Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 3 marzo 2014

-------Della serie la grande stampa italiana ed i suoi misfatti--------------------- Ricordate il caso dei due romeni accusati di uno stupro avvenuto nel febbraio del 2009 nel Parco romano della Caffarella? I due romeni, al successivo esame del DNA, risultarono estranei al fatto. Ma la così detta “grande stampa” ……giù a difendere le tesi politiche di riferimento, senza alcun rispetto per la verità dei fatti. Così il centrodestra , che era al governo, e la sua stampa di riferimento tentavano da un lato di cavalcare la paura,volevano istituire le ronde nel mentre però, essendo anche al Governo, lasciavano trapelare la diminuzione dei reati in Italia. Il centrosinistra invece, che era all’opposizione, e la sua stampa di riferimento, si scagliavano contro le proposte del centrodestra, invocavano la xenofobia come elemento sotterraneo ai desideri dell’avversario politico , assumeva posizioni oltranziste e demagogiche. La stampa di nessuna delle due parti guardava i fatti, entrambe strombazzavano le proprie opinioni, l’una declamando , il centrodestra, il “timore” dell’immigrato, l’altra, il centrosinistra, cercando solo la criminalizzazione dell’avversario politico. Così i fatti veri sono rimasti sconosciuti, come anche la verità. Che ho ricostruito avvalendomi anche delle tante statistiche sia dell’Istat che della Polizia di Stato. Stando ai dati del 2009 dunque, e parlando del caso di specie ( violenza sessuale dei romeni) c’è da premettere che gli stupri e le violenze sessuali non venivano denunciate nel 98% dei casi. I motivi sono diversi e non interessano a questa ricerca. Le denunce per quei reati nel 2009 furono circa 5.000. Se applichiamo la regola esposta dalla Polizia di Stato (98% dei reati sessuali non viene denunciato dalle vittime ) dovremmo dire che le vittime di violenze carnali siano state, in quell’anno, circa 250.000. Torniamo ora alla “nomea di stupratore “ che l’immigrato romeno si è guadagnato in Italia . Per i reati degli immigrati romeni debbo fermarmi al 2006, perché dal 2007 i romeni non sono stati più extracomunitari. Se studiamo i dati statistici dell’Istat riferiti ai “reati per violenza sessuale denunciati nel 2006”, quella triste nomea dei romeni appare pienamente giustificata. Infatti da quelle statistiche si ricava che in quell’anno i romeni erano stati riconosciuti colpevoli di reati di violenza sessuale nel 16% dei casi denunciati, gli altri immigrati per il 10% e gli italiani per l’1%. Ma bastano questi dati statistici per affermare che il popolo romeno è un popolo di natura violenta che stupra le donne con violenze sessuali? Assurdo pensarlo, figurarsi! Occorre dunque cercare di indagare ancora. Così indagando anche sulle statistiche ( le non molte, ma qualcuna esiste ) che riguardavano i romeni che emigravano in Italia in quegli anni si viene a scoprire che costoro non erano il fior fiore del popolo romeno, non erano il suo ceto medio, ma erano o rappresentavano una sua porzione che già in Romania era incorsa in reati comuni. Insomma, come si direbbe in Italia ed in particolare su “Il fatto Quotidiano” era quasi tutti “pregiudicati” già nel loro Paese. Insomma i romeni che emigravano in Italia nel 2006 non era affatto rappresentativi del popolo romeno e dunque la pericolosità dei romeni , tanto sbandierata da destra e tanto taciuta ed ignorata dalla sinistra ( che anche in questo caso ha preferito ficcare la testa sotto la sabbia affidandosi alla criminalizzazione dell’avversario politico piuttosto che studiando il fenomeno come si deve) era solo un innegabile elemento statistico e basta. Perché quei romeni hanno preferito l’Italia per la sua incapacità di far rispettare le leggi: per questo motivo l’Italia è diventata la meta preferita di ogni forma di criminalità ( non solo sessuale) straniera. Quindi quegli immigrati romeni non erano affatto persone rappresentative del popolo romeno, ma dei pregiudicati incontrollabili che hanno deliberatamente scelto l’Italia come Paese dove la Magistratura consente di delinquere più facilmente che in altri Paesi. Una volta così inquadrato quel fenomeno, posso anche tracciare un giudizio sulla stampa italiana. Ne viene fuori come le lamentele del centrodestra fossero del tutto fuori luogo: non era certo una soluzione limitare gli ingressi dei romeni o addirittura chiuder per loro le frontiere. Il marcio non era dalla parte dei romeni, ma da parte della nostra Magistratura. E che dire poi della stampa di sinistra che chiudeva gli occhi davanti al fenomeno e s’affidava ciecamente proprio a quella Magistratura che non era la soluzione del problema, ma era il vero problema ? Ma che brava la “ grande stampa italiana”!

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