Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 9 ottobre 2014

IL PARTITO DEI MAGISTRATI HA CONDANNATO GIORGIO NAPOLITANO La Corte d’Assiste di Palermo, rigettando le richieste dei boss Totò Riina e Leoluca Bagarella, ha annullato la decisione della Procura di Palermo che aveva invece consentito che i due boss mafiosi in videoconferenza dalle loro carceri e personalmente l’ex Ministro Mancino, fossero presenti all’esame alla “testimonianza” del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nell’ambito del processo sulla trattativa Stato - mafia in programma il prossimo 28 ottobre al Quirinale. Dunque l’udienza al Quirinale non avrà né pubblico, né la umiliante presenza dei due boss all’ergastolo e quella scontata delle telecamere. La strategia del “partito dei Magistrati” è spietata come solo una vendetta mafiosa lo può essere: questo dapprima ricatta Napolitano, minacciandogli una pubblica umiliazione , mettendolo praticamente in mutande davanti alle telecamere, sotto l’umiliante “controllo” dei mafiosi e poi, all’ultimo, per tenerlo a guinzaglio, gli concede la salvezza. E’ una strategia mafiosa denominata “l’elastico”. E’ come dire alla vittima “ hai capito che ti possiamo fare?” Per ora” te lo abbiamo evitato, vedi dunque di “ comportati bene” con noi.” Il partito dei Magistrati ,il braccio armato della Legge della “camarilla” con il Pci e con la mafia corleonese, fin dal 1990 obbediva ai boss Violante e Napolitano al fine di portare il vecchio Pci a tiranneggiare sul Paese,non importa con quale mezzo, democratico o meno. Ma , davanti all’incapacità degli eredi del Pci, nel 2008 , il Partito dei Magistrati si ammutinò e impose alla camarilla la sua guida. Ma Napolitano osò sfidarlo, scegliendo Monti e poi Letta nel 2011- invece che i vecchi complici di Magistratura Democratica – per “restaurare la legalità in Italia”. Giorgio Napolitano rispolverò quell’arcaico arnese bolscevico che si chiamava “ disciplina del Pci” scegliendo, dopo Prodi , Amato, altri “ utili idioti” ( Monti e Letta) invece che i vecchi e fidati complici. Napolitano è dunque “ sotto ricatto”, così tanto che , primo caso nell’Italia post unitaria, deve esporsi scrivendo una sua lettera con la quale “impone ” al Csm l’assoluzione di Bruti Liberati nelle vicenda contro Robledo. Ma c’è ancora di più, perché la apparente vittoria di Napolitano sulle sue intercettazioni telefoniche col ricorso alla Consulta hanno inviperito ancora di più il Partito dei Magistrati che, davanti a quella vittoria di Pirro hanno agito come la mafia e come Napoleone: facendo il vuoto intorno a lui, svuotando, aggirando, eliminando il suo potere . Osservate con quale raffinata strategia il “ compagno” Bruti Liberati , il piccolo padre, la cara guida della Procura di Milano, il leader di “ magistratura democratica” ha condotto questa operazione. Intanto ha completamente “stalinizzato” la Procura di Milano, anche contro il Procuratore Generale Manlio Minale. Col compagno di Magistratura Democratica Fabio De Pasquale e con l’amico Esposito hanno eliminato Berlusconi condannandolo per evasione ed espellendolo dal Senato. Come Stalin, in spregio ai regolamenti giudiziari , invece che al coordinatore nominato ( altro Magistrato) affida al P.M. Ilda Boccassini ( del Pool Antimafia ) l’altro processo a Berlusconi su Ruby ( prostituzione minorile ed concussione); Come Stalin elimina autoritariamente il P.M. Robledo dalla sua carica di “ coordinatore del Pool Anticorruzione” di quella Procura avocando a se stesso quel compito. Impone all’Authority Anticorruzione la nomina di Pecos Bill, al secolo il Magistrato di Magistratura democratica Cantone, quale Presidente: quando quell’Authority abbia anche un semplice “ sospetto” ha i poteri commissariare un'impresa. Senza alcuna tutela garantista a favore dell'imprenditore. Stanno cercando di introdurre il reato di “ auto riciclaggio”. Un nuovo reato che, da come è stato presentato dal governo, rappresenta un vulnus al principio del “ne bis in idem”, cioè non si può essere puniti due volte per lo stesso fatto. In questo caso si colpisce sia per il reato di acquisire denaro illecito e poi di nuovo per l'utilizzo di quel denaro. Così si consente ai pm, con grande discrezionalità, con grande arbitrio, di colpire chiunque, anche per condotte modeste. Ecco perché si tratta di una mina vagante, un ampliamento della discrezionalità burocratica all'interno dell'impresa ed una diminuzione della libertà economica. Chissà se sarà possibile stabilire il confine (per quanto riguarda l'auto riciclaggio) tra il “godimento personale” (non punito) e “l'utilizzo affaristico”? Ma intanto , signori, a deciderlo sarà un magistrato. Per il pm di Milano Francesco Greco senza l'auto riciclaggio non si può combattere l'evasione fiscale. Ma il denaro portato all'estero per evadere le tasse, Dr Greco, già fa parte del patrimonio della persona, non nasce da un reato. Non è estremamente complicato capirlo. Se il giusto obiettivo è colpire i proventi della criminalità organizzata e politico-finanziaria, trovo deleterio accanirsi con casi minimi. Forse si dovrebbe inserire un “dolo specifico”: colpire chi consegue un vantaggio diverso, rispetto a quello derivato dal primo reato Vogliono ancora una volta inasprire le pene per il falso in bilancio, reintroducendo la procedibilità d'ufficio anziché di parte lesa. La “stampa e l’informazione di regime “ spaccia bufale : che il falso in bilancio non ci sia più perché eliminato con la solita legge ad personam dal Governo Berlusconi. Cialtronerie da venditori ambulanti di calzini. Il reato è ancora lì, è stato solamente ben proporzionato in rapporto alla sua concreta gravità civile e sociale. Perché falsificare un bilancio è un reato, un crimine sociale, che danneggia i creditori, gli azionisti di minoranza, i fornitori e chiunque abbia un rapporto con l'impresa. Ma anche un bambino capirebbe che la falsità di un bilancio è tanto più grave quanto più sia alterata la rappresentazione della realtà. Hanno anche demonizzato l’imputato,che, in carcere o agli arresti domiciliari, chieda il rito abbreviato, che , in sostanza, si risolve in un giudizio sulla base dei rapporti della polizia giudiziaria, delle testimonianze raccolte dal pubblico ministero e dei risultati delle consulenze disposte da quest’ultimo. Ora però, se l’indagato è in carcere, vi sono già ben due decisioni giudiziarie “contro” l’indagato: quella del GIP (che ha convalidato la richiesta del P.M. del carcere preventivo) e quella, successiva, del Tribunale dl Riesame , che ha confermato il giudizio del GIP. In queste condizioni chiedere il rito abbreviato significa andarsi a cercare con le proprie mani la condanna certa, ma , secondo la vulgata corrente, lo si chiede perché si è colpevoli e perché si ottiene il beneficio della riduzione di un terzo della pena. Così ce la raccontano, così ce la smenano. Ma non è solo così, perché per chi sconta la custodia preventiva i tempi di quest’ultima si allungano se l’accusa chiede il giudizio immediato. L’imputato dunque vede dilatarsi i tempi di restrizione della libertà, con conseguenze inimmaginabili, per non parlare della difficoltà materiale di cercare documenti di effettuare delle verifiche. Ecco, allora, che la condanna celermente ottenuta attraverso il rito abbreviato diventa una liberazione: il Pm, soddisfatto della condanna rapidamente ottenuta, che conferma la sua visione dei fatti, consentirà benevolmente che il giudice restituisca la libertà. Il giudizio abbreviato e una condanna rapida diventano, perciò, l’unico mezzo per svincolarsi da questo arbitrio e riacquistare la libertà. Ecco: il partito dei Magistrati con queste manovre, ha messo, grazie e Bruti Liberati, sotto controllo tutto l’apparato economico e produttivo del Paese l’economia del Paese , così come, con la modifica del 1993, complice e coautore sempre Giorgio Napolitano, allora “ anche “ Presidente della Camera, da allora tiene sotto scacco le Istituzioni, il Parlamento , la politica. Giornalisti, scrittori, intellettuali, registi, attori, magistrati, avvocati, imprenditori e tutti coloro che “ragionano” hanno capito che l’Italia è “ sotto regime e controllo” del partito dei Magistrati, ma hanno tutti paura di contrastare “ il pensiero unico della legalità” . Che ha già fatto una vittima illustre: la nostra Costituzione, prima ancora che tutti noi.

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