Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 13 marzo 2014

---------ANCORA DUBBI SULLE MODIFICHE ISTITUZIONALI IN CORSO--------------- Torno anche oggi sull’argomento della riforma costituzionale del Senato, della legge elettorale etc, perché ci sono ancora altre cose che non mi tornano, oltre quelle scritte ieri. Dovendo sopprimere il Senato ( e trasformarlo in altro e diverso organo), la prima questione che mi arrovella è: ma se questo Parlamento si è formato sulla base di una Legge elettorale dichiarata anticostituzionale dalla Consulta, è o non è politicamente legittimato ad una tale modifica della Costituzione? La nostra Costituzione altro non conosce e vede se non un Governo nominato da un Presidente della Repubblica ( che non viene scelto dal popolo) , Governo che deve ottenere la fiducia politica sia dalla Camera che dal Senato. Punto. Tutti sappiamo e ne parliamo da sessanta e passa anni che i nostri padri costituenti hanno creato questa Costituzione ( la più bella, la più brutta ?)in quanto da un lato terrorizzati da un possibile ritorno del fascismo e, dall’altro, ugualmente terrorizzati dalla minaccia di una oppressione del comunismo staliniano. E poiché quei regimi totalitari ( fascismo e comunismo) erano fondati su un “potere esecutivo” autoritario ed indipendente dalle altre istituzioni, essi hanno fatto in modo che il governo della Costituzione repubblicana non avesse proprio alcun potere. Ma la legge della democrazia non conosce pregiudizi, qualunque essi siano. Dunque il progresso civile e culturale di un Paese dovrebbe anche comportare la regola semplice che se un governo eletto dal popolo fa bene, esso viene riconfermato nelle elezioni successive, se fa male viene cacciato. Ma nella storia della Repubblica italiana non c'è nessun governo eletto dal popolo. Lo vieta proprio la Costituzione. Dunque noi abbiamo una Costituzione che è “ contro la sovranità popolare”. E’ democrazia, questa, o altro? Forse una delle svariate tonalità della democrazia , più vicina ad una “ oligarchia “ che ad una democrazia. Perché tutti i governi dell’Italia repubblicana sono stati decisi a tavolino dalle oligarchie dei partiti politici.Come anche tutti i ruoli istituzionali: Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato. Tanto più che anche quando un partito ottenesse una grande affermazione popolare, poi, per fare un governo, deve sempre mettersi d’accordo , grazie a questa forma di democrazia parlamentare,con una pletora di altri partiti, gruppi, gruppuscoli,sindacati etc che lo tengono praticamente e continuamente sotto ricatto. Ma che razza di democrazia è mai questa? Questa dunque sarebbe la Costituzione più bella del mondo? Solo un clown può fare queste battute, ma solo per far ridere il pubblico. Attenendomi alla Costituzione , trovo che essa sia fondata sul “bicameralismo perfetto” più che sulla sovranità popolare, che resta sullo sfondo, relegata in un secondo comma schiacciato dall’enfatismo collettivo del primo comma (dell’articolo 1), buttata lì più come una vaga promessa futura che come un vero diritto primigenio. Ma se bisogna modificare questa base ferrea della Carta è sufficiente deliberare per l’articolo 138 con tutti i rischi abrogativi ad esso connessi? Si tratterebbe, in sostanza, di una semplice modifica della Costituzione oppure di una sua completa trasformazione in qualcosa altro? E non ci sarebbe anche il rischio , con l’articolo 138, che, oltre che il Senato , potrebbe anche essere soppressa o modificata anche la Camera? E allora cosa accadrebbe? E dunque non sarebbe forse il caso di invocare l’articolo 139 anzi ché il 138, per sgombrare il campo da ogni remora, da ogni dubbio ed avere un’Assemblea Costituente che sia una vera espressione della sovranità popolare?

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