Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 11 marzo 2014

------------INGANNO TRUFFALDINO O IMPERDONABILE INGENUITA’?-------------------- Più ci penso e più divento sospettoso verso questa nuova legge elettorale che deve valere solo per la sola Camera dei deputati, lasciando così che l’elezione al Senato venga ancora regolata dalla vecchia legge elettorale , tutt’al più emendata da quei punti che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi. Da cui scaturisce quindi una legge elettorale proporzionale con qualche clausola di sbarramento. Sono titubante, sospettoso e infastidito perché ritengo che tutto questo, anziché portarci alla agognata governabilità, ci può invece condannare all’ingovernabilità. Perché se la Costituzione rimane invariata ( ed è questo, a mio giudizio, il vero e centrale problema del Paese) , vero che alla Camera avremo uno schieramento politico vincitore, al primo o al secondo turno, rafforzato da un ragionevole premio di maggioranza, ma al Senato, invece, non avremo una maggioranza chiara e definita, come alla Camera. Da qui la difficoltà , se non l’impossibilità, che io temo , per la fiducia al Governo. Qualcuno elogia questa diversità di sistema elettorale perché, sostiene, condurrà gioco forza ad una più veloce riforma del bicameralismo costituzionale che condurrebbe a trasformare, come qualcuno va dicendo, l’attuale Senato in una Camera delle autonomie territoriali. Si sottace, se non si dissimula addirittura del tutto ( comunque se ne parla poco in giro fra stampa e televisioni) il fatto che ci si trovi in questa situazione non a caso, ma per un progetto politico ben definito, che avrebbe avuto lo scopo di coinvolgere anche Berlusconi ed il centrodestra non tanto per varare l’Italicum, quanto per bloccare così questa legislatura fino al suo termine naturale. Tutto questo significherebbe politicamente che il P.D. abbia usato Renzi ( ennesimo “utile idiota” della storia italiana dei comunisti o post ) per raggirare Berlusconi con un “falso scopo” ( una legge elettorale maggioritaria, bipolare, etc come da sempre voleva il centrodestra) per consentire così di cementare questa legislatura e questo Governo Renzi della sinistra fino al termine della legislatura, fino al 2018. Come si può ragionevolmente supporre che Giorgio Napolitano, che tanta occhiuta cura ha messo nell’evitare di dare voce al popolo dal fatidico Giugno 2011, concedendogliela solo quando non ne poteva fare a meno ( febbraio 2013), dopo aver varato ben due Governi privi di mandato popolare ( Monti e Letta) e che vede ora realizzarsi la possibilità di assicurare finalmente una intera legislatura di Governo al proprio partito politico ( dopo l’ultima di Prodi del 1996 – 2001, lontana dunque diciotto anni ) azzardi ora uno scioglimento anticipato delle Camere in una situazione di meccanismi elettorali distinti ed opposti ? Altre domande mi urgono, alle quali cerco di dare risposta. Perché non si è provveduto a fare una legge elettorale anche per il Senato che faccia da puntello all’Italicum per la Camera? Perché tanta rassegnazione nel lasciare che la legge elettorale per il Senato sia stata “decisa” dalla Corte costituzionale e non dal Parlamento ? Non sarebbe stata questa, forse, l’occasione per risolvere finalmente dopo sessantasei anni di bicameralismo ( che tanti lutti addusse agli Achei), il problema che ci inchioda e ci crocifigge e che è rappresentato dalla riforma del bicameralismo ? Una tale riforma ci avrebbe sospinto verso il lido di approccio dei Paese democratici e normali, dove una sola istituzione elargisce e toglie la fiducia al Governo , mentre l’altra istituzione si occupa di collegare politicamente il Governo con la periferia civile ed istituzionale. Posso pensare ad una debacle di tale portata di Berlusconi e di Forza Italia, che sono caduti nel tranello di Renzi e del P.D.? Non posso non pensarlo, non tanto per sfiducia in questo o quel politico, non tanto per far emergere l’ingannevole politica della sinistra che pensa al suo benessere invece che a quello del Paese usando trabocchetti e raggiri truffaldini o una certa dose di pressapochismo e di ingenuità nel centrodestra che non prevede un simile tranello, ma perché le azioni politiche si devono valutare sulla base delle loro conseguenze politiche. Diffidenza verso la sinistra e delusione verso il centrodestra avvalorate per di più dal fatto che anche solo leggendo alcuni spunti pubblicati dalla famosa Commissione delle Riforme Costituzionali guidata dal Sen Quagliariello nella sua relazione ( “Per una democrazia migliore”)sarebbe stato facile evitare l’inganno. Resto perplesso…..

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