Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 30 aprile 2014

----------------BERLUSCONI ED I MISERABILI CIALTRONI-------------------------- Le “indignate reazioni” di molti “sedicenti” uomini di cultura, sussiegose baldracche di lungo corso, tutte ripulite con bon ton ed arcigno pensiero unico dominante, alla frase di Silvio Berlusconi che ricordava come “ permane in molti tedeschi il rifiuto di accettare la realtà dei lager “, mi hanno confermato come il principale tumore dell’Italia sia la profonda ignoranza. Certe persone, peraltro annoverate chissà perché fra le “ persone colte”, cito solo Antonio Polito - addirittura “ columnist” del Corriere della Sera , paradigmatico ed esemplare nella sua confusa e lacunosa alfabetizzazione - conoscono la storia della Germania come conoscono la storia d’Italia: cioè zero. Ma perché, prima di aprire bocca e dargli fiato senza accendere il cervello , non vi andate a studiare un poco di storia? Chi ha la mia età e, soprattutto, la mia passione per i fatti realmente accaduti nel tempo ( e non per le idiozie di ignoranti uscieri di banche estere ) non può certo ignorare come in Germania la questione della “rimozione della colpa” del nazismo suscitò, per decenni e decenni, dibattiti drammatici nei migliori intellettuali tedeschi, da Karl Jaspers a Gunter Grass, tanto per citarne solo due . Fu coniata addirittura una parola per descrivere il faticoso e lungo processo di superamento del complesso di colpa ,“Vergangenheitsbewältigung” , letteralmente “superamento del passato” ( basta andare in Wikipedia, Polito, che diamine!) per descrivere la riflessione critica sul periodo nazista ed in particolar modo sull’Olocausto. Le varie fasi del superamento del passato, avviate dalle forze alleate, sia con i Processi di Norimberga sia con le leggi di denazificazione, con l'intento di sopprimere i valori nazisti parzialmente radicati nella popolazione tedesca , si sono succedute per svariati decenni , fino agli anni settanta - ottanta. Grazie al rinnovo generazionale degli anni Ottanta e Novanta la disponibilità da parte dell'opinione pubblica tedesca al confronto con lo scomodo passato è aumentata notevolmente, ma allo stesso tempo è ricresciuto il numero di coloro che ritengono ormai esaurito il compito “ culturale” della Vergangenheitsbewältigung (addirittura il 41% dei tedeschi in un sondaggio del 2005). Come si spiega allora, se non con l’ignoranza più crassa, l’esplosione progressiva di dichiarazioni spregiative verso Silvio Berlusconi per quella frase verità ? C’è ignoranza profonda ma anche untuoso e bavoso servilismo da accattoni in questa corte di melensi cortigiani.Certo la Germania esercita oggi ancora più di ieri, una potenza economica ( industriale, bancaria, politica, ecc.) e politica dissuasiva , intimidatoria, ricattatoria da paura. Non tollera alcuna allusione agli efferati crimini nati dalle sue pretese egemoniche – peraltro anche ripetute, reiterate - del passato. Questo arrogante rifiuto del popolo tedesco di ogni critica rispetto alla sua storia è a sua volta un segnale culturale molto pericoloso perché quando la Germania era ancora colpevolizzata universalmente e i segni del sangue versato relativamente freschi, molti tedeschi già allora si rifiutavano non solo di prendere su di sé come popolo l’ignominia commessa, ma rifiutavano persino l’idea che fosse giusto perseguire i criminali nazisti. La presenza in Europa di una Germania troppo potente economicamente ma ancora incapace di assumersi pienamente la responsabilità dei propri errori storici , tutt’al più vigliaccamente scaricate solo sulle spalle di un ristretto pugno di assassini pazzi, è stata presente per molti anni nella parte più acuta dell’intellettualità europea antifascista. Ancora nel 1970 quando Willy Brandt si inchinò di fronte al monumento alle vittime dell'insurrezione del ghetto di Varsavia il suo gesto fu ritenuto eccessivo dal 48% della popolazione tedesca. E come non ricordare fatti recentissimi, quale il rifiuto all’estradizione di vecchi criminali di guerra nazisti in Italia e l’archiviazione nel 2012 da parte della procura di Stoccarda dell'inchiesta per la strage nazista di Sant'Anna di Stazzema, la località toscana in cui il 12 agosto 1944 furono massacrati 560 civili, tra cui donne e circa 100 bambini ? E le stesse “vecchie battone ” della politica e del giornalismo italiano che si fingono indignate e si strappano ululando le mutande ( riflesso pavloviano dato dal loro antico mestiere ) per la frase di Berlusconi, non sono forse le stesse baldracche che osannavano Arafat, che osannano Hamas, gli Hezbollah e tutti quelli che vorrebbero cancellare dalla faccia della terra gli ebrei ed Israele? E non è stato forse solo Berlusconi ed il suo partito politico a dichiararsi da sempre come il miglior amico di Israele? E non solo le stesse vecchie baldracche quelle che hanno sempre negato, in Italia, gli eccidi della resistenza rossa e delle foibe? Gente fatta così: ignoranti cialtroni che , davanti alle loro colpe, sanno solo piagnucolare.

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