Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 14 aprile 2014

DATO CHE IL “ CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA” NON E’ UN REATO PENALE PREVISTO DAL CODICE PENALE MA UNA SEMPLICE CONGETTURA O SUPPOSIZIONE O TEOREMA , UNA SORTA DI LIBERO CONVINCIMENTO TEORIZZATO DAI MAGISTRATI ITALIANI E CHE NEL 1970 - QUANDO FU STIPULATO L’ACCORDO COL LIBANO - LA MAGISTRATURA ITALIANA OBBEDIVA AL REGIME COMUNISTA DI MOSCA CHE FINANZIAVA ILLEGALMENTE IL PCI PER AVERE IN ITALIA UN PARTITO AFFIDABILE PER CONQUISTARE IL POTERE PER VIA DEMOCRATICA E SI LIMITAVA AL SUO DOVERE COSTITUZIONALE DI APPLICARE LA LEGGE , CREDO CHE NESSUN MAGISTRATO LIBANESE CONCEDA L’ESTRADIZIONE DAL LIBANO PER UN REATO CHE NON ESISTE NEL TRATTATO, NE’ ESISTE IN LIBANO NE’ IN NESSUNA ALTRA PARTE DEL MONDO CIVILE. AUGURO QUINDI A MARCELLO DELL’UTRI OGNI BENE , UNA VITA SERENA E GKLI SONO GRATO DEL SUO SACRIFICIO ALL’ESILIO PER DARCI QUESTA SODDISFAZIONE IMPAGABILE. CIOE’ DI FOTTERE QUESTA MSERABILE MAGISTRATURA CORROTTA E INFAME ,DI RIAFFERMARE SUPERIORITA’ DELL’INNOCENZA SULLA PERVERSIONE E SULL’INFAMIA POLIZIESCA, ASSICURANDOGLI IL COMPIACIMENTO DI TUTTO IL POPOLO NON DI SINISTRA NE’ GRILLINO. CIOE’ QUEL POPOLO CHE NON HA GIOITO, COME IL POPOLO DI SINISTRA PER UN CESARE BATTISTI, UN PLURI ASSASSINO CHE HA FOTTUTO LA GIUSTIZIA ITALIANA, MA QUEL POPOLO CHE PRETENDE CHE LA MAGISTRATURA CONDANNI CHI COMMETTE REATI PENALI CERTI E NON I NEMICI POLITICI. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ La commissione Giustizia della Camera dovrebbe , il condizionale con i grillini, col P.D. e con la sinistra “manettara” è obbligatorio, restituire la natura di 'extrema ratio' alla carcerazione preventiva, oggi usata come una rete a strascico dai Magistrati , rendendo più cogenti i suoi presupposti e le sue motivazioni e ampliando al contrario, come accade nelle altre nazioni democratiche e civili, le misure alternative al carcere. Per la verità dovremmo pure , con questa riforma carceraria, svuotare le carceri dai “ variegati detenuti in attesa di giudizio definitivo” e dunque persone costituzionalmente innocenti fino a sentenza definitiva, problema del sovraffollamento carcerario per il quale l’Ue ci condanna spesso, visto che costoro rappresentano un quarto circa dell’intera popolazione carceraria. Se poi si riflette sul fatto che , al momento attuale, i carcerati sono 65.000 e che la capienza massima dovrebbe fermarsi a 45.000, si può facilmente constatare che senza i 20.000 detenuti in attesa di giudizio definitivo il problema del sovraffollamento sarebbe già pressoché risolto. Niente prigione se in corso di processo basteranno il ritiro del passaporto o l'obbligo di dimora o il divieto di esercitare una professione. Lo auspico da tempo, lo considero un provvedimento indispensabile per ripristinare una cultura delle cautele penali fondata sul pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza. Dovrebbero essere cancellati, come si deve fare con una vergogna nazionale , gli attuali automatismi applicativi e la custodia cautelare potrà essere disposta soltanto quando risultino effettivamente inadeguate le altre misure coercitive o interdittive. Per giustificare il carcere preventivo , il “ pericolo di fuga” o quello della possibile “ reiterazione del reato” dovranno essere concreti ma anche “fattibili”'. Si tratta di eliminare , almeno come prima cura, quel principio da “ stato talebano” che è quel libero convincimento personale al quale ogni Magistrato può arbitrariamente e soggettivamente ricorrere per desumere il pericolo che deriverebbe dalla semplice gravità e modalità del delitto. Per privare della libertà una persona l'accertamento dovrà coinvolgere elementi ulteriori, quali i precedenti, i comportamenti, la personalità dell'imputato. Dovrebbero non solo intensificarsi, ma anche responsabilizzarsi le motivazioni. Il giudice che dispone la cautela non potrà infatti più limitarsi a richiamare, come è sempre stato e come è ancora oggi , 'per semplice relationem' gli atti del p.m. ma dovrà dare conto con autonoma motivazione delle ragioni per cui anche gli argomenti della difesa sono stati disattesi. Dovrebbero aumentare dagli attuali 2 mesi a 12 mesi i termini di durata delle misure interdittive (sospensione dell'esercizio di potestà dei genitori, sospensione dell'esercizio di pubblico ufficio o servizio, divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali) per consentirne un effettivo utilizzo quale alternativa alla custodia cautelare. Per i delitti di mafia e associazione terroristica resta la presunzione assoluta di idoneità della misura carceraria. Per gli altri delitti gravi (omicidio ad esempio, violenza sessuale, sequestro di persona per estorsione) vale invece una presunzione relativa: niente carcere se si dimostra che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure. Dovrebbe anche cambiare in profondità la disciplina del riesame delle misure cautelari personali. Il tribunale del riesame dovrebbe ottenere 30 giorni di tempo per le motivazioni a pena di perdita di efficacia della misura cautelare. Dovrebbe inoltre prevedere finalmente qualora il giudice non abbia motivato il provvedimento cautelare o non abbia valutato autonomamente tutti gli elementi , l'ordinanza di custodia cautelare dovrebbe essere immediatamente annullata , con immediata liberazione dell’accusato ( invece oggi è possibile ricorrere all’integrazione dell’ordinanza) . Dio, se c’è, ci salvi dai grillini e dai manettari de sinistra.

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