Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 19 marzo 2014

-------------IL FATTO QUOTIDIANO, ATTACCAPANNI DELLA PROCURA,ALTRO CHE GIORNALE!--------------------------- Le botte alla Procura di Milano ! Mentre la solita marmaglia, portatrice sana di rozza ignoranza, su Fcb inneggia ora ad un “curatore fallimentare” come Berlinguer , ad uno che incassava alla velocità della luce nella tasca sinistra i generosi finanziamenti illeciti di Stalin mentre con la destra andava scrivendo che “ loro, del Pci, erano diversi antropologicamente” ora ad un Pertini, che il Pci spedì al Quirinale per concedere la grazia “alli peggio delinquenti assassini”( sfido che non aveva bisogno della scorta! Se ne era fabbricata una sua , quella con Moranino, Toffanin, etc)), pochi si rendono conto che è spuntata “the smoking gun”, la pistola fumante della giustizia politica contro Berlusconi “Il Fatto Quotidiano” , ciclostile della “Procura” ovvero la “trombetta dei P.m. de sinistra” , il cenacolo degli apostoli dello Stato di Polizia tipo DDR, scrive in prima pagina : “L’inchiesta segreta e le guerre che spaccano la Procura”. Titolazione criptica, ad uso dei suoi “cronici consumatori quotidiani”, ormai schiavi di quella dose quotidiana . Per uscirne, da quella schiavitù, non c’è metadone che tenga. Perché mentre tutto il mondo libero e civile, democratico, che vive in una democrazia, in uno Stato di Diritto pensava , supponeva, credeva ( almeno, così c’è scritto su codici e pandette ) che a gestire i processi, anche quelli a Berlusconi, a Tortora, a Dell’Utri, a Mori, a Contrada, ecc. fosse un Tribunale ( per antonomasia democratico , equo e solidale sempre sereno ed assolutamente imparziale, come sempre sostenuto dalla “società civile”),oggi, grazie a “Il Fatto” , scopriamo che , invece, i processi, almeno quelli a Berlusconi, si sono svolti “in una trincea”, in “ quella trincea”. La trincea della Procura milanese che, proprio perché “trincea” , è in guerra contro Berlusconi, attività bellica non certo raccomandabile in un Tribunale . Autogol clamoroso che , davanti al mondo intero, svela la pistola fumante di una pseudo giustizia italiana non solo politicizzata, ma anche addirittura mentalmente “armata” e nascosta in una trincea ideologica, dove “armati belligeranti” ( travestiti da Magistrati) organizzano sortite improvvise per fare incursioni ( simil processi) ( lasceranno feriti, morti, civili inermi ne saranno vittime, torna il terrorismo anni settanta, è una sua rievocazione inconscia?) nel territorio e contro coloro che “quella trincea” decida sia “suo nemico”. Stamo messi proprio bene!!!! L’ineffabile sfinge appollaiato sul Quirinale è distratto, lui, poverino, è come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla. Lui , che “sarebbe” anche il capo di quell’esercito che s’è nascosto in quella trincea da più di venti anni, il grande Presidente, lui , fa l’arrogante, parla di giacchette, fa ammuina , si limita ad obbedire ai voleri della trincea e dei suoi sottoposti per concludere e finalizzare quel lungo progetto ordito dal suo Pci e da Magistratura Democratica nel lontano 1989/90. Se il Pci era stato letteralmente distrutto dall’irresponsabile delirio etico – politico di Berlinguer, un ricco ed aristocratico sardo che ha speculato sulla pelle di milioni di italiani recitando la parte del “Che Guevara da salotto buono”, che voleva farne un “partito di governo” attraverso la via parlamentare delle “larghe intese” , una volta fallito Berlinguer e caduto il regime staliniano che aveva fatto del Pci con i suoi finanziamenti il partito ricco, bisognava elaborare un diverso piano strategico che lo avrebbe condotto , con sigla mutata, a conquistare il governo del Paese per la via “ giudiziaria”, cioè facendo fuori fisicamente tutti gli avversari ( Craxi, Andreotti, Forlani, Berlusconi , ecc) con fucilazioni giudiziarie, come Mussolini fece con Gramsci, come ogni regime ha sempre eliminato giudiziariamente i suoi dissidenti. Tutto questo fa ribrezzo, schifo, è uno spettacolo semplicemente da quarto mondo. Ma tutti zitti, la paura fa novanta. È tollerabile questo? No, proprio no. Un P.M. che presta servizio in quella trincea, Robledo , ha denunciato al Csm il Procuratore capo Bruti Liberati perché assegna le inchieste con “criteri politici” senza minimamente tener conto delle competenze dei Magistrati in servizio permanente effettivo . Stringi stringi , il P.M. Robledo contesta che Bruti abbia imposto di rinunciare a perseguire reati di cui si aveva notizia certa, per colpire più fortemente qualcuno con un’altra inchiesta affidata a Boccassini. E al diavolo la Costituzione che parla di “obbligatorietà dell’azione penale”. Cos’è obbligatorio lo decidono Bruti con la Boccassini, magari in una riunione di Magistratura Democratica. Robledo denuncia proprio questo. Prevedo “cazzi amari” per Robledo, magari non solo c.p.r. ma anche una bella “purga staliniana”. In arrivo un bel “ promoveatur ut amoveatur” tanto caro al Principe di Salina, nella Sicilia preunitaria , feudataria, baronale. La politica “ de sinistra” che sta nella capoccia ideologizzata di Bruti fa decidere alla Procura quali reati, e dunque quali supposti autori dei medesimi crimini, vadano perseguiti. E quali no. Bella giustizia! Qualche cerebroleso dubita ancora della politicizzazione della magistratura e che i processi contro Berlusconi siano stati condotti dalla “trincea” della politica? E poi ci si stupisce se, secondo il rapporto europeo sulla giustizia uscito in questi giorni, l’Italia è al ventesimo posto su 28 Paesi quanto a fiducia nella magistratura da parte dei cittadini.

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