Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 12 aprile 2014

---PCI, SINISTRA E MAGISTRATURA UNITI NELLA CONQUISTA VIOLENTA DEL POTERE----- Solo i ciechi, gli ignoranti e i “magnaccia di regime” , quartum non datur, non s’avvedono come l’Italia della Costituzione del ’48 sia in completo stato di insolvenza. Sta franando tutta la struttura costituzionale studiata dai padri costituenti ed il crollo del sistema democratico parlamentare – più o meno perfetto che esso sia stato , poco ora importa - , in un certo qual senso offre un simulacro di legittimità alla surrettizia instaurazione di un sistema autocratico , il regime di questa “ magistratura” divenuta, strada facendo, addirittura anche “etica” , un tumore maligno nato fin dagli anni settanta dalle svariate malattie ( o virus?) incistate nel corpo del Paese proprio dai rottami della costituzione e mai adeguatamente curato con ammodernamenti e riforme adeguate. Né più, né meno quel che accadde negli anni venti in Italia quando il crollo della governance liberale e i deleteri effetti della grande guerra determinarono il crollo dell’architettura liberale del Paese ,lo stato di crisi profonda e il manifestarsi del movimento fascista , la sua dittatura, nato per mettere “ordine” nel Paese. Il copione è dunque lo stesso, nel malfunzionamento dei poteri popolari e democratici della Carta , eccolo il solito “braccio armato” , il “ questurino”, con annesso ordine giudiziario, ormai dal 1992 e come il Fascismo nel 1922, approfittare della sua subalterna prossimità al vero ed unico potere democratico ( regime parlamentare ) per limitare, soffocare, supplire ,surrogare la volontà popolare , per instaurare quello che , spacciato dalla propaganda di regime come “ legalità” è invece solo una dispotica sopraffazione di ogni libertà popolare e costituzionale ,un regime tanto più pericoloso per la nostra democrazia proprio perché promanato dai liquami, dal percolato della Carta. Perché mentre il fascismo nasceva al di fuori delle istituzioni dello Stato e si proponeva per una “ restaurazione” dell’ ordine nel Paese, questa presa del “ palazzo d’inverno”, questa violenta conquista del potere da parte della “ magistratura etica” è ancora più pericolosa per la democrazia, perché è un’escrescenza cancerogena che nasce dalle più interiori viscere della stessa Costituzione e le cui metastasi pervadono ormai tutto il Paese. Insomma, l’architettura costituzionale che i padri fondatori hanno ideato non è stata in grado di difenderci da questa nuova dittatura. E’ la dichiarazione del suo fallimento, come Costituzione. Ma “ciechi”,” ignoranti” e” magnaccia di regime” pensano alla Roma ed alla Lazio, alla Juve, a Berlusconi che forse scopa e forse evade il fisco, alle tiritere di Tà-Tà-Tà, alle batterie di pentole offerte da Grillo &Partners al mercatino rionale di Tor Marancia, ma se Napolitano avesse almeno un centesimo della perspicacia istituzionale di Francesco Cossiga , si sarebbe dovuto già da tempo precipitare a portare i libri contabili dell’Italia al Tribunale fallimentare, denunciando la satrapia della Magistratura, questo sì un vilipendio, uno sfregio alla Carta dei padri. Ma, è noto, il capo di stato altro non è che un “ nominato”: ed i “prescelti”, o “ nominati” o possiedono le doti di Cossiga – e allora dicendo le scomode verità vengono tacciati dai “magnaccia di regime” d’essere matti – oppure obbediscono alla camarilla che li ha “nominati”, attaccano il somaro dove vuole il padrone, come hanno fatto gente come Saragat, come ha fatto Pertini ed ora come ha fatto Napolitano: gente incaricata, dalla camarilla, di eseguire i voleri del padrone, cioè del Pci negli anni di Saragat e Pertini, della Magistratura dal 1992. La quale Magistratura è il primo “ strumento costituzionale” che ha smesso da tempo di funzionare come volevano i padri costituenti. Il suo percorso di “tracimazione” dai suoi argini costituzionali, rappresentati dagli articoli dal 101 al 113 della Costituzione, ha seguito, non sorprendentemente, lo stesso percorso politico del Pci/Ds/Pd. Presentata al suo esordio, nel 1948 davanti ad un’Italia lacera, analfabeta ed incolta come la “nuova magistratura “, personificata dal Magistrato Guido Schiavi nel film di Germi “ In nome della Legge” come la “ nuova Magistratura” che avrebbe garantito l’affermarsi in Italia di quel Paradiso che la propaganda comunista garantiva essere il regime comunista staliniano, la Magistratura ha seguito , docilmente, pedissequamente, con rigida disciplina di partito , quello che il Comitato Centrale del Pci stabiliva. Così , in una prima fase, che parte dagli anni 1948 e che dura circa fino agli anni sessantotto/settanta, Stalin aveva imposto la sua volontà , evitò non solo che il Pci attuasse il colpo di Stato del Febbraio del 1951 ( progettato con il Pc cecoslovacco usando i terroristi rossi della “Scuola politica del Compagno Siska”, addestrati nei campi di addestramento sovietici e con i suoi servizi segreti) ma anche imponendo che il Pci si proponesse all’opinione pubblica italiana come un partito che rispettava le regole e la costituzione, così da appropriarsi della fiducia e del consenso popolare necessario per conquistare il potere per via costituzionale ( ed era solo a questo scopo che Stalin e la Russia comunista inondava il Pci con generosissimi finanziamenti illeciti miliardari). Pur tuttavia non erano mancate, nel panorama culturale ed artistico italiano, le prime avvisaglie, le prime vibranti proteste, le prime denunce , assolutamente profetiche, del pericolo di un vero e proprio regime della magistratura che la Costituzione lasciava “sospettare”: Dino Risi, con il suo “ In nome del popolo italiano”, nel quale, già nel 1971, tratteggia quella tetra figura del Magistrato Bonifazi dimostrando come fosse semplice , con questa Costituzione, che un Magistrato possa condannare a morte un innocente Santenocito distruggendo le prove della sua innocenza ma emettendo una sentenza falsa “ in nome del popolo italiano”. E proprio come reazione corporativa della Magistratura contro questo movimento di critica culturale , la Magistratura pensò a rafforzare il suo potere , immettendo il servilismo ideologico nel proprio Magistero con la creazione di Magistratura Democratica . In realtà la difesa che il Pci faceva , in quel frangente, della “ libertà di pensiero “ come “fattrice” della figura del “magistrato politicizzato” era puramente strumentale e propagandistica, assolutamente propedeutica alla successiva fase storica, quella nella quale la Magistratura diventerà un braccio armato per la conquista del potere senza elezioni popolari. Negli anni novanta il repentino cambio di strategia . Il Pci , senza più il suo referente mondiale e la sua risorsa finanziaria primaria, per il crollo del regime comunista del 1989, ritenne inutile continuare nella sua condotta politica di rispetto per le regole e per la Costituzione che il regime staliniano aveva imposto al Pci in cambio dei suoi generosi finanziamenti. Trucidato Moro nel ’78, il Pci dovette rinunciare ad un ruolo politico “ di governo” per recuperare il consenso perduto con la progettata collaborazione con la Dc, riposizionandosi nella sua strategia di partito d’opposizione e di lotta. Ucciso o morto che sia stato Berlinguer , si manifestò in tutta evidenza come la sua la fantomatica “terza via al socialismo europeo” - svincolato dal servilismo al Pcus, tanto sbandierata a chiacchiere dal segretario Berlinguer – fosse solo la solita ed enorme menzogna propagandistica che era. La crisi economica dovuta alla fine dei generosi finanziamenti del regime comunista stringeva alla gola il Pci che a stento riusciva a sopravvivere solo grazie al suo terzo delle tangenti del sistema corruttivo, tanto che , cessate anche quelle nel 1992 (per effetto di Mani Pulite) il Pci dovette vendere la sede di Botteghe Oscure e licenziare circa 2.000 dipendenti. Fu a quel punto che il Pci capì di non avere altra scelta per sopravvivere politicamente se non regalare il potere assoluto alla Magistratura, avvenuto con la modifica dell’articolo 68 della Costituzione del 1992 e contare sulle capacità del braccio armato delle toghe di fucilare ogni avversario politico ( Andreotti, Forlani, Craxi, Berlusconi, Fitto, Formigoni, Del Turco, Scopelliti, Cota, Chiodi, ecc.) ed accodarsi ed accordarsi con il nuovo regime dal quale captare benevolenza e impunità. Ormai la Magistratura dilaga, non c’è angolo dove non disponga a suo piacimento. Persino nei fatti etici, che pure in uno Stato laico dovrebbero sempre essere al di fuori della politica per non trasformare il potere da politico a religioso. Vita, morte, calcio, sport, scuola, carriere, parlamento, burocrazia, orientamento sessuale, matrimoni, convivenze, opinioni, tutto ordina e dispone la magistratura etica di Italia. Oggi si arriva persino all’intimidazione: guai a parlare male dei giudici, come il secondo comandamento. Ai “ciechi”, agli ” ignoranti” ed ai ” magnaccia di regime” sta bene così. Agli italiani che vedono la realtà dei fatti, che si informano senza farsi “ indottrinare”, agli italiani che lavorano e producono quello che i magnaccia di regime si fregano, non sta bene.

Nessun commento:

Posta un commento