Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 5 marzo 2014

--------LA FINE , DELUDENTE E VERGOGNOSA,DELLA SINISTRA POLITICA ITALIANA-------- Sono passati più di venti anni dal terremoto politico italiano del 1992 – 1994, possiamo oggi dire che il nostro sistema sia un vero e completo bipolarismo adagiato un su un bipartitismo ormai perfezionato? Se il P.D. è nato nel 2007, prendiamo i dati del 2006 per ragionare. Son confluiti nel P.D. tre componenti politiche: DS, Margherita e Radicali. La somma dei loro consensi politici , riferiti al 2006, valevano un 32,90%, mentre nel 2008 (elezioni politiche) il 33,2%. Anche per il centrodestra possiamo verificare il percorso. Forza Italia, Alleanza Nazionale e le altre forze della destra attiravano nel 2006 una somma di consenso pari al 38%, mentre nel 2008 esso diventa del 37,5%. Dunque le operazioni di aggregazione politica avviate sia da Veltroni, per il centrosinistra, che da Berlusconi, per il centrodestra non hanno determinato un allargamento dei loro consensi, non hanno prosciugato il mercato del consenso, non hanno dunque instaurato alcuna forma di “regime di una minoranza” come la stampa di sinistra ha voluto sbeffeggiare, per criminalizzarlo, il bipolarismo dell’alternanza. Perché la sinistra ha avversato tale forma istituzionale ? Perché nella sinistra o nel P.D. dal 2007 in poi non è emersa la dignitosa concretezza di un partito politico che puntasse al bipolarismo concreto con una linea politica ferma e decisa, speculare a quella costantemente invece tenuta dal centrodestra, mentre abbiamo assistito ad una costante opera, da parte del centrosinistra, di demonizzazione personale dell’avversario politico con l’uso di mezzi che con la democrazia non hanno nulla a che fare ? Perché fu abbandonata l’idea di quel bipolarismo bipartitico che Veltroni aveva inaugurato nel nuovo P.D. col discorso politico del Lingotto, subito accantonato a vantaggio di una guida sempre più giustizialista ,addirittura associata con l’IDV di Di Pietro il cui unico progetto politico prevedeva l’instaurazione dello stato di polizia attraverso l’inganno del “ controllo della legalità”? Perché la sinistra non è stata in grado di maturarsi come forza politica fondamentale nel bipolarismo e nel bipartitismo? Perché l’alternanza al governo schiacciava ed opprimeva la sinistra sotto le sue responsabilità davanti al Paese del quale avrebbe dovuto garantire la governance. Molto meglio fermarsi ad essere la forza di antagonismo, la forza di opposizione. La storia certifica l’incapacità della sinistra a trasformarsi in partito di governo. Cosa fece infatti il tanto celebrato Enrico Berlinguer una volta che fu trucidato Moro dalle Brigate Rosse ? Abbandonò il compromesso storico con la D.C. per riconquistare nel Paese quel consenso che quell’entrata nell’area della governabilità aveva fatto perdere al Pci, forse anche per salvaguardarsi da altri attentati terroristici. Fu la resa intellettuale del Pci e della sinistra, il suo suicidio politico: era la dimostrazione “ urbi et orbi” della sua incapacità ad essere un partito capace di governare, una dichiarazione di fallimento culturale e politico nel voler limitare le proprie capacità alla sola opposizione. Enrico Berlinguer è stato quello che Mino Martinazzoli è stato per la Dc: il boia del suo partito politico. E’ invece fallito il bipartitismo. Lo dimostra sempre la storia. Nel 1948 la Dc ed il Fronte Popolare messi insieme godevano di un consenso pari all’80% dei votanti ( di allora). Nel 1976 la somma dei consensi fra la Dc ed il Pci era del 74%. Nel 2008 facendo la somma dei consensi fra centrodestra e centrosinistra arrivo ad un 70%. Queste cifre dimostrano come il Paese sia sempre stato bipartitico, sempre. Fascista o comunista, monarchico o repubblicano, contradaiolo contro contradaiolo, Capuleti o Montecchi, mazziniani o cavouriani, etc. Dunque se il bipolarismo può essere imposto per legge, il bipartitismo e l’alternanza devono essere invece il prodotto della cultura di un popolo. Ecco che l’Italia appare dunque soggetto per legge al bipolarismo ma resta il Paese diviso che è sempre stato. Quanto poi all’alternanza al governo, si tratta di un’araba fenice, proprio perché non esiste in Italia una sinistra che abbia il coraggio e lo spessore politico per svolgere il ruolo di forza di governo. Tanto che se ci limitiamo alla seconda Repubblica ( dal 1994 ad oggi) , il centrosinistra ha governato il Paese per governato per nove anni ( 95,96,97,98,99,00,01,06,07),il centrodestra per undici anni (94,01,02,03,04,05,06,08,09,10,11). Se invece osserviamo tutta la vita repubblicana dell’Italia ci accorgiamo che la sinistra è stata al Governo solo 2 volte su 16 legislature , sette anni su sessantasei anni. L’Italia repubblicana è stata dapprima obbligata a far governare il Paese dalla sola Dc (1948 – 1992), abbiamo sofferto della così detta “democrazia bloccata” a causa dell’esistenza , nel Paese, del Partito comunista più ricco perché più fedele al regime staliniano di tutta l’Europa. Nella seconda repubblica (1994 ad oggi) la sinistra ha governato per diversi anni (1995, 2011,2012) senza aver vinto alcuna elezione, una volta (2006) avendole perse al Senato ma vinte alla Camera per 24.000 voti e grazie al premio di maggioranza del Porcellum,una volta (2013 ) avendole sostanzialmente pareggiate. La verità che scaturisce da questi numeri è una sola ed impietosa : nessun leader della sinistra è riuscito a far guadagnare alla sinistra consensi politici maggioritari. La forza elettorale dei partiti di sinistra alternativi alla controparte dominante ( ieri la Dc, oggi Forza Italia o PdL) è stata sempre compresa fra il 40% ed il 50% dei voti.Uno smacco vergognoso per tutti i presunti e decantati leaders comunisti, a cominciare da Enrico Berlinguer. Oltre che del solito Berlusconi, di chi la colpa di tutto questo se non della limitatezza ed inadeguatezza culturale e politica della stessa sinistra ? Pesanti responsabilità di questo desolante quadro politico della sinistra italiana sono della stampa organica alla sinistra stessa. Ho già avuto modo di stigmatizzare le grandi, immense responsabilità che tutta la stampa italiana ha nei confronti di un’opinione pubblica che non viene resa edotta ed informata dei fatti, ma viene catechizzata con l’uso di indottrinatori prezzolati che svolgono, con i loro articoli, la stessa opera che usavano i “ commissari politici” nelle sezioni del Pci nell’Italia degli anni cinquanta/ sessanta quando indottrinavano un popolo semianalfabeta ed incolto con fantomatici Paradisi sovietici e con esilaranti promesse di libertà personali che celavano,in verità, solo i vari gulag e le purghe staliniane. Non voglio affondare il coltello nelle vecchie piaghe e riandare a rovistare nella rigatteria degli anni del dopoguerra, dunque scelgo di portare esempi concreti ( e verificabili) di anni recentissimi per dimostrare come la sinistra abbia utilizzato la stampa ed i giornalisti come il nazismo si avvalse di Goebbels . Nel 2010, ricorderete spero, crollò, dopo abbondanti piogge,un muro di contenimento nell’area archeologica di Pompei. Non vi sfuggirà, spero, il ricordo la becera gazzarra orchestrata da Repubblica , nella persona del povero D’Avanzo, ed anche di Scalfari stesso, che crocifisse il Ministro Bondi con una campagna che definire “ delinquenziale” mi pare, oggi, riduttivo e generoso. Fu tutta colpa del solo Ministro Bondi e del Governo Berlusconi, che avevano fatto tagli di spesa orizzontali e che dunque avevano tagliati i fondi necessari – questo scriveva Repubblica, questo sostenevano i lettori di Repubblica – per intervenire su quel muro , cosa che avrebbe evitato il crollo ? Bondi si dimise. Oggi, in questi giorni, a Pompei di muri ne sono crollati due, una anche a Volterra, ci sono state anche stavolta abbondanti piogge, ma nessuno ha chiesto le dimissioni dell’On. Franceschini, attuale Ministro dei Beni culturali. Repubblica , anzi, si è premurata di nascondere le notizie sui crolli alle pagine diciotto e venti, dove pochi le leggono. Ma se Repubblica oggi tace ( operazione tipica di informazione addomesticata come Goebbels insegna) altri dibattono l’argomento dei crolli e viene fuori una realtà che quando l’accusato era il Ministro di Berlusconi Repubblica, subdolamente e vigliaccamente, taceva, nascondeva. Quale? Questa: Pompei è un sito archeologico che viene gestito da una autorità la quale per spendere euro deve avere il consenso di altre autorità, ognuna delle quali perde tempo .Fino al punto che per Pompei la Ue ha sempre elargito 105 milioni di Euro per i lavori necessari, ma questi 105 milioni di euro non possono essere spesi perché Pompei è guidata da un Generale dei Carabinieri che però non può firmare la spesa; perché ogni spesa superiore ad euro 100.000 deve essere affidata in base ad una gara d’appalto che dura anni e se un lavoro supera 1 milione di euro esso deve essere “spacchettato” in tanti minuscoli appaltini ( altrimenti c’è il pericolo che ci si infili la famosa mafia ). Ecco perché volano gli anni ed aumentano i crolli . Così quei finanziamenti europei vengono persi per la burocrazia soffocante e la Ue rivuole non solo indietro i 105 milioni di Euro ma anche una salatissima multa che paghiamo noi contribuenti. Ecco le ragionevoli esimenti per l’On Franceschini, che per la stampa “ di sinistra” però non potevano valere per Bondi. Delinquenza informativa allo stato puro. Michele Serra è un siculo catanese , chi nasce a Catania gode di una nomea che recita, più o meno, così: catanese, falso e cortese. Ma Serra, che scrive su Repubblica, è persona integerrima , nei secoli fedele al “partito”, dunque spinge il suo servilismo fino a svolgere il suo compito da squallido imbonitore, da vetero commissarietto politico di sinistra, da indottrinatore alla Goebbels da periferia catanese oltre l’ostacolo e dunque spesso compie azioni vergognose per un individuo dotato di normale etica e dignità. Quando,per esempio, Alemanno osò vincere le elezioni come Sindaco di Roma,Serra fu incaricato da Repubblica di fare il suo lavoro sporco, quello di criminalizzare Alemanno e la sua parte politica. Così un cotale “ maestro” nell’arte della diffamazione politica scrisse in quei giorni il seguente epitaffio:” E’ di destra chi vota avendo come guida il proprio interesse, è di sinistra chi vota pensando all’interesse collettivo del Paese”. Frasi apodittiche che non potendo essere confermate né smentite costituiscono il concentrato della pura demagogia, della propaganda da terzo e quarto mondo. Per dimostrare la falsità delle frasi di Serra bisogna rispondere alla sua meschina diffamazione con dati di fatto. Eccoli. Ho cercato di verificare quali siano i “gruppi sociali” meno disponibili a votare per il centrodestra e quindi più propensi a votare per il centrosinistra. Da uno studio dell’Osservatorio del Nord Est del 2008 , ma anche dalla comune esperienza di tutti i giorni, è risultato come il Pd e l’Idv attiravano laureati, diplomati, pensionati, lavoratori a tempo indeterminato con posto fisso, mentre il centrodestra ed anche la Lega Nord coagulavano il consenso degli “autonomi”, delle casalinghe, delle “partite iva”, dei precari, dei disoccupati. Infatti tutte le manifestazioni della sinistra a sostegno della Cgil degli anni passati ( 1994 fino a ieri) contro ogni politica del centrodestra che mettesse a rischio alcune “ garanzie” ed alcuni” privilegi” di quelle classi sociali( cito l’intoccabbilità dei dipendenti pubblici, cito la santificazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, tanto per indicare solo due “must”) dimostrano come la sinistra tuteli la “ società delle garanzie e dei privilegi acquisiti” che sono fortemente interessate a non perderli, cioè difenda solo i soggetti che già possiedono ampie e varie forme di tutela e di vero e proprio privilegio. Invece il centrodestra riceve consenso sopra tutto dai soggetti più deboli, da quelli più esposti alle turbolenze del mercato, da quelli che sono inesistenti per le organizzazioni sindacali, da quelli che sono senza “ tutele”, che non godono delle misure di protezione assistenziale. Impossibile dimenticare come nell’ultimo Governo del centrosinistra (Prodi con Rifondazione ed altri, anno 2006 - 2008) tutte le attenzioni fossero rivolte a coloro che davano il consenso al centrosinistra e cioè a coloro che già godevano di ampie garanzie e di ampi privilegi. Cito solo una misura che fu voluta da Bertinotti: le famose 36 ore , un privilegio che non poteva che applicarsi ai soli lavoratori dipendenti fissi ( che dunque già godevano delle misure dello stato sociale, della cassa integrazione, di quella in deroga, dell’articolo 18, etc). Da queste semplici estrapolazioni e considerazioni empiriche l’epitaffio scritto da Michele Serra merita l’ignominia ed il ludibrio eterni. La sinistra che una volta difendeva i più deboli ora difende se stessa legandosi alle classi sociali più forti, ai poteri forti italiani e, con la scusa dell’Europa, con i poteri forti internazionali La verità è l’opposto di quello che spaccia Serra: vota per la destra la classe derelitta e meno protetta. E questo succede non per merito del centrodestra, ma solo perché la sinistra ha smesso di difenderla. Perché è fallita.

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