Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 15 marzo 2014

---------------C’ERA UNA VOLTA UN POPOLO DI IDIOTI--------------------------- Delle morti di Vado Ligure non trovo traccia su Repubblica, strano. Un giornale così intransigente , zeppo di fior di giornalisti a schiena dritta, senza bavagli né padroni loro, che non guardano mai in faccia a nessuno, sempre lì sul pezzo, sempre schierati a difesa dei più deboli, dei diseredati che se ne fottono di quei poveri quattrocento e passa morti che le “malelingue” vorrebbero mettere sulla coscienza di Carlo De Benedetti, casualmente padrone oltre che di quello stabilimento anche di Repubblica! Da Ambra Jovinelli, altro che Checco Zalone o Crozza, poi, “Il Fatto Quotidiano”, da centellinare, prego, come rosolio d’altri tempi. Ci troverete un un articolo completo e preciso, nel quale strafottendosene delle morti con un alto senso della sua ben nota “legalità” ricostruisce – in ottava pagina s’intende- come è colpa di tutto quel disastro ambientale sia solo colpa di Berlusconi perché in quegli anni lui era al Governo e non poteva non sapere cosa facessero in quella centrale. E ci informa, Il Fatto Quotidiano, con la precisione e lo scrupolo che lo contraddistinguono, che De Benedetti è intenzionato, a tutela del proprio nome, a chiedere un risarcimento danni per 1 miliardo di euro all'ex Cavaliere Berlusconi. Al Magistrato della Procura di Savona, il gip Fiorenza Giorgi, auguro di poter svolgere il suo lavoro con la stessa libertà della quale ha giustamente goduto la sua omologa Patrizia Todisco, della Procura di Taranto, quella che si è occupata dell’Ilva, perché , ho un brutto presentimento, dettatomi dalla mia esperienza. Ho infatti la strana sensazione che potrebbe far la fine della p.m. Giuseppa Geremia (nome ignoto alla maggior parte degli italiani dediti notoriamente al calcio).Costei nel 1996 chiese il rinvio a giudizio dell'allora presidente del Consiglio Romano Prodi nell'ambito dell'inchiesta sulla cessione (sottobanco e sottocosto, quasi aggratisse ) del gruppo Cirio - Bertolli - De Rica per abuso d’ufficio. Prodi era stato nel 1990 advisory director della Unilever NV (Rotterdam) e della Unilever PLC (Londra), gruppo che secondo il P.M. Geremia aveva gestito la trattativa attraverso la Fisvi. Secondo l'accusa quindi Prodi avrebbe favorito la Fisvi, sebbene questa non avesse i mezzi finanziari per acquistare la Cirio-Bertolli-De Rica, in modo da agevolare indirettamente l'Unilever, aggirando così l'obbligo di conseguimento del miglior prezzo previsto dalle direttive CIPE. L'inchiesta portò a una sentenza di non luogo a procedere nell'udienza preliminare il 22 dicembre 1997, con la più ampia formula di proscioglimento «perché il fatto non sussiste».E quasi nessuno ricorderà il perché! Semplicemente perché , come rilevò Il Gup Eduardo Landi nelle motivazioni, vi era stata la riforma dell'abuso d'ufficio ( promulgata il 10 luglio 1997 su iniziativa dell'Ulivo) . Una inchiesta , quella del P.M. Geremia che condusse anche un'inchiesta su vicende riguardanti le Ferrovie dello Stato, l’attuale Tav per intenderci. Pare fosse stato allora commesso anche il reato di abuso d'ufficio dal noto "curato" di Scandiano. Come finì la faccenda? "Nottetempo" l’ufficio della Geremia venne messo a soqquadro dai “soliti ignoti” e, nel giro di pochi giorni, la "pratica" venne avocata dal superiore della Geremia , la quale poi venne “mandata” in Sardegna, trasferita, silenziata. Democraticamente s’intende! La faccenda afferente Prodi venne naturalmente archiviata. Legge ad personam? Ma quando mai!!!!

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