Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 6 maggio 2014

---TRATTATIVA STATO – MAFIA. ORAZIONE ETICA O VERO ATTO DI ACCUSA? Lo studio della “Memoria” del 5/12/2012 ( Ingroia, Savia, Di Matteo, Del Bene, Tartaglia, i Magistrati firmatari) con la quale la Procura della Repubblica di Palermo, sul procedimento Nr. 11719/12 R.G.N.R.DDA ( una derivazione del procedimento penale n. 2566/98 RGNR, il così detto “procedimento Sistemi Criminali” praticamente il famoso processo sulla “ trattativa Stato – Mafia”) ha ottenuto il 7/03/2013 dal Giudice per le udienze preliminari Dr. Piergiorgio Morosini il rinvio a giudizio di: Riina, Bagarella, Brusca, Cinà – boss mafiosi -, Mori, Subranni, De Donno – carabinieri -, Massimo Ciancimino ,Marcello Dell’Utri, Mancino e Mannino per il reato previsto e punito dall’articolo 338 c.p.( articolo che riguarda “l’uso di violenza o di minaccia ad un corpo politico …per impedirne…l’attività…”) è decisamente istruttivo per capire bene come “ stanno proprio messe male” le cose e le carte in quella Procura. ^^^^^^ INDAGINE STORICA O INCHIESTA GIUDIZIARIA? Sono meravigliato e francamente anche profondamente indignato per come questi Magistrati , per legittimare indagini – dato che la responsabilità penale è sempre “personale” per principio costituzionale – ed avviare dunque dei processi penali, siano partiti , come si evince dall’esame di questa “ Memoria” , da un “presupposto” ( che equivale ad un “pregiudizio”, che è la negazione dell’esistenza del Diritto penale ) che è sempre presente nella tesi dell’accusa e della quale costituisce l’asse fondamentale . E cioè che nel confuso e turbinoso precipitare degli eventi degli anni 1992 e 1993 siano presenti, ben celati ma rintracciabili, disegni criminosi, complotti, congiure, alle quali avrebbero partecipato e contribuito , consapevolmente (seppur per dovere istituzionale) alcune persone fisiche che adesso, per questo, vanno sbattute sul banco degli imputati . Pretendere di far discendere una responsabilità penale personale dall’interpretazione – sempre personale ed opinabile - di un fatto storico, non è solo un tentativo , peraltro inaccettabile, di ribaltare l’onere della prova, ma il tracollo di ogni più elementare base del diritto penale. Non voglio esagerare parlando di un ritorno della santa inquisizione , che condannava al rogo o alla forca senza alcun processo, ma quasi ci saremmo a quei livelli se passasse il principio che , per processare una persona, bastasse un “ giudizio personale” , ancorché di un Magistrato, sui comportamenti di quella persona. Sarebbe come , per far comprendere l’assurdità, se oggi un Tribunale volesse condannare il Magistrato Fabio De Pasquale per “istigazione al suicidio” o “ concorso nell’omicidio” del Dr. Gabriele Cagliari, rinviandolo a giudizio nell’assunto che l’essere andato in ferie, nell’estate del 1992, sia stato solo un alibi che nascondeva quel progetto criminoso di spingere al suicidio il Dr Gabriele Cagliari; o accusare un altro Magistrato, oggi peraltro deceduto, D’Ambrosio , di “ corruzione” e di “ falso ideologico” e di ben altri reati penali ancora, sostenendo che sia stato “prescelto” dalla nomenclatura del P.D., dagli eredi , cioè, del Pci, come candidato senatore nel blindato Collegio della Toscana nel 1998 non certo per le sue doti di “politico” ( professione che il D’Ambrosio non aveva mai svolto essendo sempre stato un Magistrato) ma come “ premio o pizzo” per aver volutamente ignorato, nel 1993,tutte le prove documentali del caso Greganti – Conto Gabbietta, evidenze che ben avrebbero consentito di condannare penalmente la nomenclatura del Pci per corruzione al pari della Dc e del Psi . Si potrebbe persino arrivare a processare , con questo sistema di indagine, se non fosse anch’esso deceduto da un pezzo, persino Giuseppe Garibaldi per aver provocato il naufragio al largo di Capri del piroscafo che riportava a casa l’illustre storico Ippolito Nievo con tutti i documenti contabili che certificavano le “appropriazioni indebite” dell’eroe dei due mondi di tre milioni di ducati del 1981 a danno del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli, riciclate per pagare tutte le bande delinquenziali, mafiose e camorristiche, grazie alle quali aveva conquistato Sicilia e Napoli con soli mille uomini , perdendone solo sette, contro un esercito borbonico che contava non meno di centomila soldati. ^^^^^^^^^^^^^^^^^ Usare la “ storia” come metodo di indagine giudiziaria è semplicemente assurdo. E’ poi semplicemente ignobile concorrere – come hanno sempre fatto i Magistrati interessati al processo, il partito delle Procure e, last but not the least , i giornalisti de “ Il Fatto Quotidiano” – nell’indurre i loro lettori a disprezzare pregiudizialmente ogni critica al loro assunto , pur se sollevata con valide argomentazioni giuridiche, determinando nel corso degli anni una sorta di fideistica tifoseria a sostegno dell’assunto, determinando una sorta di riflesso incondizionato che ormai identifica, nel popolo indottrinato, il diritto e la giustizia solo con la tesi dell’accusa, quasi che ogni evidenza contraria a quella tesi sia un miserabile e “piduistico” ( non manca mai, questo termine) attacco sferrato dai fantomatici ( ma sempre presenti) nemici della verità. ^^^^^^^^^^^^^^^^^ Se volessi infatti specularmente avvalermi dello stesso metodo di indagine che stanno usando da venti e passa anni i Magistrati di Palermo , il loro partito delle Procure ed il suo principale organo ufficiale di stampa “Il Fatto Quotidiano”, potrei dunque attribuire ad una interminabile serie di eventi , a tutti ben noti e succedutesi dal 1990 in poi, i quali hanno portato, non certo per via “ democratica” ma quasi sempre con manovre giudiziarie , il Pci ed i suoi eredi ad occupare una posizione di predominio sulla scena politica italiana mai,- e sottolineo mai – avallata e costituzionalizzata da un adeguato previo e certificato consenso elettorale, la valenza di indizi certi, precisi e concordanti per sostenere l’esistenza di plurimi intrighi politici , complotti giudiziari, congiure contro la Costituzione, accordi criminosi e criminali fra pezzi di potere istituzionale dello Stato, tutti orditi da poteri costituzionali e diretti all’instaurazione di una specie di “regime”( perché imposto per via giudiziaria e non per via elettorale ) , guidato dalla magistratura di sinistra e dagli eredi del Pci, autonominatisi al supremo ma inesistente Magistero di “dispensatori di patenti di democraticità”. Questo” regime” ha in effetti “ deposto “, con sistemi che potrei ben definire , seguendo il lessico del Dr Ingroia, “ criminali” in quanto contrari alla Costituzione, la bellezza di due Governi ( 1994/2011) guidati dal centrodestra sui tre Governi di centrodestra (94,01,08) eletti dal popolo. E tutto questo mentre , sempre nella Seconda Repubblica, si sono succeduti alcuni Governi di sinistra senza nemmeno il vaglio dell’elezione politica – mi riferisco agli anni 94/95/96, al 2011 con Monti ed al 2013 con Renzi - oppure perché hanno beneficiato dell’indignazione popolare creata a bella posta , sulla base di inesistenti reati , “congetturati” dalla Magistratura di sinistra ( mi riferisco alle accuse del P.M. Di Pietro nei riguardi di Berlusconi sulle tangenti alla Finanza , processo che fu letteralmente svergognato come “ inesistente nelle accuse” dalla suprema Corte di Cassazione ma solo nel 2011). Proseguendo, posso anche “ dedurre” che l’ enorme risonanza mediatica di questo di Palermo e di altri processi, tutti presentati ed idealizzati come prosecuzione del maxi processo concluso nel dicembre del 1987, potrebbe aver costituito ( a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca) il vero scopo ( mediatico e dunque politico) della Magistratura di sinistra e degli eredi del Pci di tutta questa lunga , ormai più che ventennale stagione di inchieste politiche palermitane e non solo . Non è stato forse presentato ,questo processo su “trattativa stato e mafia”, come fosse una “continuazione” del maxi processo che nel 1987 condannava – e, vivaddio, finalmente ! - per la prima volta diciannove “ uomini d’onore” dopo una lunghissima ed interminabile stagione durata quaranta anni, praticamente durante tutta la durata della nostra Prima Repubblica e della così detta “ guerra fredda” internazionale , durante la quale alla mafia siciliana è stata concessa dalla Magistratura la più assoluta ed intollerabile impunità per tutti i fatti criminosi commessi ? Come mai durante la lunga stagione degli equilibri geopolitici imposti dalla guerra fredda in Italia , quando la Dc rappresentava l’atlantismo angloamericano ed il Pci la “ quinta colonna presentabile” del regime Staliniano, che Mosca finanziava generosamente per usarla per conquistare il potere in Italia per via elettorale qualora fosse fallita l ‘ annessione dell’Italia all’Urss per via militare, praticamente dal 1948 al 1989 ( e già nel 1986 il crollo del regime comunista data segni evidenti ), la Magistratura di sinistra aveva assistito , in assoluto silenzio e senza muovere un dito , alla lunghissima stagione della totale impunità mafiosa in Sicilia? Come mai la Magistratura della sinistra politica (ri)scopre improvvisamente le sue potenziali armi di potere o di surroga del potere politico, dopo un letargo dell’intelletto di quaranta anni, solo alla caduta del Muro ( quando resta senza “ generoso finanziatore e solido referente politico internazionale e senza progetto politico “) con un crescendo rossiniano incredibile? Luciano Violante (Pci) diventa , dopo Pellegrino (Pci) , nel 1992 il Presidente della Commissione Antimafia, Gian Carlo Caselli(Md) capo della Procura di Palermo proprio con la caduta del Muro e la commissione viene istituita nel luglio del 92 e solo dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. L’affidamento a Violante della presidenza genera più di una perplessità. Chiaromonte stesso si dice contrario, Violante è stato assai critico con Falcone, prima per la scelta di spostarsi al ministero e soprattutto, nell’ultimissima fase della vita del giudice, sulla creazione della figura del procuratore nazionale Antimafia, ruolo a cui Falcone era candidato. Violante che Il presidente della Repubblica Cossiga bollò come “il nostro Vishinsky” inizia la stagione dei pentiti ma Violante si appropria dell’interrogatorio dei pentiti. Violante inizia con Buscetta e col suo interrogatorio . Così Andreotti , e con lui la Dc, viene messo sotto processo mentre contemporaneamente a Milano un altro Pool di Magistrati, sempre di fede comunista, provvede ad impiccare gli avversari politici del Pci alla forca delle tangenti craxiane, concedendo invece la più totale impunità solo al Pci. La Magistratura di Trapani mette sotto processo, proprio nel 1991, Calogero Mannino , che stava rappresentando la Dc in Sicilia, grazie al “pentito”” Spatola . Come mai sempre nel 1992 viene messo sotto processo Bruno Contrada, un dirigente della Polizia di Stato, dietro le accuse di svariati pentiti come Mutolo, Buscetta, Marchese, Cancemi “? Come mai il 15 gennaio del 1993 inizia il calvario giudiziario del Generale Mario Mori ed anche di altri carabinieri ( De Caprio, Subranni, De Donno) , rinviato a giudizio dal P.M. Ingroia per favoreggiamento della mafia ? Come mai la Procura di Palermo davanti all’inchiesta, promossa nel 1991 dallo stesso Mori e dai Magistrati Borsellino e Falcone sul famoso dossier “ Mafia e Appalti”, una volta morti nel 1992 sia Falcone che Borsellino, si precipita ad archiviarla pur essendoci tutti i documenti che avrebbero consentito di distruggere il potere economico e le sue collusioni con la politica? Come mai le pubbliche esecuzioni prima di Falcone (maggio 1992 ) e poi ( luglio 1992) di Borsellino sono avvenute “ dopo” che la sinistra politica italiana aveva isolato , boicottato e demonizzato i due Magistrati – il primo per essersi avvicinato al Psi ed a Martelli, il secondo per le sue ben note simpatie politiche di destra e forse entrambi per il loro incondizionato appoggio giudiziario all’inchiesta di Mori su “ Mafia e Appalti” boicottata invece da tutta la Procura di Palermo - e, guarda caso, “prima” ( due mesi prima) che Falcone si recasse a Mosca dove doveva sviluppare col collega russo l’inchiesta denominata “ Oro di Mosca” che voleva far luce su una serie di riciclaggi del denaro del Pci , pista ed inchiesta che è stata letteralmente abbandonata e mai approfondita nemmeno dopo la morte di Falcone ? Come mai gli ambienti e gli uomini che gravitano intorno alle Procure ( Ingroia, Tinti, Travaglio, Chiarelettere, ecc. ) decidono di dar vita al loro giornale , “ Il Fatto Quotidiano” , proprio quando, nel 2009 il “ partito delle Procure” si era rafforzato politicamente sulle ali del consenso ottenuto con le inchieste sopra riportate ,quando la sinistra moderata di Prodi languiva e stava morendo e mentre rinasceva un altro Governo di centrodestra ? E come mai a dispetto della dichiarazione dell’editore del “Il Fatto Quotidiano” di rinunciare ai fondi del finanziamento pubblico per l’editoria, come mai invece si venne a scoprire che “Il Fatto Quotidiano” aveva chiesto un credito di imposta per 162 mila euro al Governo Monti ? E, per irrobustire con una buona dose di cemento questa montagna di “supposti complotti “, di intrighi, di oscure trame, di disegni criminosi, di congiure, potrei invocare le vicende di Fini del 2010, quella degli incontri di Monti con Napolitano, con Prodi e con De Benedetti svelati da Friedman nel suo recente libro, le ben note vicende delle vendite , nel giugno del 2011, di ben otto miliardi di euro di titoli pubblici italiani posseduti da alcune banche tedesche , disinvestimento che fece letteralmente schizzare lo spread a quota 500 e, dulcis in fundo o in cauda venenum , la partecipazione del Magistrato più rappresentativo della Magistratura di sinistra , di questo partito delle Procure , cioè Antonino Ingroia, alle elezioni politiche di febbraio 2013, fatto che costituirebbe , a mio giudizio personale, la “prova provata” del disegno criminoso progressivamente realizzato dalla Magistratura di sinistra e dagli eredi del Pci diretto alla soppressione per via giudiziaria di tutti i partiti politici avversari della sinistra politica al fine di conquistare , in Italia, il dominio del Paese e di imporre una sorta di regime a giuda di Magistrati e degli eredi del Pci anche senza vincere alcuna elezione popolare, con tutte le conseguenze disciplinari e giudiziarie immaginabili . ^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Chiunque legga quelle pagine, non solo uno storico che le scruta dal suo freddo angolo visuale, senza alcuna pregiudiziale posizione ideologica, non può, alla fine , non accorgersi, analogamente a quanto congetturato dal sottoscritto nel precedente punto, come da quel “pre-giudizio “ di quei Magistrati nascano tutte le numerose “manipolazioni della realtà” o le altrettanto numerose “letture forzate” degli avvenimenti storici che infarciscono, come vedremo, tutto il pur corposo impianto accusatorio conferendogli più l’odore di una ( né richiesta né lecita ) sacerdotale e noiosa omelia di radicale disapprovazione politica , di un “pre – giudizio” di carattere etico e moralisteggiante che il sapore di una convincente accusa. E’ dunque partendo da questo complesso fattore di “ pre – giudizio” , da questa pervicace “presunzione di colpevolezza” ( roba che dovrebbe far rizzare capelli, peli ed altro ai tanti adoratori della “ Costituzione più bella del mondo” che, invece, inalbera il “panuelo dello Stato di Diritto “ che è la “ presunzione di innocenza” fino a sentenza definitiva ) , è da questa fonte che nasce questo fiume , ora a vista, ora carsico, insomma tutto questo processo. Fine Prima puntata

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