Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 24 ottobre 2014

LE PRUDERIE SUI GAY Occorre una premessa fondamentale: io penso con la mia testa ( giusto o sbagliato, ovvio) e sono disponibilissimo ad accettare ogni forma di critica, da dovunque essa provenga, purché sia “ razionale” ovviamente ed ogni forma di dialogo. Quello che rifiuto nella maniera più categorica, assoluta e decisa- e specialmente in questa Italia dove “la cultura” e” la verità dei fatti” sono categorie del tutto rare , due principi tanto elementari quanto negletti e dove, storicamente, la questione della “ arretratezza culturale” del Paese ci opprime dalla sua Unità - è che io debba pensare quello che pensano gli altri soprattutto perché gli altri mi inducono a farlo. Un popolo è un insieme di individui ognuno diverso dall’altro. Dunque coartare ogni “libero” individuo di quel popolo per “indurlo” a condividere quello che “ altri” ritengono essere giusto, significa “ massificare” quel popolo, ovvero indurre con ogni mezzo quel popolo o sue frazioni o fazioni a condividere “alcuni principi comuni stabiliti da altri “. Ecco la creazione della “massa” al posto del popolo. Le pruderie di vario genere che ho letto sulla così detta “ apertura” di Berlusconi, cioè della “fazione dei moderati di destra” del popolo italiano, sulle coppie gay mi hanno confermato nel mio precedente assunto. Noto infatti che tutte le critiche, tutti i distinguo, tutte le precisazioni sull’argomento nascono, nella loro differenziazione, da un unico valore sociale : “ la normalità”. Nel senso ovvio e scontato che, appunto, gli omosessuali non sono normali. Mi sono quindi retoricamente chiesto cosa si intenda, oggi, per “ normalità” ed ho verificato che “normalità ” deriva dal sostantivo “norma”, che rappresenta “una unità di misura” di “una specifica massa” , unità di misura selezionata a seguito della ormai quasi bisecolare spinta all’omologazione, al “ pensiero unico dominante” , unità di misura con la quale ogni individuo di quella data massa giudica e misura i fenomeni sociali. Per costoro, detto che solo un uomo ed una donna possono procreare , solo un uomo con una donna sono “ nella norma”. Dunque coloro che, ormai massificati, usano ritenere che “l’omosessualità” sia una “ anormalità”e che dunque gli omosessuali non siano “ normali”, nemmeno si rendono conto che stanno invece rendendo il merito agli omosessuali di non fare parte di nessuna “massa”, appunto perché “ anormali”. Ma , osservo, mentre il sottoscritto, come asserivo in premessa, ha “scelto” di non fare parte di una “ certa massa” , l’omosessuale non esercita alcuna “ scelta intellettuale” ma segue “ per istinto sessuale” ( cioè per natura) anch’esso “ la sua massa”, perché l’omosessualità non una scelta ma una condizione umana e così l’omosessualità e tutto il suo ambaradam ( quartieri omosessuali, gay pride, ecc) finisce per ghettizzarsi da sola. Questa “ deriva di stampo nazista o cubano o islamico ”- sono paesi nei quali gli omosessuali vengono lapidati o fucilati o rinchiusi nei campi di concentramento, a Cuba grazie all’opera del mitico Che Guevara ( se questo è un mito!) - ha prodotto la creazione delle lobby omosessuali, forma di ghettizzazione volontarie che producono, come tutte le lobby, istanze divisorie che minano dalle fondamenta ogni possibilità di una vera e propria integrazione . La persona dunque veramente “ liberale” ed anche libertaria, come il sottoscritto, non può che aborrire ogni forma di “massificazione”, compresa quella degli omosessuali e dunque battersi per la abolizione della massificazione così come di ogni forma di pensiero che produca una visione manichea della società che invece deve essere composta da uomini liberi da ogni condizionamento. Come io vorrei il mio popolo, omosessuali compresi, ovviamente. Ben vengano, dunque, tutte le misure che la vergognosa ingerenza di questo Stato moloch si arroga di assumere ( perché le questioni etiche devono essere al di fuori del palazzo politico e se vi entrano non saremmo più in uno stato laico ma in una qualche forma di teocrazia religiosa) per coloro che “ non rientrano nella loro normalità”. Purché siano misure “ razionali”e dunque servano a fare vivere agli omosessuali una vita identica a quella degli eterosessuali. Distinguendo quindi “riconoscimenti” ( come quelli in corso di approvazione) dai “ capricci” ( adozioni, figli naturali ottenuti in vario modo, ecc). Per questi motivi ritengo l’iniziativa sulle coppie di fatto un auspicato passo in avanti sul cammino di una vera integrazione liberale , come invece trovo risibili e ghettizzanti matrimoni et similia che ridicolizzano senza dignità gli omosessuali, ponendoli come fenomeni di baraccone da vedere, magari rinchiusi in uno zooparco. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ GLI SPARGIMERDA DE IL FATTO QUOTIDIANO Grandi uomini, esempio di pura legalità, di cristallina trasparenza, di deontologia giornalistica, giornalisti dei quali andare veramente fieri, gli “ spargimerda “del “ Il Fatto Quotidiano “, un’accolita di “picciotti dei magistrati”, una squadraccia di picchiatori di stampo fascista ,i Gomez, Tinti, Travaglio, Padellaro & partners, proprio loro . Adusi nel rovistare nei cessi pubblici fra le varie merde per scoprire qualche peccato di Berlusconi , i nostri picciotti delle toghe usano le parole invece che la lupara. In Calabria, terra disgraziata per due motivi: storici, per la malavita organizzata che controlla ogni angolo di quella meravigliosa terra e giudiziari, perché c’è in Calabria, precisamente a Reggio Calabria, un Magistrato, un P.M., tale Gratteri che non solo è un ottimo magistrato che indaga sulla malavita ma è anche un esponente di spicco della corrente comunista della Magistratura, di Magistratura Democratica, non una “ corrente”, ma un partito politico vero e proprio di stampo maoista e comunista, che vorrebbe instaurare in Italia il regime marxista di Stalin ingabbiando gi italiani sotto il loro dominio assoluto ( anche nelle cose intime) con la scusa che tutto questo serva al famoso ed inesistente “ controllo di legalità”. Il P.M. Gratteri, però, al contrario di quello che Shakespeare dice essere Bruto, e cioè “ un uomo d’onore”, ha deliri di onnipotenza, smisurate ed incomprensibili manie di grandezza tanto che la sinistra comunista del P.D. lo voleva imporre a Renzi come muovo Ministro di Giustizia. Pericolo scampato, onore al vero, allo spiccato e pragmatico senso del ridicolo che ha colto Giorgio Napolitano, in uno dei suoi rari momenti in cui riesce va ragionare col cervello di riserva, quello senza il tumore comunista, quando alla vista dell’ennesimo Ingroia del momento è sbottato in una sana risata spedendo con un ben assestato calcio in culo l’esimio P.M. direttamente a Reggio. Napolitano, che quando aziona il cervello di riserva ragiona eccome, si era solo chiesto con quale faccia il P.M. antimafia Gratteri osasse proporsi come Ministro di Giustizia quando lo stesso Gratteri si trova coinvolto nel decidere estensioni, revoche e nuove applicazioni del 41 – bis a mafiosi e dunque in una posizione do ricattabilità estrema. Il P.M. Gratteri se ne è tornato al paesello col rancore in corpo, sfogando man mano quella bile proponendo al Ministro Orlando una riforma della Giustizia da avanspettacolo da Ambra Jovinelli, praticamente oscena, da paese talebano o bolscevico, restringendo al minimo i diritti della difesa, estendendo come la pelle dei gabbasisi la tortura della carcerazione preventiva, ampliando a dismisura i già trasbordanti poteri dei P.M. e via facendo tintillar il suono delle manette……..Naturalmente aveva la sua “ squadraccia di picchiatori” al suo servizio, loro si proclamano “ giornalisti”, ma di mestiere intellettuale “ servono i signori magistrati nei loro deliri di onnipotenza”, come chierici o picciotti. Così questa brodaglia di percolato manettaro è venuta a sapere che quella disgraziata terra calabra aveva forse e finalmente trovato due politici che, almeno a quanto se ne sa, non siano stati “ imposti” ( o si dice “scelti”?, fate voi) dalla ndrangheta e cioè tale Wanda Ferro, per il centrodestra e tale Mario Oliverio per il centrosinistra e che dovrebbero contendersi la Presidenza della Regione. Immediata la reazione della banda dei probi: possono frugare in ogni cesso, nei documenti riservati presso ogni sgabuzzino di ogni procura d’Italia, sono in combutta con i magistrati anzi sono compagni, hanno ai loro comandi anche la polizia giudiziaria , si servono dei servizi segreti, degli informatori, degli infiltrati, sanno come fare . E non tollerano che Oliverio o Ferro si impongano alla Regione, vogliono occuparla loro, i magistrati forcaioli e loro aguzzini. Allora scavano ovunque, nei cessi, fra le merde, dentro i rifugi dei sorci , nelle cantine, nelle carte ma per la Ferro non trovano niente. Nemmeno un reato ambientale, una violazione urbanistica, un incidente stradale. Ma hanno l’ordine di sputtanarla, di farla fuori, stile Berlusconi. Wanda Ferro ha tra i quaranta ed i cinquanta anni, è donna e dunque forse scopa, la spiano, la pedinano, scartabellano, chiedono. Alla fine l’unica cosa che scoprono è che Wanda Ferro, venticinque anni fa, aveva un fidanzatino col quale amoreggiava. Poi i due si lasciarono, avevano lei ventitre ani e lui ventiquattro, succede a tutti. Ma lui , molti anni dopo la sua relazione con la Ferro, fu inquisito per una storia di mafia. Inquisito non condannato , anzi, fu poi prosciolto. Messo in azione lo spargi merda, i nostri campioni di legalità e trasparenza hanno fabbricato ieri questo titolo: “Era la “pupa” del boss. Ora Berlusconi la candida”. Che intelligenze, i lettori de Il Fatto Quotidiano

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