Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 26 ottobre 2014

SAN GIOVANNI O LEOPOLDA? NESSUNA DELLE DUE, ABBIAMO GIA’ DATO FIN TROPPO . Se volessi irridere Piazza S. Giovanni potrei dire , fra le tante altre cose, che molti- non dico tutti, ma la stragrande maggioranza certo – di quelli presenti erano pensionati , c’erano “ anche” molti dipendenti ed anche politici. Loro erano lì, però, a spese nostre, ultimi eredi di gente abituata ormai dal 1948 a farsi la solita gitarella fuori porta pagata uno Stato onnivoro che solo “loro” hanno voluto e creato e dell’assistenzialismo clientelare del quale hanno vissuto dal 1948 fino ad oggi e che, mentre loro bevevano e cantavo belle ciao a sbafo, quello stesso Stato estorceva dalle tasche di tutti gli altri cittadini, che “non erano” a Piazza San Giovanni ma “ a lavurà” per pagare le imposte, una cifra di imposte astronomicamente maggiore di quella che “loro stessi” pagano a quello Stato così generoso e munifico , con un rapporto di 1 a 10 circa e senza che i rispettivi redditi abbiano le stesse proporzioni fra di loro, ma solo per effetto di una legge criminale ed illiberale che punisce con una scellerata “progressività” chi contribuisce di più ai bisogni dello Stato producendo redditi maggiori causa rischio. Del resto, stereotipi, meschinità, sindacati vanesi , dimostrazioni di arroganza muscolare tipiche della CGIL , stronzate inimmaginabili come esibire da venti o trenta anni i soliti striscioni “ CAMBIARE L’ITALIA” mentre poi si battono per una “ conservazione dei privilegi” dicendo sempre no ad ogni tentativo di cambiamento, anticaglie e petrella varie , belle ciao , stronzi a rivederci, non mi interessano. Ma, da uomo libero e liberale, non assumo posizioni censorie nemmeno davanti ad un Civati che te la strappa proprio col suo sorriso da saccente e forbito ebetino. Se guardo alla “Leopolda” vedo invece quell’umanità che popolava la terrazza del film “ Una grande bellezza”, i nuovi radical chic che credono sia democrazia prendere per il culo le persone nascondendosi dietro ad un “ ti rispetto ma faccio come mi pare”, relegare gioendone il popolo nello sgabuzzino delle scope, una “massa” ( massa, non popolo di individui) che agita peggio di Pinochet il suo 41% come fosse la spada di Brenno, una massa che ospita poteri forti mentre predica accoglienza e lavoro per tutti, una massa di “gggiovani” che ritengono gli altri una accozzaglia di idioti . Se volessi irriderla direi che sono i bamboccioni d’Italia, figli di benestanti devoti cattocomunisti arricchiti da clientelismo e politica corrotta – contro le quali svanverano slogan consunti peggio del cappotto di Monsieur Travet , così, tanto per far vedere quanto so’ ggggiovani e belli” - che offrono passerelle a pseudo imprenditori che sfruttano come “ i veri padroni del 1800 sfruttavano il contado “ e che s’inguattano fra questa “crema politica” per usufruirne qualche sontuoso benefit, pagando “il dovuto pizzo” ovviamente , vedo la stessa arroganza con la quale, quand’ero giovane, la Dc del dopo De Gasperi “decise” ( non da sola bensì in compagnia dei potentati angloamericani) di emanare una sorta di fatwa, il patto “ad escludendum dal potere” contro altre forze politiche , forse per unzione divina . Da uomo libero e liberale ne ho ribrezzo, ma non voglio irriderla. Ma sono costernato, perché vedo non più un solo partito, il P.D. ma ne vedo due : non sono io ad essere ubriaco, ma il P.D. ad essere fuori di testa e della storia, chiuso nel suo narcisismo senza fine e senza senso, sempre lo stesso di quando si chiamava Partito Comunista Italiano: sempre a ripetere il suo canto: TANTO PEGGIO PER L’ITALIA TANTO MEGLIO PER NOI DEL PCI. Anche oggi di questa guerra fratricida interna al P.D. conosciamo già le vittime: noi italiani. Ma gli italiani non riescono ancora a capire che occorre “ superare” il partito politico, le sue storture, le sue corruzioni endemiche, il suo potere illimitato, il suo fatale conservatorismo per mantenere il suo dominio sul popolo. Ogni partito politico vuole solo sfruttare il popolo, tenerlo chiuso nello sgabuzzino delle scope da dove farlo uscire solo una volta ogni cinque anni per fargli mettere la crocetta sopra il proprio simbolo, giusto il tempo di firmare, insomma, una bella “ cambiale in bianco” a sua favore, da mettere all’incasso non appena messo piede in Parlamento. Dalla Leopolda nasceranno gli eredi di Saragat o di Fanfani, da San Giovanni quelli di Togliatti e Secchia. Ideologie da 8/10% si e no. L’Italia non ha bisogno né dell’uno né dell’altro. Semmai , per avere finalmente una vera democrazia moderna, e non un suo simulacro, avrebbe assoluto bisogno di una “sinistra politica” non di fazioncelle forcaiole, di un vero laburismo moderno che facesse vivere nella sua pienezza democratica la contrapposizione del bipolarismo, allontanando lo spettro del proporzionalismo degli intrighi e delle corruttele al potere. I partiti politici sono tutti falliti, non lo dico solo io ma anche un apposito Tribunale Fallimentare: sia quello della storia che quello di Mani Pulite. Tutti i partiti sono falliti da 1861 ad oggi e loro ne vogliono creare due. E pretendono pure di chiamarsi “ progressisti”. Stanno rimettendo il Paese nelle mani di Berlusconi e nemmeno se ne accorgono.

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