Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 23 ottobre 2014

DUM ITALIA DELENDA EST, IUDICES CONSULITUR La toga non si tocca, per volere e decreto divino, il magistrato che sbaglia non deve paga. L’assedio dei magistrati “ al Palazzo” ha reso evidente , imbarazzante e sfacciato il vero e proprio” servile encomio”, l’ossequioso, profondo e prostrato servilismo “ dei post comunisti e dei grillini al dominio delle toghe della sinistra. Imbarazzante veramente. Intanto esso appare , con troppa evidenza, come un chiaro “ servile omaggio”, offerto dal P.D, dalla sinistra e dal M5s ( ma non doveva rivoltare l’Italia come un pedalino ?) all’ “arcigno ed antidemocratica potere togato” che, dal 1993, schiaccia l’Italia sotto il proprio tacco , un’offerta sacrificale, spesso, anche umana , per acquisire il “ gradito ed assolutamente necessario, talvolta certamente indispensabile occhio di riguardo” della Magistratura ( che notoriamente non tratta in modo uguale – come pure comanda la Costituzione – tutti i cittadini davanti alla Legge , in quanto alcuni “ maiali”, quelli di sinistra, sono per le toghe assai meno maiali degli altri maiali , tanto per abusare di Orwell) nei confronti propri o di propri congiunti o di propri “ cerchi magici” o di proprie lobby di potere o di proprie “ clientele politiche “. Gli “ emendamenti” , che stravolgono l’impianto del testo attualmente in esame presso la Commissione Giustizia del Senato presieduta da Enrico Boemi ( un socialista premiato dal P.D. con un bel seggio sotto il suo “ alto patrocinio”), eliminano, dopo che ovviamente sia stata accertata l’errore commesso dal Magistrato ai danni di un imputato, i casi di “ grave violazione di legge determinati da negligenza inescusabile” e “ quelli nei quali la sentenza si discosta , senza darne adeguata motivazione, dalle interpretazioni delle sezioni Unite della Corte di Cassazione”, dalla possibilità che lo Stato si rivalga dell’indennizzo corrisposto al danneggiato, sullo stipendio, entro sempre precisi limiti quantitativi, del Magistrato . Non discuto certamente sul fatto che si debba ascoltare il parere dell’Anm , come anche quelli di altre forze sociali, ma dopo che si è assistito ad una operazione, come quella della riforma del Senato, con la quale non solo si è modificata la Costituzione italiana ma sono state distrutti tutta una serie di “ diritti acquisiti, tutta una serie di esperienze e di professionalità o ad altre operazioni portate avanti con cinismo e pragmatismo anche condivisibile nel presupposto che tutte queste lacerazioni siano mirate all’ammodernamento del Paese , disgusta, irrita, indigna fortemente vedere come solo l’area della Magistratura sia “intoccabile” ( ma non era, Renzi, “ il rottamatore” ?) . Che è la “pistola fumante”, la prova provata di quanto la Magistratura stia intimidendo, ricattando e condizionando l’apparente democrazia italiana, le sue istituzioni, la sua società. Questi emendamenti , che solo ieri P.D. e M5s hanno prodotto per mano del Ministro Orlando, permettono ai giudici di rimanere sostanzialmente impuniti, alle toghe di fare tutto ciò che vogliono, sono un vero e proprio lasciapassare alla proliferazione delle più fantasiose interpretazioni della legge e la patente che permette ai magistrati di Magistratura Democratica di applicare la legge secondo il “ proprio personale libero convincimento”. Il regime delle toghe si consolida, mentre lo Stato di Diritto, la legalità e l’Italia vengono distrutte.

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