Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 27 novembre 2014

PENATI , UNA VITTIMA DELLA PESSIMA GIUSTIZIA. SCIARELLI UNA INSOPPORTABILE PICCOLA STALIN. E' dovere di tutti noi oggi esprimere tutta la nostra vicinanza a Filippo Penati, il mio innato garantismo funziona sempre, non a corrente alternata, come quello dei forcaioli alla Travaglio. Come è dovere di tutti noi esprimere tutto il nostro profondo disgusto per l'inqualificabile Federica Sciarelli, per " Chi l'ha visto " di ieri. L'ex Presidente della Provincia di Milano, braccio destro dei DS e di Bersani, è stato distrutto nel 2011 dal circo mediatico giudiziario, dileggiato come la mente del " sistema Sesto S. Giovanni": giornali, riviste, trasmissioni, le varie Gabanelli e Sciarelli a piede libero lo hanno distrutto come uomo, enfatizzando quella terrificante serie di imputazioni da brivido che questo simulacro di Magistratura gli aveva contestato , a telecamere avvertite , accorse e tutte accese! . Ma tutte le accuse più pesanti, quelle relative alle aree Faclk e Marelli, olpà, tutto andato in beata prescrizione. Beccaria ha insegnato perché non si può stare tutta la vita sotto processo perché , se non ci fosse la prescrizione - come anelano sciagurati ed assatanati forcaioli fuori di testa - assisteremmo a performances incredibili e vergognose, tipo la condanna di un sessantenne per qualche sigaretta d'erba fumata nel sessantotto. E' la Costituzione- che gli stessi forcaioli adorano come la più bella del mondo - ad affermarlo, là dove comanda la presunzione assoluta d'innocenza (fino alla sentenza definitiva) ed il diritto al giusto processo ( cioè quello la cui pena serva per rieducare il reo non certo per ferire , dopo mezzo secolo, una persona ormai diversa dal reo stesso). Ho appreso che i Magistrati interessati stanno nascondendo una prova fondamentale su quello che resta del processo a Penati e cioè nascondono l'esito di una " rogatoria" richiesta dalla Procura il 15 novembre del 2011. Perché la nascondono? Perché quella rogatoria dimostra semplicemente che i fondi che asserivano i magistrati , sui conti riferibili a Penati, non c'erano. Dunque perché Penati è ancora sotto processo? Perché nascondere le prove a suo favore ? Ma che razza di magistratura è mai questa? Il circo mediatico dei forcaioli dice un sacco di cialtronate: che Penati aveva promesso di rinunciare alla prescrizione, che la Severino avrebbe favorito il decorso della prescrizione, che la solita Cirielli avrebbe decurtato la prescrizione stessa. Tutti cialtroni! Ai quali replico:1. la Cirielli ha ridotto le prescrizioni da 200.000 all'anno a 100.000 l'anno, facendo restare inalterato il fatto che bel il 70% delle prescrizioni avviene su reati ancora in fase di prima indagine. Ale resto osservo che il processo a Penati somiglia a quello dell'Eternit, nato già morto, solo i Magistrati non so sapevano, perché la prescrizione inconbveva fin dall'inizio dell'azione penale. Poco mo nulla mi unisce a Penati, ma lascio il ruolo di Torquemada ai boia assatanati, quelli che vivono ai tempi della Santa Inquisizione. Brevemente sulla Sciarelli: ieri ha regalato un bel comizio via televisione , un comizio fatto di insulti e di improperi, a tale signor Magherini. Il quale, senza alcun contraddittorio come usa la Sciarelli, ha sepolto di accuse infamanti un tizio che non poteva controbattere per il semplice fatto che non era presente alla trasmissione . So bene che questo signore ha perso il figlio in circostanze oscure che vanno chiarite, ma devono essere chiarite dalla magistratura non dal signor Magherini. Rispetto il suo dolore, condivido la sua ira, ma depreco questo modo incivile di agire. Ma dalla signora Sciarelli mi aspetto anche di peggio, è convinta di guidare il nuovo tribunale di popolo e che " Chi l'ha visto" serva a condannare innocenti per " sentito dire".

martedì 25 novembre 2014

BERLINGUER + PERTINI 2 Sandro Pertini, al Colle, ed Enrico Berlinguer , a Botteghe Oscure, insieme nei posti che contano, dal 1968 al 1984 . Una storia esemplare di corruzione internazionale e di misfatti penali coperti da una serie infinita di disgustose mistificazioni , di bugie e di falsità, con l’adorazione delle quali sono state però “allevate in vitro “ , come polli in batteria, due o tre generazioni di militanti social - comunisti . Due eroi, costoro ? Due santi da beatificare Berlinguer e Pertini ? Due incorruttibili fustigatori della corruzione , quei due ? Due austeri e sobri statisti che recitavano sempre la solita litania :“ Noi siamo diversi, antropologicamente superiori “? Ma de che! Due emeriti , sfacciati, sfrontati mentitori, due bugiardi che Dio li ha pure accoppiati, ad imperitura disgrazia dell’Italia. La favola per bambini cretini narra che Berlinguer avrebbe deciso di rifiutare i finanziamenti illegali da Mosca, spacciando quella sua decisione - come hanno scritto taluni madonnari del marchesino sardo ( Veltroni nel suo film, Gianni Cervetti nel libro “ L’oro di Mosca” ed altri apprendisti madonnari ) - come fosse un “ beau geste”, come fosse un atto di fiera indipendenza e di autonomia da Mosca, un atto simbolo dell’ immenso coraggio, della grande ed inusitata lungimiranza attribuita dai madonnari ad Enrico Berlinguer , fatto passare con un nome quasi evangelico :“ lo strappo”! Così mentre ”il Gatto” Sandro Pertini recitava, davanti alle telecamere premurosamente avvertite, precipitosamente convenute ed immancabilmente accese, dall’alto del Colle la parte del “Presidente operaio”( madonnaro Antonello Venditti ) , del Presidente della Repubblica ’intemerato ( “ non ho bisogno di scorta, perché non faccio nulla da cui temere”, dava fiato ai denti Pertini dal Quirinale, ma solo dopo aver, accuratamente di nascosto, “graziato” i peggiori delinquenti ed assassini social comunisti che, una volta rimessi in libertà e debitori per riconoscenza , costituivano essi stessi non una “scorta” ma addirittura un vero e proprio “ esercito” armato a sua difesa), “la Volpe” ,Enrico Berlinguer, s’impancava a San Sebastiano, davanti a folle di giornalisti adoranti,un santo che lottava contro la corruzione recitando, come nell’intervista del luglio del 1981 a Scalfari, la parte dell’integerrimo, dell’incorruttibile, di quello che guidava “ il partito degli onesti”, il partito di “ quelli antropologicamente superiori “ mandando la platea dei militanti in estasi da adorazione ( scene simili si vedono a Lourdes ed in altri svariati Santuari, compreso quello del Divino Amore, dove ci si va in ginocchio, per fortuna senza ceci per terra ). Davvero? Ma de che!!!! Dai documenti allegati agli atti di svariate Commissioni parlamentari, dalle confessioni di Massimo Caprara, storico segretario di Togliatti ed eminenza del Pci, dal documentato testo di Valerio Riva ( “Oro da Mosca”) , dall’esame di documenti sovietici desecretati e studiati dopo la caduta del comunismo , dopo la visione degli atti dell’inchiesta denominata “ Oro di Mosca”( che la stampa amica ha sempre evitato di mettere in prima pagine) che già nel 1992 Giovanni Falcone istruiva insieme ad un suo collega russo e che aveva lo scopo di perseguire i misfatti del riciclaggio internazionale dei fondi illeciti del Pci ( pochi sanno che Falcone doveva recarsi a Mosca, proprio per concludere quell’inchiesta, nel Giugno del 1992, ma fu “fermato” a Capaci, Palermo, a maggio del ’92, da manine mafiose ed amiche), tra il 1974 ed il 1982 il Pci, a segreteria di Enrico Berlinguer, ha incassato – con la sopraffina tecnica monetaria di “ estero su estero” – hai capito quelli che “ solo gli altri sono evasori !” - e mentre il Presidente della Repubblica era sicuramente distratto, chissà forse stava vedendo qualche partita di pallone oppure era tutto preso e genuflesso a baciare qualche vessillo di Tito oppure era occupato ad accarezzare bambini sudaticci oppure stava giocando a scopa con qualche pallonaro - la bellezza di 56 miliardi di vecchie lire , alla faccia delle leggi valutarie, alla faccia del finanziamento pubblico, alla faccia del “ partito degli onesti”, alla faccia del codice penale, alla faccia della Magistratura pronuba, alla faccia della tanto sbandierata “austerità di Enrico Berlinguer ” che i suoi prezzolati madonnari sono andati sfacciatamente spacciando. E non solo, perché la “ coppia più bella del mondo” e cioè la “premiata Ditta Berlinguer + Pertini” fu svergognata pubblicamente a da tale Boris Ponomariov, responsabile sovietico della distribuzione dei fondi illegali di Mosca, il quale, davanti al così detto “ atto di coraggio “, “ allo strappo” di Berlinguer, sarcastico scarnificò Berlinguer con quel suo :” ma allora dov’è andato a finire tutto quel denaro che abbiamo dato per il gasdotto con l’Italia”? La stampa italiana, servile come sempre al potere, mise il bavaglio alla notizia, i madonnari figuriamoci, ma la storia ha ricostruito la “ faccenduola” che si stava dipanando fra le “ manine pulite” di Berlinguer e quelle di Pertini. Semplicemente che il famoso “ strappo” avveniva “ dopo” che una tale “ Compagnie européenne des petroles” , molto “organica” al Pci, acquistava , con beneplacito di Mosca ovviamente,greggio da Mosca e lo rivendeva dappertutto, anche in Italia. Per acquisire il diritto di distribuire il gas, la “Compagnie” distribuì somme immense per il tramite dell’ENI del compagno Enrico Mattei ed una grossa fetta era stata accordata al Pci ( era quello il partito di Mattei). Dunque altro che beau geste, quello strappo fu solo una cinica operazione finanziaria che prezzolati madonnari hanno dipinto come fosse una medaglia al merito.

lunedì 24 novembre 2014

VOTAZIONE E VERO PROBLEMA La questione che ci si dovrebbe porre – se si ragionasse nell’interesse del Paese e non in quello delle botteghe politiche - è : ormai vota meno della metà degli aventi diritto. E che “ razza di democrazia” è questa nella quale governa una fazione , p.e.,del dieci per cento degli elettori ? Ebbene ecco un altro fallimento annunciato della costituzione più bella del mondo. Fallimento annunciato perché la carta fu scritta – e ben sappiamo in quali terribili anni – dai “partiti politici” che hanno trovato un “accordo” ( o “ trattativa, Travaglio?) stabilendo regole costituzionali a proprio esclusivo vantaggio ed a totale discredito della democraticità effettiva del Paese. Volendo essere crudele, è stato come mettere Dracula a guardia della banca del sangue. La prova? Il tema della “ doverosità” del voto fu dibattuta in Assemblea costituente, dove si fronteggiarono le posizioni di coloro che volevano qualificare l'esercizio del voto “ dovere giuridico” e di coloro che invece volevano qualificarlo solo” dovere morale “(oltre che “ diritto di libertà”. La soluzione di compromesso portò alla qualificazione dell'esercizio del voto come “dovere civico” Ciò permise di irrogare sanzioni all'elettore astenuto: egli doveva darne giustificazione al sindaco entro un termine; quest'ultimo stilava poi l'elenco degli astenuti, che restava esposto per un mese nell'albo comunale; inoltre, la frase «non ha votato» veniva iscritta per la durata di cinque nei certificati di buona condotta degli elettori astenuti senza giustificato motivo.. Benché si trattasse di sanzioni eminentemente simboliche, ciò ha contribuito a diffondere il senso di dovere civico del voto e a mantenere lungamente elevata la partecipazione alle elezioni in una democrazia giovane come quella italiana Ma la norma, che nella sua prima applicazione aveva contribuito a rendere numericamente accettabile la partecipazione al voto, è stata poi progressivamente disapplicata, finché la riforma elettorale del 1993 ha eliminato del tutto ogni riferimento all'obbligatorietà del voto. L' astensione, essendo a suo modo espressione di scelta politica, si deve pertanto considerare del tutto lecita, come contenuto negativo del diritto di voto che quindi comprende anche il diritto di non voto. Inoltre la libertà del voto consiste anzitutto nel divieto di coartare la volontà dell'elettore con mezzi illeciti (è ammessa soltanto la persuasione). Il tentativo di coartare il voto costituisce reato. Questo percorso è inappuntabile sotto un profilo diciamo “ eminentemente intellettuale” , ma è stato calato, d’autorità, sulla testa di un popolo che dal punto di vista della “ partecipazione politica” non è stato mai indotto ad usare “il ragionamento”, il raziocinio, a pensare per il bene del proprio paese, ma al quale è stato invece inculcato – e proprio dai partiti che hanno scritto la carta - il “ senso di appartenenza”ad una fazione politica, addirittura il principio “ razzista” che far parte di una certa fazione politica significasse autonomamente “ essere persone antropologicamente superiori” a chi facesse parte di altre fazioni politiche, e – non dimentichiamolo – addirittura – ma pensa un po che razza di imbroglioni- la “ disciplina di partito” che è la negazione assoluta di tutti i roboanti principi strombazzati dalla Carta. Mai un tentativo di rimediare, mai un seppur velleitario lenimento a questa disastrosa deriva verso una plutocrazia inevitabile, nessuno vi ha mai pensato e nemmeno provveduto. Ecco: i partiti politici – chi molto di più sia chiaro rispetto ad altri partiti politici – hanno usato i soliti “ specchietti per le allodole”: quale parlare di “ libertà”( e riempirsene la bocca e il portafoglio ), solo per ingannare il popolo italiano e per tramutarlo, con la complicità della Costituzione, in un popolo di sudditi e di faziosi. E per instaurare così sull’Italia il loro incontrastato dominio. Così mentre Obama , negli Usa, usa i suoi “ executive order” non ostante abbia perduto la maggioranza sia alla Camera che al Senato, in Italia dal novembre del 2011 siamo entrati nella fase della “ monarchia ”, forma ammessa dalla costituzione più bella del mondo ( per i partiti politici, non certo per il popolo) , con Monti, e poi Letta che hanno governato senza mandato popolare, “unti” da Napolitano, cioè da un non eletto dal popolo ma “scelto” dai segretari dei partiti politici. E davanti ad un cotanto scempio, sarebbe Grillo la panacea ?

domenica 23 novembre 2014

I MAGISTRATI E LA PRESCRIZIONE Il Dr. Rodolfo Maria Sabelli ,ex sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Roma, dal 2012 è il nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Dunque esprime giudizi che rappresenta l’intera categoria di magistrati. Così, iniziando dalla solita Legge Cirielli tanto per menare il can per l’aia - senza però riuscire nell’intento di cristallizzare un suo concreto contributo alla figuraccia della Magistratura sull’ ’affare Eternit – così, tanto per cercare di sviare fin dall’inizio del suo intervento il lettore verso un falso obbiettivo che fosse comunque utile a suscitarne la bile rabbiosa legata all’antiberlusconismo di maniera , tanto caro ai magistrati di questi ultimi venti anni ed ai loro reggicoda - Sabelli si trova poi costretto ad abbandonare le tergiversazioni e ad affrontare l’argomento: cioè la prescrizione. E qui , dopo aver usato le “ prescrizioni frutto della sola ignavia della magistratura”, che rappresentano quasi il 70% di quelle annualmente acclarate per mascherarsi da sconsolato difensore delle vittime di tutti quei reati impunti invece che da loro boia, Sabelli afferma che, “ …non debba essere consentito il decorso della prescrizione quando lo Stato ha manifestato con l’avvio dell’azione penale la volontà di perseguire e punire quel misfatto”. Il Dr. Sabelli mente sapendo di imbrogliare a causa di ignoranza, fatto che è contiguo alla vera e propria “ presa per i fondelli” dello zotico, non una azione della quale andar fieri. Perché non è “ lo stato” che “ avvia l’azione penale”, ma un magistrato nella sua assoluta autonomia , indipendenza e – aggiungo io, malizioso e perfido – totale Impunità Dunque primo rimprovero, a prima menzogna.. Poi c’è la ciccia vera e propria , cioè quella che è la proposta tecnica del Dr. Sabelli e cioè la richiesta dei magistrati di bloccare , congelare il decorso della prescrizione nel momento in cui il magistrato inizia l’azione penale al riguardo. Nulla legittima, sul piano giuridico, questa proposta di “ congelamento” della prescrizione con il complesso delle regole sul processo , se non la considerazione che , piaccia o meno al Dr. Sabelli ed ai magistrati, ogni anno endemicamente ci sono circa 150.000 reati che cadono nel dimenticatoio, ci sono milioni di vittime innocenti di questa “ negazione di giustizia”, una negazione che è troppo comodo e facile cercare di scaricare solo sulla componente “ prescrizione” fra le tante che costituiscono il “ processo”. Uno scaricabarile poi indegno e mistificatorio perché di tutti quei reati impuniti più della metà nemmeno hanno avuto l’onore di uno straccio di indagini e nemmeno dunque di processo. Ma voglio tralasciare anche questi motivi di polemica e di indignazione civile ed andare direttamente a verificare cosa provocherebbe questa misura sostenuta da Sabelli e dai Magistrati. Grazie alla riforma del 1990, l’azione penale del magistrato “ inizia solo con la richiesta del rinvio a giudizio”. Dunque “dopo” e non “prima”. Cosa vuol dire questo? Semplice: che un qualsiasi P.M. può arrestare, incarcerare, , inquisire, indagare, intercettare, fotografare, spiare ogni cittadino senza che contro lo stesso sia ufficialmente iniziata l’azione penale. Perché, recita il codice, , prima di quel momento ( il rinvio a giudizio), “ il P.M. indaga al fine dell’esercizio dell’azione penale”. Parlare di “ obbligatorietà dell’azione penale” senza porre nessun paletto , nessuna condizione che faccia scattare l’obbligo del P.M. è semplicemente “ demenziale” perché consegna al P.M. la possibilità di poter mettere chicchessia sotto inchiesta , far scattare indagini di ogni genere su un cittadino non perché siano state individuate alcune ipotesi di reati ma alla ricerca di possibili reati, non per reati dei quali sia pervenuta notizia al P.M. ma offrendo al P.M. l’autorità per indagare su persone scandagliando a piacimento la loro vita e le loro relazioni alla ricerca di eventuali ipotesi di reato. Una schifezza di stampo staliniano. Nemmeno perdo tempo a polemizzare con il Dr. Sabelli sul fatto che la “ separazione delle carriere” fra gli inquirenti ed i giudicanti sia un “attacco all’indipendenza dei magistrati” come loro sostengono con formulazione di stampo ideologico e dunque una totale ed inutile perdita di tempo, dal momento che essa è invece una diretta e richiesta conseguenza proprio di quel nuovo codice di procedura penale che, basando tutto il processo sul contradditorio fra le parti ( ecco il nuovo rito accusatorio) comporta con un’ovvietà sconcertante che la pubblica accusa non possa avere contiguità di carriera, di amicizie, di raccomandazioni, di ascendente con il Giudicante e viceversa. Il Dr. Sabelli dunque vorrebbe che ad ogni magistrato, oltre ai poteri semplicemente demenziali che il c.p.p. già gli attribuisce, poteri che diventano ancora più demenziali, praticamente di vita e di morte su ognuno di noi, quando si rifletta sulla impunità assoluta che privilegia ogni magistrato, fosse consentito,in assoluta libertà ed anche senza motivo. di intrufolarsi, come un agente del Kgb o della Stasi, nella vita pubblica e privata di ciascuno di noi alla ricerca di un qualche indizio di eventuale reato, sconvolgendo la nostra vita affettiva, professionale e pubblica per via del relativo processo mediatico, senza poi doverne pagarne il dovuto fio. Una pura follia .
DOMANDO A DI MATTEO: MA CHE COSA VUOI ? Quel “pool” unico e solo ed indimenticabile gruppo di autentici “magistrati eroi”: CHINNICI , CAPONNETTO, FALONE, BORSELINO, DI LELLO e GUARNOTTA , uniti, rinchiusi nella loro Little Big Horne , a lottare contro gli assalti di due nemici implacabili, la mafia e la Procura di Palermo, per essere riusciti, per la prima volta nella storia d’Italia , a far condannare esemplarmente la mafia nel gennaio del 1992. E nessuno, guarda caso, fra tanti pensatori, giornalisti, scrittori, guru , magistrati e loro reggicoda più o meno prezzolati , nessuno s’accorge ( elenco solo indicativo ma assolutamente non esaustivo): - che fu contro quel “Pool” che si scagliò la cieca rabbia e l’ira belluina della mafia e della Procura di Palermo dei Giammanco, dei Pignatone,dei Lo Forte,degli Aliquò, degli Ingroia , dei Caselli,ecc. una procura allora letteralmente dominata da Luciano Violante e da Magistratura Democratica cioè dai magistrati dichiaratamente di fazione comunista ed assolutamente organici al potere siciliano da tempo immemore saldamente nelle mani delle collusioni mafiose del Pci e della Dc; - che fu per distruggere quel “Pool” che quella Procura s’affrettò a sabotare prima e poi, una volta fatti fuori anche Falcone e Borsellino ( maggio e luglio ’92) , ad agosto del 92 ad “ archiviare” in gran segreto ed in grande fretta ( la decisione di quel Tribunale e di quella Procura per la definitiva archiviazione di quell’inchiesta è datata 15 agosto 1992: avete capito bene, proprio il giorno di Ferragosto!)l’inchiesta dei Carabinieri del Ros , quella denominata “ Mafia e Appalti”, un dossier voluto solo da Falcone, Borsellino e forze dell’ordine che svelava tutti gli intrecci e le collusioni mafiose siciliane ; - che fu l’ intervento sempre di “ quella Procura” ad intimidire il Prof. Giaccone, sindaco di Baucina , che sapeva fin troppo bene gli intrallazzi del Pci in vari Comuni siciliani ( Baucina e Villabate cono solo due esempi ) e che aveva cominciato a collaborare con i ROS e con Falcone e Borsellino ed a svelare “ la cupola dei comunisti, democristiani e mafiosi” che assegnava gli appalti pubblici in quei Comuni, come in tantissimi altri, “ agli amici” , uno che voleva collaborare con Falcone e che invece fu “messo a posto”, come si dice da quelle parti, dall’intervento, appunto della Procura di Palermo che si portò appresso la solita cagnara della così detta “ solita stampa amica “, il gazzettino della mafia, che provvide – è la stampa, bellezza! – a rivelare pubblicamente che il Prof. Giaccone “teneva famiglia”, che viveva in una certa strada di Catania e via” mafiando” ; - che fu sempre quella Procura a rinviare a giudizio l’On. Giulio Andreotti con l’accusa di essere stato colluso con la mafia fin dai primi anni ottanta in poi. Ma questo avvenne solo, guarda caso, nel 1993, quanto cioè era già passato quasi un anno da quando “ mafiose mani amiche” avevano tappato la bocca per sempre a Palermo a Salvo Lima , uno che sapeva troppe cose sul Pci siciliano di Occhetto a segreteria Berlinguer; - che fu sempre “ quella Procura” che non volle indagare su un’altra inchiesta, condotta personalmente da Borsellino, a Marsala, praticamente un doppione di quella “ Mafia e Appalti” tanto da archiviargliela non appena Borsellino era stato tolto dai piedi dalle premurose mani amiche e mafiose; - che fu sempre “ quella Procura di Palermo che si rifiutò di indagare “sui veri mandanti dell’omicidio di Pio La Torre “, che non volle indagare ,detto papale papale , sulle numerose denuncie scritte che Pio La Torre aveva sporto, sia presso il Pci di Roma di Berlinguer che presso quello di Palermo di Occhetto, denunciando gli intrallazzi che avvenivano nel Comune di Villabate fra il Sindaco comunista Fontana e la mafia (il Fontana sarà condannato in via definitiva, ma con “ comodo”, senza fretta , alla bellezza di 20 anni di galera per associazione mafiosa ma solo nel 2010, quando ormai nessuno avrebbe più ricordato nulla! ) . E infatti, una volta eliminato Pio La Torre dalle “ solite mani amiche e mafiose”, gli intrallazzi fra Pci e mafia sono proseguiti serenamente, senza rompicoglioni di mezzo; - che fu sempre “ quella Procura di Palermo ”ad accusare Andreotti e la Dc di essere stati collusi con la mafia, ma sentenziando ridicolmente che erano proprio quelli anni ottanta – quando Andreotti e la Dc sarebbero stati colpevoli , a detta di “ quella Procura”, di collusioni mafiose seppure ormai prescritte - gli anni nei quali il Pci di Berlinguer e di Occhetto chiudevano accordi di potere piazzati nella cupola con la mafia di Salvo Lima; - che a sgominare la mafia Corleonese, quella dei Riina, dei Graviano, ecc fu solo ed esclusivamente merito , nel 1993, di quei due magistrati, Falcone e Borsellino, coadiuvati dai Carabinieri del ROS e dalla GdF , ossia proprio da quella “struttura giudiziaria” che ancora oggi, sempre “ quella Procura” vorrebbe criminalizzare con ventennali processi tutti fin’ora risolti in un buco nell’acqua e mettere con una persecuzione giudiziaria più che ventennale senza vergogna e limiti; - che anche l’arresto di Bernardo Provenzano fu il frutto, nel 2006, dell’azione di intelligence condotta da poliziotti della Squadra Mobile di Palermo e dagli della Sco i quali riuscirono a identificare il luogo in cui si rifugiava Provenzano, grazie ad un monitoraggio attraverso microspie ed intercettazioni ambientali, per avere la certezza che all'interno di quel casolare vi fosse proprio “ Zu Binnu”, o tratturi. Ricordo ai troppi distratti che fu Il questore di Palermo a confermare che per giungere alla cattura di Bernardo Provenzano non ci si avvalse né di pentiti né di confidenti;. Mi fermo qui, per sfinimento, ma potrei proseguire per mesi. Ma allora , cosa vuole Antonino Di Matteo? Di lui si conosce la partecipazione, ormai negli anni 2000, alla revisione di due processi , quello su Rocco Chinnici e quello su Antonino Saetta e va bene. Ha contribuito dunque a fa condannare Ignazio ed Antonino Salvo, quali mandanti dell’omicidio di Chinnici ed a fare appioppare un alto ergastolo al già “ pluri ergastolato” Totò Riina per l’omicidio di Antonino Saetta. E poi ? E poi nulla se non il suo accanimento persecutorio contro il Gen. Mario Mori – che aveva arrestato Riina e confezionato con Falcone e Borsellino proprio il dossier “ Mafia e Appalti” – e la sua partecipazione ad un altro “simulacro di processo”, quello ultraventennale sulla fumosa “ trattativa fra Stato e Mafia”. Quali speciali meriti vanta dunque questo Di Matteo tanto da dipingersi come vittima di chissà quali agguati mafiosi o di chissà quali oscure trame segrete? Una frase di Totò Riina? Ma fatemi il piacere!!!!! P.S. Dimenticavo la dedica ai signori “ reggicoda del Di Matteo”. Di quell’ “ eroico pool” del 1987 ( Chinnici, Caponnetto, Borsellino, Falcone, Di Lello, Guarnotta ) sono sopravvissuti solo Di Lello e Guarnotta. Guarda caso Di Lello è senatore con Rifondazione comunista e Guarnotta è eminenza grigia di Magistratura Democratica, la corrente comunista del Csm. Tutti gli altri sono stati trucidati dalla solita “ mano amica mafiosa”. Domando ancora: ma ha ancora coraggio di parlare e che diavolo vuole questo Di Matteo?

venerdì 21 novembre 2014

SCIASCIA, IL PCI, L’ANTIMAFIA DEI COLLUSI CON LA MAFIA Leonardo Sciascia nacque l'8 gennaio del 1921 a Racalmuto, in provincia di Agrigento,. Pasquale, il padre è impiegato presso una delle tante miniere di zolfo siciliane e la storia dello scrittore si dipana fra le zolfatare dove hanno lavorato il nonno e il padre. Ieri cadeva un quarto di secolo dalla sua morte avvenuta il 20 novembre 1989 e, fatta eccezione per il Corriere della Sera, nessun altro giornale ne ha parlato. Per forza, perché Sciascia è stato uno scrittore troppo importante ma anche troppo spinoso e scomodo, sia per il pensiero politico dominante che per la masnada dell’ “ antimafia di professione” e dunque per tutta la sinistra comunista per essere ricordato, rimpianto, incensato sulle terze pagine delle loro “ veline educative di regime”. Insegnante di scuola elementare, incarnava il prototipo del “ maestro elementare” ma fu sopra tutto uno spirito libero, laico, anticonformista fino alla dissacrazione . Leonardo Sciascia è stato – insieme forse al solo Pasolini, seppure con idee e contenuti completamente diversi – uno dei pochissimi ma più fulgidi esempi di intellettuale italiano non “al servizio” Non c’è nessun disprezzo nel mio “ a servizio”, perché “servire” non è affatto sinonimo di “servile”. Ma voglio riaffermare una verità storica che viene troppo spesso nascosta, messa sotto il tappeto: tra i famosi “intellettuali organici” ai partiti (o alla Chiesa, intendiamoci) e gli intellettuali come Sciascia e Pasolini , c’è un abisso. Una società moderna , colta, viva, intelligente se non è scudisciata , incitata, sospinta dalle critiche, dalle bordate, dalle legnate, dalle frustate di intellettuali liberi, autonomi, irrispettosi del potere e dei dogmi , come appunto sono stati solo Sciascia e Pasolini nello scorso secolo corre il rischio – per l’Italia il baratro è ormai ad un passo – di afflosciarsi, di appassire , di trasformare un popolo di individui pensanti in una massa irreggimentata e prone al potere dominante . La sinistra non parla di Sciascia perché, al contrario con quanto accadde con due altri grandi nemici del Pci ( non per niente due siciliani doc ), Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i quali , grazie alla complicità del Sindaco di Palermo Orlando Cascio, a quella del tele tribuno Santoro ed a quella dei killer last minute della mafia siciliana, furono semplicemente “eliminato”, fatti fuori , zittiti o per sempre ( consentendo così ai suoi assassini, i veri fondatori dell ‘ “ antimafia professionale”, di spacciarsi, senza alcun contraddittorio , da suoi fedeli amici), Sciascia è morto nel suo letto, non per mano mafiosa. Ha parlato, ha scritto. Ha fatto sapere la verità, ha svergognato il Pci. Ne dicono di balle i signori di sinistra su Sciascia , dicono che era “ comunista” perché alle elezioni comunali di Palermo nel giugno del 1975 si candidò , ma come “indipendente” , nelle liste del Pci, stracciando, nei consensi ottenuti, persino Renato Guttuso. Ma dal Pci però fuggì precipitosamente, non appena s’avvide che il suo segretario siciliano, Occhetto, stava trattando e tramando accordi criminali e proprio con Salvo Lima per governare alcuni comuni siciliani insieme alla mafia per poi dimettersi definitivamente dal Pci nel 1977 per la sua profonda e motivata contrarietà al “ compromesso storico” di Berlinguer e Moro. Il suo rifiuto per certe forme di estremismo tipiche del Pci di Berlinguer lo portano infatti a scontri molto duri con la dirigenza del Pci. Così, già alle elezioni politiche del giugno del ’79, Sciascia contribuì all’enorme successo dei Radicali italiani Oggi non c’è nessuna figura paragonabile a Sciascia e l’attuale “sistema di potere politico” e l’accolita “ dell’antimafia professionale” , tutta gente profondamente comunista per nascita e cultura , è tutta presa ed intenta nell’ inculcare nelle teste della massa fidelizzata verità contraffatte , fatti manipolati, esercizi di copia e incolla di stampo travagliesco, dogmi sciolti ed a pacchetti , etica da strapazzo, moralismo da sacrestia alla parroco di campagna e prodezze intellettuali del genere, mentre i loro “ grandi intellettuali”, tipo l’esimio Prof. Cacciari o “l’uomo che sussurra al Papa” Scalfari, non hanno altro di più importante ,dignitoso e qualificante da fare se non mettersi a litigare in televisione, come erinni , con la Santanché o con Salvini. Questa è una Italia da suicidio. Quando persino un sacerdote , anzi addirittura una persona che dovrebbe possedere una qual certa cultura, perché si tratta di un arcivescovo di Santa Romana Chiesa, crede di “miracol in terra mostrare” disprezzando ed additando al pubblico ludibrio un giovane, tale Michele Graviano, negandogli la prima comunione con gli altri ragazzi, vuol dire che il dominio mentale ed assoluto ed incontrastato, ormai imposto anche alle tonache, dalla banda dell’ “ ’antimafia professionale” è soffocante, ha espulso ogni refolo e soffio di libertà di pensiero : ti devi sottomettere al suo Magistero oppure sei subalterno alla mafia. Michele è solo uno dei figli dei Graviano, imputati di mafia. Ma come si può negare la comunione ad un giovane solo perché figlio di un mafioso? Ma che razza di Chiesa di Cristo , che razza di civiltà è questa? Da quando le colpe dei padri ricadono sui figli? La principale ragione per cui in Italia è letteralmente impossibile eliminare la mafia è proprio il dilagante dominio , la sempre crescente tracimazione nella società così detta civile italiana di questa maledetta , ignobile, incivile, mafiosa antimafia professionale. Perché la masnada, servile al potere attuale, per arrogarsi una sorta di manichea esclusiva della lotta alla mafia , di fatto “ protegge e difende” la mafia stessa, bloccando la strada verso qualunque altra idea moderna di antimafia. Storie vecchie, comprovate emblematicamente dalla famosa indagine di Falcone e Borsellino e dei Ros sul dossier “ mafia e appalti”, che fu sabotata dall’antimafia militante ed archiviata non appena Borsellino era stato trucidato. La mafia, oggi, è serena: non ammazza più nessuno dal 1994, si sente protetta, sicura, coccolata. Il sistema politico dominante le ha assicurato una serena vecchiaia, ricca, tutta traffico di droga, tutta pizzi e tutta proficua speculazione sull’immigrazione clandestina che lo stesso sistema dominante agevola e favorisce perché ne vorrebbe trarre vantaggi di consenso. Oggi la mafia è serena, addirittura anche felice di avere “ dirimpetto” questo simulacro di antimafia e non più gente tosta come Mori o come Falcone o come Borsellino. Ma essere complici della mafia è pericoloso. Si vedrà! L’ antimafia dei Borsellino brother , delle Falcone sisters non esiste perché oggi esiste solo un “ vero e proprio professionismo ben pagato” dell’antimafia. Guardatevi intorno e troverete molti esempi.

giovedì 20 novembre 2014

LA FARSA DEL PROCESSO ALL’AMIANTO Tutti caduti improvvisamente dal pero, tutti indignati, tutti a stracciarsi le vesti come se la prescrizione fosse una specie di “ pacco a sorpresa”, un “ misirizzi” che arriva inaspettato ed imprevisto, come una nevicata, di cui ci si accorge solo aprendo la finestra. Ma guarda tu che grandi Magistrati e che grandi giornalisti! No, signori Magistrati, no, animucce belle e sante, componetevi , vi siete ormai ridotti in mutande a forza di strapparvi gli abiti per la dose giornaliera di indignazione a comando, una esibizione da trogloditi del diritto come impone la “scuola travagliesca di diritto” – che ha soppiantato da qualche anno il diritto romano ( d’altra parte non fu la visione di Tolomeo preferita a quella di Galileo per tanto lungo tempo, grazie al popolo ignorante? )- per la quale le sentenze di assoluzione non devono semplicemente esistere e se esistono vanno demolite e sconfessate. Altrimenti che “ accetta” sarebbe se non tronca qualche testa? Ma fatemi il piacere La prescrizione, quella prescrizione, era assai ben nota Signori Magistrati fin dall’inizio del processo ed arriva, inesorabile come la morte, dopo un certo termine . I signori Magistrati ne conosceva inizio e fine, eccome se li conoscevano! O forse ci sono, come suggerisce la “ scuola del diritto travagli esco nell’ultima “ lectio magistralis” tenuta dal prof. Tinti”, “prescrizioni di serie A “ ( quelle contro qualche uomo politico da eliminare per via giudiziaria) che si possono allungare come la pelle dei testicoli e “ prescrizioni di serie B”, cioè tutte le altre, rigide come mummie ? Ebbene la scuola del diritto travagli esca , quella adatta alle purghe staliniane, oggi invoca l’applicazione dei rimedi suggeriti dal Dr Gratteri, quello che vorrebbe metterci un microchip sotto la pelle,che vorrebbe ripristinare l’Asinara , quello che “la prescrizione deve essere congelata dopo la sentenza di primo grado” come panacea . Già ieri ho dimostrato con un post come questa misura sia deleteria , anzi sia un vero e proprio colpo mortale alla democrazia e per la giustizia. Ma dalle parti de “Il Fatto” la così detta “ domanda di giustizia” non viene capita, la scambiano con “ l’ansia di vendetta “, altra roba, da trogloditi , da quinto mondo. Ma intanto ancora sento gli urli e gli strepiti dei magistrati a difendere i loro 45 giorni di ferie! E quelli contro l’introduzione della responsabilità per i loro errori . Pare che fossero consapevoli di questo scempio che essi hanno provocato! Non è mai colpa o responsabilità loro, della loro ignavia, sempre colpa degli altri, ora della brevità della prescrizione, ora della maledetta Legge Cirielli e gli imbecilli ,i creduloni, i mentecatti, tutti a stracciarsi le vesti! L’esercito di Francischiello! Cominciamo a cancellare i 45 giorni di chiusura dei tribunali, anzi mettiamo i cartellini e i signori giudici facciano vedere quanto lavorano , altrimenti i danni glie li chiediamo noi a loro, alla casta degli intoccabili, per omissione di atti d'ufficio !!! Non è bramosia di vendetta, non devo vendicarmi di nulla, ma devo solo cancellare immondi privilegi fascisti, quelli dei signori magistrati! Non è ammissibile, tanto per fare un solo esempio, che per un certo “ uomo politico” questi magistrati siano stati capaci di concludere un certo processo , dal 1° grado alla cassazione, in meno di un anno , mentre invece sono stati capaci di mandare in prescrizione un processo gravissimo come quello "eternit" durato una vita e finito nel nulla. Un paese civile , uno stato democratico e di diritto non può assistere indifferenze e complice ad iniziative staliniane come è stata la mobilitazione della corte "estiva" capeggiata dal Vyshinskyj di turno per fucilare il “ nemico politico” , degne di un simulacro di giustizia che prevede una giustizia per gli amici ed una, ferrea, per i nemici. Se la Cassazione ha annullato la sentenza contro i patron di eternit la colpa è solo ed esclusivamente della nostra magistratura che ha, con le sue lungaggini, fatto scadere i termini della prescrizione. Guariniello se la deve prendere con sé stesso ed i suoi colleghi, senza ora sfruttare il dolore dei familiari delle vittime , senza ridursi a raccogliere l’ira funesta dei poveracci che per l'amianto sono morti o prossimi a morire!!! E allora la responsabilità morale e civile è tutta la loro, dei Magistrati !!! Questa è omissione di atti d'ufficio ! Se ""Ieri la Corte ha annullato la condanna per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, sostenendo che il reato su cui aveva sentenziato il tribunale di Torino è prescritto"" di chi è la colpa? Non certo dello svizzero, ma della nostra magistratura che con il suo biasimevole operato gioca con le vite degli italiani. Non è il momento né l’occasione per spiegare perché tutti hanno tanta paura di quella casta togata , a partire dal P.d.R. Perché è tanto potente? Chi tira i fili di quelle marionette comunemente chiamati magistrati? La sentenza di ieri è corretta , ancora non siamo a Cuba. Il reato di disastro ambientale doloso si prescrive in 12 anni e mezzo: tempo già abbondantemente scaduto secondo il P.G. Iacoviello. L'insediamento produttivo della ditta Eternit di Casale Monferrato ebbe inizio il 19/03/1907 e cessò completamente il 06/06/1986. Nel 2009, in seguito alle indagini condotte da Raffaele Guariniello presso il Tribunale di Torino, inizia il processo contro Stephan Schmidheiny, ex presidente del consiglio di amministrazione, e contro Louis De Cartier de Marchienne, direttore dell'azienda negli anni sessanta (De Cartier è morto nel 2013 a 92 anni). Essi sono ritenuti responsabili delle morti per mesotelioma avvenute tra i dipendenti delle fabbriche Eternit a contatto con l'asbesto. Tutto tempo perso dai signori Magistrati perché da sempre in dottrina esistono su quello specifico reato due prospettive, due interpretazioni: quella dominante secondo la quale il reato si intende consumato fino a quando c’è stato l’inquinamento ( e dunque dal 1986) e quella secondo la quale quel reato si consumerebbe ogni volta che il mesotelioma miete una nuova vittima. Da sempre si sa che questa seconda tesi , per prevalere sulla prima , deve assolutamente “ dimostrare” il “ rapporto di causalità” che lega ogni decesso a quell’inquinamento. Ma cosa importava ai signori magistrati starsi a preoccupare di quel che sarebbe fatalmente avvenuto nel 2014 quando c’era da cogliere il consenso popolare di una giustizia apparente, cialtronesca che mostra il trofeo di una condanna del reprobo e dell’alloro cinge il suo capo? Il 13 febbraio 2012 il Tribunale di Torino condanna di primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per "disastro ambientale doloso permanente" e per "omissione volontaria di cautele antinfortunistiche", obbligandoli a risarcire circa 3.000 parti civili. Il 3 giugno 2013 la pena viene "parzialmente riformata" e aumentata a 18 anni. Nella consapevolezza d’avere ingannato i creduloni, i mentecatti, l’esercito di Francischiello.

mercoledì 19 novembre 2014

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA O ROTTAMAZIONE DELLO STATO DI DIRITTO? I dati estratti dal sito del Ministero di Giustizia- ( Prescrizioni nei procedimenti penali , consultabili online) - dimostrano come ogni anno – nel solo anno 2007 sono stati 164.115 – i reati caduti in prescrizione siano circa 150.000. Ma questi dati certificano qualcosa di peggio, e cioè che muoiono nei faldoni, dopo lungo e penoso disinteresse – secondo i dati relativi al 2007 - senza nemmeno avere uno straccetto di processo, 122.190 reati penali. Questo, più o meno, accade ogni benedetto anno. E se pensiamo che sono imprescrittibili solo alcuni dei più famigerati delitti di sangue, possiamo immaginare quale scempio per la Giustizia costituiscano queste massa di reati praticamente ignorati, delinquenti che la fanno franca insomma, per responsabilità della sola Magistratura. Non riesco in alcun modo a giustificare quanto sostengono taluni Magistrati, dal P.M. Gratteri al Procuratore capo di Palermo, che suggeriscono correttivi salvifici per la normativa del processo penale usando pregiudizi di tipo ideologico per cercare di imporre, con una battaglia di retroguardia culturale, - sbandierate pure, signori Magistrati e relativi reggicoda , il “falso panuelo” che preferite , dalla “sacra indipendenza” alla “ divina autonomia” della Magistratura, doti che da “pregi” – che erano – in uno “ stato di diritto”, qual’era quello descritto nell’originaria Costituzione, ad “inammissibili privilegi e strumenti da scasso” per distruggere quel che resta dello “ stato di diritto” nella Costituzione attuale, ormai irrimediabilmente sfigurata dagli stessi magistrati nel 1993 – solo una difesa di inammissibili privilegi corporativi o, ancor peggio, per tentare di approfittare della confusione esistente, cavalcando la deriva giustizialista vellicata ed indotta nel popolo , per introdurre controriforme indegne di uno Stato civile , ma da stato di polizia, essenzialmente illiberale, di carattere autoritario e di puro stampo inquisitorio che premiano solamente le ansie di potere assoluto da parte di funzionari di Stato in toga e tocco. Il P.M. Gratteri ha proposto , come misura indispensabile , una riforma della prescrizione che preveda la interruzione dei suoi termini dopo la sentenza di primo grado. Allungare ancora di più la prescrizione ha un solo significato: consentire un indiscriminato prolungamento del tempo a disposizione dei magistrati . Basterebbe ricordare che a seguito della introduzione delle legge Cirielli ,le prescrizioni, che nel 2005 ammontavano ad oltre 200mila, si sono notevolmente ridotte. Dunque l’esistenza del termine di prescrizione costituisce un elemento fondamentale per far funzionare la macchina della Giustizia secondo criteri da “ stato di diritto”, senza bisogno di ricorrere a misure , come quella presentata dal Dr Gratteri, di stampo essenzialmente autoritario secondo la quale , nelle aule di Tribunale , non si agirebbe più con le regole di uno stato di diritto e democratico, ma secondo una logica autoritaria . I freddi numeri lo certificano: anche nel 2012 le prescrizioni ( 113.057) avvenute senza uno straccio di processo sono state circa 70.000: dunque ipotizzare una sospensione della prescrizione vuol dire ignorare, come dimostrano questi scarni dati, che quella sospensione di applicherebbe solo ad una parte assolutamente minoritaria del totale delle prescrizioni che invece , avvengono nella loro stragrande maggioranza, ancora prima che sia iniziato anche uno straccio di processo. E non riesco nemmeno a giustificare perché il P.M. Gratteri si ponga la necessità di una sospensione della prescrizione solo “ dopo la sentenza di primo grado” ma solo quando questa è di colpevolezza ,mentre rimane incredibilmente muto davanti ai tanti, troppi ribaltamenti, nei gradi successivi al primo. anche clamorosi di decisioni assunte comunque “ sempre sulla base delle medesime carte”. Come si può dunque negare, se non per ideologia o per pregiudizio, che un adeguato e perdurante termine prescrizionale funga , nel nostro sistema, da stimolo alla celebrazione dei processi, i quali, se sottratti a tale logica, resterebbero negli armadi per decenni ? Insomma si è diffusa l’idea che il giudice sia il garante di una “ legalità” imprecisabile ed imprecisata, invece egli, in una democrazia laica è solo addetto ad una funzione ben diversa e cioè a reprimere “ la concreta illegalità” rappresentata dai reati penali previsti dal codice penale: da questa menzogna nasce la inevitabile conflittualità con il potere politico e legislativo. Questo ruolo assolutamente fuori della Costituzione, è maturato lentamente in questi ultimi venticinque anni ( la stura la detta l’On Luciano Violante negli anni ’90 del secolo scorso), imposto con l’intimidazione giudiziaria del Parlamento : il risultato di questo “ sopruso” alla democrazia è stato quello di tramutare surrettiziamente un semplice magistrato in un protagonista politico con spiccate attitudini al decisionismo tirannico dell’uomo solo al comando. Dobbiamo dunque partire da questa considerazione di fondo per adeguare la Costituzione alla nuova realtà stabilendo nuove norme e limiti per un pubblico ministero, scoprire il vero nuovo ruolo del giudicante e il valore della loro necessaria e reciproca “indipendenza”. Non è serio lasciarsi trasportare dalla deriva autoritaria, è solo proficuo sia al partito del Magistrati, del quale Gratteri è ormai un leader assoluto, in sostituzione dell’asfaltato Ingroia, quanto funzionale per i veri e propri “deliri di onnipotenza personale” di diversi Magistrati i quali , ormai convinti di essere stati investiti , da chissà quale divina autorità , di una inesistente missione salvifica (invece che dal dovere di applicare la Legge in nome e nell’interesse di tutto il popolo italiano e non solo secondo il loro “convincimento personale ” e dunque “ di parte”), nel rappresentarle – vedi appunto il P.M Gratteri ma anche il Procuratore di Palermo - cavalcano e sfruttano ,con un cinismo rivoltante e disgustoso, la crassa ignoranza di una opinione pubblica molto disinformata ed abbondantemente indottrinata dai pennini a libro paga delle Procure . Tutto questo, lo sappiamo, rende molto bene: si conquistano così facili consensi e tanti soldi. L’autoritarismo è sempre una cellula cancerogena che una volta inoculata nel copro di uno Stato democratico, lo trasformano in un devastante e devastato “stato di polizia”. Ecco perché, sia detto con franchezza al P.M. Gratteri ed al Procuratore di Palermo,domandarsi retoricamente, come essi fanno in pubblico “ …, se sia giusto che la sentenza di appello prevalga su quella di primo grado visto che l’appello si basa sulle stesse carte del primo grado ma senza riuscire a ricostruire il clima che aveva colto il giudice di primo grado” è raccapricciante. Cosa significa Signori Magistrati? Di quale “ clima andate parlando”? A cosa alludete ma non dite? Siete davvero certi, signori Magistrati che la decisione di un processo debba “cogliere il clima” del Tribunale del Popolo – quello mediatico che fin dalle prime indagini e pettegolezzi ha già emesso la sua insindacabile sentenza di morte - piuttosto che accertare, nel dibattimento, le prove e le oggettive responsabilità individuali? State cavalcando i processi “a furor di popolo”, piuttosto che quelli “nel nome del popolo” . Già dal 1971 un grande regista, Dino Risi, vi aveva dipinto: siete come quel Magistrato Bonifazi ( Ugo Tognazzi) che esaltato dal suo delirio di onnipotenza brucia le prove a discapito dell’imputato Santenocito ( Gassman), lasciandosi cullare da un popolo che pensa, nel film e simbolicamente, alla partita delle Roma non certo al dramma del Paese.

domenica 16 novembre 2014

SOTTO IL TAPPETO DEI "CONDONI ALTRUI" CERCANO DI NASCONDERE I PROPRI MISFATTI PENALI. Disgrazie continue provocate dalle piogge e dalle loro disastrose conseguenze ambientali. Conseguenze comunque annunciate, perché non è difficile prevedere che facendo costruire case anche abusive in luoghi che prima con la loro vegetazione riparavano , infrangendo i corsi d'acqua discendenti , dal formarsi delle inondazioni che stanno travolgendo tante regioni italiane: Liguria, Sicilia, ecc. Insomma è di una ovvietà disarmante che gli svariati comuni , che ora si dolgono per le inondazioni, siano proprio i principali responsabili del dissesto idrogeologico che sconvolge l'Italia . Indubbiamente vi sarà anche un concorso della natura ma le principali responsabilità sono tutte sulla coscienza dei Comuni interessati.. E dei loro Sindaci e delle loro Giunte pro-tempore che hanno "permesso" che tutto questo ( costruzioni abusive o costruzioni regolari ) accadesse, visto che in materia edilizia la potestà legislativa spetta alle Regioni e che ogni Comune è responsabile per la concessione di licenze di costruzione come è suo dovere eliminare le costruzioni abusive. Così mi sono preso la briga di verificare il colore politico di codeste Giunte e Sindaci ed ho constatato che per la stragrande maggioranza sono state Giunte di sinistra ed i loro Sindaci di sinistra - la quale, è noto, ha un netto predominio nelle amministrazioni locali - a consentire questo scempio del territorio ed a non contrastare l'abusivismo edilizio in maniera efficiente. Così la stessa sinistra politica, per cercare di attribuire ad altri le proprie immense ed indelebili responsabilità, per le quali ancora nessun Magistrato l'ha trascinata in Tribunale a pagare il fio dei suoi misfatti, ha provveduto alla solita manipolazione della realtà - sempre accettata dai suoi militanti dogmaticamente fedeli alle menzogne del partito più che alla verità dei fatti , come da sempre sono stati i militanti comunisti - facendo credere ai suoi "ottusi ed indottrinati fedeli" che la responsabilità andava invece attribuita al centrodestra berlusconiano in quanto avrebbe indotto, con la sua politica dei " condoni edilizi", a costruire abusivamente facendo affidamento sulla successiva regolarizzazione dell'abusivo con altro condono edilizio. Il condono edilizio, dimentica l'esercito scimmiesco di sinistra ed i loro domatori prezzolati, regolarizza solo quello che i singoli Comuni e le singole Giunte di sinistra hanno consentito, cioè mettono un discutibile riparo ai misfatti compiuti dalla sinistra. Roma ne è l'esempio paradigmatico dove " San Veltroni" regalò ai " costruttori del suo giro" ( Mezzaroma, Marchini, ecc) una variante del piano regolatore emessa, forse anche illegittimamente, durante l'ultima notte di sua reggenza,con la quale ha fatto felici quei suoi " potenti amici costruttori e suoi grandi elettori" ( ed intuisco anche se stesso e la sua famiglia) ma ha praticamente distrutto il bel quartiere romano di Talenti dove il cemento armato dei Mezzaroma ha cancellato il verde pubblico ormai ridotto ad una consistenza marginale. Voglio ricordare alle " animucce belle e sante" che bevono con fosse vangelo le stronzate mistificanti della sinistra che chi sostiene un delinquente - che commette un reato penale , come tutti i reati penali ambientali commessi nel tempo dalle amministrazioni comunali di sinistra - assume la qualificazione giudiziaria di correo nello stesso reato o, nella migliore delle ipotesi, quella di " concorrente" nello stesso reato. Datevi una bella regolata, perché avete rotto i gabbasisi con le vostre bugie ed ora qualcuno vi chiamerà in Tribunale per rendere conto dei vostri misfatti.

martedì 11 novembre 2014

A PROPOSITO DI ANM Letto con attenzione il documento dell’Anm sulla questione della riforma, ho capito con chiarezza che l’Anm non sapendo come cercare di legittimare agli occhi dell’opinione pubblica alcune sue argomentazioni di stampo prettamente corporativo , di estrazione estremamente castale e lobbistico, ha cercato di mascherare, di nobilitare i propri arroccamenti corporativi invocando principi e valori che nulla hanno a che spartire con la questione della riforma, come i così detti “ sacri” principi della indipendenza e della autonomia dei magistrati. Che nulla hanno a che fare con le questioni in argomento. Capisco bene come Sabelli fosse ben consapevole come ergersi a strenuo difensore di regali privilegi di stampo fascista, quali sono i 45 giorni di ferie e l’assenza di ogni responsabilità dei magistrati ( la cui sussistenza- unica nel mondo occidentale e democratico - è peraltro la causa per la quale l’Europa ci tartassa di sanzioni economiche ) significasse rivelare sfacciatamente il proprio scopo di carpire il potere in Italia alla Pinochet. Ricorrendo invece a mascherare queste loro mire egemoniche con le maschere di Pulcinella ( l’indipendenza della Magistratura) e di Arlecchino ( l’autonomia della stessa), avrebbe q2uanto meno continuato ad ingannare il codazzo giustizialista e forcaiolo della sinistra e del grillismo alla Torquemada. Aumentare gli strumenti di indagine, dilatare i tempi del procedimento, invocare la sospensione della prescrizione , come ha riproposto Sabelli ha solo significato buttare sul campo di discussione sacchi vuoti di ogni contenuto. E mi spiego. Sospendere il decorso della prescrizione dopo il primo grado significa solo permettere ai magistrati di impiegare molto più tempo per concludere un processo, cioè dilatare ancora di più i tempi processuali che già così come sono gridano vendetta e formano oggetto di scandalo davanti al mondo intero. Finge di non sapere, Sabelli, che i processi estinti per prescrizione sono calati del 50% e che invece c’è un bel 70% di inchieste che si estinguono per prescrizione ancora prima di iniziare il loro percorso. Una vergogna senza fine. Quanto al consueto ed ormai ridicolo richiamo evocativo alla “ lotta alla criminalità organizzata ed alla legalità “, si tratta di un o squallido quanto deplorevole “ richiamo della foresta” lanciato da Sabelli al solo scopo di sfuggire da una seria discussione nel merito dei problemi per rifugiarsi nei soliti populismi da Masaniello alla carbonara. Percolato culturale credibile solo per forcaioli senza cura. Sabelli fugge dal nocciolo del problema, che è e resta la riforma del Titolo IV della Costituzione, per avere in Italia una vera terzietà del giudicante rispetto agli inquirenti e una profonda riforma del Csm. Ad una domanda di giustizia e di giusto processo si risponde con la difesa di privilegi fuori tempo, fuori democrazia e fuori di testa. NON C’E’ LIMITE AL RIDICOLO Andrea Colleti è uomo d’onore è un giovane avvocato pescarese oltre che un deputato eletto con il M5s. Deve dunque conoscere bene le pandette tanto da avere già capito, lui un giovane di 33 anni , quello che generazioni di filosofi, politici, giuristi, magistrati, giornalisti ecc nemmeno erano riuscita ad ipotizzare. Che gli accordi politici fossero come lupare mafiose puntate alla tempia della democrazia. E che dunque il patto del Nazareno sia un modo per esautorare il Parlamento. E che vada perseguito penalmente. Trovando anche – ma questo è ovvio , fra “ compari” fanno la sceneggiata – un P.M. che la accolga seriamente, aprendo l’inchiesta. I grillini, lo sappiamo e lo abbiamo esplicitato molte volte, sono stati creati apposta dalla Magistratura forcaiola di casa nostra, per farne quel “ pericolo per l’ordine democratico” italiano - che il buon P.D. non potrebbe più garantire a causa dell’arrogante incombenza del pericolo rappresentato dalla deriva eversiva della destra becera, rozza e fascista - che le consentisse di gettare la maschera e, imitando Pinochet o Stalin, assumere il comando del Paese per il ritorno alla “ legalità”, quella loro s’intende.. C’ infatti un battaglione di P.M. e Magistrati che smaniano dall’occupare poltrone di comando , quella di Palazzo Chigi ( Ingroia) , quella del Senato ( c’è già un P.M. lì), quella di Via Arenula ( Gratteri) tanto per assaggio. Per questo hanno creato i grillini, tutti “ggggiovani”, allevati in appositi recinti , con “ kurtura de stato” , “ voto politico” e” lauree mensili”, cresciuti a livore sociale e complotti orditi dalle solite lobby giudaiche massoniche, con il Signor Carlo o Franco che non si trovano mai ma che sanno tutto, in combutta con i soliti servizi segreti deviati, con la solita destra rozza, becera ed eversiva ed il solito “ grande vecchio” che presiedeva la immancabile cupola o la eterna P (che sta solo per “ puttanata pazzesca ”). Peccato che Moro sia morto e che sia morto anche Berlinguer, altrimenti avrei presentato anche io, a quello stesso P.M., una bella denuncia contro quei due per il loro accordo sul compromesso storico. Avrei anche presentato una denuncia contro tutti i Parlamenti italiani e relativi Presidenti della Repubblica eletti dal 1948 ad oggi perché, con mafiosi e scellerati accordi fra le loro “ cupole” e col consenso di compiacenti capi di Stato italiani, hanno creato maggioranze di governo che gli italiani non avevano votato. Non c’è limite al ridicolo.

domenica 9 novembre 2014

LEGGE SEVERINO, RENZI E P.D. La Legge Severino non è una legge, ma una tagliola , una schifezza giuridica che insozza la democrazia e infanga la civiltà dell’Italia . Non c'è bisogno di scomodare pseudo filosofi e discutere di massimi sistemi per capirlo, basta un minimo di onestà intellettuale che. per quanto scarsa, non sia , però, anche al guinzaglio di “ qualche partito politico”. Ma che razza di democrazia è quella che elimina un contendente applicando norme incostituzionali ? Ricordo quel 31 ottobre 2013, quando Renzi “ divinò” “I senatori ci mettano la faccia e votino la decadenza”, come fosse stato folgorato da uno strale divino di verità rivelata . Tutti dicono che Renzi è “ gggiovane “, lui stesso s’è definito “ il rottamatore” ,che ama il discorso con il tu, franco, spiccio, frontale. Bene, eccomi Renzi, e adesso la faccia ce la devi mettere tu, forza, facci vedere chi sei, facci sapere quando chiederai scusa all’Italia per la figura da Paese del Terzo Mondo che gli hai fatto fare perché quel 31 ottobre 2013 , tu ed il tuo P.D. , avete detto e fatto una tale schifezza che dovreste vergognarti per tutta la vita, dovreste scappare a Timbuctù, se dalle parti del P.D. ed anche qui in Italia fosse ancora in uso il senso della vergogna. Certo,un TAR non può abrogare la Legge Severino, ma un Presidente con almeno quel minimo sindacale di dignità che basti per capire che razza di schifezza abbia “ imposto” al Paese, dovrebbe prostrarsi per terra, a chiedere scusa e cercare di fare abrogare quella infamità o quanto meno di farne eliminare la “ norma infame” - che ne prevede la applicazione retroattiva - come avevano suggerito una marea di costituzionalisti già da oltre un anno. Se quella schifezza non è una legge di stampo fascista fatta apposta per colpire ed eliminare l’oppositore Berlusconi, come Mussolini fece con Gramsci, come Stalin fece con il Tribunale delle purghe, allora fammi sapere le motivazioni di diritto, fondate, concrete che legittimino l’applicazione di tale schifezza solo nel caso di Berlusconi . Vi aspetto , Renzi e P.D., voglio vedere che fine fate fare non solo all’articolo 25 della Costituzione ma anche all’articolo 7 della Convenzione europea che nega la valenza retroattiva delle leggi. Non c’entra niente il “ Patto del Nazareno” , qui , tu ed il P.D., dovete giocarvi la faccia: o siete per l’applicazione di stampo stalinista di una legge contraria alla Costituzione - pur di far fuori un avversario politico - e allora siete peggio di Stalin stesso , oppure dovete farmi sapere come pensate di riparare al danno che avete inferto al Paese. E non spettegolate a vanvera del Patto del Nazareno, perché ogni patto ha in sé un elementare presupposto: la lealtà reciproca tra i due protagonisti e cioè di Renzi ( e del P.D.) e di Berlusconi ( e di Forza Italia) . Non ci può essere patto se uno dei due contraenti, una volta scoperto che l'altro è vittima di una legge nazista , di una vera e propria rappresaglia di stile fascista. non fa nulla per rimediare e gli lascia le mani legate. La Severino è una legge incostituzionale. Lo dico da sempre . E coerentemente ho condotto da sempre la mia piccola e modesta battaglia per difendere non Berlusconi – come ritengono “ le animucce belle e sante”– ma la democrazia italiana – della quale a quelle stesse animucce belle e sante non importa un fico secco - da un abominio giuridico. Dove sono oggi Zanda, Gotor, Epifani, Bindi, Bersani, Fassina , Civati, Cuperlo, Vendola e compagnia di giro ? Tutti zitti? Tutti distratti? Tutti in altre faccende affaccendati? Ovvia la deduzione politica, che non è per niente un ricatto, ma una mia considerazione: : il mantenimento della Severino e il Patto del Nazareno per me non possono andare insieme. Qui non si tratta di quisquilie ma di sapere se Renzi ed il P.D. operano per il bene dell’Italia con la logica della giustizia e della democrazia oppure per farsi gli affaracci loro gettando ulteriore discredito sul Paese sulla scia del motto togliattiano del “ Tanto peggio per l’Italia, tanto meglio per noi!” Al melenso coro delle animucce belle e sante dico che Berlusconi è solo uno dei possibili casi di infame ingiustizia di stampo fascista dovuti alla applicazione retroattiva di questa legge schifezza. In merito, poi, all’intervista rilasciata a “la Repubblica” dal vice segretario del Partito democratico, Lorenzo Guerini, sarà bene che io gli ricordi sommessamente e con rispetto, l’abc della coerenza che pare si sia allontanata dalla sua perspicacia. E’ mia personale opinione che il famoso Patto del Nazareno tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi abbia corrisposto a questa ferrea logica : facciamo l’accordo mettendoci d’accordo che possiamo cambiare l’accordo solo se siamo d’accordo. Ma se Renzi ed il P.D. non sono più d’accordo e mi ricattano con la minaccia di fare l’accordo con un altro , che accordo è un accordo di questo tipo, esimio Guerini? Si chiama imbroglio in italiano, vale a dire la solita schifezza da comunisti arroganti.
COME MAI LA MAFIA, DOPO LA STAGIONE DELLE STRAGI, NON UCCIDE PIU’ NESSUNO E PROSEGUE, INDISTURBATA, AD ARRICCHIRSI CON LA DROGA , CON IL PIZZO E CON L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA ? CHI VERAMENTE HA SCATENATO LA MAFIA CONTRO LO STATO NEGLI ANNI 92/94 ? E SE FOSSE STATA FORZA ITALIA A GARANTIRLE L’APPOGGIO IN CAMBIO DI VOTI ALLE ELEZIONI DEL ’94 – COME SOSTIENE LA SINISTRA COMUNISTA E POST - COME MAI LA MAFIA NON HA REAGITO CON ALTRE STRAGI O INTIMIDAZIONI QUANDO , NEL 1994 LE FALSE ACCUSE DI DI PIETRO A BERLUSCONI, PROVOCANDO LA CADUTA DEL GOVERNO BERLUSCONI I°, AVREBBE FATTO VENIR MENO IL “GARANTE” DELLA MAFIA, COME ACCADDE CON SALVO LIMA NEL 1992 ? E COME MAI INVECE LA MAFIA E’ RIMASTA IMPASSIBILE, TRANQUILA A CURARE COSA NOSTRA SENZA AMMAZZARE PIU’ NESSUNO? DA CHI DUNQUE – DOPO LA STAGIONE DELLE STRAGI - E’ STATA PROTETTA LA MAFIA ? E PER QUALE RICOMPENSA HA FATTO TESTIMONIARE TOMMASO BUSCETTA CONTRO ANDREOTTI FINO AL PUNTO DI USARE LA TRASMISSIONE DI SANTORO PER ISTIGARE AL SUICIDIO IL MARESCIALLO LOMBRADO ? E PERCHE’ VIOLANTE E CASELLI HANNO COCCIUTAMENTE PRETESO DI IMBASTIRE DUE PROCESSI AD ANDREOTTI FINITI IN UNA FARSA DI ASSOLUZIONE? E PERCHE’ CASELLI, CHE TRAVAGLIO E LA GUZZANTI PRESENTANO COME UN IMBECILLE, NON SI RIBELLA DAVANTI AD UNA SIMILE DENIGRAZIONE? E PERCHE’ LO STESSO CASELLI VOLLE INCRIMINARE IL MAGISTRATO CORRADO CARNEVALE ? PERCHE’ E’ SEMPRE STATO NASCOSTO CHE IL PCI HA GOVERNATO LA SICILIA DALLA FINE DEGLI ANNI CINQUANTA IN POI CON IL MILAZZISMO E POI CON NICOLOSI? E COME MAI QUASI NESSUNO SA CHI FOSSE TALE LUDOVICO CORRAO, UN SENATORE DEL PCI CHE CORRUPPE CON UNA TANGENTE DI 100 MILIONI CARMELO SANTALCO? PERCHE’ CORRAO NON FU PERSEGUITO PER CORRUZIONE E VOTO DI SCAMBIO? PERCHE’ QUASI NESSUNO SA CHE NEGLI ANNI NEI QUALI ANDREOTTI E’ STATO ACCUSATO DI COLLUSIONI CON LA MAFIA E CIOE’ FINO AL 1980, PROPRIO QUELLI SONO GLI ANNI IN CUI LA MAFIA DI SALVO LIMA CHIUDEVA ACCORDI DI POTERE CON IL PCI SICIILIANO DI OCCHETTO? E PERCHE’ QUASI NESSUNO CONOSCE LA STORIA DEL PROF. GIACCONE SINDACO DI BAUCINA? E COME MAI QUASI NESSUNO SA CHE PIO LA TORRE FU TRUCIDATO DALLA MAFIA MA SOLO “DOPO” CHE AVEVA DENUNCIATO- A ROMA, AL PCI DI BERLINGUER - I MISFATTI DEL PCI SICILIANO CON LA MAFIA A VILLABATE? E PERCHE’ QUASI NESSUNO CONOSCE ANTONIO FONTANA, SINDACO COMUNISTA E MAFIOSO DI VILLABATE CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA PER REATI MAFIOSI A 20 ANNI DI RECLUSIONE , SOCIO IN AFFARI DI BERNARDO PROVENZANO E SIMONE CASTELLO ? LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI NEL MIO LIBRO “ I PEGGIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA” CHE TROVATE SU WWW.KATAWEB.IT.

sabato 8 novembre 2014

VOGLIO IL VERO COLPEVOLE DELLA MORTE DI CUCCHI, MA SENTO UNA GRANDE PUZZA DI BRUCIATO. E’ granitico il mio intendimento che venga trovato, attraverso un regolare e giusto processo, il vero colpevole della morte di Stefano Cucchi, ma è ormai qualcosa più di un fastidioso pensiero quello che mi traversa la mente , ormai direi che è un vero e proprio sospetto: che la famiglia Cucchi si muova utilizzando la morte del povero Stefano come una clava politica. So bene che uomini politici senza scrupoli cavalcano spudoratamente – dopo avere assistito, distratti e silenti, all’intera vicenda – la morte del povero Stefano a proprio tornaconto; so bene che anche fior di magistrati, in fregola di una propria santificazione mediatica che nasconda le proprie enormi responsabilità passate e presenti, ritrovi improvvisamente l’uso della parola , ma solo ora, solo “ dopo” l’esplosione del caso, dopo aver ignominiosamente taciuto, per spirito di colleganza e d’appartenenza, davanti a suoi “esimi colleghi” P.M. che per anni si sono dimostrati palesemente incapaci di indagare seriamente ; so bene che giornalisti e mezzibusti della così detta informazione, peraltro a libro paga dei ben noti poteri forti che pretendono di “dominare” il Paese con le loro manipolazioni pretestuose , sanno bene che l’italiano medio non è capace di “ragionare col proprio cervello” e che adora “aderire” ad una “ ricostruzione “ costruita – con copia e incolla da galera –da qualche guru da adorare, come dimostra il coro dei melensi sulla morte di Stefano Cucchi; so bene tutto questo. E francamente, me ne strafrego. Il circo mediatico pare paralizzato davanti a questa morte, incapace di far valere le proprie risorse e conoscenze, se queste non sono a favore del politicamente corretto sulla morte di Stefano e cioè che si tratti di un “ assassinio di Stato”. Una posizione che lascia il campo del razionale e comprensibile per trascinare il lettore nel campo dell’irrazionale, dell’indimostrato, forse dell’indimostrabile , da dogma fideistico religioso, un campo per creduloni e curati di campagna , per idioti sempre vittime di qualcuno, sempre caduti dal pero, sempre schiavi e sudditi di complotti orditi da questo orribile “stato” – entità da cretini, perché astratta - che però, gli stessi cretini, vogliono grasso, invadente, che metta le sue manacce dappertutto ,nelle nostre tasche, anche nelle nostre mutande , che provveda lui a darci da mangiare , a farci nascere , a farci morire , ad indicarci come e con chi possiamo fare sesso, a stabilire chi deve vincere il campionato di calcio e che mantenga “ magistrati del popolo” che comminino non la “Giustizia”, ma un suo simulacro che , senza perder tempo nelle lungaggini del processo, impicchi chi dice il tribunale del popolo dei cretini. Così nessuno pare ricordarsi che la famiglia di Stefano Cucchi ha ottenuto, ignoro per quali “ meriti culturali e politici ”, la candidatura della sorella di Stefano nell’elezioni del 2013 con la lista di Ingroia , cioè col partito politico degli stessi magistrati che intanto stavano presiedendo il processo per la morte di Stefano. Ma come? La famiglia Cucchi giustamente si straccia le vesti, si indigna e si rivolta “contro” la magistratura che non è capace di fare giustizia e poi la sorella della vittima diventa una “ cara prescelta” proprio di quel partito? Sento puzza di bruciato, ho la vaga sensazione di assistere ad un “ dejà vu” , dai tempi dei fatti di Genova o a quelli di D’Antona o a quelli di Calipari. Strano poi che nessuno parli di un altro fatto: che la famiglia Cucchi, cioè, ha ottenuto e incassato, il 2 novembre 2013, 1.340.000 Euro dall'Ospedale Pertini ( soldi dello Stato, cioè nostri) , quale “indennizzo” con la clausola di non presentarsi parte civile contro questa struttura e relativi indagati (medici e infermieri) nel processo di Appello. La cifra è stata liquidata da Unipol Assicurazioni perché evidentemente i medici di quella struttura pubblica sono assicurati contro eventi dannosi. Ma non cercavano “i colpevoli” fra agenti , medici ed infermieri ? E perché , già quasi nell’immediato, la famiglia Cucchi avvia una vera e propria transazione con il Pertini per una definizione economica stragiudiziale proprio con i medici e gli infermieri dei quali invocava la punizione ? Non discuto la legittimità giuridica del risarcimento, ma la sua coerenza , la sua trasparenza, la sua opportunità civile. Insomma, se sei convinto, come sostieni a spada tratta ,che i colpevoli della morte di Stefano sono da ricercare fra “ agenti penitenziari, infermieri e medici del Pertini”, per quale motivo intavoli col Pertini ( anche un poco “ sottobanco” oltre tutto, quasi a volerlo tenere nascosto) una ricca transazione economica che praticamente ti sconfessa ? Che certifica che medici ed infermieri del Pertini, contrariamente a quanto hai sempre dichiarato , non hanno mai avuto alcuna responsabilità per la famiglia Cucchi sul decesso di Stefano. E allora? Nei giorni scorsi Ilaria Cucchi ha sentito la necessità di precisare che : "Abbiamo accettato ( i soldi del Pertini n.d.r.) soltanto con la garanzia del nostro avvocato di poter continuare la battaglia processuale contro gli agenti. Altrimenti non avremmo accettato nessuna somma". Traduco a modo mio: noi abbiamo armato tutto l’ambaradam solo per dare la caccia agli agenti e per incassare, strada facendo, una bella cifretta coinvolgendo artatamente medici ed infermieri del Pertini - che sapevamo da sempre essere innocenti – perché portandoli comunque sul banco degli accusati sapevamo di potere sfruttare la loro polizza di assicurazione. Ah! Ecco perché con il partito di Ingroia. Si, temo che stiamo rivivendo un dejà vu: D’Antona, Calipari, Heidi Giuliani, ecc.

venerdì 7 novembre 2014

ROTTAMATORE ? MA DE CHE? FORSE DELL’ITALIA E DELLO STATO DI DIRITTO Dunque la convergenza tra Pd e grillini nelle nomine ed altro è una vera e propria deriva manettara e giustizialista del P.D. di Renzi che ci riporta indietro, quanto meno a Febbraio del 2013, ai tempi di Bersani . Il primo risultato di questa deriva è che in Commissione Giustizia è passata la proposta del governo sulla responsabilità civile dei magistrati che di fatto li garantisce da azioni risarcitorie. Insomma: in una materia delicatissima, Pd e Grillo ossequiano i loro protettori con la toga. L’ombra di Craxi e dei suoi inchini supplicanti al teorema Violante su giustizia e magistrati si sta allungando su questo Governo. Prevediamo un lungo stop alle inchieste che vedono imputati tangentari di sinistra, faccendieri cattocomunisti, banchieri rapinatori con l’accento senese, imbroglioni ex sindaci di Sesto San Giovanni , ecc., insomma ecco il nuovo del rottamatore, il solito uso politico della giustizia. Bravi. Ma non solo, perché la “ deriva manettara” sta tranquillizzando i signori Magistrati sul gravissimo ed incivile problema dell'uso facile della custodia cautelare, motivo che espone l’Italia alle reprimende del mondo civile. Gratteri potrà essere soddisfatto, secondo questa deriva i magistrati possono arrestare la gente che vogliono anche se non hanno commesso reati , senza correre il rischio di trovarsi invischiati in noiosi risarcimenti. In sostanza vogliono evitare ai magistrati di praticare la prudenza e la riflessione prima di privare una persona della libertà. Facciano pure. In pratica, a differenza di quanto voleva il relatore Buemi, del Psi, non si potranno richiedere danni da parte di cittadini che si sono visti appioppare il carcere e altre restrizioni a causa dell'allegra interpretazione della legge di pm e gip (in contrasto cioè con la giurisprudenza della Cassazione). Niente da fare. La legge deve poter essere tirata come un elastico o come qualcos’altro dai pm Per dignità personale mi rifiuto di commentare le “ comparsate” di Maurizio Sacconi e di tutto il Ncd. Resta l'evidenza di un gruppo parlamentare democratico mosso dalla medesima furia anti-garantista dei forcaioli grillini. Forcaioli, beninteso, con i semplici cittadini, mentre per i magistrati viene garantita la licenza di sbagliare gratis. LO SHOW DA CAPOPOLO DEL PROCURATORE DI GENOVA Come mai sono stati fatti passare tredici anni dai gravi fatti del G8 di Genova senza ancora una sentenza definitiva ? E come mai il Procuratore, Enrico Delehaye, ha sentito il bisogno di pronunciare ieri la sua lunga ed appassionata requisitoria – sulla quale tornerò – contro l’ex Questore di Genova, dr. Francesco Colucci, un imputato per il quale il Procuratore nella requisitoria ha chiesto che si rifaccia il processo con rinvio in Appello, quando – ma guarda caso! – andando a verificare fatti e date , si scopre che mancano solo tre giorni alla totale prescrizione del procedimento penale a carico dell’ex Questore ? Ma vuoi mettere come mi si nota di più se mi esibisco – altro che Benigni! – in un delirante show da bravo compagno, di quelli con L’Unità o La Repubblica sotto l’ascella, alla Tornatore di “ Baaria”, rappresentando quei fatti di botte e sangue – come da pamphlet scritto dagli eredi del Pci – a situazioni da insurrezione militare come quelle verificatesi «nel Cile di Pinochet o del Burkina Faso di oggi»? E poi, sublimandosi nel suo delirio salvifico, ecco il suo tocco finale, tipico di un Charles Bronson o di un Maresciallo Giraldi, due icone della religione giustizialista e forcaiola, scagliate contro un Parlamento che ancora osa non obbedire ai “ suoi voleri ” ed introdurre, ed alla svelta pure come devono eseguire i picciotti gli ordini del boss, il reato di tortura , “ un presidio di civiltà che forse avrebbe arginato quanto verificatosi in quel luglio di 13 anni fa nel capoluogo ligure” . Con la stessa logica del Signor Procuratore si sarebbe dovuto ( non potuto) evitare il processo e la condanna di Galileo Galilei se si fosse tenuto conto di quanto poi appurato qualche secolo più tardi. Un’arte divinatoria , una vera “ genialata” del Procuratore Ricordo all’illustre Signor Procuratore, in fregola spasmodica di impancarsi per rifilarci la solita lezioncina da quattro baiocchi, che io, cittadino italiano, delle sue idee, dei suoi desideri, delle sue personali convinzioni, francamente me ne sbatto altamente. Avrebbe dovuto pensarci per tempo, essendo il solo suo obbligo, a fare il suo dovere, Signor Procuratore, senza farsi prendere adesso , accortosi di aver perso tutti questi anni inutilmente, dalle fregole e dalle pulsioni da “ capopopolo de sinistra” , per evitare che i magistrati di Genova perdessero la bellezza di tredici anni di tempo – durante i quali il suo alto Magistero cosa mai faceva, signor Procuratore? Perché non controllava quel che accadeva?- e di soldi – i nostri, Signor Procuratore, sempre e solo nostri - a cercare prove per potere condannare “ alcuni colpevoli perché già condannati, senza bisogno di perder tempo in processi, dal tribunale del popolo o dal tribunale segreto riunito nella redazione di qualche giornale di partito politico ” più che ricercare “ i veri colpevoli”, come insegna la storia degli ultimi cinquanta e passa anni ( diciamo da Piazza Fontana, dal 1968 in poi, Signor Procuratore? ) di questo simulacro di Magistratura cui Lei appartiene a pieno titolo.

mercoledì 5 novembre 2014

NAPOLITANO IMITA SCALFARO E ANCHE LUI NON CI STA’ Qualcuno di voi ha capito le allarmate parole di ieri di Giorgio Napolitano? E’ stato, il suo, un messaggio al paese per sottolineare che c’è il rischio concreto di una crescita dell’estremismo e del fanatismo “che sta penetrando nelle società europee e in particolare nella società italiana e che può produrre rotture e violenze di una intensità mai vista prima”. Perché Napolitano è così allarmato e spaventato? S’è voltato a destra e ha visto la Boldrini e questo lo ha terrorizzato? Oppure si è voltato alla sua sinistra ed ha visto Grasso ed ha creduto che fosse arrivata la sua ultima ora ? Perché le sue parole non possono lasciare dubbi, alludevano al terrorismo e parlava davanti alle forze istituzionali, alle forze armate comprese. Che io sappia non ci sono allarmi terrorismo in questi giorni,ci sono diversi scontri sul lavoro, qualche manifestazione un poco border line ma nulla che possa giustificare le sue parole o timori - trascrivo testualmente – di un estremismo “ che porti a violenze mai viste prima”! E cosa ci nasconde allora Napolitano se teme addirittura un tale flagello che, “ mai visto prima”, supererebbe, in violenza ed atrocità, la guerra civile del 43/45, il regime stalinista fino al terrorismo rosso ? E se così fosse, perché Napolitano ci spaventa ma ci continua a tenere chiusi nello sgabuzzino delle scope, spaventandoci per non farci evadere dal tugurio ? Avrebbe dovuto dirci quella che sa, invece di spaventarci con questa riedizione in salsa comunista del famoso ma eloquente “ non ci sto!”, “ non ci sto!”, “ non ci sto!” starnazzato dallo Scalfaro - intimidito e ricattato dalla magistratura con l’affare dei 100 milioni al mese a nero quando era agli Interni . Ricordo che poi Scalfaro si inginocchiò davanti alle intimidazioni della magistratura milanese, eseguendo per benino i “ compiti a casa” ( tipico esempio il suo incomprensibile rifiuto di firmare il famoso “ decreto Conso”), gli ordini che il Pool di Milano di Mani Pulite gli faceva recapitare al Quirinale tanto da essere ricompensato , da Borrelli and partners, con una bella archiviazione di quel furto di soldi pubblici sui quali , al contrario di Belsito o Lusi o altri, nessuno mai ha più indagato. Evviva la legge uguale per tutti! Certo, l’età c’è, ma non credo che Napolitano possa arrivare a nascondere al Parlamento quelle eventuali informazioni che dovrebbero provenire dai sevizi segreti . Ma il suo comportamento, il suo stizzito sfogo, ricalca in modo speculare quello di O.L. Scalfaro. Ha voluto mandare un preciso messaggio agli assenti, cioè a noi, popolo, ed alla Magistratura. Alla Magistratura , che lo pressa, che lo condiziona, che lo ricatta per il suo passato da boss – insieme a Violante ed a Caselli, entrambi già da tempo “ sterilizzati” a dovere - di quella “congrega” che, fra il 1990 ed il 1994 , in combutta con la mafia corleonese, credeva di fare, grazie al Pool di Milano ed alle stragi mafiose, dell’Italia un solo boccone, anche per l’ avvenuta fucilazione giudiziaria di ogni altro competitore ed anche per essersi rifiutato di nominare come Ministro di Giustizia l’esponente del forcaiolismo giudiziario e manettaro, il P.M. aspirante Ministro Gratteri. Napolitano vuole dimostrare di avere dalla sua non solo il popolo – che ormai assuefatto e drogato da settanta anni di dominio dei partiti politici è pronto a seguire ogni imbecille che lo illuda di cambiare la situazione e langue, rinchiuso nello sgabuzzino delle scope , ormai depredato della sua sovranità popolare – ma anche le forze armate, una sbiadita imitazione di un grande Francesco Cossiga quando mandò i Carabinieri al Csm per imporre ai Magistrati le sue costituzionali prerogative. Al popolo per dirgli di fare il bravino, di non votare né Grillo né Berlusconi, tanto finché c’è lui al Quirinale, l’Italia va consegnata, con votazioni e senza votazioni, solo ed esclusivamente al suo vecchio Pci. Una strategia staliniana in piena regola: esagerare il pericolo per soffocare ogni forma di dissenso, ancora per un po’ di tempo con le buone. Come Berlinguer nel 1978, quando il Pci propose all’Italia,dapprima ben bene devastata e distrutta dal terrorismo di matrice Pci, di essere disponibile a salvare il Paese dal baratro dell’insurrezione di piazza a condizione di andar al potere senza averne il dovuto consenso popolare. Insomma, l’età c’è tutta, ma lui è sempre un vero “ comunista dentro”.

martedì 4 novembre 2014

LA PROSSIMA RICORRENZA DEL CROLLO DEL MURO DI BERLINO Il muro - che era lungo 155 km, alto 3,6 metri, composto da 45 mila sezioni separate, protetto nella "striscia della morte" da recinzioni, da 105,5 km di fossato anticarro, con 302 torri di guardia con vopos (cecchini) armati, dotato di 20 bunker e di una strada illuminata a giorno per il pattugliamento lunga 177 km. - divise in due Berlino e il mondo intero per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989 e furono più di 200 le persone uccise mentre cercavano di raggiungere Berlino Ovest o catturate ed in seguito assassinate. Durante il periodo di esistenza del muro vi furono circa 5.000 tentativi di fuga coronati da successo verso Berlino Ovest, verso la libertà. Nello stesso periodo varie fonti indicano in un numero compreso tra 192 e 239 i cittadini della Germania Est uccisi dalle guardie mentre tentavano di raggiungere l'ovest e molti altri feriti. L’evento del 1989 non fu certo una sorpresa. Aveva avuto un lunghissimo preambolo, una lunghissima incubazione iniziata, nella Russia, fin dal lontano 1985 con l’avvento al potere di Gorbaciov. Aveva introdotto la ”glasnost’” cioè la trasparenza , la “perestrojka” e cioè le riforme , esattamente l’opposto della “segretezza” e della totale “assenza di controllo” che rappresentavano i cardini del sistema comunista staliniano. E già dal 12 giugno del 1987 e proprio a Berlino, in quella martoriata città flagellata dal regime comunista, Ronald Reagan, il Presidente degli Usa introdusse la marcia trionfale verso la libertà , esclamando, davanti ad una oceanica folla quel suo supplicante “Mister Gorbaciov, tear down this wall!”. Già il 23 agosto 1989, l'Ungheria,- un atavico conto in sospeso con il comunismo - rimosse le sue restrizioni al confine con l'Austria e a partire dall'11 settembre 1989 più di 13.000 tedeschi dell'Est scapparono verso l'Ungheria Dunque quel che accadde quel 9 novembre del 1989 non era certo un “fulmine a ciel sereno” per tutta la politica mondiale ed a maggior ragione per il Pci. Il quale , davanti a quella tragedia , non pensò certo di fare i conti con la sua storia e col fallimento totale del regime comunista staliniano. Nella spasmodica ansia della “presa del potere”, che sempre l’Italia gli aveva negato per via democratica, quella tragedia fu manipolata dai dirigenti del Pci ( Violante, Napolitano, Natta, Macaluso, ecc) fino a rappresentarla come “ na fessaria”, come uno dei tanti possibili “ incidenti di percorso” davanti al quale decidere una strategia salvifica . Invece che fare i conti con il crollo di quel “ mondo migliore” il cui mito che lo aveva sostenuto, ammaliato, infervorato ed anche lautamente ed illegalmente finanziato ed illecitamente arricchito, il Pci preferì far finta di niente, negare l’evidenza, qualcuno ebbe anche la sfrontatezza di affermare di non “ essere mai stato comunista”. Così quella caduta, che fu una tragedia sociale e storica, fu colta da quegli uomini della dirigenza comunista, ancora oggi nella nomenclatura istituzionale di questo Paese, come fosse invece una ghiotta occasione da sfruttare alla grande per una sbrigativa conquista del potere in Italia. Davanti a due strade possibili, dunque, da un lato quella impervia, faticosa, di ricostruire una politica comunista nuova che si basasse sulla simbiosi di due entità la cui totale assenza fu la causa principale del crollo del Muro, e cioè la “ libertà” e la “uguaglianza” degli individui e dare dunque una parvenza di credibilità alla famosa e mai svelata “ via europea al comunismo” e dall’altra quella , semplice e facile, di costruire un progetto più o meno “ criminale” ( per usare la terminologia tanto cara a Travaglio ed alla sua armata togata ) in concorso con il sistema giudiziario comunista e con la malavita che controllava il territorio , quegli uomini del Pci, loro , i Napolitano, i Violante, i Caselli, i D’Alema, i Veltroni, ecc. scelsero la seconda più facile e comoda soluzione. Come negli anni della guerra fredda il Pci invocava Stalin e le truppe di Tito per far arrivare anche in Italia il famoso “ sol dell’avvenire”, così anche negli anni novanta del secolo scorso gli stessi uomini del Pci, i Violante, i D’Alema, i Napolitano, i Caselli ecc. per ingordigia di potere e per cecità intellettuale , rimasero affascinati dall’idea fissa di un nuovo “ papa straniero” che stava per arrivare in loro soccorso per condurli al potere. Prima erano Stalin e le sue “ armate rosse”, ieri i Magistrati di Magistratura Democratica , educati ed allevati da Luciano Violante, da Gian Carlo Caselli e da Giorgio Napolitano. Ecco lo “ stalinismo puro ” sempre presente nella sinistra comunista e post comunista, dove quello che conta è arraffare il potere – il mezzo non conta niente, vanno bene anche stragi mafiose e magistrati infedeli alla costituzione – non avere un progetto politico per il Paese. Così anche davanti a quella tragedia quegli uomini del Pci non pensarono minimamente di fare finalmente i conti con la loro storia, con il loro essere stati soltanto la “ quinta colonna in Italia” agli ordini di Mosca e sopra tutto col fallimento totale del regime comunista staliniano. E infatti quel 9 novembre del 1989 sull’Unità nessun dirigente del Pci scrisse qualche articolo, qualcosa che avesse a che fare con la domanda angosciosa che militanti , da un lato, e storici, dall’altro, si ponevano: ma è morto il comunismo ? Qualche spirito libero irrise platealmente il Pci, con un titolo folgorante :” Il comunismo è morto e sepolto. Solo il Pci non lo sa”. Solo tre giorni dopo, il 12 novembre del 1989, alla Bolognina , Achille Occhetto, annunciava una possibile ipotesi di scioglimento, di liquidazione del Pci, ma non tracciò alcun percorso politico nuovo, nulla che potesse costituire un indizio di quello che avrebbe dovuto essere il futuro del grande partito comunista italiano, ma solo l’avvio di una semplice pratica burocratica, da ragioniere, quella di “modificare l’insegna del negozio politico alla Camera di Commercio”: da Pci a DS, stessi uomini, zero nuovi progetti politici. Gli uomini del P.D. sono solo veri e propri comunisti, figli, nipoti, pronipoti di quelli che leggevano “L’Unità” ed obbedivano agli uomini italiani di Stalin, da Napolitano a Violante a D’Alema, ecc. Non dimentichiamo mai che , a partire dalla mia generazione, mai è stato consentito al Pci di arraffare il potere ,sempre è stato conciato bene per le feste. E l’Italia, proprio perché mai abbandonata nelle mani dei comunisti, era diventata, pur con tanti errori, la sesta potenza mondiale. E’ stata opera della mia generazione e di quelle successive l’aver rinchiuso il Pci nello stanzino delle scope. Ma da quando la Dc di sinistra gli ha spalancato quella porta l’Italia non è più la quarta potenza industriale , non è più quello “ stato di diritto” che la Costituzione vagheggiava. Il P.D. non è altro che la massa di figli e di nipoti e di “ clienti” di quegli uomini del Pci che , per mascherarsi , hanno comprato “ la pelle” avvizzita e mummificata della vecchia Dc di sinistra, lo stuolo degli innumerevoli “utili idioti”, da usare come le “ zucche di Halloween”, per fungere da esca presentabile: Scalfaro, Amato, Prodi, Monti, Letta ed ora Renzi. Ricordo a tutti che in Italia esiste la legge n. 61 del 15/4/05 che istituisce , ogni 9 novembre la commemorazione della “ Giornata della Libertà”. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ L’ULTIMA BARZELLETTA Dopo “ la trattativa” avremo un altro processo senza reato, senza un’accusa, un’altra farsa in Tribunale : quello per la P3. C’è un tizio che cerca di sfruttare l`eolico in Sardegna per fare qualche affare e cerca soluzioni con il presidente della regione e i suoi amici, tutti del centrodestra. Segue la solita marea di intercettazioni e appostamenti e foto. Si scopre che a casa di Verdini si riuniscono in tanti, un sottosegretario e due magistrati ma, mancando il reato, la loro posizione di tutti quanti é stata già archiviata. Ma non per Verdini. E perché mai? Perché, asseriscono i Magistrati, agivano in segreto, riunendosi di notte, al buio, magari al lume di candela, per sapere qualche notizia riservata. Del tipo, che farà Alfano? Che farà Gentiloni? Ci sarà una incriminazione per omicidio anche per Carlo De Benedetti? Dicono i magistrati che questo è un agire da cospiratori, da carbonari e dunque un agire contrario alla Legge Anselmi, quella famosa legge che non è servita a niente, nemmeno a far condannare Licio Gelli che è stato condannato per tutti i reati di questa terra ma mai per quella legge inutile e ridicola. C’è un reato nascosto in questa miscela fra azione politica e informazione ? E quale sarebbe? A quanto mi risulta non esiste un reato di tale fatta , perché, siccome sappiamo bene che razza di n esemplare Magistratura noi abbiamo, se esistesse questo reato chissà quante migliaia di politici, dal 1948 ad oggi, sarebbero finiti nelle patrie galere. Aggiungono, cotanti menti togate, che il patto del Nazareno è “cosa segreta”: come sarebbe a dire ? Ma io li ho capiti, questi geni del diritto, vogliono azzoppare Renzi tramite il solito “ delinquente abituale” e si coprono di ridicolo fino a sostenere che – formata un’alleanza politica come questo “ patto del Nazareno” - se ci fosse stata qualche sguardo di troppo, quando sussurro borderline , qualche parolina di troppo tra i contraenti , quella stipula diventa “un reato penale”. Giusto “ Il Fatto Quotidiano”, al massimo “ Repubblica” possono dare simili panzane come notizie. I signori Magistrati fanno sempre i froci col culo degli altri, con i nostri soldi. Avete rotto i gabbasisi e non solo , è da una vita che le nomine politiche sono uno scambio fra lobby politiche.

domenica 2 novembre 2014

Ho letto stamattina un esempio paradigmatico di come certa stampa usi contrabbandare , spacciare, ammantare da verità alcune sue “ipotesi” le quali, fino a che non interviene una decisione del Tribunale, ovviamente definitiva, restano quelle che sono: ipotesi di parte. Non sta bene, ogni persona che non sia un truffatore dovrebbe rispettare questo principio. Ma certa gente non segue questo precetto, gente ingorda di egocentrismo , da delirio di visibilità costi quel che costi. Fra costoro spiccano sono molti magistrati , specie numerosi Pubblici Ministeri, i quali si lasciano sedurre ( ma forse ne sono ricattati, forse anche intimiditi, bisognerebbe che un vero Csm – cosa chiedere a questo simulacro di Csm se non la difesa dei loro corporativi privilegi? - appurasse questi eventuali retroscena) da teorie e complotti costruiti da certi ambienti politici e tralasciano così la ricerca della verità o almeno della “verità giudiziaria” che sia la più vicina alla “ verità fattuale”. Chi sono, ad esempio, i responsabili della strage di Piazza Fontana alla Banca dell’Agricoltura avvenuta nel dicembre del 1969? Non si sa, non ostante sette processi , tutti asserviti alle svariate ipotesi inventate in alcune segreterie di partiti politici e nelle redazioni di alcuni giornali di proprietà dei soliti e ben noti “ padroni del vapore”. Chi ha ammazzato nel 1953 Wilma Montesi? Non si sa. E chi ha ucciso, sempre nel 1953, Pupa Montorzi? Nessuno lo sa. Chi ha sparato a Giorgina Masi nel ’69? Non si sa. Chi sono i responsabili del criminale attentato alla Stazione di Bologna del 1980? Tre neofascisti, dicono le sentenze, ma quel processo è da rifare, non lo dico io, ma la Magistratura. Chi ha ucciso nel 1980 Stefano Gay Tachet a Roma? Non si sa. Mi fermo solo perché mi viene il vomito a proseguire. E guardate che in tutti questi casi i relativi processi sono stati tutti celebrati, roba che dura da trenta e passa anni, con magistrati impegnatissimi ( in politica, non nell’applicazione dei codici !) a seguire teoremi, ipotesi, piste misteriose, signori Carlo o Franco, che si sono rivelate sempre delle immense, grandiose, incredibili bufale. Ma la categoria che vanta il primato assoluto dei “ contrabbandieri di patacche” è senz’altra quella dei “ giornalisti”, il cui Ordine sembra colto da totale paresi cerebrale eterna tanto è assordante la sua inutilità.. Ho letto “il servizio” – lo chiamano così perché è parente di “ servizietto”, se capite l’antifona! –di tale Abbate Lirio su L’Espresso del 31 scorso , un titolo da solo già meritevole di immediata denuncia per plagio “ Er pasticciaccio brutto de casa Sordi”, dove , dagli atti processuali ( e dunque segretati, no? ) passatigli sottobanco da qualche “ magistrato fischiettante”, questo grande giornalista – sicuro il prossimo Premio Pulitzer per la deontologia professionale - estrapola qualche parola da sole due testimonianza ( quando ve ne sono centinaia) con le quali confeziona la bufala della così detta “ eredità di Alberto Sordi”. Il suo razzismo da puzzetta sotto il nasino unge della sua bava biliosa tutto il suo “ esercizio di copia e incolla” ( impossibile chiamarlo articolo), nel quale esibisce per giunta una terminologia altamente da servizio d’ordine radical chic e altamente razzista , tipo raffigurare tale Arturo Vicente Artadi Gardella , uno stagionato collaboratore di casa Sordi“ come l’avido autista peruviano”, mentre cerca di confondere le già poche sue idee nel merito della questione affermando che “ trattasi dell’eredità di Alberto Sordi”. Costui è l’ esempio di chi usa brandelli e pezzetti di fatti tramite i quali , come uno pusher di Scampia, cerca di spacciare la menzogna come verità. Ecco il forcaiolismo becero ed incivile che si maschera da fatto. Ecco un esempio di “ classica disinformatio” di scuola comunista ( ohibò! Già sento gridare lo stuolo dei quaranta cinquantenni ignoranti di storia e zeppi di giochetti idioti a blaterar “ ma il comunismo non esiste più!”, ma “ i comunisti non esistono più”, poveri figli di madri di cretini sempre gravide che, dalla loro saccente e boriosa e forbita ignoranza nemmeno sanno cosa voglia dire “ Essere un comunista dentro”!) la quale, dando al lettore poche e distorte informazioni frammentarie si arroga il potere di scrivere sentenze di condanna senza appello e prima che sia iniziato o terminato il processo. Ad Artadi Gardella vengono contestati due fatti specifici che nulla hanno a che vedere con la successione e l’eredità di Sordi. E pensare che “ L’Espresso”, e con esso Abbate Lirio, erano i più fedeli ed integerrimi sostenitori che “ le sentenze non si commentano, ma si applicano”,ma solo quando al centro vi sia tale Silvio Berlusconi, perché quando invece c’è MPS o Mussari o la Fondazione MPS o Carlo De Benedetti o “ er core de Roma comunista” come appunto Albertone, ohhhh! Allora le sentenze si devono ignorare , rifiutare, uisare come una mazza rocca sulla testa dei giudici. Qualcuno ricordi a L’Espresso ed ad Abbate che pe il Magistrato inquirente – che quegli atti li ha studiati non ricopiati come ha fatto Abbate – su Artadi non vi sono indizi di reato. E che se è vero che un altro magistrato, il Tribunale del Riesame, ha sostenuto la tesi opposta, è soprattutto vero che sarà un altro Tribunale, non un magistrato da solo, a dire, quando sarà, quale che sarà la decisione. L’Espresso ed Abbate hanno fatto ancora una volta, come sempre, la loro pessima figura. Ma ancora più brutta figura fanno tutti quei “ ignoranti e creduloni” che si fanno abbindolare da simili imbroglioni professionisti.