Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 5 aprile 2014

----LA SCONVOLGENTE MESCHINITA’ DEI COMMENTATORI DEL REFERENDUM VENETO------------- La lettura dei commenti ai vari articoli che hanno trattato la richiesta del referendum veneto mi ha letteralmente sconvolto. Quanta ignoranza nei commenti . La Storia insegna che nulla è immutabile, nemmeno gli Stati Nazionali. Quante volte abbiamo visto nazioni formarsi e poi dissolversi ? Il Veneto, ricordo, era nazione ancora prima dell'Italia. E poi, diciamo la verità, i Veneti non vogliono la secessione, vogliono semplicemente essere riconosciuti come parte fondamentale del paese, non come il bancomat di Roma . Ecco cosa doveva essere il federalismo fiscale, una questione semplice, che il gettito fiscale del Veneto , o almeno la gran parte, resti tra al Veneto che solo una piccola parte vada allo Stato centrale, punto. Ma la gente legge “Repubblica” o “Il Fatto” e “aderisce” a quelle tesi, invece di sforzarsi a “ capire”. Capire è molto più complicato che aderire, ovvio, ci vuole tempo, fatica, intelligenza, studio, applicazione, molto più facile “ aderire”. Così la gente non si chiede mai il perchè di certe richieste. La verità è che il Veneto, da una vita, paga cifre esorbitanti allo Stato centrale, come saldo fra il proprio prodotto e servizi ricevuti. Se ci fosse una situazione giusta in questo povero "paese", il Veneto non penserebbe alla secessione. Gli imprenditori si suicidano per regalare 20 miliardi di Euro ogni anno allo Stato centrale. Voi, nei loro panni, sareste contenti e soddisfatti? Un Veneto indipendente potrebbe attirare imprese, risorse umane e finanziarie molto meglio dell’attuale Stato italiano onnivoro, proponendo imposte umane e buoni servizi. Potrebbe fare da traino allo sviluppo delle vicine regioni , obbligandole , per naturale concorrenza, a provare a fare sempre meglio. Poi la stupidità e la povertà d’idee espresse dalla maggior parte dei cosiddetti “ideologicamente corretti”, fa apparire plasticamente la profonda ignoranza in merito degli italiani. I diritti umani e i diritti dei popoli sono riconosciuti dal diritto internazionale. La Carta delle Nazioni Unite stabilisce all’art. 1 che l’autodeterminazione dei popoli costituisce uno dei fini principali delle Nazioni Unite. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del l948 specifica una prima lista di diritti umani e ne raccomanda il rispetto. I due Patti internazionali del 1966, rispettivamente sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali, contengono norme giuridiche vincolanti sul piano mondiale. L’Atto finale di Helsinki del 1975, recepisce le norme internazionali sui diritti umani e sull’autodeterminazione (v. principi VII e VIII). Le norme giuridiche internazionali riconoscono che ogni essere umano ha diritti innati, quindi inviolabili, inalienabili e imprescrittibili, che preesistono dunque alla legge scritta. L’individuo è soggetto originario di sovranità e viene prima dello stato e del sistema degli stati. Alcuni diritti innati (all’esistenza, all’identità, all’autodeterminazione) sono riconosciuti anche alle comunità umane che hanno il carattere di popolo. Individui e popoli sono dunque soggetti originari anche nel sistema legale internazionale e gli stati sono da considerarsi come entità complesse “derivate” anche nel sistema del diritto e della politica internazionale. Certo, nel villaggio globale, nel governo mondiale vengono fuori forze non omologate, è una regola umana. Esiste però un legame assai solido tra diritto di autodeterminarsi e la concezione liberale della vita e dello Stato, perché solo in uno Stato oppressore, centralista, tirannico, totalitario, come insegnano l’ideologia comunista e fascista, le idee separatiste diventano “pericolose forme d’opposizione” e vengono perseguitate come reati penali. Perché dunque molti catalani, molti scozzesi, o molti veneti intendono andarsene, perché anche l'Alaska ( la notizia è imbavagliata dai nostri grandi giornaloni) sta per presentare le firme per un referendum secessionista, o meglio, un referendum per passare con la Russia ? Semplice la risposta : perché si sentono in vario modo sacrificati, sfruttati, derubati da Madrid, da Londra e da Roma. Dal momento che sono maltrattati, vogliono dare vita a loro istituzioni loro. Perché è chiaro come in ogni democrazia la volontà popolare sia la prima e fondamentale fonte di legittimità dell'ordinamento politico. Difendo dunque a spada tratta il diritto di ogni comunità a decidere dove stare. La nazione esiste per volontà plebiscitaria di un popolo , non per legge divina e soltanto la volontà espressa dai cittadini può mantenerla all'interno di determinati confini geopolitici: non qualche legge ordinaria o costituzionale, fatte da uomini al servizio del loro partito politico e non del popolo sovrano , non certo la forza delle armi, non la ideologia dei nuovi fascisti post-marxisti. Con quale faccia possano questi nostri sedicenti «democratici», tanto innamorati della Costituzione, pensare di negare ai veneti o a qualunque altra comunità tale primario diritto di voto all’autodeterminazione non si capisce se non pensando ad una loro strenua e miserabile difesa dei privilegi dei quali godono alle spalle di una unità politica imposta con la forza delle armi e della mafia, all’origine, ed ora con quella delle leggi e della magistratura. Altro che volontà popolare! Ed a chi agita come una clava contro ogni forma di separatismo la sciocca bandiera degli Usa , che da 13 Stati sono poi diventati 50 – come a dire , vedete come si deve fare il cammino, all’inverso !- ricordo che quella grande democrazia – vadano a studiarsi la storia – nacque proprio da una rivolta popolare contro il fisco, dalla quale rivolta nacque , appunto, la guerra di indipendenza.

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