Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 25 novembre 2014

BERLINGUER + PERTINI 2 Sandro Pertini, al Colle, ed Enrico Berlinguer , a Botteghe Oscure, insieme nei posti che contano, dal 1968 al 1984 . Una storia esemplare di corruzione internazionale e di misfatti penali coperti da una serie infinita di disgustose mistificazioni , di bugie e di falsità, con l’adorazione delle quali sono state però “allevate in vitro “ , come polli in batteria, due o tre generazioni di militanti social - comunisti . Due eroi, costoro ? Due santi da beatificare Berlinguer e Pertini ? Due incorruttibili fustigatori della corruzione , quei due ? Due austeri e sobri statisti che recitavano sempre la solita litania :“ Noi siamo diversi, antropologicamente superiori “? Ma de che! Due emeriti , sfacciati, sfrontati mentitori, due bugiardi che Dio li ha pure accoppiati, ad imperitura disgrazia dell’Italia. La favola per bambini cretini narra che Berlinguer avrebbe deciso di rifiutare i finanziamenti illegali da Mosca, spacciando quella sua decisione - come hanno scritto taluni madonnari del marchesino sardo ( Veltroni nel suo film, Gianni Cervetti nel libro “ L’oro di Mosca” ed altri apprendisti madonnari ) - come fosse un “ beau geste”, come fosse un atto di fiera indipendenza e di autonomia da Mosca, un atto simbolo dell’ immenso coraggio, della grande ed inusitata lungimiranza attribuita dai madonnari ad Enrico Berlinguer , fatto passare con un nome quasi evangelico :“ lo strappo”! Così mentre ”il Gatto” Sandro Pertini recitava, davanti alle telecamere premurosamente avvertite, precipitosamente convenute ed immancabilmente accese, dall’alto del Colle la parte del “Presidente operaio”( madonnaro Antonello Venditti ) , del Presidente della Repubblica ’intemerato ( “ non ho bisogno di scorta, perché non faccio nulla da cui temere”, dava fiato ai denti Pertini dal Quirinale, ma solo dopo aver, accuratamente di nascosto, “graziato” i peggiori delinquenti ed assassini social comunisti che, una volta rimessi in libertà e debitori per riconoscenza , costituivano essi stessi non una “scorta” ma addirittura un vero e proprio “ esercito” armato a sua difesa), “la Volpe” ,Enrico Berlinguer, s’impancava a San Sebastiano, davanti a folle di giornalisti adoranti,un santo che lottava contro la corruzione recitando, come nell’intervista del luglio del 1981 a Scalfari, la parte dell’integerrimo, dell’incorruttibile, di quello che guidava “ il partito degli onesti”, il partito di “ quelli antropologicamente superiori “ mandando la platea dei militanti in estasi da adorazione ( scene simili si vedono a Lourdes ed in altri svariati Santuari, compreso quello del Divino Amore, dove ci si va in ginocchio, per fortuna senza ceci per terra ). Davvero? Ma de che!!!! Dai documenti allegati agli atti di svariate Commissioni parlamentari, dalle confessioni di Massimo Caprara, storico segretario di Togliatti ed eminenza del Pci, dal documentato testo di Valerio Riva ( “Oro da Mosca”) , dall’esame di documenti sovietici desecretati e studiati dopo la caduta del comunismo , dopo la visione degli atti dell’inchiesta denominata “ Oro di Mosca”( che la stampa amica ha sempre evitato di mettere in prima pagine) che già nel 1992 Giovanni Falcone istruiva insieme ad un suo collega russo e che aveva lo scopo di perseguire i misfatti del riciclaggio internazionale dei fondi illeciti del Pci ( pochi sanno che Falcone doveva recarsi a Mosca, proprio per concludere quell’inchiesta, nel Giugno del 1992, ma fu “fermato” a Capaci, Palermo, a maggio del ’92, da manine mafiose ed amiche), tra il 1974 ed il 1982 il Pci, a segreteria di Enrico Berlinguer, ha incassato – con la sopraffina tecnica monetaria di “ estero su estero” – hai capito quelli che “ solo gli altri sono evasori !” - e mentre il Presidente della Repubblica era sicuramente distratto, chissà forse stava vedendo qualche partita di pallone oppure era tutto preso e genuflesso a baciare qualche vessillo di Tito oppure era occupato ad accarezzare bambini sudaticci oppure stava giocando a scopa con qualche pallonaro - la bellezza di 56 miliardi di vecchie lire , alla faccia delle leggi valutarie, alla faccia del finanziamento pubblico, alla faccia del “ partito degli onesti”, alla faccia del codice penale, alla faccia della Magistratura pronuba, alla faccia della tanto sbandierata “austerità di Enrico Berlinguer ” che i suoi prezzolati madonnari sono andati sfacciatamente spacciando. E non solo, perché la “ coppia più bella del mondo” e cioè la “premiata Ditta Berlinguer + Pertini” fu svergognata pubblicamente a da tale Boris Ponomariov, responsabile sovietico della distribuzione dei fondi illegali di Mosca, il quale, davanti al così detto “ atto di coraggio “, “ allo strappo” di Berlinguer, sarcastico scarnificò Berlinguer con quel suo :” ma allora dov’è andato a finire tutto quel denaro che abbiamo dato per il gasdotto con l’Italia”? La stampa italiana, servile come sempre al potere, mise il bavaglio alla notizia, i madonnari figuriamoci, ma la storia ha ricostruito la “ faccenduola” che si stava dipanando fra le “ manine pulite” di Berlinguer e quelle di Pertini. Semplicemente che il famoso “ strappo” avveniva “ dopo” che una tale “ Compagnie européenne des petroles” , molto “organica” al Pci, acquistava , con beneplacito di Mosca ovviamente,greggio da Mosca e lo rivendeva dappertutto, anche in Italia. Per acquisire il diritto di distribuire il gas, la “Compagnie” distribuì somme immense per il tramite dell’ENI del compagno Enrico Mattei ed una grossa fetta era stata accordata al Pci ( era quello il partito di Mattei). Dunque altro che beau geste, quello strappo fu solo una cinica operazione finanziaria che prezzolati madonnari hanno dipinto come fosse una medaglia al merito.

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