Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 11 ottobre 2014

STORACE, ALTRO CHE GIUSTIZIA, QUESTO E’ UN LINCIAGGIO La incartano come fosse GIUSTIZIA, ma se scartate trovate invece un LINCIAGGIO. Pronto, il prossimo 21 ottobre per un politico dal quale dissento ma che merita il mio ed altrui rispetto, Francesco Storace. Francesco Storace è accusato di un reato gravissimo, come è in Italia dissentire dal pensiero dominante , osare usare il proprio cervello e farsi una propria opinione senza seguire quella, dominante , che il pensiero dominate ha cucinato per il popolo degli ebeti, reato condito alla ciociara, con una spruzzata non di cacio ma di una leggera invettiva contro Giorgio Napolitano, il Presidente della Repubblica, qualificato da Storace come “ indegno”, offesa per la quale Storace ha già chiesto scusa al Presidente. Ma Napolitano è un uomo d’onore, come Bruto, un duro, lo so bene, ma solo con quelli di centrodestra, servile e genuflesso con i potenti compagni di sinistra. Si dice “ duro ed inflessibile con gli umili , servile con i potenti“, rende meglio e benissimo l’idea. Ma come disse quel tizio? Io non ho paura , perché non vivo di politica ma del mio lavoro ed una mia eventuale condanna per vilipendio di Giorgio Napolitano sarebbe per me una medaglia al valore civile – altro che un Nobel ! - da esibire con orgoglio e senza pregiudizio. E’ inflessibile con Storace non solo Giorgio Napolitano ma anche quella qual certa Magistratura che da un lato umilia Napolitano trascinandolo sul banco dei testi perché dica una buona volta quello che sa e che nasconde da venti e passa anni sulla fumosa trattativa Stato – Mafia , per svergognarlo davanti al mondo intero, tanto più che Napolitano potrebbe essere “ controllato” ed anche contraddetto e sbugiardato, durante la sua testimonianza, da due “ nobili pensatori”, presenti di persona o in videoconferenza, come Leoluca Bagarella e Totò Riina, due avanzi di galera da vomito, che quella stessa Magistratura santifica, alliscia, corteggia, accarezza, allupa con “ proposte indecenti”. E che dall’altro lato e contemporaneamente sembra “ cadere dal pero” e scoprire improvvisamente che la parola di Storace ha ferito a sangue le Istituzioni, lo Stato, il Quirinale, la Patria e la Repubblica , le Regioni , le Province, i Comuni, le Comunità montane, le Circoscrizioni, i circoli di quartiere, persino anche gli addetti all’AMA. Davanti a quel popo’ di reato d’opinione commesso da quel post fascista di Storace , improvvisamente la cosa che conta diventa tutelare il presidente della Repubblica che quella stessa Magistratura calpesta alla grande. Io sto con Storace, voi state con Corona e Celentano. Dio li fa e poi li accoppia.

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