Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 22 marzo 2014

--------------MENTRE TRAVAGLIO CAZZEGGIA NEL SALOTTO BUONO SU ROBLEDO , ROBERTO BERARDI MUORE IN UN CARCERE DELLA REPUBBLICA EQUATORIALE DELLA GUINEA----------------------------------------------------------------- Così, mentre Travaglio se ne sta comodo, sprofondato in comoda Frau , in qualche “ salotto giudiziario bene “ dove, davanti al solito folto gruppo di fedeli chierichetti genuflessi impartisce evangelicamente le sue “ciacole” su Robledo e Bruti Liberati come fosse chissà quale argomento ( argomento sul quale mi permetterò di ritornare in seguito), questo misero “blogger sconosciuto ”invita tutti gli internauti che navigano su questa latrina maleodorante di Facebook ad abbandonare le misere beghe da sacrestia di campagna sulle quali nessuno discute la capacità di pensiero di Travaglio e de “Il Fatto Quotidiano”, per mandare un messaggio al nostro Ministero degli Esteri per reclamare notizie e la giusta esposizione mediatica – finora una notizia quasi negletta - sulla sorte assurda alla quale pare essere stato abbandonato un imprenditore italiano. Ne ha parlato stamattina alla Radio Stefano Mensurati nella sua trasmissione “ A tu per tu”. Tenuto da 10 mesi un italiano è prigioniero nelle celle della così detta Repubblica della Guinea Equatoriale, un Paese del centro africa, dove circa 700.000 abitanti vivono senza corrente, senza gas, senza casa grazie alla feroce dittatura imposta dal Presidente Teodoro Obiang.Roberto Berardi deve contare sull’identico trattamento che di cuore abbiamo sempre offerto e sostenuto per tutti gli italiani che fossero in difficoltà in altri Paesi. Persino per la Sgrena – è tutto dire! – abbiamo condiviso la scelta di pagare un profumato riscatto e di perdere un nostro funzionario dei servizi ( Calipari). Dunque come i due Marò, come Chicco Testa, come tutti gli altri dei quali mi sfugge il nome, anche Roberto Berardi deve contare sull’identico trattamento mediatico. Imprenditore delle costruzioni, attivo da 20 anni in Africa, Roberto Berardi aveva formato una società di costruzioni con il figlio del presidente Teodoro Obiang ( non per scelta ma perché in quel Paese c’è una legge che obbliga ogni società che vi voglia operare ad avere un socio di maggioranza locale) . Ma dopo aver scoperto alcune strane operazioni sul conto corrente dell'impresa aveva chiesto spiegazioni. Il suo socio è Teodorìn Nguema Obiang Mangue, figlio del presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. Un presidente che nelle elezioni del 2004 ha ottenuto 98 seggi su 100, un dittatore, che condiziona chiaramente la situazione politica nel paese. Anche il governo tecnico nominato in attesa delle nuove elezioni è composto dai membri della famiglia Obiang. E, si legge nel rapporto di Amnesty International, "benché non fosse previsto dalla Costituzione, il presidente ha nominato suo figlio maggiore, Teodoro, detto Teodorìn, Nguema Obiang, in qualità di secondo vicepresidente . Poche ore dopo è stato prelevato, accusato di frode fiscale, condannato al pagamento di 1,2 milioni di euro e sbattuto in carcere dove marcisce dal 18 gennaio scorso, da due mesi. Teodoro Obiang è sotto processo negli Usa per riciclaggio e colpito da ordine di cattura della magistratura francese. Su Teodorìn Obiang pende attualmente un mandato di cattura internazionale emesso dalla Francia per appropriazione indebita di fondi pubblici e riciclaggio di denaro. Negli Stati Uniti, invece, è in corso un processo contro di lui. Dalle documentazioni relative all'inchiesta americana emerge che Teodorìn Obiang avrebbe acquistato per oltre un milione di euro (proveniente dalla società Eloba, quella con Berardi), i guanti del "Bad Tour" di Michael Jackson. E non solo. Il vicepresidente equatoguineano ha usato quei soldi anche per arredare la sua villa a Malibu da oltre 30 milioni di dollari. Dall'inchiesta emerge inoltre uno schema ben chiaro e utilizzato già altre volte dal rampollo del dittatore: transazioni fatte a nome di aziende con proventi illeciti ottenuti da riciclaggio e corruzione. Alcune di queste sono avvenute in banche americane come la "American Business Bank a Los Angeles". Il conto era a nome della "Eloba Construction S. A". L'unica colpa di Roberto Berardi sarebbe stata quella di non accorgersi in tempo di quanto stava accadendo alle sue spalle e, invece di scappare, di chiederne conto in consiglio di amministrazione. Che ruolo ha avuto il ministero degli Esteri italiano? Perché in Italia è mancata fino ad ora una vera e propria opera di sensibilizzazione mediatica e diplomatica? La Farnesina fa inoltre sapere che l'ambasciata italiana a Yaoundé ( dato che nella Repubblica Equatoriale della Guinea non esiste una nostra Ambasciata) ha coinvolto il Nunzio Apostolico a Yaoundé, accreditato anche in Guinea Equatoriale. Il Nunzio è intervenuto presso il presidente della Repubblica Teodoro Obiang". Quale esito abbiano avuto questi contatti, però, ai familiari di Roberto non è stato detto. Silviana Malafronte, la madre di Berardi, ha rivelato in lacrime che "Il Nunzio Apostolico del Camerun, Monsignor Pioppi ha dichiarato di non poter agire perché altrimenti perderebbe le donazioni del governo di Obiang". Il fratello di Roberto, Stefano Berardi, dalla Germania grida all'indifferenza del ministero degli Esteri, che, per mesi, "ha ostacolato anche semplici procedure burocratiche per l'invio di denaro a Roberto in carcere". Potete per una volta fregarvene , anime belle, delle ciacole” di Travaglio su Robledo, che alcuni chierichetti in evidente stato di “ estasi”, hanno peraltro definito finanche “illuminanti” ed, a proposito di luce, accendere finalmente il ben dell’intelletto?

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