense/i paracule/i ” che sfruttando cinicamente la morte di qualche loro disgraziato figlio o fratello o di qualche loro marito si sono fatte “ culo e camicia” con i mandanti politici degli assassini dei loro ex cari, si sono messi con gli sfruttatori delle morti dei loro congiunti per sistemarsi” alla grandissima, privilegi compresi, proprio in quella “casta” che, a chiacchiere, detestano. Paraculi stellari. Si va avanti così dal 1948, dalle prime votazioni a suffragio universale in Italia, quando l’UDI faceva campagna elettorale identica a quella che oggi vorrebbe candidare l’avvocato Annibali. Allora c’era l’UDI la posto delle odierne quote rosa. Così si è formata la classe politica italiana di sinistra , candidando avanzi di galera, pluriassassini condannati, per salvarli dalla galera come Moranino, come Toffanin , come Capponi, come Bencivegna, ecc. allora, con “ prescelti” dal signor Segretario ieri , oggi vorrebbero mettere in mezzo l’avvocato Annibali e le animucce belle che per una vita hanno votato a sinistra - ed anche “de più” negli anni del terrorismo - hanno pure la faccia di guaire, come se fino ad oggi fossero vissute altrove, “signora mia come siamo caduti in basso!”, “ Oh, mio Dio, non ci sono più i politici di una volta!” ,” Eh ma quando c’era Berti!" e simili amenità con cui vorrebbero imitare la grande Anna Marchesini, ma sono solo frasette da sguattere di anti cucina maleodorante che vorrebbero far credere, ai cerebrolesi che ci credono , che la colpa è sempre degli altri, sempre, per dire, del berlusconismo, sempre di questi ultimi venti anni , mai che fosse anche e sopra tutto la loro, la responsabilità e che cominciasse dal 1948 quanto meno . Questi e queste sono gli italiani paradigmatici, cialtroni, infingardi, bugiardi, ipocriti ed indottrinati più che sotto acculturati, gente furbastra e volpina più che intelligente, che sfrutta pensioni sociali non avendo versato mai un baiocco di contributi, quelli che amano “redistribuire” la ricchezza tanto loro non sono capaci di produrla ma solo di strapparla a chi se la guadagna e la produce, quelli che affittano case a studenti a nero salvo accusare sempre gli altri di essere evasori fiscali, quelli che non si sposano per aver diritto all’asilo nido gratis come ragazza madre, quelli che sfruttano ogni piega dell’assistenzialismo di stato per camparci sopra alla grande, quelli che vorrei sapere come hanno conquistato il posto di lavoro che hanno, con quale concorso pubblico, per quali loro meriti, quelli che sono “ contro la mafia” ma che l’unica cosa che hanno fatto a proposito di mafia è far diventare ricco un Camilleri comprandogli i libri, al siculo paraculo e fituso, che con la mafia e solo grazie alla mafia s’è fatto ricco o quelli che sono “ per la legalità” ma ignorano che la “legalità” degli Ingroia, dei Travaglio, dei Gomez porta allo stato di polizia che uccide lo Stato di diritto ed il garantismo costituzionale. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ------------RUMORI DI FONDO. SONO AUTENTICI VAFFANCULO--------------------------- E’ la maniacale ossessione del solito “ resistere resistere resistere” di gente abbarbicata ai propri privilegi, il solito inganno alla Tancredi , quello che tutto cambi affinché nulla cambi, la mafia moderna della più retriva conservazione politica , l’inno all’immobilismo conservatore che serva per salvare i propri cospicui privilegi, magari avvolti nella bandiera dell’articolo 18 come la cocaina da spacciare smerciata in carta da pacchi, in un momento in cui la disoccupazione giovanile è al 45%. La solita mania di “ aderire “ al solito manifesto, come quello ignobile di Sofri su Calabresi, una serie di nomi di firmaioli da liste di proscrizione , da non dimenticare: Lorenza Carlassare, Alessandro Pace, Roberta De Monticelli, Gaetano Azzariti, Elisabetta Rubini, Alberto Vannucci, Simona Peverelli, Salvatore Settis, Costanza Firrao, oltre al tà –tà-tà- ed al cognome polacco. Tutti chiusi nell’antro della mafia politica del nulla cambi, i cialtroni che spacciano per democrazia la conservazione occhiuta dei loro privilegi. Abbandonati però persino dalla figlia di Altiero Spinelli. Credendo spenti i microfoni, si sente qualche vaffanculo di sottofondo. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

giovedì 27 marzo 2014

---------LE MIE PROPOSTE PER LA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE-------------------- Guardo, con scettica e moderata speranza, la scelta di votare , a maggio prossimo, sia per il Parlamento europeo sia per talune amministrazioni locali. Conoscendo bene il “servaggio intellettuale ” che la così detta informazione italiana fornisce al potere ed al pensiero “politicamente corretto”, ritengo e spero che la campagna elettorale avrà come tema dominante quello della “sovranità nazionale” o, meglio, della sua cessione indiscriminata con invettive ed articolesse contro chi osa mettersi di traverso . Spero che finalmente anche in Italia la cultura si dia una smossa ed esca dalle autoreferenti e oligarchiche terrazze radical chic, che torni a saper captare le istanze popolari come accade ormai dappertutto, in Catalogna, in Scozia, in Crimea, in Ucraina, nello stesso Veneto. L’ “unitarismo nazionale imposto ed indiscutibile ” , come fosse un recinto penitenziario dal quale fosse reato e peccato mortale fuggire, la stessa “ creazione in vitro” della sacralità dell’Unità dell’Italia come fosse uno dei comandamenti di una inesistente Bibbia politicamente corretta , è una bestemmia davanti al mondo libero e democratico ed uno scatarro in faccia alla libertà di pensiero, roba da stalinisti più che da fascisti . Se al popolo deve spettare la sovranità politica come vuole la democrazia, se ancora più che una “ delegata”, di democrazia, se ne pretende sempre di più una “ partecipata” , ogni istanza popolare va trattata col rispetto che merita la dignità umana e la libertà di pensiero. Dunque , come diceva Dalla, “ io mi sto preparando, è questa la novità”. A cosa? Al profluvio di miserabile , truffaldina , ipocrita e farisaica indignazione con la quale i soliti “ giornaloni” e i soliti salotti buoni televisivi tenteranno di soffocare e nascondere o criminalizzare il prossimo auspicabile successo elettorale , anche in Italia, dei movimenti politici ( finora demonizzati come xenofobi e razzisti ) che inalberano come vessillo il netto e deciso rifiuto di questa Europa e di questo euro) . Lega Nord, M5S ed, in subordine, Forza Italia. Così mentre dovremmo proiettarci nel futuro , partecipando - senza le solite e stucchevoli giaculatorie di Giorgio Napolitano e dell’esercito dei fedeli e prezzolati soldatini sudditi di questa Europa - ad un dibattito culturale e politico che infiamma la democrazia di Spagna, di Inghilterra, della stessa Russia, da noi si continua a distrarre l’attenzione da questi temi di sviluppo culturale per condurre ignobili scaramucce da retroguardia culturale, che hanno lo scopo di soffocare e di imbavagliare ogni nuovo anelito popolare con operazioni di disinformazione di scellerato stampo fascista e comunista , da “restaurazione” calvinista. Così le “ fate ignoranti” d’ogni età dibattono dei “massimi sistemi” – dicono loro, ( per pura ignoranza e per cieca ideologia dico io - per trasformare l’articolo 416 – ter del codice penale da “reato penale” per “ voto di scambio “ ad una incredibile e risibile nuova forma di condanna dovuta a “ non aver commesso il fatto” , proponendo che diventi un reato penale anche una decisione politica assunta a beneficio del popolo solo perché in quel popolo potrebbe nascondersi anche un mafioso. Oppure ci inondano delle scopicchiate del marito della Mussolini ( ma che ce frega, ma che ce importa….) con una minorenne consenziente, quando hanno taciuto, gli zozzoni, un solo esempio, su un certo Professor P. P. Pasolini che, approfittando del suo ruolo di insegnante, sfruttava sessualmente i minorenni alunni . Oppure ancora ci fan sapere che Cuperlo, Epifani, ed anche Fassina hanno in serbo la genialata di unificare le correntine “ de sinistra” del PD che farebbe, dicono, nascere una corrente “socialdemocratica”. Ora basta appena saper leggere e scrivere per sapere che una corrente socialdemocratica in un partito di sinistra può esistere a condizione che la maggioranza di quel partito sia rigidamente ed ortodossamente comunista – marxista - leninista oppure che quella maggioranza sia dedita al liberismo più crudele e selvaggio. Traduco in parole mie: quei tre, con l’aggiunta dell’onnipresente Zanda, cercano solo di farsi i cazzi loro, spacciandoli , come sempre, come “operazione politica”. I veri problemi che dovrebbero dominare l’attenzione e sui quali si dovrebbe far opera di divulgazione e di spiegazione popolare anziché di disinformazione, di imbavagliamento e di indottrinamento , dovrebbero invece riguardare temi culturali e politici attuali , che interessano noi come tutta l’Europa. Cominciando da questo primo comma dell’articolo 117 del Titolo V della Carta , introdotto di sana pianta dall’articolo 3 della legge costituzionale del 18 ottobre 2001 e che ora dispone “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.” e che definire sciagurato è una squisita cortesia. Per le saccentuose “fate ignoranti” meglio ricordare che questa legge è tutta farina del sacco della sinistra, macinata fra il 1997 ed il 2000, macina conclusa il 26 settembre 2000, pubblicata sulla G.U. n. 59 del 12 marzo 2001, sulla quale furono richiesti due referendum – senza quorum ex articolo 138 – nei quali 10.438.419 , tutti di sinistra, votarono a favore di quella legge a fronte di 5.819.187 di voti contrari. Fu come mettere la gola dell’Italia dentro un cappio: così dopo lo scempio finanziario delle Regioni, grazie all’illuminata guida della sinistra, oggi l’Italia si trova in queste miserabili condizioni. Quando poi il governo Berlusconi (2008 -2011 ) dette chiari ed inequivocabili segni di insofferenza verso le pretese dell’Europa di impoverire e dissanguare l’Italia in nome dell’austerità ( chi ha dimenticato i famosi “ compiti a casa”?), sempre la sinistra fece in modo di sostituire a quel governo eletto, un vero e proprio scienziato: Mario Monti. Il quale pensò bene di rimettere l’Italia agli ordini del potere bancario europeo promulgando un’altra sciagurata legge costituzionale, quella del 20 aprile 2012. Avrebbe potuto, Mario Monti, rimettere in vigore l’originario testo del primo comma dell’articolo 117 della Costituzione , quello che conferiva all’Italia, la “ sovranità nazionale “ , “avrebbe potuto”, ma non ne ebbe, nel suo servilismo europeggiante , nel suo “servaggio bancario” né il coraggio né la lungimiranza. Così ,modificando svariati articoli della Costituzione (81,97,117 e 119), introdusse per lo Stato Italiano pure l’obbligo del pareggio di bilancio. Poi lo scienziato Monti concluse l’abbattimento di quel poco che restava dell’Italia con la sua legge del 24 dicembre del 2012 numero 243 con la quale veniva attuata la legge costituzionale dell’aprile precedente. L’omicidio venne perfezionato dal killer di casa Napolitano con la successiva sottoscrizione del " fiscal compact”, quel Trattato che ci impone il famoso 3%. Dove sta la fregatura? Sta nell’aver costituzionalizzato , grazie alla sinistra, il “vincolo all’ordinamento europeo”: sono veri e propri schiavettoni per la nostra economia, perché ci vieta di chiedere permessi e tolleranze sullo sforamento di quel 3%. Inutile dunque parlarne ed illudersi. Eccoli i temi che dovrebbero dominare il dibattito pubblico per le prossime elezioni di maggio. Noi dobbiamo spingere verso l’abrogazione completa di quella stramaledetta legge 18 ottobre 2001 , che ha modificato il primo comma dell’articolo 117 della Carta, nonché della legge del 18 ottobre 2001 n. 243. Invece le fate ignoranti ed i loro meschini sudditi ci parlano dell’articolo 416-ter o delle minoranze comuniste di Cuperlo e Fassina. O delle scopate del marito della Mussolini. Ma lo capite o no che vi trattano come dei cerebrolesi ?

mercoledì 26 marzo 2014

----------------FERMENTO SEPARATISTA E LE PEN----------------------------- Disgustosa, semplicemente disgustosa la valanga di ipocrisia italiana circa quel certo qual successo elettorale, in Francia, di Marie Le Pen e del FN. Basta leggere Repubblica, Il Fatto, Corriere della Sera, La Stampa e la solita cricca della via crucis dei devoti sinistrati per vomitare. Gente che si dice “democratica” e che poi, davanti alle libere e spontanee decisioni del popolo non fa altro che spargervi sopra fango . Vien da dire che chi di fango vive e si nutre, come la sinistra, di altro non dispone per discutere . Invece trovo positive le novità politiche europee ed extraeuropee , mi fa ben sperare vedere il fermento intellettuale opporsi alla cappa del politicamente corretto del potere occhiuto e monetario che vorrebbe dominare l’Europa ed anche il mondo. Siccome non sono mai stato di sinistra, è ovvio che considero molto positivamente tutte le ansie politiche locali che rifuggono , democraticamente e senza alcuna forma di violenza né di prevaricazione, ai voleri del “potere europeo” e di quello “ statale”. E’ usando il sacro principio dell’autodeterminazione e lo strumento democratico per eccellenza, il referendum, che scozzesi, catalani, la gente della Crimea, i veneti, esprimono il loro desiderio di autonomia politica. Criticare l’euro, poi, è doveroso, non un reato. Dunque grande piacere intellettuale nel vedere il successo in Francia del FN, perché rappresenta per me uno schiaffo in faccia al potere europeo, al “politicamente corretto” dominante ed in quanto è un diritto di libertà e dunque sacrosanto metter in dubbio la partecipazione all’Unione Europea dei singoli Stati. Si tratta per ora ancora di germogli che prima o poi, mi auguro, daranno i dovuti frutti. Fuori luogo, come sempre, i catastrofisti di casa nostra ( de sinistra!) perché tanto, se in Francia ottiene un successo elettorale Le Pen ed il F.N., non si smuove poi tanto, visto che oltre Alpi i partiti politici sono tutti statalisti: è vero che lo è il FN ma lo sono anche i gollisti, e naturalmente la sinistra. Cosa cambia, allora ? Ancora nulla, purtroppo. Per cui, da liberale, posso dire che in Francia i soggetti politici fanno tutti ribrezzo, basti pensare alla mostruosa tassazione che aggredisce i francesi ormai da decenni. Se vogliamo poi penetrare nello specifico della dicotomia destra-sinistra, a destra stanno gli anti-statalisti, mentre a sinistra stanno gli statalisti. Vera destra sono pertanto i repubblicani americani e i tories britannici, i quali sono storicamente contro l’invadenza dello Stato. Il FN francese, quello che oggi è condotto da Marie Le Pen e ieri dal padre lo considero come considero tutta la sinistra italiana. Sono entrambi partiti stampo fascista, tutti di “sinistra nazionale”, non a caso Marie Le Pen adora Marx, non Groucho . Non a caso , in Italia, il Pci fu “ culo e camicia” con il Msi sul giustizialismo degli anni 1992, 1993. Forse Marie Le Pen ha compiuto anche qualche altro passetto avanti nella verniciatura democratica di FN visto che parla in modo populista dei cosiddetti “ultimi” e degli “oppressi” che sono categorie cripto-marxiste che potenzialmente conducono alla famigerata re-distribuzione della reddito ( non della ricchezza!). Condivido, da liberale non asservito al politicamente corretto, l’indiscutibile successo degli anti-euro. Sia perché ritengo irredimibile la responsabilità della sinistra di Prodi e di Amato e di Ciampi nella disastrosa entrata suicida nell’Euro. Sia perché non ritengo democratico che sia vietato dalla Costituzione italiana il ricorso al referendum sui trattati internazionali ( sarebbe ora di dare agli italiani la responsabilità civile che essi mai hanno avuto) . Una vergogna che la sinistra ci abbia imposto l’Unione Europea con la forza, puro fascismo o comunismo criminalizzare chi non si adegua al “dogma europeo”. ================================================================ -----------ARTICOLO 416 – TER CODICE PENALE: DISCUSSIONE---------------------- L’articolo 416 – ter del c.p. ,nella sua attuale formulazione ( “ La pena stabilita dal primo comma dell'articolo 416-bis ( Chiunque fa parte di un'associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da sette a dodici anni ) si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis (L'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.) in cambio della erogazione di denaro” ) è stato introdotto , per via dell’articolo 11 della Legge 7/8/1992 n. 356. L’art. 416-ter torna al centro dell’attenzione con lo scopo di garantire una più completa ed efficace azione di contrasto alla zona grigia in cui gli interessi della mafia incrociano quelli del potere istituzionale. Il testo dell’articolo 416 – ter che era stato approvato dalla Camera all’unanimità il 16 luglio 2013 ( “ Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell'articolo 416-bis in cambio dell'erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate al primo comma “) costituiva un provvedimento che rappresentava un punto di equilibrio tra la necessità di punire lo scambio elettorale politico-mafioso e quella di garantire i principi costituzionali della proporzionalità e della tassatività della legge penale, nonché della necessaria offensività del reato. Il testo che invece , in seconda lettura, è stato approvato dal Senato e che dovrebbe sostituire dunque quello del 16/7/2013 ( “Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416-bis in cambio dell'erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione è punito con la stessa pena stabilita nel primo comma dell'articolo 416-bis. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma») mi lascia fortissime perplessità e si espone ad ampie e fondate critiche, innanzitutto a ragione della sua evidente indeterminatezza. Questo ultimo testo presenta evidenti “ lacune giuridiche” sul piano della corrispondenza della condotta incriminatrice ai principi di offensività e di proporzionalità. Le modifiche or ora apportate rendono infatti ancora più incerta l’individuazione della fattispecie criminosa. La norma così formulata qualifica la condotta illecita mediante l'accettazione della «promessa» di procurare voti: si tratterebbe di una vera e propria “anticipazione della soglia di punibilità del reato” che viene legata ad una condotta (come elemento psicologico) che precede l'azione criminosa. Cosa significa tutto questo? Che si intende punire come azione criminosa anche una umana “tentazione” ? Se questo “pensiero calvinista”, inquisitorio, medioevale, fosse applicabile, per esempio, anche alle lesioni, alla violenza privata, direi che tre quarti del Paese starebbe in galera. Perché se “anticipiamo “ la soglia di punibilità di un determinato reato in quella imponderabile ed anche misteriosa fase del tutto personale e misteriosa che precede la commissione del reato , se arriviamo al punto in cui questo ultimo testo dell’articolo in questione vorrebbe farci precipitare, allora verrebbe completamente lo stato di diritto e, come vedremo, anche la Costituzione. Dunque, con questo testo or ora proposto il reato si perfezionerebbe non solo anche se poi il procacciamento di voto non sia davvero avvenuto, ma sia stato soltanto promesso. Questo pone un primo ed evidente problema dal punto di vista del diritto processuale poiché potrebbero attivarsi indagini sulla base della sola «parola» pronunciata nei confronti di un soggetto relativamente all'esistenza del patto illecito. Basta dunque una “ delazione” senza che, in realtà, sussistano prove concrete, per distruggere una persona . Non credo che io debba spiegare perché ho voluto e dovuto usare il verbo “ distruggere” così come spero non esistano ancora persona tanto ignoranti ( nel senso etimologico) ed imbecilli ( nel puro senso denigratorio del termine) che non abbiano capito i guasti prodotti negli ultimi venti anni dalla malagiustizia, dalla giustizia politicizzata, dall’aver la giustizia abbandonato il suo “dovere costituzionale “-che consiste nella sola applicazione della legge e mai nella sua “libera interpretazione” e men che meno “ perseguire una legalità” che sia il riflesso di una ideologia politica - attribuendo, in tal modo, un potere enorme alla magistratura inquirente. Scompare dal testo il riferimento alla “consapevolezza” dell’accettazione, ritenuto “superfluo” per un reato doloso; ai fini della punibilità del reato è però indispensabile accertare, oltre alla volontà dell'evento-scambio, che il soggetto abbia piena cognizione dell'appartenenza alla associazione mafiosa di chi gli procaccerebbe i voti. E come legare le due cose? Se posso “ non essere consapevole” ma devo anche “avere piena cognizione che il procacciatore appartenga ad una associazione mafiosa, mi si manifesta una contraddizione da paura. Faccio un esempio: se il Sindaco di un paese siciliano deve decidere di attivare la distribuzione dell’acqua preferendo il quartiere X a quello J cosa dovrebbe fare per evitare di essere inquisito? Una soluzione sarebbe quella che questo Sindaco facesse un “elenco dei residenti” nei due quartieri e facesse la delibera evitando di preferire il quartiere dove, a suo sapere, abitano personaggi mafiosi. Ma basterebbe? E poi, quale Sindaco si assumerebbe un tale rischio, dato che la sua decisione scatenerebbe senz’altro l’ira funesta degli abitanti negletti. Allora questo Sindaco , pensa che ripensa, decide di trasmettesse all’autorità giudiziaria i due elenchi e di aspettare che sia la Magistratura a decidere al suo posto. Arriviamo all’immobilismo ed alla follia di una Magistratura che governa, che persegue la sua legalità, che promuove chi viene bocciato, che scrive gli organigrammi delle imprese, ecc. Ma siamo pazzi o scemi? I dubbi e le mie perplessità poi sul mancato rispetto del “ principio di offensività” sono moltiplicati dalla proposta modifica riguardante “il corrispettivo” della promessa del procacciamento di voti che si vorrebbe estende a “qualunque altra utilità “ovvero alla “disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione”. Pensate al quel Sindaco e giudicate voi quanto questa formulazione sia scellerata , generica tanto da essere affidata ad elementi vaghi. Non capisco ( o forse la storia d’Italia e non solo quella degli ultimi venti anni mi fa capite molto bene ) il motivo - che sia in armonia con la nostra Costituzione , che base le sue fondamenta sulla indipendenza del potere “elettivo” dall’ordine della Magistratura – che spinge a produrre norme così servili allo strapotere giudiziario , se non il tentativo del servetto del potente di ossequiare il suo padrone per carpirne , all’occorrenza, la benevolenza della riconoscenza. Insomma una captatio benevolentiae del cortigiano alla corona. Perché non ci vogliono lauree o master per capire come con questo testo sia altissimo il rischio concreto di applicazioni giudiziarie indiscriminate o eccessivamente disinvolte. Insomma , ancora un uso politico della giustizia. Ritengo dunque che il testo così come modificato dal Senato introduca una inammissibile estensione delle condotte criminose , accompagnata da aggravamenti del trattamento punitivo che risultano in contrasto con i principi costituzionali di cui agli articoli 3 (uguaglianza), 24 (diritto alla difesa), 25 e 27( responsabilità penale personale) della Costituzione, senza fornire una risposta adeguata a fenomeni criminosi che, per la loro gravità, meritano formulazioni normative puntuali e calibrate rispetto alla loro pericolosità sociale. Risposta che nessuna legge può fornire, perché il reato di voto di scambio è nato con l’Unità dell’Italia, è sempre esistito nel Regno e nella Repubblica italiana e non è vero che costituisca un’emergenza sociale. Ci vuole ben altro che i carabinieri per non denigrare il frocio o per non soggiacere al prepotente. Ci vuole “ sviluppo e benessere economico e cultura. Ma non certo quella “ della Scuola di Stato”.

lunedì 24 marzo 2014

-----------RAGGIRI E GLI INGANNI DI TRAVAGLIO E DE ” IL FATTO QUOTIDIANO”------------------------ Quello che Travaglio scrive su Il Fatto Quotidiano a proposito della querelle fra il P.M. Robledo ed il Procuratore Capo Bruti Liberati - e cioè che il guasto che essa mette in evidenza deriverebbe solo da alcune misure assunte nel 2006 dal Governo Berlusconi - sono le consuete ed ormai stucchevoli e noiose “patacche” che Travaglio rifila ai suoi “chierichetti” per appagarne (con la dose quotidiana di ossessione antiberlusconiana , droga perigliosa della quale non si conosce ancora il relativo metadone)il ventre rancoroso. Chi è attrezzato in materia, non ha potuto che compatire quelle sue “amenità” , troppo sfacciato che Travaglio rinchiude a querelle Robledo – Bruti Liberati inserendovi le asserite ma inesistenti responsabilità berlusconiane per sviare l’attenzione della gente dal vero significato della faccenda. Che non è, come dice Travaglio, il frutto avvelenato delle misure berlusconiane del 2006 né, come sostiene “Il Foglio” della sola smania di protagonismo dei Magistrati, ma il frutto della secolare esperienza che la Magistratura ha maturato affiancando lo Stato italiano in tutta una lunghissima serie di trattative con la peggiore malavita organizzata. Esperienze che hanno invece consentito alla magistratura stessa di esondare dai suoi compiti costituzionali per inondare il terreno politico e per giungere dunque, magari sotto il falso alibi della famigerata “ legalità”, a dominare il Paese. A surrogarsi alla politica? E di cui è lampante e paradigmatico esempio il processo di Palermo sulla pretesa “trattativa Stato – Mafia”. Guai dunque , pensa Travaglio, ad indicare la vera luna ( cioè svilire quel processo palermitano) , meglio fare in modo che gli italiani guardino solo al mio dito puntato contro il solito Berlusconi. E cos’altro sta facendo, infatti, nella Procura di Palermo, quel gruppo di Magistrati - come Di Matteo ora ed Ingroia ed altri prima - nell’arrogarsi da venti anni la pretesa di processare lo Stato asserendo l’esistenza di una “trattativa ” con la Mafia” negli anni 92/93, esistenza mai provata, se non esercitare una evidente ed incostituzionale supplenza politica? Nel Codice Penale italiano , come osserva acutamente Macaluso dall’alto dei suoi tanti anni vissuti sempre sulla breccia, non esiste il reato di “ trattativa con la mafia” o con qualsivoglia malavita organizzata, chiamatela mafia, chiamatela ndrangheta, chiamatela camorra, chiamatela come volete. Ma se proprio bisogna parlarne , magari tanto per ridicolizzare quanto sostiene Travaglio, allora si deve riconoscere che di “trattative”, di “accordi”, di “ patti” dello Stato italiano con associazioni delinquenziali e malavitose, oh! quanti ce ne sono stati in Italia e tutti ben i più gravi di quello che questo drappello di invasati Magistrati ed i loro reggicoda mediatici tentano vanamente di farci credere sia intercorso fra lo Stato e la mafia negli anni 1992/1993. Spataro, Scarpinato, Ingroia, Di Matteo, Caselli , D’Ambrosio, Casson, Il Fatto Quotidiano, appunto Travaglio , certe associazioni antimafia come “Agenda rossa”, quella del fratello di Borsellino o quella della sorella di Falcone ( le pecore nere ci sono sempre, anche nelle migliori famiglie), giornalisti come Padellaro, come Gomez, sedicenti esperti come un tal giornalista Lodato ed il consueto codazzo di “apprendisti imbroglioni”, televenditori di teoremi come gli ineffabili Santoro e Sandro Ruotolo, ecc. alimentano e nutrono, innanzi tutto con loro ricco tornaconto economico e con una partigianeria senza pari , dogmaticamente, l’accusa di “trattativa” non ostante la desolante assenza, ormai endemica , del minimo straccio di prova al riguardo. Aver deciso di togliere il carcere duro del 41-bis ad una serie di detenuti per mafia – non ai loro capi, solo ai “picciotti” – è dunque una concessione elargita a “Cosa Nostra” come ricatto per porre fine agli attentati mafiosi del 1992/1993, come “accordo criminale di quella presunta trattativa”, come resa dello Stato alle intimidazioni stragiste mafiose ( attentati del ’92 e ’93) o non rientra piuttosto nei poteri ordinari di un Governo italiano salvaguardare con ogni possibile misura la vita dei propri cittadini? Suvvia signori , avete avuto i vostri anni di notorietà mediatica, vi siete sistemati alla grande, vi siete anche arricchiti diciamoci la verità suvvia, occupate ancora la scena mediatica nei talk show urlati, siete anche arrivati a crearvi un vostro partito politico con un vostro leader politico (per ora praticamente ridicolizzato dal voto popolare), ma abbiate almeno il senso del ridicolo e della misura! Non esasperate gli animi, non abusate oltre della nostra pazienza, non tirate troppo la corda della sopportazione degli italiani , perché non sta bene esagerare nel raggirare in modo così brutale e meschino la credulità popolare come da anni voi state facendo. E che diamine! Irrita ed infastidisce l’arrogante ed isterica pretesa di questo manipolo di “Hooligan o skinhead della trattativa” di voler vedere tutto il marcio possibile solo in “questa presunta trattativa del 92/93” chiudendo gli occhi su tutto il resto. Ormai è evidente che il loro rimestare nella fogna del pentitismo a gettone non ha, come stella polare, la ricerca storica culturale , ma la speranza di trovarvi anche il più futile dei “pretesti” che permetterebbe loro di celebrare ben altro processo: quello, tutto politico ed a vantaggio del proprio partito ( quello delle Procure politicizzate) alla Seconda Repubblica ed a Forza Italia. Il disegno è quello di completare, definitivamente, il “lavoro sporco” iniziato nel 1992, quando con la fucilazione alla schiena del pentapartito e con la sfacciata impunità elargita al pur corrotto Pci il Pool di Mani Pulite di Milano si illuse di aver messo ormai definitivamente il Paese nelle mani di Giorgio Napolitano and partners. Per farla breve , sotto l’etichetta della “ trattativa “, della “ lotta alla mafia” e della fantomatica “lotta per la legalità” si nasconde solo la bramosia di conquista del potere politico, che viene ricercata attraverso questo (eterno) processo. Un processo che, non esistendo il reato di “ trattativa”, sconfina ormai “ in una vera e propria continua intimidazione” della Magistratura sul Governo, arrivando anche a concretizzare il reato penale previsto e punito dall’articolo 338 del c.p. , quello di “minaccia ad un corpo politico dello Stato”. Per di più la loro tesi o teorema ( che solo la presunta trattativa del ‘92/’93 costituisca un inammissibile reato compiuto da rappresentanti dello Stato italiano, che quella sia stata la prima “resa concordata” fra lo Stato e simili bande criminali e che questo lassismo nel trattare con bande criminali sia stato inoculato nelle istituzioni italiane dal “ mondo berlusconiano” che nasceva proprio in quegli anni e che di consensi mafiosi era impastato e che per estirpare radicalmente una tale metastasi vadano condannati penalmente ed esemplarmente ( fucilarne uno per educarne mille) quei pezzi dello Stato e della politica che agirono a tale fine , che sia quindi assolutamente inaccettabile e riprovevole l’esistenza di una qualsivoglia forma di trattativa fra lo Stato e la mafia ) è clamorosamente smentita dai fatti, dalla storia e, fino ad oggi, anche dalla assoluta mancanza di prove . Per smentire questo falso assunto della corporazione trattativista, basta indicare sommariamente tutte le altre principali “trattative” che lo Stato italiano ha intrattenuto, complice la Magistratura, con la malavita organizzata nel corso della nostra storia , una incredibile serie di “accordi” che solo quel manipolo di “maneggioni da cancelleria giudiziaria” si ostina a non voler vedere. Inizio dallo sbarco a Marsala dei Mille, dove Garibaldi arrivò nel maggio del 1860, trovando le falangi mafiose al suo fianco. Tutta la mafia si schierò con lui , tanto da indurlo, in un delirio di onnipotenza, ad autonominarsi, trionfante, a Salemi “ Dittatore della Sicilia” e così tanto da arrivare , il 27 maggio del 1860, a Palermo , per strade conosciute solo dai mafiosi e senza che fosse stato sparato un solo colpo d’arma da fuoco. E cosa dire poi della sua entrata trionfale a Napoli, il 7 settembre 1860, con la camorra arruolata come forza dell’ordine dal famoso Don Liborio Romano ? Dunque lo Stato italiano e la sua Magistratura convive con la mafia sin dai suoi albori unitari e quel rapporto così perverso e patologico non parve , sin da allora, neppure alla Magistratura un prezzo troppo esoso e criminale da pagare per tenere a bada ogni territorio. Sull’ esperienza dell’operazione “ Project Underworld “ degli anni Trenta, a New York con l’ “Operazione Husky” viene usata la stessa mafia siculo statunitense per creare le migliori condizioni logistiche , politiche e psicologiche per agevolare lo sbarco alleato in Sicilia. L’ “Operazione Husky” fu un patto segreto fra il “potere mafioso”( sia siciliano che americano) e gli Usa , un patto che avrebbe avuto conseguenze così rilevanti per l’Italia anche dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, tanto da essere seppellito sotto una fittissima coltre di indicibilità. Lucky Luciano ed Albert Anastasia stabilirono con il capo mafia siciliana di quei tempi, Don Calogero Vizzini, l’arruolamento della mafia siciliana per proteggere ed agevolare lo sbarco alleato a Cassibile. Gli alleati poterono così sbarcare a Cassibile e la mafia siciliana riciclò se stessa, la rete degli amici e la Chiesa per occupare il posto “politico” principale : caduto il fascismo si doveva aprire una nuova politica e la mafia puntò, per ingordigia, al M.I.S. , al movimento separatista ed indipendentista siciliano che avrebbe dovuto dominare l’isola, determinare la classe politica dominante per far fronte comune al pericolo comunista. Questa sarebbe stata, poi, l’origine della così detta “Gladio bianca”. Ma questa è tutta un’altra storia. A Parigi, 10 febbraio 1947, si formalizza il “do ut des” degli accordi: le nazioni vincitrici del secondo conflitto mondiale scrivono le regole da imporre alle nazioni vinte e dunque anche all’Italia. Ma, a sorpresa, i vincitori inseriscono, nell’articolo 16 del Trattato di Pace, una clausola che riguarda il nostro Paese, poche righe ma saranno queste poche righe a condizionare pesantemente la storia d’Italia dei successivi sessanta e passa anni. “L’Italia non perseguirà né disturberà i cittadini italiani ,particolarmente i componenti delle forze armate, per il solo fatto di avere, nel corso del periodo compreso fra il 10 giugno del 1943 e la data di entrata in vigore del presente Trattato ( 10 febbraio 1947) espresso la loro simpatia per la causa delle potenze alleate e associate o di avere condotto azioni a favore di detta causa”. Ecco la più completa impunità a favore di criminali boss mafiosi di primo rango: ecco l’affermarsi, oltre tutto in un Trattato di pace, quella concezione di “ zoccolo duro” dove s’intrecceranno, coperti dal segreto, delinquenti collaborativi all’occorrenza, pentiti ex ante, fascisti, repubblichini, ladri. La “ zona grigia” viene istituzionalizzata, grazie alla Magistratura . Il 5 luglio 1950 Giuliano, un bandito criminale che imperversava nella Sicilia di quegli anni e che sfruttava il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia (MIS) usando l’ EVIS (esercito volontari indipendenza Sicilia ), il braccio armato del Movimento, per rapine, sequestri, razzie e per eseguire stragi, ordini omicidi , venne ritrovato morto a Castelvetrano. Il Ministero degli Interni annunciò ufficialmente che era stato ucciso in un conflitto a fuoco col capitano Antonino Perenze, un uomo del colonnello Luca, Arma dei Carabinieri. Gaspare Pisciotta era il suo luogotenente , ma dietro promesse consistenti ( impunità, soldi, varie utilità, una forma antesignana del pentitismo ) da parte della Magistratura di Stato era segretamente diventato un informatore del colonnello Luca. Il 9 febbraio del 1954 Pisciotta fu avvelenato con un caffè alla stricnina : avrebbe dovuto di lì a poco rendere la sua testimonianza sulla famosa strage di Portella della Ginestra al procuratore Scaglione. Ecco, la Magistratura italiana non solo stringe patti coi criminali ma da questo momento migliora la sua strategia e inizia a comportarsi come un bandito con i compagni : uccidendoli , dopo aversi sfruttati, quando capisce che potrebbero rappresentare un pericolo. Nasce il segreto di Stato. Ah! Dimenticavo! Ovviamente Luca e Perenze furono encomiati, promossi. Promoveatur ut amoveatur. Ma di lì a poco, lo saranno pure veri e puri delinquenti ed assassini abituali. Cito solo i pluriassassini : Toffanin, Moranino, Capponi, graziati da due Presidenti della sinistra, Saragat a Pertini. La strategia dei “patti criminali” si sposta così dalle bande criminali ai “Palazzi della Politica e della Magistratura”. Il Pci e la sinistra italiana si adeguano alla strategia delinquenziale dei criminali: offrono i loro voti per la nomina di Saragat e di Pertini a Presidenti della Repubblica ma solo a condizione di essere ripagati con le “ grazie presidenziali” per i suoi cari assassini. La Magistratura è coinvolta fino al collo in tutto questo. Altro che voto di scambio, qui siamo alla trasformazione della “politica” in “ pura strategia da criminale”. Gli effetti omertosi della clausola del Trattato di Pace di Parigi del 1947 terminano di esplicare efficacia in Italia il 16 dicembre 1987 quando, dopo le esecuzioni mafiose a raffica di quegli anni, compresa quella del Generale Dalla Chiesa trucidato nel 1982, eccellenti Magistrati (Antonio Caponnetto, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, Leonardo Guarnotta) ottennero dal Tribunale di Palermo la condanna all’ergastolo dei diciannove “uomini d’onore” più potenti, a cominciare dal “capo dei capi”, da Totò Riina. Dal 1986 era giunto in Sicilia il Colonnello Mario Mori e grazie a lui vide la luce il dossier “Mafia e Appalti “che svelava tutti gli intrecci mafiosi e politici , con nomi e cognomi. Il 16 febbraio del 1991 il dossier “Mafia e Appalti” viene depositato in procura ma, essendo Falcone – allora ancora P.M. - in partenza per Roma, quella denuncia rimase nelle mani dei sostituti procuratori Guido Lo Forte e Giuseppe Pignatone e del Procuratore Capo Giammanco, Procura di Palermo, Sicilia, Italia. Nel dossier erano elencati 44 nomi di imprenditori e uomini politici di tutti i partiti, ma nessuno di loro fu disturbato da quella Procura. Passano solo sei giorni da quel 19 febbraio quando, improvvisamente, il 25 febbraio 1991 il geometra Li Pera, divenuto improvvisamente «pentito», comincerà la sua opera di “pentito” e confessando, i coinvolti nell'inchiesta: gli imprenditori, i politici e i mafiosi coinvolti vengono così messi in guardia. il dossier di Falcone e De Donno è stato sterilizzato. Intanto ad ottobre del 1992, con la velocità della luce, la Procura di Palermo decide di archiviare, senza indagini, l’inchiesta su Mafia ed Appalti”. Ma Falcone era anche impegnato nell’inchiesta sul così detto “oro di Mosca” , sui riciclaggi di denaro sporco del Pci ed avrebbe dovuto avere, proprio nel Giugno del ’92, un incontro quasi decisivo a Mosca con il Procuratore Russo Valentin Stepankov. La mafia uccise a Maggio del ’92 prima che Falcone potesse incontrare Stepankov a Mosca. Tre settimane dopo il 25 giugno Paolo Borsellino è stato ucciso. Era il 1992 e già occupava in quella Procura siciliana un posto di rilievo il procuratore Antonio Ingroia, che dunque ha vissuto, come P.M. , tutti i processi a Mori , a De Donno , a Obinu e a De Caprio . Ingroia è quello che capeggia il partito politico di cui “Il Fatto Quotidiano” è l’organo e Travaglio il mentore /narratore. Ed è sempre Ingroia che ieri vezzeggiava il figlio di Vito Ciancimino chiedendogli del “papello e della 'trattativa'” , oggi lascia che Di Matteo coccoli Spatuzza. Che raccontano verità che nessuno conferma. Cioè pure patacche. Un altro passo avanti, dunque. Ora la Magistratura non si limita a concludere solo patti criminali con i mafiosi, ma usa metodi mafiosi per combattere fazioni che vivono nel suo corpaccione. Allora: un partito politico, il Pci, che addita un Magistrato, Falcone, all’ira vendicativa della mafia , complice Santoro ed Orlando e Falcone viene trucidato dalla mafia. Siamo alla delazione mafiosa da parte di un partito politico, con la Magistratura che assiste, silente, compiaciuta. Mi sono sempre chiesto:” per quale motivo la mafia aveva gli stessi obbiettivi del Pci di allora, tanto che ammazzava solo quei Magistrati che lo stesso Pci indicava come suoi nemici?”. Non solo, perché da ora inizia anche la guerra tra le Procure, spesso sulla base dell’appartenenza ad una corrente politica del sindacato delle toghe. Dunque è quanto meno da allora che esiste la guerra fra Procuratori, altro che dal 2006, come vorrebbe darci da bere il buon Travaglio!Davanti ad un quadro storico del proprio Paese così desolante, un uomo di cultura, libero, indipendente non dovrebbe spacciare corbellerie solo per dar da bere ai suoi chierichetti l’odio contro la parte politica avversaria. Dovrebbe, se avesse a cuore le sorti del Paese e non solo quelle del proprio conto corrente bancario, farsi una semplicissima domanda: ma perché la Magistratura , che ha vissuto tutto questo percorso “opaco e oscuro “ non è stata mai in grado di debellare tutta la malavita organizzata , pur essendo trascorsi 153 anni ( più o meno) dalla sua comparsa ? Io la risposta non ce l’ho in tasca , forse Travaglio ed Il Fatto Quotidiano si. Di quelle prestampate.

sabato 22 marzo 2014

----------GLI IMBROGLI DI TRAVAGLIO E DE IL FATTO QUOTIDIANO E L’IGNORANZA DEI SUOI CHIERICI---------- A giudizio di Travaglio, su “Il Fatto Quotidiano”, la querelle fra il P.M. Robledo ed il Procuratore Capo di Milano Bruti Liberati sarebbe il residuato tossico solo del nuovo ordinamento giudiziario del 2006 (firmato dal ministro berlusconiano Castelli e dal ministro prodiano Mastella) che ha verticalizzato le Procure in mano a pochi capi onnipotenti. Cioè la colpa è di Berlusconi. Sostiene Travaglio che, per effetto di quelle norme berlusconiane i conflitti si diluiscono e si rinviano: e indagini più delicate - che richiedono tempestività e immediatezza - abortiscono o si prescrivono. Ah si? Ed i 300.000 processi l’anno che finiscono in prescrizione non esistono forse? Ma come,Travaglio si ferma solo al 2006 nel dettare il suo vangelo quando tutti sanno – meno i suoi chierichetti fidelizzati, ovviamente -che i guasti peggiori della Giustizia italiana hanno radici negli anni dal 1992 ( lo scopo è chiaro, disonesto e truffaldino, ma chiaro: dare ai suoi chierichetti in pasto la solita dose giornaliera di antiberlusconismo d’antan)?” Che fa il nesci, Eccellenza? O non l’ha letto? Ah! Intendo; il suo cervel, Dio lo riposi, in tutt’altre faccende affaccendato, a questa roba è morto e sotterrato” direbbe Giusti. Ed io con lui. Quella rivoluzione “giustizialista”, sgorgata dal 1992 con Mani Pulite e con il Pool di Milano, è un prodotto tutto interno alla Magistratura, Travaglio, Berlusconi, Castelli, il 2006 non c’entrano proprio un bel niente, gli imbrogli sarebbe meglio non farli, Travaglio, anche perché poi va a finire che i suoi chierichetti abbocchino alle sue panzane. Così aumentiamo l’ignoranza, già di per sé grave, dell’Italia, e non è una cosa di cui andar fieri. Quella rivoluzione giustizialista ha provocato un terremoto nell’azione della magistratura in quanto il ruolo di capo della Procura, che la coordina e la guida, è stato eliminato dal ben noto “circuito mediatico-giudiziario”. Gli esempi sono innumerevoli, ma Travaglio preferisce girarsi dall’altra parte. Cito solo il caso di Borrelli Francesco Saverio, che era certo il capo del Pool di Milano, ma il maggior successo mediatico di quel Pool lo ebbero altri Magistrati, tipo Di Pietro, tipo D’Ambrosio, che erano dei P.M. Addirittura Senatori! Da quel momento in poi, ogni volta che un magistrato ha trovato l’appoggio di media di qualche rilevanza ( per interesse, per sete di potere, per servilismo, per connubio, per altri oscuri motivi)non c’è stato verso di ostacolarlo. Vogliamo ricordare i Caselli, gli Ingroia, i Grasso, i Violante ed anche i Di Matteo o no? Vogliamo ignorare anche che siamo di fronte a un quotidiano, come il Fatto, che quale organo delle Procure si sente impancato in cattedra per rilasciare o revocare patenti di democraticità e di presentabilità a colleghi Magistrati a seconda che si adeguino o non si adeguino alle sue direttive ? Vogliamo ricordare, Travaglio, anche i Pm baresi Giuseppe Scelsi e Desirèe Digeronimo ( che denunciarono il loro capo Antonio Laudati per simili motivazioni )e, perché no anche un altro P.M., questo addirittura di Milano, Tiziana Parenti, una vittima di quella rivoluzione giustizialista? In realtà dunque, il significato della querelle di Robledo e Bruti Liberati è che siamo ormai di fronte a magistrati animati dalla volontà di potere e di protagonismo, affascinati dalle “luci del varietà”, che non tollerano che sia loro tolto un processo che li porterebbe sui giornali e sulle televisioni, fino addirittura a dentro il Palazzo. Il pasticcio sta tutto, dunque nella parte della nostra Costituzione, laddove propone per la Magistratura un assetto corporativo e dunque di puro stampo fascista, senza distinzione alcuna di giudici e inquirenti, accompagnato da quel mostro inapplicabile che è la norma dell’obbligatorietà dell’azione penale. Fucilato nel 1992, dalla Magistratura milanese, quel sistema di partiti che utilizzava le allora esistenti guarentigie costituzionali per tenere a bada le esondazioni della Magistratura sulla politica, il “ sistema costituzionale”, senza più tutti i puntelli dei pesi e contrappesi fornitici dai padri costituenti, ha prodotto il caos istituzionale che ha fatto esplodere il potere anticostituzionale della Magistratura, mentre ha frantumato, come una macina di un mulino stritola il grano, la nostra sovranità politica. Solo la parte più colta di quella Magistratura democratica che fu la vera forza traente dell’ondata di processi prodotti da quella rivolta giustizialista tra il 1992 e il 1993 ha maturato sino in fondo il fallimento della sua idea di innovazione della società per via giudiziaria e ora, innanzi tutto con Luciano Violante, sta cercando di rimediare ai guasti che ha provocato. Ma dopo questa replica a Travaglio, come posso sottacere una replica ai suoi chierichetti? Perché , signori, usare la legge per eliminare avversari politici sarebbe vietato dalla Legge, come comminare doppie condanne per lo stesso reato (ne bis in idem), come anche applicare una disposizione sia penale che amministrativa in maniera retroattiva. Ma questo principi di dignità e di democraticità a voi non interessano, perché così vi dicono Travaglio and partners. Sciocchezze, quisquilie, pinzellacchere, dirette Totò. Basta uno sguardo alla storia ed anche un analfabeta capirebbe che ogni regime che si rispetti riesce sempre, usando la propria polizia inquisitoria, a trovare un motivo sul quale incardinare una pseudo motivazione che, comunque, gli permetta di fucilare il nemico politico additato al popolo come nemico. Ma voi la studiate la storia o no? Da Stalin con le sue “purghe” a Mussolini con Gramsci , dalla Magistratura milanese di Mani Pulite con Craxi e col pentapartito a quel singolare personaggio che è Esposito con Berlusconi. Ma La vostra "uveite" ( ormai a livello mentale più che solo oculistico) s'è ormai infiltrata anche là dove dovrebbe regnare la coerenza e la logica e vi impedisce di discernere fra un semplice" si dice" - tipica espressione di lavandaie da anticucina padronale - ed una "prova" - quella " cosa" che una vera Giustizia ( non certo questo simulacro di giustizia italiana) dovrebbe cercare, trovare, dimostrare per condannare il vero reo (meglio un assassino libero che un innocente in galera) - " prova", quella parola “opaca” e priva di un significato certo per Travaglio, Ingroia, Di Matteo, Caselli, a Spataro ecc. e, da quel che leggo, anche per voi. Esercizio intellettuale meschino, signori, quello di schierarsi militarmente dietro l'usbergo di una altrui decisione(sentenza) solo perché redatta dal “potente”, da una casta ( la Magistratura)ridicolmente impunibile e che assicura sfacciata e nepotistica impunità anche a chi gli mette a disposizione, per ogni lavoretto anche sporco, la sua dignità). Ecco perché vi considero un male della società da curare. Senza bisturi, senza spargimento di sangue, ma solo cercando di istruirvi. Perché è proprio quello che vi manca. -------------------------PENSIERINO SERALE: MA CI FATE O CI SIETE?------------------------------------------- Silvio Berlusconi non potrà candidarsi alle elezioni europee ma resta comunque leader incontrastato del partito politico che rappresenta un quarto degli elettori italiani. E allora? Dunque sentenze e decadenze giudiziarie e giustizialiste non contano niente in politica. Che forse il carcere a Gramsci ha impedito che il Pci diventasse quel grandissimo partito politico che poi è stato ? Qualsiasi Governo attuale dunque ha bisogno dell’appoggio politico di Berlusconi. Questo significa rimettere ogni cosa al posto giusto:una sentenza, giusta o sbagliata che sia ( questo è un altro discorso) emessa da un laureato in legge vestito in toga e tocco resta quello che è ,un atto della burocrazia napoleonica, anche se giudiziaria, un atto di un funzionario statale. Punto. Un magistrato, fatevene una ragione, signori miei,è un signor nessuno come lo è un gran commis di Stato. Ma chi li conosce, ma chi li vota? Si tratta sempre di persone che non contano un ciuffolo rispetto al Parlamento della politica, dove conta solo che ha il consenso popolare. Se ne facciano una ragione gli intelligentoni che ancora blaterano sulla“fine di un ciclo politico”: non capiscono una beneamata mazza. O fingono di non capire!! O si illudono di vivere in uno Stato con una Costituzione diversa da quella che invece ha l’Italia. Insomma , decidetevi: o questa Costituzione è la più bella del mondo oppure non lo è? Perché non può essere la “più bella del mondo” solo quando consente a voi di avere ragione. Quando un leader dispone del consenso del popolo possiede le chiavi della sovranità politica che spetta al popolo. Berlusconi è questo, signori, lo sapete da venti e passa anni, come lo potete eliminare, silenziare, carcerare, imbavagliare? Siete solo illusi o siete anche cretini? Gli intelligentoni “ de sinistra” si sbrodano addosso con parolone come “spinta propulsiva”, come “ carisma rappresentativo” oppure vanno sul trucido con le solite idiozie del “ delinquente abituale”, del “ delinquente condannato” che, ma guarda tu la vita, sono le stesse identiche parole che la stampa servile al Fascismo usava nel 1924 contro Gramsci!E Berlusconi resta sempre il leader di otto o nove milioni di elettori italiani. Ma potete essere più imbecilli?
--------------MENTRE TRAVAGLIO CAZZEGGIA NEL SALOTTO BUONO SU ROBLEDO , ROBERTO BERARDI MUORE IN UN CARCERE DELLA REPUBBLICA EQUATORIALE DELLA GUINEA----------------------------------------------------------------- Così, mentre Travaglio se ne sta comodo, sprofondato in comoda Frau , in qualche “ salotto giudiziario bene “ dove, davanti al solito folto gruppo di fedeli chierichetti genuflessi impartisce evangelicamente le sue “ciacole” su Robledo e Bruti Liberati come fosse chissà quale argomento ( argomento sul quale mi permetterò di ritornare in seguito), questo misero “blogger sconosciuto ”invita tutti gli internauti che navigano su questa latrina maleodorante di Facebook ad abbandonare le misere beghe da sacrestia di campagna sulle quali nessuno discute la capacità di pensiero di Travaglio e de “Il Fatto Quotidiano”, per mandare un messaggio al nostro Ministero degli Esteri per reclamare notizie e la giusta esposizione mediatica – finora una notizia quasi negletta - sulla sorte assurda alla quale pare essere stato abbandonato un imprenditore italiano. Ne ha parlato stamattina alla Radio Stefano Mensurati nella sua trasmissione “ A tu per tu”. Tenuto da 10 mesi un italiano è prigioniero nelle celle della così detta Repubblica della Guinea Equatoriale, un Paese del centro africa, dove circa 700.000 abitanti vivono senza corrente, senza gas, senza casa grazie alla feroce dittatura imposta dal Presidente Teodoro Obiang.Roberto Berardi deve contare sull’identico trattamento che di cuore abbiamo sempre offerto e sostenuto per tutti gli italiani che fossero in difficoltà in altri Paesi. Persino per la Sgrena – è tutto dire! – abbiamo condiviso la scelta di pagare un profumato riscatto e di perdere un nostro funzionario dei servizi ( Calipari). Dunque come i due Marò, come Chicco Testa, come tutti gli altri dei quali mi sfugge il nome, anche Roberto Berardi deve contare sull’identico trattamento mediatico. Imprenditore delle costruzioni, attivo da 20 anni in Africa, Roberto Berardi aveva formato una società di costruzioni con il figlio del presidente Teodoro Obiang ( non per scelta ma perché in quel Paese c’è una legge che obbliga ogni società che vi voglia operare ad avere un socio di maggioranza locale) . Ma dopo aver scoperto alcune strane operazioni sul conto corrente dell'impresa aveva chiesto spiegazioni. Il suo socio è Teodorìn Nguema Obiang Mangue, figlio del presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. Un presidente che nelle elezioni del 2004 ha ottenuto 98 seggi su 100, un dittatore, che condiziona chiaramente la situazione politica nel paese. Anche il governo tecnico nominato in attesa delle nuove elezioni è composto dai membri della famiglia Obiang. E, si legge nel rapporto di Amnesty International, "benché non fosse previsto dalla Costituzione, il presidente ha nominato suo figlio maggiore, Teodoro, detto Teodorìn, Nguema Obiang, in qualità di secondo vicepresidente . Poche ore dopo è stato prelevato, accusato di frode fiscale, condannato al pagamento di 1,2 milioni di euro e sbattuto in carcere dove marcisce dal 18 gennaio scorso, da due mesi. Teodoro Obiang è sotto processo negli Usa per riciclaggio e colpito da ordine di cattura della magistratura francese. Su Teodorìn Obiang pende attualmente un mandato di cattura internazionale emesso dalla Francia per appropriazione indebita di fondi pubblici e riciclaggio di denaro. Negli Stati Uniti, invece, è in corso un processo contro di lui. Dalle documentazioni relative all'inchiesta americana emerge che Teodorìn Obiang avrebbe acquistato per oltre un milione di euro (proveniente dalla società Eloba, quella con Berardi), i guanti del "Bad Tour" di Michael Jackson. E non solo. Il vicepresidente equatoguineano ha usato quei soldi anche per arredare la sua villa a Malibu da oltre 30 milioni di dollari. Dall'inchiesta emerge inoltre uno schema ben chiaro e utilizzato già altre volte dal rampollo del dittatore: transazioni fatte a nome di aziende con proventi illeciti ottenuti da riciclaggio e corruzione. Alcune di queste sono avvenute in banche americane come la "American Business Bank a Los Angeles". Il conto era a nome della "Eloba Construction S. A". L'unica colpa di Roberto Berardi sarebbe stata quella di non accorgersi in tempo di quanto stava accadendo alle sue spalle e, invece di scappare, di chiederne conto in consiglio di amministrazione. Che ruolo ha avuto il ministero degli Esteri italiano? Perché in Italia è mancata fino ad ora una vera e propria opera di sensibilizzazione mediatica e diplomatica? La Farnesina fa inoltre sapere che l'ambasciata italiana a Yaoundé ( dato che nella Repubblica Equatoriale della Guinea non esiste una nostra Ambasciata) ha coinvolto il Nunzio Apostolico a Yaoundé, accreditato anche in Guinea Equatoriale. Il Nunzio è intervenuto presso il presidente della Repubblica Teodoro Obiang". Quale esito abbiano avuto questi contatti, però, ai familiari di Roberto non è stato detto. Silviana Malafronte, la madre di Berardi, ha rivelato in lacrime che "Il Nunzio Apostolico del Camerun, Monsignor Pioppi ha dichiarato di non poter agire perché altrimenti perderebbe le donazioni del governo di Obiang". Il fratello di Roberto, Stefano Berardi, dalla Germania grida all'indifferenza del ministero degli Esteri, che, per mesi, "ha ostacolato anche semplici procedure burocratiche per l'invio di denaro a Roberto in carcere". Potete per una volta fregarvene , anime belle, delle ciacole” di Travaglio su Robledo, che alcuni chierichetti in evidente stato di “ estasi”, hanno peraltro definito finanche “illuminanti” ed, a proposito di luce, accendere finalmente il ben dell’intelletto?

giovedì 20 marzo 2014

L’uomo politico si alzò dalla sedia e s’incamminò, con quel suo andare ritmico, verso il palco, tra un profluvio di fischi assordanti. Il conduttore del dibattito, sorridendo, sussurrò al microfono per far ascoltare bene le parole” I fischi non sono diretti all’uomo, sia chiaro, ma al politico. E se io non fischio è solo perché non so fischiare”. Questo era l’elegante sarcasmo cin cui Craxi disintegrò Berlinguer, durante un Congresso del Psi . Cosa diceva invece il Marchesino sardo di Craxi? Eccovi serviti: “Craxi non fa parte della mia famiglia, perché Craxi è un lestofante ed un ladro…..”. Senza commento. Ognuno è libero di santificare chi preferisce, c’è chi divinizza anche Lucifero, per dire. Alcuni nostalgici del comunismo duro e puro, ad esempio, restano estasiati dall’idea della “ assoluta perfezione del progetto comunista”, perché addebitano tutti gli orrori di quel disegno politico alla persona Stalin. Altri nostalgici comunisti, invece, sostengono che Stalin fu un “grande statista” perché riuscì comunque a costruire una potenza mondiale. Ecco, mi viene da dire, evviva la libertà di pensiero e d’espressione. Ma non esiste nessuna libertà che consenta di evangelizzare e santificare spudorate menzogne, come da anni i nostalgici comunisti cercano di fare con Enrico Berlinguer. L’idea di Veltroni di fare perfino un film su Berlinguer ( e poteva mancare Toni Servillo ? Infatti il prezzemolino c’è anche lui!) sarebbe stata un’ iniziativa culturalmente encomiabile se fosse rimasta nel recinto dei malinconici ricordi dei “ come eravamo”, “ cosa resta di quegli anni settanta” e via rimpiangendo la nostra ormai lontana gioventù. Potremmo anche pretendere, per dire, altri film similari , per esempio su De Gasperi , quello che ci salvò dalla dittatura di Stalin anche grazie agli Usa, ma ci salvò da quella dittatura, inutile negarlo. Per esempio su Almirante, personaggio politico che ha incarnato i valori di una grossa fetta di italiani con un rispetto repubblicano come pochi. O su Craxi che illuminò l’Italia col suo disegno politico della sinistra riformista come mai era accaduto e come mai è accaduto dopo. O come Berlusconi, l’unico leader politico che ha fatto intravedere al popolo italiano quelle libertà civili ed economiche che neanche lontanamente ci erano state mai concesse. E tutti sarebbero, da un punto di vista culturale e storico, iniziative assolutamente encomiabili. Ma non ci sono, gli “ altri film”, c’è solo questo su Berlinguer. Cui prodest? Veltroni non ha scoperto nulla di nuovo sul Marchesino Berlinguer, ma ha taciuto troppe verità. La verità fa male, lo so, ma è sempre preferibile alle pietose agiografie mielose su Berlinguer. Perciò, fatto salvo il principio sacrosanto che ognuno è libero di santificare anche il demonio , ma quando Veltroni si mette a santificare anche il “politico” Berlinguer, allora – fermo il rispetto per la persona tra l’altro anche deceduta – si espone al ridicolo e sorge il dibattito politico. Perché , mi deve dire Veltroni e con lui tutti i piagnoni al seguito, ditemi almeno una disposizione del parlamento, c'è una " legge Berlinguer " che abbia fatto epoca ? C’'è un " decreto Berlinguer " che abbia lasciato il segno nella storia di questo Paese ? C’'è una " riforma Berlinguer " che abbia segnato la storia economica e/o politica/sociale dell' Italia ? Se qualcuno le conoscesse, me lo scriva su Facebook. Io non ne ricordo una, che sia una, per il bene del Paese, ma ne ricordo tante, troppe, per il bene suo e del suo Pci, le leggete avanti. Qualcuno strepita istericamente : ma Berlinguer era un uomo probo, onesto, coerente. Berlinguer "onesto e coerente"? Ah, se potessi parlare senza beccarmi denunce! Quanto a “coerenza” basterebbe ricordare che Enrico Berlinguer era uno straricco marchese sardo, un tipico “latifondista che gioca a fare il rivoluzionario da salotto buono” il quale, se avesse avuto un minimo di coerenza avrebbe dovuto rinunciare a quel ridicolo titolo nobiliare di cui ,invece, era assai fiero e geloso, alla faccia della “lotta contro la nobiltà “ che era stato un caposaldo del comunismo d’antan, duro e puro. Quanto poi all’onestà mi dovrebbero dire, lor signori, chi ha guidato il Pci negli anni fra il 1970 ed il 1984 , cioè proprio nel periodo in cui massini furono i generosi e cospicui finanziamenti illeciti che Stalin ed il regime sovietico elargiva al Pci? Non era forse proprio Enrico Berlinguer (dal ’72 al ’84) per caso? E come faceva a “ non sapere” da dove venivano tutte quelle ricchezze del Pci ? Forse volete darci da bere che il Marchese Berlinguer credesse che tutti quei soldi provenissero dalla vendita delle salamelle alle Feste dell’Unità ? E il sistema delle Cooperative rosse, emiliani e toscane, a chi facevano capo del Pci se non a Berlinguer? E chi era alla guida del Pci quando negli anni ’80, il Pci, insieme con la Dc, si fabbricarono la loro brava “ amnistia ad partitum” così da cancellare ogni paura sui reati connessi ai finanziamenti di Stalin, se non Enrico Berlinguer ? E non era sempre “l’onesto e probo” Enrico Berlinguer ( sempre buffone Benigni “ Berlinguer, ti amo!”) a capo del Pci che face approvare dal Parlamento italiano la famigerata legge 252 del 1974, detta «legge Mosca», grazie alla quale decine di migliaia tra funzionari , portaborse, autisti, sindacalisti , semplici guardaspalle tutti di area Pci ,hanno potuto beneficiare - spesso abusivamente - di pensioni agevolate, e di godere dell'incredibile privilegio di riscattarsi a basso costo non solo gli anni trascorsi nel partito o nel sindacato, ma persino quelli passati sui banchi di scuola, purché si rientrasse nelle suddette categorie, una Legge miserabile che ha distrutto indissolubilmente il nostro debito pubblico ? E chi era, se non sempre e solo Enrico Berlinguer, a capo del Pci che fece varare dal Governo Andreotti nel 1972 quella disposizione che concesse la libertà provvisoria anche a Valpreda, quell’anarchico che era in carcere per la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre del ’69 e che tanto caro era alla sinistra ? Ah, forse dite che lui “ poteva non sapere”? Cioè Berlinguer era trattato come un Re, aveva un esercito di funzionari, il Pci comprava immobili a tutto spiano, intratteneva rapporti con tutto il mondo e solo lui, Enrico Berlinguer, era come il classico marito beato e cornuto che finge di non sapere che tutto quel ben di Dio in casa proviene dalle marchette della brava mogliettina? Dicono acidi i suoi adoratori: Berlinguer era ricco di suo. Però Berlinguer viaggiava con aerei di Stato, non con aerei privati a proprie spese, per dire. E quando il Cecoslovacchia fu oggetto di un “incidente stradale” ( ci furono due morti), fu riportato indietro di corsa dal servizio segreto italiano, sempre per dire. E se poi vogliamo dirla tutta, a proposito della “onestà” di Enrico Berlinguer, beh! Ecco a voi l’unica eredità vera di Berlinguer: il più eclatante esempio di nepotismo nella storia dell’Italia. Altro che Bonaparte, signori miei! Berlinguer, "onesto e coerente", ha piazzato prole e successori in posti sicuri, sempre a spese dello Stato, cioè nostre, del popolo. E’ la sua “onestà” ad imporre tutto ciò, non certo come certi altri imbroglioni che rischiano in prima persona e che danno lavoro a settantamila famiglie italiane , per dire! Di Enrico Berlinguer restano soltanto tre figli ben sistemati, senza nessun concorso per meriti. Si può iniziare da Bianca Berlinguer ,direttora del TG3. E poi c'è Berlinguer Luigi piazzato ministro e poi Giovanni all’Università a Siena ( e dove sennò?) e Giovanni trascina anche qualche altro nipote, sempre Berlinguer. Poi c'è la Berlinguer Laura, sorella di Bianca che lavora sulle reti Mediaset. Poi Berlinguer Marco il terz'ultimo , attualmente un rifondarolo senza arte né parte. I Marchesi si sono blindati per cento vite! In politica estera, poi, Enrico Berlinguer ha solo cercato di barare sia con Mosca che con New York. Teneva un piede in due scarpe e mentre si dichiarava tranquillo sotto l’ombrello del Patto Atlantico , voleva tentare anche di svincolarsi dalla ferrea gogna di Mosca. Così s’era inventato la famosa “via europea al socialismo”, ma nessuno sa cosa sia, forse nemmeno lui lo sapeva. Perché non lo ha mai svelato. Tante chiacchiere, niente di concreto. Berlinguer , cari signori, è uno dei due uomini che hanno rovinato l’Italia . L’altro è Aldo Moro. Il compromesso storico è stata il loro fallimento politico è l'ufficializzazione della spartizione dell'Italia e del suo patrimonio tra comunisti e democristiani. Nel periodo degasperiano del centrismo ed in quello successivo dell’apertura a sinistra a favore del Psi di Nenni, nessuno si arrischiava più che tanto a fare la cresta perchè era sotto l'inevitabile controllo dell'altro. Ma dopo il compromesso, dopo l’accordo tra Berlinguer e Moro, Pci e Dc si sono spartiti la "torta" e mangiato tutto e di più, fino a portarci al disastro Euro e Unione Europea.. Questo è avvenuto a seguito del compromesso storico. Rimpiangere Berlinguer politico ? Da italiano spero che bruci all'inferno assieme a Moro, se inferno esiste.

mercoledì 19 marzo 2014

-------------IL FATTO QUOTIDIANO, ATTACCAPANNI DELLA PROCURA,ALTRO CHE GIORNALE!--------------------------- Le botte alla Procura di Milano ! Mentre la solita marmaglia, portatrice sana di rozza ignoranza, su Fcb inneggia ora ad un “curatore fallimentare” come Berlinguer , ad uno che incassava alla velocità della luce nella tasca sinistra i generosi finanziamenti illeciti di Stalin mentre con la destra andava scrivendo che “ loro, del Pci, erano diversi antropologicamente” ora ad un Pertini, che il Pci spedì al Quirinale per concedere la grazia “alli peggio delinquenti assassini”( sfido che non aveva bisogno della scorta! Se ne era fabbricata una sua , quella con Moranino, Toffanin, etc)), pochi si rendono conto che è spuntata “the smoking gun”, la pistola fumante della giustizia politica contro Berlusconi “Il Fatto Quotidiano” , ciclostile della “Procura” ovvero la “trombetta dei P.m. de sinistra” , il cenacolo degli apostoli dello Stato di Polizia tipo DDR, scrive in prima pagina : “L’inchiesta segreta e le guerre che spaccano la Procura”. Titolazione criptica, ad uso dei suoi “cronici consumatori quotidiani”, ormai schiavi di quella dose quotidiana . Per uscirne, da quella schiavitù, non c’è metadone che tenga. Perché mentre tutto il mondo libero e civile, democratico, che vive in una democrazia, in uno Stato di Diritto pensava , supponeva, credeva ( almeno, così c’è scritto su codici e pandette ) che a gestire i processi, anche quelli a Berlusconi, a Tortora, a Dell’Utri, a Mori, a Contrada, ecc. fosse un Tribunale ( per antonomasia democratico , equo e solidale sempre sereno ed assolutamente imparziale, come sempre sostenuto dalla “società civile”),oggi, grazie a “Il Fatto” , scopriamo che , invece, i processi, almeno quelli a Berlusconi, si sono svolti “in una trincea”, in “ quella trincea”. La trincea della Procura milanese che, proprio perché “trincea” , è in guerra contro Berlusconi, attività bellica non certo raccomandabile in un Tribunale . Autogol clamoroso che , davanti al mondo intero, svela la pistola fumante di una pseudo giustizia italiana non solo politicizzata, ma anche addirittura mentalmente “armata” e nascosta in una trincea ideologica, dove “armati belligeranti” ( travestiti da Magistrati) organizzano sortite improvvise per fare incursioni ( simil processi) ( lasceranno feriti, morti, civili inermi ne saranno vittime, torna il terrorismo anni settanta, è una sua rievocazione inconscia?) nel territorio e contro coloro che “quella trincea” decida sia “suo nemico”. Stamo messi proprio bene!!!! L’ineffabile sfinge appollaiato sul Quirinale è distratto, lui, poverino, è come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla. Lui , che “sarebbe” anche il capo di quell’esercito che s’è nascosto in quella trincea da più di venti anni, il grande Presidente, lui , fa l’arrogante, parla di giacchette, fa ammuina , si limita ad obbedire ai voleri della trincea e dei suoi sottoposti per concludere e finalizzare quel lungo progetto ordito dal suo Pci e da Magistratura Democratica nel lontano 1989/90. Se il Pci era stato letteralmente distrutto dall’irresponsabile delirio etico – politico di Berlinguer, un ricco ed aristocratico sardo che ha speculato sulla pelle di milioni di italiani recitando la parte del “Che Guevara da salotto buono”, che voleva farne un “partito di governo” attraverso la via parlamentare delle “larghe intese” , una volta fallito Berlinguer e caduto il regime staliniano che aveva fatto del Pci con i suoi finanziamenti il partito ricco, bisognava elaborare un diverso piano strategico che lo avrebbe condotto , con sigla mutata, a conquistare il governo del Paese per la via “ giudiziaria”, cioè facendo fuori fisicamente tutti gli avversari ( Craxi, Andreotti, Forlani, Berlusconi , ecc) con fucilazioni giudiziarie, come Mussolini fece con Gramsci, come ogni regime ha sempre eliminato giudiziariamente i suoi dissidenti. Tutto questo fa ribrezzo, schifo, è uno spettacolo semplicemente da quarto mondo. Ma tutti zitti, la paura fa novanta. È tollerabile questo? No, proprio no. Un P.M. che presta servizio in quella trincea, Robledo , ha denunciato al Csm il Procuratore capo Bruti Liberati perché assegna le inchieste con “criteri politici” senza minimamente tener conto delle competenze dei Magistrati in servizio permanente effettivo . Stringi stringi , il P.M. Robledo contesta che Bruti abbia imposto di rinunciare a perseguire reati di cui si aveva notizia certa, per colpire più fortemente qualcuno con un’altra inchiesta affidata a Boccassini. E al diavolo la Costituzione che parla di “obbligatorietà dell’azione penale”. Cos’è obbligatorio lo decidono Bruti con la Boccassini, magari in una riunione di Magistratura Democratica. Robledo denuncia proprio questo. Prevedo “cazzi amari” per Robledo, magari non solo c.p.r. ma anche una bella “purga staliniana”. In arrivo un bel “ promoveatur ut amoveatur” tanto caro al Principe di Salina, nella Sicilia preunitaria , feudataria, baronale. La politica “ de sinistra” che sta nella capoccia ideologizzata di Bruti fa decidere alla Procura quali reati, e dunque quali supposti autori dei medesimi crimini, vadano perseguiti. E quali no. Bella giustizia! Qualche cerebroleso dubita ancora della politicizzazione della magistratura e che i processi contro Berlusconi siano stati condotti dalla “trincea” della politica? E poi ci si stupisce se, secondo il rapporto europeo sulla giustizia uscito in questi giorni, l’Italia è al ventesimo posto su 28 Paesi quanto a fiducia nella magistratura da parte dei cittadini.

martedì 18 marzo 2014

--------------------I VERI DELINQUENTI ABITUALI-------------------------------------- Dunque voglio tenermi stretto stretto, Giorgio Napolitano , sinistrume vario e manettari italiani, ma il ragionamento , se ce la fate, è questo, solo due esempi per amore di concisione. Francesco Moranino aveva ammazzato una ventina di esseri umani, era stato condannato dal Tribunale in primo grado e Lei Napolitano, insieme ai suoi compagni, lo candidaste alla Camera, divenne Onorevole e, grazie all’immunità, restò libero, il delinquente assassino, per tutta la vita, seduto in Parlamento. Per di più graziato dal Compagno Presidente Giuseppe Saragat. Mario Toffanin invece era solo un pluriassassino,l’autore della strage di Porzius, era stato denunciato nel 1946.Per evitargli il processo e la condanna il Pci di Napolitano and partners fece “emigrare” ( clandestinamente il caro compagno Toffanin in Jugoslavia e poi mandato a lavorare in Cecoslovacchia alla “ Scuola militare del compagno Siska”, campi di addestramento per terroristi. Nel 1952 fu condannato all’ergastolo per quella strage. Siccome il compagno Presidente Saragat non aveva avuto la faccia tosta di graziare anche Toffanin dopo aver graziato l’assassino Moranino, il compagno Toffanin dovette pazientare fino al 1978, quando, cioè, appena uscito Giovanni Leone dal Quirinale, vi entrasse un altro compagno Presidente, tale Sandro Pertini che, fra una fanfaronata ed una partita a scopa con qualche giocatore, una carezza a qualche bambino e qualche pianto a qualche funerale, si affrettò a graziare, di nascosto, anche il caro compagno Toffanin. Il così detto “ grande ed onesto Pertini”! Mi fermo qui per non parlare della Capponi e di tanti altri casi similari. Invece oggi,Napolitano and partners, con la vostra bella faccetta da culo voi inorridite , scandalizzati, davanti alla sola ipotesi di una candidatura europea , di una grazia per Berlusconi, vero, che, oltre a non aver ammazzato nessuno, è anche il leader di una parte considerevole degli italiani ? Vi stracciate le vesti, vero? Gridate allo scempio del diritto,vero, alla certezza della pena, vero? Dirvi che fate ribrezzo e schifo è poco. Ma posso dire ad alta voce che I VERI DELINQUENTI ABITUALI SIETE PROPRIO VOI E NON BERLUSCONI.

sabato 15 marzo 2014

---------------C’ERA UNA VOLTA UN POPOLO DI IDIOTI--------------------------- Delle morti di Vado Ligure non trovo traccia su Repubblica, strano. Un giornale così intransigente , zeppo di fior di giornalisti a schiena dritta, senza bavagli né padroni loro, che non guardano mai in faccia a nessuno, sempre lì sul pezzo, sempre schierati a difesa dei più deboli, dei diseredati che se ne fottono di quei poveri quattrocento e passa morti che le “malelingue” vorrebbero mettere sulla coscienza di Carlo De Benedetti, casualmente padrone oltre che di quello stabilimento anche di Repubblica! Da Ambra Jovinelli, altro che Checco Zalone o Crozza, poi, “Il Fatto Quotidiano”, da centellinare, prego, come rosolio d’altri tempi. Ci troverete un un articolo completo e preciso, nel quale strafottendosene delle morti con un alto senso della sua ben nota “legalità” ricostruisce – in ottava pagina s’intende- come è colpa di tutto quel disastro ambientale sia solo colpa di Berlusconi perché in quegli anni lui era al Governo e non poteva non sapere cosa facessero in quella centrale. E ci informa, Il Fatto Quotidiano, con la precisione e lo scrupolo che lo contraddistinguono, che De Benedetti è intenzionato, a tutela del proprio nome, a chiedere un risarcimento danni per 1 miliardo di euro all'ex Cavaliere Berlusconi. Al Magistrato della Procura di Savona, il gip Fiorenza Giorgi, auguro di poter svolgere il suo lavoro con la stessa libertà della quale ha giustamente goduto la sua omologa Patrizia Todisco, della Procura di Taranto, quella che si è occupata dell’Ilva, perché , ho un brutto presentimento, dettatomi dalla mia esperienza. Ho infatti la strana sensazione che potrebbe far la fine della p.m. Giuseppa Geremia (nome ignoto alla maggior parte degli italiani dediti notoriamente al calcio).Costei nel 1996 chiese il rinvio a giudizio dell'allora presidente del Consiglio Romano Prodi nell'ambito dell'inchiesta sulla cessione (sottobanco e sottocosto, quasi aggratisse ) del gruppo Cirio - Bertolli - De Rica per abuso d’ufficio. Prodi era stato nel 1990 advisory director della Unilever NV (Rotterdam) e della Unilever PLC (Londra), gruppo che secondo il P.M. Geremia aveva gestito la trattativa attraverso la Fisvi. Secondo l'accusa quindi Prodi avrebbe favorito la Fisvi, sebbene questa non avesse i mezzi finanziari per acquistare la Cirio-Bertolli-De Rica, in modo da agevolare indirettamente l'Unilever, aggirando così l'obbligo di conseguimento del miglior prezzo previsto dalle direttive CIPE. L'inchiesta portò a una sentenza di non luogo a procedere nell'udienza preliminare il 22 dicembre 1997, con la più ampia formula di proscioglimento «perché il fatto non sussiste».E quasi nessuno ricorderà il perché! Semplicemente perché , come rilevò Il Gup Eduardo Landi nelle motivazioni, vi era stata la riforma dell'abuso d'ufficio ( promulgata il 10 luglio 1997 su iniziativa dell'Ulivo) . Una inchiesta , quella del P.M. Geremia che condusse anche un'inchiesta su vicende riguardanti le Ferrovie dello Stato, l’attuale Tav per intenderci. Pare fosse stato allora commesso anche il reato di abuso d'ufficio dal noto "curato" di Scandiano. Come finì la faccenda? "Nottetempo" l’ufficio della Geremia venne messo a soqquadro dai “soliti ignoti” e, nel giro di pochi giorni, la "pratica" venne avocata dal superiore della Geremia , la quale poi venne “mandata” in Sardegna, trasferita, silenziata. Democraticamente s’intende! La faccenda afferente Prodi venne naturalmente archiviata. Legge ad personam? Ma quando mai!!!!

giovedì 13 marzo 2014

-------------------MA SONO PERSONE D’ONORE O NO?-------------------------------- Bruto, sappiamo, noi ( ed ancor meglio lo sa Cesare), è “uomo d’onore”, ma Repubblica, i suoi giornalisti ed i suoi lettori ? Mauro, Scalfari, Giannini, Serra, Milella, Spinelli, ecc,saranno anch’essi “d’onore”? Come non ricordare le loro “severe battaglie etiche ” contro il conflitto di interessi del Cavaliere ? Come non ricordare quelle campagne contro il Ministro Biondi, perché era piovuto, governo infame e ladro? E come non equiparare alle parole “di quel tal Sandro autor d’un romanzetto,ove si parla di promessi sposi” su Cecilia alla sublime prosa di un Giannini che tratteggiava l’ “odioso, meschino e vomitevole servilismo verso il padrone Berlusconi” di un Sallusti ? O il distillato di puro lirismo con il quale un Adriano Sofri, mica uno qualunque, descriveva , su Repubblica, la vita e la morte che incombono ormai ai pochi superstiti rimasti in quella miserevole zona sub-sahariana che è Taranto,miserevolmente saharizzata “solo” dalla gestione Riva dell’Ilva che, pure , stava lì, sempre a Taranto, dal 1965 e non dal 1995 per dire? E come dimenticare “quel sobrio e dignitoso dire “ d’un cotal opaco Gotor , sempre su quella “ Gazzetta dell’onore” chiamata anche “ Repubblica”, che ai bei tempi del suo “padrino Napolitano”, verso ottobre 2011, spompinava – ohibò! what a very bad shape !-( assai più leggiadramente che una Lewinsky ad un Clinton per l’amor di Dio) un efebico e diafano Monti che , loden vestito e moglie appesa al ritual braccio e dopo aver “preso” la dovuta “messa domenicale” , “ assumeva” nel bar , ma come fosse sacra ostia – mica mozzicava, mica masticava, mica mangiava ,mica succhiava,mica sbavava, lui e la moglie, loro” assumevano” – il domenicale e mattutino “ cappuccino e cornetto”, che vuoi mettere la masticatura “salivale, volgave e populista” del Berlusca! Sto ancora aspettando di leggere articoli furibondi , come contro “gli spietati Riva”, di Repubblica sulla Tirreno Power di Vado Ligure, contro “ gli spietati “ De Bendetti , ma “ zeru titoli”. Ho invece letto molte intimidazioni di Repubblica su Renzi, per esempio per mettere, come usava De Benedetti “ alli tempi belli!” quando i suo manager Olivetti erano anche Ministri ( vero Visentini?), l’amico e compagnuccio fidato e “apote” Lucianino Barca al Tesoro ; quelle sanguigne contro il “ sempiterno conflitto di interessi”, stavolta della Guidi al Ministero dello Sviluppo ( forse perché dovrà essere proprio quel Ministero a decidere il contributo “ capacity payment”, ovvero “ sovvenzioni di Stato” per l’energia elettrica ?), ho anche letto che il Monte dei Paschi di Siena è la Banca più esposta verso Sorgenia ( sempre dei De Benedetti, padrone di Repubblica e tessera “ number one ! del P.D.) , ho saputo ( ma niente su Repubblica) che si parla di “ aiuti di Stato” per Sorgenia, come facevano Dc e Pci con la Fiat degli Agnelli, ho anche saputo che una dei candidato per i vertici di Enel e Terna sia tale Mongardini Monica, attualmente addirittura Amministratore Delegato dell’Espresso – Repubblica, ma altrove. Non su Repubblica. Così comincio a credere che Repubblica, Mauro, Scalfari, Milella, Serra , Spinelli, etc non abbiano poi tutto questo “ onore personale”. MA VOTARE NON VUOL DIRE SCEGLIERE? La cronaca di questi giorni passati racconta che l’unico leader che, davanti a quello scempio della democrazia e del merito che sono le “ quote rosa”, ha pronunciato una frase che premia la democrazia è stato “ il delinquente abituale”, alias Silvio Berlusconi. Il quale, davanti all’assurdo tentativo di imporre il 50% dei candidati solo fra le donne, s’è posto il problema: ma così, che fine fa la volontà del popolo che, a parole, dovrebbe esercitare anche ( lo dice anche la Costituzione) la sovranità politica? Etimologicamente, signori belli, “ votare”significa “scegliere”( ciascuno lo deve fare secondo proprie scale di valori), ma se metà dei candidati devono essere imposte dalle segreterie politiche fra le sole donne ed indipendentemente dai loro meriti, allora tanto vale andare alle “preferenze”. Ed ha ragione totale, Silvio Berlusconi, così come invece nessuno altro leader politico ha detto. Che dunque, come anche il sottoscritto , pensa più alla dignità del Paese e del Parlamento che ai propri interessi di bottega e che non vuole che qualcuno entri in Parlamento solo perché imposto.
---------ANCORA DUBBI SULLE MODIFICHE ISTITUZIONALI IN CORSO--------------- Torno anche oggi sull’argomento della riforma costituzionale del Senato, della legge elettorale etc, perché ci sono ancora altre cose che non mi tornano, oltre quelle scritte ieri. Dovendo sopprimere il Senato ( e trasformarlo in altro e diverso organo), la prima questione che mi arrovella è: ma se questo Parlamento si è formato sulla base di una Legge elettorale dichiarata anticostituzionale dalla Consulta, è o non è politicamente legittimato ad una tale modifica della Costituzione? La nostra Costituzione altro non conosce e vede se non un Governo nominato da un Presidente della Repubblica ( che non viene scelto dal popolo) , Governo che deve ottenere la fiducia politica sia dalla Camera che dal Senato. Punto. Tutti sappiamo e ne parliamo da sessanta e passa anni che i nostri padri costituenti hanno creato questa Costituzione ( la più bella, la più brutta ?)in quanto da un lato terrorizzati da un possibile ritorno del fascismo e, dall’altro, ugualmente terrorizzati dalla minaccia di una oppressione del comunismo staliniano. E poiché quei regimi totalitari ( fascismo e comunismo) erano fondati su un “potere esecutivo” autoritario ed indipendente dalle altre istituzioni, essi hanno fatto in modo che il governo della Costituzione repubblicana non avesse proprio alcun potere. Ma la legge della democrazia non conosce pregiudizi, qualunque essi siano. Dunque il progresso civile e culturale di un Paese dovrebbe anche comportare la regola semplice che se un governo eletto dal popolo fa bene, esso viene riconfermato nelle elezioni successive, se fa male viene cacciato. Ma nella storia della Repubblica italiana non c'è nessun governo eletto dal popolo. Lo vieta proprio la Costituzione. Dunque noi abbiamo una Costituzione che è “ contro la sovranità popolare”. E’ democrazia, questa, o altro? Forse una delle svariate tonalità della democrazia , più vicina ad una “ oligarchia “ che ad una democrazia. Perché tutti i governi dell’Italia repubblicana sono stati decisi a tavolino dalle oligarchie dei partiti politici.Come anche tutti i ruoli istituzionali: Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato. Tanto più che anche quando un partito ottenesse una grande affermazione popolare, poi, per fare un governo, deve sempre mettersi d’accordo , grazie a questa forma di democrazia parlamentare,con una pletora di altri partiti, gruppi, gruppuscoli,sindacati etc che lo tengono praticamente e continuamente sotto ricatto. Ma che razza di democrazia è mai questa? Questa dunque sarebbe la Costituzione più bella del mondo? Solo un clown può fare queste battute, ma solo per far ridere il pubblico. Attenendomi alla Costituzione , trovo che essa sia fondata sul “bicameralismo perfetto” più che sulla sovranità popolare, che resta sullo sfondo, relegata in un secondo comma schiacciato dall’enfatismo collettivo del primo comma (dell’articolo 1), buttata lì più come una vaga promessa futura che come un vero diritto primigenio. Ma se bisogna modificare questa base ferrea della Carta è sufficiente deliberare per l’articolo 138 con tutti i rischi abrogativi ad esso connessi? Si tratterebbe, in sostanza, di una semplice modifica della Costituzione oppure di una sua completa trasformazione in qualcosa altro? E non ci sarebbe anche il rischio , con l’articolo 138, che, oltre che il Senato , potrebbe anche essere soppressa o modificata anche la Camera? E allora cosa accadrebbe? E dunque non sarebbe forse il caso di invocare l’articolo 139 anzi ché il 138, per sgombrare il campo da ogni remora, da ogni dubbio ed avere un’Assemblea Costituente che sia una vera espressione della sovranità popolare?

martedì 11 marzo 2014

------------INGANNO TRUFFALDINO O IMPERDONABILE INGENUITA’?-------------------- Più ci penso e più divento sospettoso verso questa nuova legge elettorale che deve valere solo per la sola Camera dei deputati, lasciando così che l’elezione al Senato venga ancora regolata dalla vecchia legge elettorale , tutt’al più emendata da quei punti che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi. Da cui scaturisce quindi una legge elettorale proporzionale con qualche clausola di sbarramento. Sono titubante, sospettoso e infastidito perché ritengo che tutto questo, anziché portarci alla agognata governabilità, ci può invece condannare all’ingovernabilità. Perché se la Costituzione rimane invariata ( ed è questo, a mio giudizio, il vero e centrale problema del Paese) , vero che alla Camera avremo uno schieramento politico vincitore, al primo o al secondo turno, rafforzato da un ragionevole premio di maggioranza, ma al Senato, invece, non avremo una maggioranza chiara e definita, come alla Camera. Da qui la difficoltà , se non l’impossibilità, che io temo , per la fiducia al Governo. Qualcuno elogia questa diversità di sistema elettorale perché, sostiene, condurrà gioco forza ad una più veloce riforma del bicameralismo costituzionale che condurrebbe a trasformare, come qualcuno va dicendo, l’attuale Senato in una Camera delle autonomie territoriali. Si sottace, se non si dissimula addirittura del tutto ( comunque se ne parla poco in giro fra stampa e televisioni) il fatto che ci si trovi in questa situazione non a caso, ma per un progetto politico ben definito, che avrebbe avuto lo scopo di coinvolgere anche Berlusconi ed il centrodestra non tanto per varare l’Italicum, quanto per bloccare così questa legislatura fino al suo termine naturale. Tutto questo significherebbe politicamente che il P.D. abbia usato Renzi ( ennesimo “utile idiota” della storia italiana dei comunisti o post ) per raggirare Berlusconi con un “falso scopo” ( una legge elettorale maggioritaria, bipolare, etc come da sempre voleva il centrodestra) per consentire così di cementare questa legislatura e questo Governo Renzi della sinistra fino al termine della legislatura, fino al 2018. Come si può ragionevolmente supporre che Giorgio Napolitano, che tanta occhiuta cura ha messo nell’evitare di dare voce al popolo dal fatidico Giugno 2011, concedendogliela solo quando non ne poteva fare a meno ( febbraio 2013), dopo aver varato ben due Governi privi di mandato popolare ( Monti e Letta) e che vede ora realizzarsi la possibilità di assicurare finalmente una intera legislatura di Governo al proprio partito politico ( dopo l’ultima di Prodi del 1996 – 2001, lontana dunque diciotto anni ) azzardi ora uno scioglimento anticipato delle Camere in una situazione di meccanismi elettorali distinti ed opposti ? Altre domande mi urgono, alle quali cerco di dare risposta. Perché non si è provveduto a fare una legge elettorale anche per il Senato che faccia da puntello all’Italicum per la Camera? Perché tanta rassegnazione nel lasciare che la legge elettorale per il Senato sia stata “decisa” dalla Corte costituzionale e non dal Parlamento ? Non sarebbe stata questa, forse, l’occasione per risolvere finalmente dopo sessantasei anni di bicameralismo ( che tanti lutti addusse agli Achei), il problema che ci inchioda e ci crocifigge e che è rappresentato dalla riforma del bicameralismo ? Una tale riforma ci avrebbe sospinto verso il lido di approccio dei Paese democratici e normali, dove una sola istituzione elargisce e toglie la fiducia al Governo , mentre l’altra istituzione si occupa di collegare politicamente il Governo con la periferia civile ed istituzionale. Posso pensare ad una debacle di tale portata di Berlusconi e di Forza Italia, che sono caduti nel tranello di Renzi e del P.D.? Non posso non pensarlo, non tanto per sfiducia in questo o quel politico, non tanto per far emergere l’ingannevole politica della sinistra che pensa al suo benessere invece che a quello del Paese usando trabocchetti e raggiri truffaldini o una certa dose di pressapochismo e di ingenuità nel centrodestra che non prevede un simile tranello, ma perché le azioni politiche si devono valutare sulla base delle loro conseguenze politiche. Diffidenza verso la sinistra e delusione verso il centrodestra avvalorate per di più dal fatto che anche solo leggendo alcuni spunti pubblicati dalla famosa Commissione delle Riforme Costituzionali guidata dal Sen Quagliariello nella sua relazione ( “Per una democrazia migliore”)sarebbe stato facile evitare l’inganno. Resto perplesso…..

sabato 8 marzo 2014

----S’IO FOSSI DONNA ARDEREI LO MONNO E LA BOLDRINI ! AFFANCULO L’OTTO MARZO!------ Sono nato uomo ma se fossi donna prenderei a calci in culo chi , ancora oggi, mi vuole considerare come una inetta, una incapace, come “una donna” , insomma , come una sorta di cerebrolesa incolta, semianalfabeta, incapace di farsi rispettare come persona Ma che vada a fare in culo l’otto marzo e questa miserabile e mignottesca “festa delle donne”, le mimose, lo spettacolo vomitevole delle donne a gruppi, “libere per una sera”, sciolte dal guinzaglio, lì a ingozzarsi – ma disinibite de che? ipocrite femminazze!- donnette che si riempiono la boccuccia a culo di gallina con strepiti da oche contro “lo scempio del corpo delle donne” (alludendo, ovviamente al solo Drive In !) mentre poi affittano muscolosi maschiacci in mutande o si infilano minigonne a pelo fica, facendo così scempio del proprio, di corpo e sopra tutto del loro intelletto e della loro “ dignità”. Gentaglia nata femmina da tempo ormai reclusa nella riserva indiana delle vacche che inneggiano “alle pari opportunità”, ma solo una volta l’anno, un ammasso di cosce, culi e tette da tenere “ sotto tutela e sotto occhio” con leggi speciali, come un pecorino romano marchiato doc, con una sorta di “ femminismo di stato”che è la negazione della libertà e della dignità delle donne ( protette come i panda) , indegno di un Paese colto e civile, ma perfettamente in linea con l’Italia guidata da Napolitano, che ha bisogno di una “legge” che “obblighi” al rispetto di un omosessuale in quanto la sua stirpe è quella del “ dagli al frocio” ! Io invoco ed anelo per le donne del mio Paese una femminismo della libertà che sia il prodotto della cultura della libertà e non il rifiuto tossico di quel che furono le battaglie femministe che hanno portato all’esplosione delle “ pari opportunità” che è il vero fondamento paritario che tutto il mondo dovrebbe seguire. Pari opportunità che non è una legge di stato, non è un “codice Rocco”, non è un “libero convincimento” di un Magistrato ideologizzato che “impongono quote od altro”indipendentemente dal valore personale, ma è la base di una società democratica e paritaria dove pari, appunto, siano la dignità e le opportunità per gli uomini e per le donne, una società di essere liberi e non di vacche rinchiuse nelle riserve indiane. Questo è il recinto dei froci, questo delle vacche….. Laura Boldrini è certo la terza carica dello Stato ed oggi con Internet, con Facebook, con Twitter il dileggio, l’offesa,il turpiloquio , l’ingiuria , l’antipolitica siede addirittura in Parlamento,occorre farci i conti. Ma davanti a tutto questo la Boldrini dimostra tutta la sua meschinità intellettuale e culturale, recitando il ruolo di “ vittima”, rifugiandosi dietro il piagnisteo per le “offese ricevute”, addirittura utilizzando le forze dell’ordine contro chi la offende. E Napolitano, il tipico Boldrini maschio, sempre più ormai da mandare ai giardinetti pubblici, che le fa anche il verso! Ecco, Boldrini e tutte le dementi che si identificano in costei non fanno altro che dimostrare davanti al mondo di oggi la loro fragilità, la loro debolezza, la loro incapacità a difendersi da sole o con il loro spessore culturale. Ecco, hanno bisogno di “ leggi speciali dal sapore fascista” , di invocare forze di repressione della libertà di tutti quanti , di usare ed abusare del proprio potere istituzionale per cercare di ” imporre “ il rispetto . Perché che non sono capaci di conquistarlo con i loro meriti personali .

giovedì 6 marzo 2014

---------------DALLA POLITICA AL M5S, DALLE STELLE ALLE STALLE--------------- Nei Paesi a democrazia evoluta e matura ,basata su una cultura politica rivolta al bene comune invece che a quello di ciascuna fazione politica ( come accade in Italia) - cito gli Usa e lo stesso Regno Unito - il fatto che quasi la metà della popolazione non vada a votare non rappresenta una metastasi , un dramma per quella democrazia. Invece in Italia è un vero dramma sociale e civile. Perché? Per spiegarne i motivi occorre premettere che “l’astensione dal voto” in quei Paesi ( questa scoperta ci lascia sempre molto sbigottiti a noi italiani) è sempre motivata dalla estrema fiducia che ciascun cittadino ha nella forza della democrazia e nelle istituzioni del suo Paese. In America, in Inghilterra non si va a votare per sfiducia , per protesta o per indifferenza verso le istituzioni del Paese, ma, paradossalmente, proprio per il motivo opposto. Basta un briciolo di empirismo pratico di quei Paesi per sapere che quegli elettori “non aderiscono ad una fazione politica” ma sono tranquilli che quei pochi partiti ( normalmente sono solo due sia in Inghilterra che negli Usa) che si contendono il consenso degli elettori hanno come scopo il benessere del Paese e non l’affermazione di una fazione politica e dei suoi interessi di parte. L’elettore americano o inglese non è “schierato” pregiudizialmente per i repubblicani o per i tories , quell’elettore che oggi vota democratico o laburista non esclude di votare domani per i repubblicani o per i conservatori, quell’elettore non è stato istruito in famiglia, in società, nella scuola e nell’Università a considerare l’avversario politico un nemico da eliminare, perché sa bene che se vince “l’altro” per lui non sarà un dramma. I motivi di tale discrasia nella concezione del sistema dei partiti fra quei due Paesi e l’Italia sta tutto nelle rispettive storie . Perché non v’è dubbio che i popoli di quei due Paesi hanno entrambi lottato al loro interno e fra di loro ma quando poi hanno costruito la loro “nazione” lo hanno fatto di comune accordo. La guerra di secessione statunitense non ha diviso quel popolo fra le due fazioni, tanto che negli Usa sono onorati sia combattenti sudisti che nordisti. Stessa cosa è accaduto nel Regno Unito . In Italia, invece, una fazione politica , quella social comunista, s’è arrogata la pretesa di intestarsi tutto il merito d’aver liberato il Paese dal nazifascismo grazie alla sua “resistenza”, perseguitando e demonizzando quella parte di italiani che furono fascisti o presunti tali e che non si trasformarono negli antifascisti che saltavano sul carro dei vincitori “dopo” la caduta di quel regime ( come fecero moltissimi). Quella fazione politica ha preteso poi scrivere la storia di questo Paese come la scrivono i vincitori , come meglio loro aggrada e da allora la democrazia in Italia è solo una graziosa facciata , un fondale ben disegnato dietro il quale, però, si celano lotte fratricide per conquistare o conservare “il potere del vincitore ”,non per fare il bene di tutto il Paese. Inimmaginabile in Italia che una persona “ di sinistra” pensi di poter votare, domani, per la “ destra” o viceversa. L’italiano medio non dice “ io sono un elettore”, dice “ io sono di sinistra”, “ io sono di destra”. Nessuno dice “ io sono italiano” davanti alle fazioni politiche. E’ facile schierarsi pregiudizialmente , come aderire, difficile è capire . Ecco perché riesce arduo , davanti a tutto ciò, definire “elettore” sia un americano che un italiano. Più appropriato è invece dare una qualificazione a quel sostantivo. Così appare aderente definire “ elettore consapevole e compenetrato” quello americano o inglese e “ votante fazioso” quello italiano. Da questo brodo di coltura nasce il dramma italiano perché la scelta di non votare non indica tranquillità nei confronti dei possibili esisti delle elezioni ( right or wrong , this is my country) , ma completa sfiducia , profondo disgusto nei confronti delle istituzioni democratiche italiane. L’astensionismo italiano dunque è il veleno che ormai ha quasi distrutto la nostra credibilità democratica. E quando ci sono carogne in giro, si sa, escono le iene (politiche) per nutrirsi degli avanzi di quelle carogne (politiche) e per ingrassarsi. . Era il poco nobile scopo di Mani Pulite, ferire a morte, martoriare con la tortura quei partiti politici che erano d’ostacolo al Pci per la conquista del potere e lasciare che gli avanzi di quelle carogne lo nutrissero e lo rafforzassero . Passo prematuro perché la misura dell’astensionismo era ancora a livelli sotto la guardia. Essa però galoppava, passava da un trascurabile 10% circa nei favolosi anni ottanta, ad un più consistente 20% negli anni di Mani Pulite. Negli anni successivi al 1990 poi la gente ha capito finalmente le trame ed i tranelli che una certa fazione politica disseminava sul Paese onde sbarazzarsi degli avversari politici per agguantare il potere magari evitando, con la complicità omertosa fra le stesse istituzioni democratiche, le consultazioni popolari. Così la stagione di Mani pulite, il successivo giustizialismo, la demonizzazione dell’avversario politico hanno accresciuto e maturato il disgusto per la classe politica. L’astensionismo, che avevamo lasciato al 20% negli anni novanta, diventa il 30% nelle consultazioni europee del 2009. Oggi, nelle consultazioni del 2013, esso è diventato raccapricciante: su 50.449.979 elettori per le consultazioni del Febbraio 2013, hanno votato 29.225.286 elettori, non hanno votato 21.224.693 elettori. L’astensione è arrivata al 42% degli elettori, tanto più cruda quanto più si ponga a mente che è una menzogna dire che il P.D. ha ottenuto il 20,5%, che il PdL ha ottenuto il 19,9% e che il M5S ha ottenuto il 17,2% , perché se rapportiamo quei consensi invece che ai votanti agli aventi diritto al voto, i consensi di quei tre grandi partiti precipitano rispettivamente al 14% per il P.D., al 13,7% per il PdL ed al 8,8% per Grillo. Insomma oggi l’Italia ha un solo partito maggioritario: quello che si astiene dal voto e che paradossalmente non elegge nemmeno un rappresentate in Parlamento. Sta governando, da tre anni ormai, una assoluta minoranza. Con la complicità indecente di Giorgio Napolitano e della sinistra. Così è nato il M5s, dai resti del disfacimento di partiti politici i quali in Italia, lungi dall’essere partiti politici per il bene comune, sono solo contenitori di potere, lobby faziose che raccolgono consensi clientelari ed altrettanto faziosi quanto interessati. Dall’astensionismo al paraculismo acuto , i penta stellati che a chiacchiere hanno rimbambito gli sciocchi ed i sempliciotti, come rubagalline manzoniani, con altisonanti impegni di combattere, di cambiare, di sfasciare etc, eccoli lì. Iene pronte a spartirsi gli avanzi del cadavere del Paese, a far calcoli come un Mastella, come un Fini, come un Briguglio, come un Bocchino, come un De Gregorio, per uscire dal M5s e costituire il famoso gruppo autonomo. Paraculi come il loro capo. ----------DUE O TRE PESI, TRE O QUATTRO MISURE. SE QUESTO E’ UN PARTITO…--------- Ma come ci si può fidare di un partito come il P.D.? Qui non si parla di “opinioni” o di “ idee”, qui si parla di rispettare la Costituzione italiana che impone un principio, unico e basilare per uno Stato di Diritto: quello secondo il quale nessuno può essere condannato se non in forza di una sentenza definitiva. Si chiama “ garantismo” ed è dal 1989 circa, da quando al Pci venne a mancare l’appoggio politico e finanziario di sua madre patria, la Russia staliniana, che la sinistra italiana sulla Costituzione italiana ci piscia sopra. Il P.D., erede del Pci, lungi dall’essere un partito dove, come si auto dipingono, si dibatte, è solo una fazione dove decide la nomenclatura e vince l’interesse del mero e puro potere. In tutti questi anni, l’unica cosa che è riuscita a tenere unita la sinistra è stata per l’appunto proprio la negazione del “garantismo costituzionale” sostituito, per brama di potere, dall’antiberlusconismo,spacciato come “ legalità” ed utilizzato a più riprese per mostrare all’esterno la loro granitica coesione. Ma si è trattato di una coesione nel violare la Costituzione, non altro. Bella roba! Ora che ha trovato il bambino del “formaggino Mio”, ecco che il P.D. sbanda di nuovo. Torna ad essere bino, trino ed anche di più. Intanto, non sapendo decidere secondo una propria coerenza che non sia quella che il Partito deciderà ( il Soviet), per quanto riguarda le ultime vicende dei sottosegretari, il Pd è tornato ad adottare i soliti due pesi, due misure, ma anche tre se del caso. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha precisato che “il governo non ha intenzione di chiedere le dimissioni di sottosegretari sulla base di un semplice avviso di garanzia”. Benvenuti nel mondo civile, mi verrebbe da dire! Principio sacrosanto, che da sempre rivendico in scarsa e timorosa compagnia. Sarei felice se fosse vero che qualcuno della sinistra nel governo dopo tutti questi anni , dopo i disastri combinati in nome della “legalità”, ora si ravvedesse e si adeguasse alle mia tesi. Ma come faccio a fidarmi? Facciamo però un passo indietro. Non molto tempo fa, l’ex ministro Josefa Idem fu costretta a dimettersi per il mancato pagamento dell’Imu su un’abitazione poi rivelatasi essere una palestra in un momento in cui l’ex governo Letta aveva inaugurato la politica del rigore e della responsabilità contabile. Nunzia De Girolamo, ex titolare del dicastero dell’Agricoltura, subì il medesimo trattamento per una vicenda riguardante presunti scandali nella sanità beneventana, senza che il leader del suo partito Alfano, nonché vicepremier del Governo della sinistra lettiana all’epoca dei fatti, muovesse un sol dito in sua difesa. Ora è toccato ad Antonio Gentile, ma le grane in arrivo per Renzi portano anche i nomi di Barracciu, De Filippo, Del Basso de Caro e Bubbico. C’è già qualcuno, nello stesso P.D., che osa denunciare che “ nel P.D., sull’argomento, si sono usati “due pesi e due misure”. Ma no? Ho assistito, stupefatto, ad uno spettacolo surreale , kafkiano, nel senso che coloro che non sono raggiunti da avviso di garanzia sono stati cacciati via dal governo della sinistra , mentre vi restano, oggi, tutti quelli raggiungi da formale avviso di garanzia . Beata coerenza! Resto deluso, però, dal ragazzo del formaggino Mio. Mi pare che Renzi dia più retta agli avvisi di ipocrita ed occhiuto moralismo , come nei casi sopra indicati,che ad altro. S’è calato le braghe davanti ai paraculi del M5s, al circo mediatico giustizialista dei soliti noti ( Travaglio, Il Fatto, Repubblica, Mentana, Lerner e via vomitando) per evitare di rimanere vittima delle tagliole e delle forche che questa gente erige ad ogni angolo di strada. Altro che semplice “captatio benevolentiae”, qui siamo in piena ed evidente “ trattativa fra Stato e bande giudiziarie”. Urge inchiesta della Procura palermitana, targata magari dal P.M. Di Matteo. Ma in questo modo la dignità delle persone, connessa alla presunta innocenza dei singoli, viene trattata a bastonate. --TUTTI NE PARLANO DEL PROBLEMA CARCERARIO, MA SE LO PONE FORZA ITALIA ALLORA LO SI AFFOSSA. PERCHE’, SE E’ EMERGENZA NAZIONALE ?------------------------------------- Martedì scorso è accaduto che la mozione di Forza Italia, che affrontava sul serio la questione del sovraffollamento carcerario , sia stata bocciata dal governo e dalla maggioranza. Rita Bernardini, esponente dei radicali, su “Il Tempo” denuncia come Il Partito democratico e il governo abbiano in realtà buttato nella spazzatura le accorate riflessioni e le proposte d’emergenza del Capo dello Stato. “Schiaffo a Napolitano”, dice la Bernardini. In nessun punto la maggioranza prende sul serio la questione dell’amnistia e quella dell’indulto. Di fatto spedendo l’Italia a una sicura condanna per non avere ovviato alla illegalità delle nostre carceri ridotte a luogo di tortura. L’ultimatum della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo scade il 28 maggio. Dopo di che scatterà una condanna morale accompagnata da sanzioni pesantissime. Dalle ultime comunicazioni dello scorso gennaio del Ministro sull’amministrazione della Giustizia in Italia non emerge alcuna soluzione idonea a risolvere i problemi della giustizia italiana. La presenza di detenuti, rilevata al 14 ottobre 2013, è di 64.564 unità a fronte di capienza regolamentare di 47.599 posti (anche se tale ultimo dato dipende dal mancato utilizzo degli spazi dovuto a mancata ristrutturazione delle carceri stesse). Dei 64.564, i detenuti condannati definitivamente sono 38.625, in custodia cautelare sono 24.744. A queste due categorie vanno aggiunti 1195 internati. Per quanto riguarda i detenuti in custodia cautelare è possibile individuare un’ulteriore distinzione con riferimento al grado di giudizio: a)12.348 sono i detenuti ancora in attesa del primo grado di giudizio; b)6.355 sono stati condannati in primo grado e sono in attesa della decisione di appello;c)4.387 sono condannati in uno od entrambi i gradi di giudizio di merito e sono in attesa della decisione della Cassazione. Poco o nulla è stato fatto, posso ricordare giusto il decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, recante “Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria”, convertito dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10), che ha introdotto una serie di misure assolutamente inadeguate per far fronte al sovraffollamento delle carceri. Tra le misure necessarie citate dal Presidente Napolitano lo scorso ottobre nel proprio messaggio alle Camere, spiccavano: la riduzione dell'area applicativa della custodia cautelare in carcere, e l'opportunità di considerare l'esigenza di rimedi straordinari. Sulla scia di quanto proposto dal Presidente della Repubblica è necessario valutare la possibilità di prevedere rimedi straordinari, quali l'amnistia e l'indulto,che riattiverebbero immediatamente i meccanismi giudiziari ormai prossimi al collasso consentendo così al nostro Stato di rientrare nella legalità e di ricondurre il sistema carcerario a forme più umane. Ma quando?