Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 17 ottobre 2014

IL CANCRO DELL’ITALIA? MAGISTRATI E COMUNISTI. Leggere le motivazioni scritte dai Magistrati in quel processo da Sacra Rota sul caso Ruby e che hanno legittimato l’assoluzione di Berlusconi ( sfruttamento prostituzione minorile e concussione erano i due reati penali contestati ) provoca disgusto ,,è come andare indietro di almeno un secolo e ritrovarsi in uno Stato papalino, senza l’ombra dello garantismo di uno “ Stato di Diritto. Dovendo, loro malgrado, sputtanare senza ritegno svariati Magistrati, in primo luogo Ilda Boccassini, e poi trovare una giustificazione per far credere che Berlusconi si sia salvato da quei due reati penali, ma che meriterebbe chissà quante condanne , essi ricorrono ad un moralismo bigotto, ritornano ai riti tribali del “ processo ad Oscar Wilde”, l’omosessuale scandaloso, inzuppano di un moralismo disgustoso sfoggiando i propri nascosti “ deliri sessuali” come fossero leggi sacrosante scritte in qualche codice. I loro repressi pruriti sessuali trovano sfogo nel loro moralismo da curato di campagna di primo novecento, come vivere nei “ Beati Paoli” di Natoli dei primi del novecento, con la sua “setta segreta”, con la sua rudimentale e primordiale contrapposizione del buono al cattivo, al reprobo, secondo schemi stereotipati e da Klu Klux Klan, c’è l’assunzione dell’ostia sacra che tutto purifica e cioè la “ giustizia consolatoria” , ma severa, arcigna, rigida, inflessibile, che però viene amministrata solo da un “ gruppo di eletti” – loro, appunto, i nuovi “Beati Paoli” – che Dio ha inviato fra noi stronzi per rivelarci cosa sia buono e cosa sia cattivo, l’idea del buon tutore, della “ cara guida” del cittadino idiota ed incapace. Le ragazze che andavano ad Arcore erano, per loro, tutte mignotte e prostitute, perché “esibivano le loro forme procaci per eccitare la libidine sessuale di Berlusconi e dei suoi i convitati maschi , non disdegnando di elevare il loro(dei maschi) grado di eccitazione sessuale con toccamenti e mosse e seduzioni femminili…”. E dunque erano mignotte, puttane, quel che si dice , in questo nuovo novecento, prostitute, a Napoli “ ‘a mundana”, per la morale pretesca e papalina dell’ottocento inquisitorio “ la peccatrice”. Per cercare di dimostrare che ad Arcore c‘era un giro di prostituzione i magistrati devono impancarsi a giudicare le ragazze ed il loro comportamento ma in base alla loro frustrazione sessuale . Guai dunque ad essere disinibita, guai a fare quello che una donna fa da quando nasce e cioè “sedurre” per sua stessa natura l’uomo, guai a provocare, guai a civettare. Tutte mignotte. Diffamando delle ragazze “ mantenute” come fossero mignotte. E infatti , grazie a questo percolato clericale , l’ Italia , com’è noto, è il paese dei “ diritti civili”, dove fino a dieci o venti anni fa l’omosessuale era “ er frocio”, l’essere malato, il contro natura, che i grandi miti di questi Magistrati - gli Stalin, i Che Guevara - infatti rinchiudevano nei gulag per sterminarli . Buon sangue non mente, vedo. E infatti l’Italia è ancora un Paese dove la prostituzione non è stata ancora “ legalizzata” e dove solo oggi arriva una legge per le coppie omosessuali. Se penso che avrebbe dovuto essere il Ministro di Giustizia del Governo Renzi mi sento male. Nicola Gratteri pensasse a fare il proprio dovere , a fare il P.M. a Reggio Calabria , dove la ndrangheta detta legge e dove questi signori Magistrati ci vogliono fottere ancora imponendoci di credere che Fortugno fu ucciso da tale Marcianò quando lo stesso Presidente Carlo Azeglio Ciampi, giunto a Locri nell’immediatezza del delitto proclamò : «Calabresi resistete, l’Italia tutta a con voi»: “Resistete ” , ma contro chi? Contro Marcianò? Se persino Napolitano sbottò con Renzi e col P.D. ( “ Un P.M. come Gratteri al Ministero di Giustizia? Ma come si fa ad essere così inopportuni ( o idioti?)? E che succederà quanto il P.M. Gratteri dovrà firmare , come P.M. a Reggio Calabria, la proroga, o la revoca di diversi 41- bis per i mafiosi? Ma fatemi il piacere…..!” ) Gratteri invece, oltre a fare, e bene, il proprio dovere da P.M. anti ndrangheta ( di questo l’Italia ha bisogno, Gratteri, non di nuovi Tomas de Torquemada !) presiede , ovviamente in quota P.D., anche una “Commissione Consultiva per la riforma della Giustizia” della quale ho consultato i suggerimenti. Non solo questo “ simulacro di riforma della Giustizia” manterrà inalterato l’enorme potere discrezionale, direi ormai divino, assoluto peggio di una monarchia e di una feroce dittatura, della Magistratura ma lo aggraverà. Le misure suggerite da Gratteri, in buona sostanza, pretendono di sacrificare quel poco che resta in Italia dello “ Stato di Diritto” sancito dalla Costituzione e sopra tutto il diritto alla difesa degli imputati per l’asserita necessità di una “ emergenza” della lotta alla criminalità. Gratteri, la prego, torni a fare il P.M., Di Pietro è sparito, Ingroia idem, Violante s’è rintanato, Caselli finge di incazzarsi per difendersi, Travaglio è stato cacciato a calci in culo anche da Santoro, Casson emigrerà dal P.D., ma che vuole fare? Renato Farina, giornalista di area “liberal”, accusato di aver collaborato con i Servizi Segreti Italiani ma poi prosciolto persino dai “ magistrati regnanti”, è da ieri diventato un “inquisito” per il Tribunale del popolo , cioè il “Comitato di Redazione” di “Repubblica. In quel giornalone, è noto, si respira aria “ altamente democratica” , nulla certo a che spartire con pratiche da giustizialismo tribale bolscevico , Bolzoni, Serra, Scalfari per dire la “creme degli intellettuali “ de sinistra, raffinati, colti, chi parla col Papa, chi con Dio, chi lavora da sempre nella portineria dei pettegolezzi, chi a Largo Fochetti chi a Capalbio, ma tutti Icari della democrazia, altro che storie. Ieri il Comitato di Repubblica ha ordinato ai signori giornalisti di Repubblica di linciare Renato Farina, con una mobilitazione contro Farina votata all’unanimità. Mai stato comunista, lo sapete, ma quanta nostalgia, signori miei, dell bella, vecchia Unità stalinista quando si assolveva anche uno che, come tale Jacoviello, osava criticare Stalin!

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