Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 20 marzo 2014

L’uomo politico si alzò dalla sedia e s’incamminò, con quel suo andare ritmico, verso il palco, tra un profluvio di fischi assordanti. Il conduttore del dibattito, sorridendo, sussurrò al microfono per far ascoltare bene le parole” I fischi non sono diretti all’uomo, sia chiaro, ma al politico. E se io non fischio è solo perché non so fischiare”. Questo era l’elegante sarcasmo cin cui Craxi disintegrò Berlinguer, durante un Congresso del Psi . Cosa diceva invece il Marchesino sardo di Craxi? Eccovi serviti: “Craxi non fa parte della mia famiglia, perché Craxi è un lestofante ed un ladro…..”. Senza commento. Ognuno è libero di santificare chi preferisce, c’è chi divinizza anche Lucifero, per dire. Alcuni nostalgici del comunismo duro e puro, ad esempio, restano estasiati dall’idea della “ assoluta perfezione del progetto comunista”, perché addebitano tutti gli orrori di quel disegno politico alla persona Stalin. Altri nostalgici comunisti, invece, sostengono che Stalin fu un “grande statista” perché riuscì comunque a costruire una potenza mondiale. Ecco, mi viene da dire, evviva la libertà di pensiero e d’espressione. Ma non esiste nessuna libertà che consenta di evangelizzare e santificare spudorate menzogne, come da anni i nostalgici comunisti cercano di fare con Enrico Berlinguer. L’idea di Veltroni di fare perfino un film su Berlinguer ( e poteva mancare Toni Servillo ? Infatti il prezzemolino c’è anche lui!) sarebbe stata un’ iniziativa culturalmente encomiabile se fosse rimasta nel recinto dei malinconici ricordi dei “ come eravamo”, “ cosa resta di quegli anni settanta” e via rimpiangendo la nostra ormai lontana gioventù. Potremmo anche pretendere, per dire, altri film similari , per esempio su De Gasperi , quello che ci salvò dalla dittatura di Stalin anche grazie agli Usa, ma ci salvò da quella dittatura, inutile negarlo. Per esempio su Almirante, personaggio politico che ha incarnato i valori di una grossa fetta di italiani con un rispetto repubblicano come pochi. O su Craxi che illuminò l’Italia col suo disegno politico della sinistra riformista come mai era accaduto e come mai è accaduto dopo. O come Berlusconi, l’unico leader politico che ha fatto intravedere al popolo italiano quelle libertà civili ed economiche che neanche lontanamente ci erano state mai concesse. E tutti sarebbero, da un punto di vista culturale e storico, iniziative assolutamente encomiabili. Ma non ci sono, gli “ altri film”, c’è solo questo su Berlinguer. Cui prodest? Veltroni non ha scoperto nulla di nuovo sul Marchesino Berlinguer, ma ha taciuto troppe verità. La verità fa male, lo so, ma è sempre preferibile alle pietose agiografie mielose su Berlinguer. Perciò, fatto salvo il principio sacrosanto che ognuno è libero di santificare anche il demonio , ma quando Veltroni si mette a santificare anche il “politico” Berlinguer, allora – fermo il rispetto per la persona tra l’altro anche deceduta – si espone al ridicolo e sorge il dibattito politico. Perché , mi deve dire Veltroni e con lui tutti i piagnoni al seguito, ditemi almeno una disposizione del parlamento, c'è una " legge Berlinguer " che abbia fatto epoca ? C’'è un " decreto Berlinguer " che abbia lasciato il segno nella storia di questo Paese ? C’'è una " riforma Berlinguer " che abbia segnato la storia economica e/o politica/sociale dell' Italia ? Se qualcuno le conoscesse, me lo scriva su Facebook. Io non ne ricordo una, che sia una, per il bene del Paese, ma ne ricordo tante, troppe, per il bene suo e del suo Pci, le leggete avanti. Qualcuno strepita istericamente : ma Berlinguer era un uomo probo, onesto, coerente. Berlinguer "onesto e coerente"? Ah, se potessi parlare senza beccarmi denunce! Quanto a “coerenza” basterebbe ricordare che Enrico Berlinguer era uno straricco marchese sardo, un tipico “latifondista che gioca a fare il rivoluzionario da salotto buono” il quale, se avesse avuto un minimo di coerenza avrebbe dovuto rinunciare a quel ridicolo titolo nobiliare di cui ,invece, era assai fiero e geloso, alla faccia della “lotta contro la nobiltà “ che era stato un caposaldo del comunismo d’antan, duro e puro. Quanto poi all’onestà mi dovrebbero dire, lor signori, chi ha guidato il Pci negli anni fra il 1970 ed il 1984 , cioè proprio nel periodo in cui massini furono i generosi e cospicui finanziamenti illeciti che Stalin ed il regime sovietico elargiva al Pci? Non era forse proprio Enrico Berlinguer (dal ’72 al ’84) per caso? E come faceva a “ non sapere” da dove venivano tutte quelle ricchezze del Pci ? Forse volete darci da bere che il Marchese Berlinguer credesse che tutti quei soldi provenissero dalla vendita delle salamelle alle Feste dell’Unità ? E il sistema delle Cooperative rosse, emiliani e toscane, a chi facevano capo del Pci se non a Berlinguer? E chi era alla guida del Pci quando negli anni ’80, il Pci, insieme con la Dc, si fabbricarono la loro brava “ amnistia ad partitum” così da cancellare ogni paura sui reati connessi ai finanziamenti di Stalin, se non Enrico Berlinguer ? E non era sempre “l’onesto e probo” Enrico Berlinguer ( sempre buffone Benigni “ Berlinguer, ti amo!”) a capo del Pci che face approvare dal Parlamento italiano la famigerata legge 252 del 1974, detta «legge Mosca», grazie alla quale decine di migliaia tra funzionari , portaborse, autisti, sindacalisti , semplici guardaspalle tutti di area Pci ,hanno potuto beneficiare - spesso abusivamente - di pensioni agevolate, e di godere dell'incredibile privilegio di riscattarsi a basso costo non solo gli anni trascorsi nel partito o nel sindacato, ma persino quelli passati sui banchi di scuola, purché si rientrasse nelle suddette categorie, una Legge miserabile che ha distrutto indissolubilmente il nostro debito pubblico ? E chi era, se non sempre e solo Enrico Berlinguer, a capo del Pci che fece varare dal Governo Andreotti nel 1972 quella disposizione che concesse la libertà provvisoria anche a Valpreda, quell’anarchico che era in carcere per la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre del ’69 e che tanto caro era alla sinistra ? Ah, forse dite che lui “ poteva non sapere”? Cioè Berlinguer era trattato come un Re, aveva un esercito di funzionari, il Pci comprava immobili a tutto spiano, intratteneva rapporti con tutto il mondo e solo lui, Enrico Berlinguer, era come il classico marito beato e cornuto che finge di non sapere che tutto quel ben di Dio in casa proviene dalle marchette della brava mogliettina? Dicono acidi i suoi adoratori: Berlinguer era ricco di suo. Però Berlinguer viaggiava con aerei di Stato, non con aerei privati a proprie spese, per dire. E quando il Cecoslovacchia fu oggetto di un “incidente stradale” ( ci furono due morti), fu riportato indietro di corsa dal servizio segreto italiano, sempre per dire. E se poi vogliamo dirla tutta, a proposito della “onestà” di Enrico Berlinguer, beh! Ecco a voi l’unica eredità vera di Berlinguer: il più eclatante esempio di nepotismo nella storia dell’Italia. Altro che Bonaparte, signori miei! Berlinguer, "onesto e coerente", ha piazzato prole e successori in posti sicuri, sempre a spese dello Stato, cioè nostre, del popolo. E’ la sua “onestà” ad imporre tutto ciò, non certo come certi altri imbroglioni che rischiano in prima persona e che danno lavoro a settantamila famiglie italiane , per dire! Di Enrico Berlinguer restano soltanto tre figli ben sistemati, senza nessun concorso per meriti. Si può iniziare da Bianca Berlinguer ,direttora del TG3. E poi c'è Berlinguer Luigi piazzato ministro e poi Giovanni all’Università a Siena ( e dove sennò?) e Giovanni trascina anche qualche altro nipote, sempre Berlinguer. Poi c'è la Berlinguer Laura, sorella di Bianca che lavora sulle reti Mediaset. Poi Berlinguer Marco il terz'ultimo , attualmente un rifondarolo senza arte né parte. I Marchesi si sono blindati per cento vite! In politica estera, poi, Enrico Berlinguer ha solo cercato di barare sia con Mosca che con New York. Teneva un piede in due scarpe e mentre si dichiarava tranquillo sotto l’ombrello del Patto Atlantico , voleva tentare anche di svincolarsi dalla ferrea gogna di Mosca. Così s’era inventato la famosa “via europea al socialismo”, ma nessuno sa cosa sia, forse nemmeno lui lo sapeva. Perché non lo ha mai svelato. Tante chiacchiere, niente di concreto. Berlinguer , cari signori, è uno dei due uomini che hanno rovinato l’Italia . L’altro è Aldo Moro. Il compromesso storico è stata il loro fallimento politico è l'ufficializzazione della spartizione dell'Italia e del suo patrimonio tra comunisti e democristiani. Nel periodo degasperiano del centrismo ed in quello successivo dell’apertura a sinistra a favore del Psi di Nenni, nessuno si arrischiava più che tanto a fare la cresta perchè era sotto l'inevitabile controllo dell'altro. Ma dopo il compromesso, dopo l’accordo tra Berlinguer e Moro, Pci e Dc si sono spartiti la "torta" e mangiato tutto e di più, fino a portarci al disastro Euro e Unione Europea.. Questo è avvenuto a seguito del compromesso storico. Rimpiangere Berlinguer politico ? Da italiano spero che bruci all'inferno assieme a Moro, se inferno esiste.

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