Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 28 ottobre 2014

OGNI TANTO SI MATERIALIZZA QUALCHE NON RICHIESTO SANTO PROTETTORE C’è un altro P.M. che sta studiando da Arcangelo San Gabriele, disceso in terra a miracol mostrare ;spero non sia ,gratta gratta, come quella “ madonna pellegrina” molisana degli anni 92, visto che è un validissimo P.M. a Reggio Calabria dove si occupa, con encomiabile successo, di ndrangheta e pandette. Ma siccome con questa Costituzione, come ammise Togliatti fin dal Dicembre del ’56 chiudendo l’VIII° Congresso del Pci , solo il Pci può fare quello che gli pare, sopra tutto il contrario di quello che la Costituzione ordina , così questo multiforme Magistrato, oltre a fare il P.M. , oltre a studiare come “ apprendista San Sebastiano”, oltre a volerci fare, senza che nessuno glielo abbia mai chiesto, da “protettore” , da “ tutore”, da nostra “ cara guida”, ad insegnarci quello che possiamo e dobbiamo pensare e quello che non dobbiamo pensare, oltre ad impancarsi a certosino e magnanimo correttore dei nostri errori , avrebbe voluto anche fare il Ministro di Giustizia) sostenuto dalla corrente estremista del P.D. di Renzi. Come fosse il nuovo Richelieu di un Re Sole ( il comunismo duro e puro del P.D. ) cui tutto è consentito , ius primae noctis incluso , il Dr Gratteri ha messo a punto, nella Commissione parlamentare per la riforma della Giustizia da lui presieduta, una feroce e rozza “ controriforma” con “ indecenti proposte”, che sono l’esatto contrario di quei cambiamenti che l’Europa pretende dalla nostra (in)giustizia. I punti fondamentali di questo “ manifesto del forcaiolismo giustizialista” toccano i punti essenziali che l’Europa e che la civiltà ci richiedono da decenni . La riforma del 1989, che avrebbe dovuto segnare la fine della “legislazione emergenziale”, della incredibile “ giustizia uguale per tutti ma su due binari” e segnare finalmente l’avvento di un vero “ garantismo” , concepita dapprima da illustri “ garantisti” fu poi colpevolmente lasciata scrivere da una lobby di Torquemada . Infarcita di innumerevoli violazioni rispetto alla sua “ legge delega”, permise la riuscita del sanguinario “ assalto alla diligenza del potere ” da parte del Pci di Violante e dei suoi accoliti seguaci di Tomas de Torquemada. “L’obbligatorietà dell’azione penale” – che inizia solo con la richiesta di rinvio a giudizio e dunque alla fine , invece che all’inizio, dell’inchiesta del P.M.- consegna un arbitrario, incivile ed immenso potere ad una casta di magistrati irresponsabili ( nel senso costituzionale del termine) che possono arrestare, incarcerare, esporre al pubblico ludibrio ogni persona “prima” che sia stato rinvenuto il reato da contestargli .Una deriva autoritaria che consentì ai “compagni Magistrati” di iniziare interminabili “ inquisizioni ispettive” e processi mediatici su personaggi politici che fossero da ostacolo al dominio politico del Pci. Tutto semplicemente demenziale. “ L’unicità delle carriere dei magistrati” quando proprio il nuovo “ rito accusatorio” del 1989 ,che abrogava il vecchio “rito istruttorio ”- dando valore solo alle prove che emergono dal “ dibattimento stesso”- per il ruolo che del giudice ne deriva, pretende , come logico, necessario ed indispensabile suo corollario, proprio la “ separazione delle carriere”. “La sottomissione , prevista dall’art. 109, della polizia giudiziaria, al giudice”, che mentre mortifica le professionalità investigative ( ed i risultati si vedono bene) non solo dilata arbitrariamente l’occhiuto “ potere di controllo” dei Magistrati,ma ha prodotto una infernale “ carro armato giudiziario “ che finisce con l’obbedire ad impulsi e tendenze di natura politica. “La demenziale disposizione del 3° comma dell’articolo 192 (c.p.p.) “, che ha letteralmente trasformato , per i Magistrati, i “pentiti ed i dissociati” nelle lobby clientelari e corrotte proprie dei partiti politici, senza che nessuna voce si levi contro questo conflitto di interressi. Bene adesso il P.M. Gratteri propone , per la riforma della giustizia, misure ancora peggiorative del processo penale. Il moderno Richelieu “ suggerisce” sistemi di tortura corporale e psicologica, oltre che praticamente abrogativi del residuo “ Stato di Diritto”. Suggerisce praticamente di abrogare la centralità del dibattimento estendendo il ricorso al più breve e punitivo “ rito abbreviato”, di inasprire il regime carcerario previsto dall’articolo 41-bis che già così è la causa delle condanne che umiliano l’Italia come un Paese che utilizza la tortura corporale e psicologica ed altre misure di minore portata. Sventolando il falso alibi , un vero “ specchietto per le allodole”, di una “ asserita” emergenza di una imprecisata “ legalità”, questo novello San Sebastiano usa la spada non per difenderci, ma per schiavizzarci. Per importare, in Italia, il dominio della Stasi. Ovviamente gestito da “ persone di sua fiducia”.

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