Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 20 novembre 2014

LA FARSA DEL PROCESSO ALL’AMIANTO Tutti caduti improvvisamente dal pero, tutti indignati, tutti a stracciarsi le vesti come se la prescrizione fosse una specie di “ pacco a sorpresa”, un “ misirizzi” che arriva inaspettato ed imprevisto, come una nevicata, di cui ci si accorge solo aprendo la finestra. Ma guarda tu che grandi Magistrati e che grandi giornalisti! No, signori Magistrati, no, animucce belle e sante, componetevi , vi siete ormai ridotti in mutande a forza di strapparvi gli abiti per la dose giornaliera di indignazione a comando, una esibizione da trogloditi del diritto come impone la “scuola travagliesca di diritto” – che ha soppiantato da qualche anno il diritto romano ( d’altra parte non fu la visione di Tolomeo preferita a quella di Galileo per tanto lungo tempo, grazie al popolo ignorante? )- per la quale le sentenze di assoluzione non devono semplicemente esistere e se esistono vanno demolite e sconfessate. Altrimenti che “ accetta” sarebbe se non tronca qualche testa? Ma fatemi il piacere La prescrizione, quella prescrizione, era assai ben nota Signori Magistrati fin dall’inizio del processo ed arriva, inesorabile come la morte, dopo un certo termine . I signori Magistrati ne conosceva inizio e fine, eccome se li conoscevano! O forse ci sono, come suggerisce la “ scuola del diritto travagli esco nell’ultima “ lectio magistralis” tenuta dal prof. Tinti”, “prescrizioni di serie A “ ( quelle contro qualche uomo politico da eliminare per via giudiziaria) che si possono allungare come la pelle dei testicoli e “ prescrizioni di serie B”, cioè tutte le altre, rigide come mummie ? Ebbene la scuola del diritto travagli esca , quella adatta alle purghe staliniane, oggi invoca l’applicazione dei rimedi suggeriti dal Dr Gratteri, quello che vorrebbe metterci un microchip sotto la pelle,che vorrebbe ripristinare l’Asinara , quello che “la prescrizione deve essere congelata dopo la sentenza di primo grado” come panacea . Già ieri ho dimostrato con un post come questa misura sia deleteria , anzi sia un vero e proprio colpo mortale alla democrazia e per la giustizia. Ma dalle parti de “Il Fatto” la così detta “ domanda di giustizia” non viene capita, la scambiano con “ l’ansia di vendetta “, altra roba, da trogloditi , da quinto mondo. Ma intanto ancora sento gli urli e gli strepiti dei magistrati a difendere i loro 45 giorni di ferie! E quelli contro l’introduzione della responsabilità per i loro errori . Pare che fossero consapevoli di questo scempio che essi hanno provocato! Non è mai colpa o responsabilità loro, della loro ignavia, sempre colpa degli altri, ora della brevità della prescrizione, ora della maledetta Legge Cirielli e gli imbecilli ,i creduloni, i mentecatti, tutti a stracciarsi le vesti! L’esercito di Francischiello! Cominciamo a cancellare i 45 giorni di chiusura dei tribunali, anzi mettiamo i cartellini e i signori giudici facciano vedere quanto lavorano , altrimenti i danni glie li chiediamo noi a loro, alla casta degli intoccabili, per omissione di atti d'ufficio !!! Non è bramosia di vendetta, non devo vendicarmi di nulla, ma devo solo cancellare immondi privilegi fascisti, quelli dei signori magistrati! Non è ammissibile, tanto per fare un solo esempio, che per un certo “ uomo politico” questi magistrati siano stati capaci di concludere un certo processo , dal 1° grado alla cassazione, in meno di un anno , mentre invece sono stati capaci di mandare in prescrizione un processo gravissimo come quello "eternit" durato una vita e finito nel nulla. Un paese civile , uno stato democratico e di diritto non può assistere indifferenze e complice ad iniziative staliniane come è stata la mobilitazione della corte "estiva" capeggiata dal Vyshinskyj di turno per fucilare il “ nemico politico” , degne di un simulacro di giustizia che prevede una giustizia per gli amici ed una, ferrea, per i nemici. Se la Cassazione ha annullato la sentenza contro i patron di eternit la colpa è solo ed esclusivamente della nostra magistratura che ha, con le sue lungaggini, fatto scadere i termini della prescrizione. Guariniello se la deve prendere con sé stesso ed i suoi colleghi, senza ora sfruttare il dolore dei familiari delle vittime , senza ridursi a raccogliere l’ira funesta dei poveracci che per l'amianto sono morti o prossimi a morire!!! E allora la responsabilità morale e civile è tutta la loro, dei Magistrati !!! Questa è omissione di atti d'ufficio ! Se ""Ieri la Corte ha annullato la condanna per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, sostenendo che il reato su cui aveva sentenziato il tribunale di Torino è prescritto"" di chi è la colpa? Non certo dello svizzero, ma della nostra magistratura che con il suo biasimevole operato gioca con le vite degli italiani. Non è il momento né l’occasione per spiegare perché tutti hanno tanta paura di quella casta togata , a partire dal P.d.R. Perché è tanto potente? Chi tira i fili di quelle marionette comunemente chiamati magistrati? La sentenza di ieri è corretta , ancora non siamo a Cuba. Il reato di disastro ambientale doloso si prescrive in 12 anni e mezzo: tempo già abbondantemente scaduto secondo il P.G. Iacoviello. L'insediamento produttivo della ditta Eternit di Casale Monferrato ebbe inizio il 19/03/1907 e cessò completamente il 06/06/1986. Nel 2009, in seguito alle indagini condotte da Raffaele Guariniello presso il Tribunale di Torino, inizia il processo contro Stephan Schmidheiny, ex presidente del consiglio di amministrazione, e contro Louis De Cartier de Marchienne, direttore dell'azienda negli anni sessanta (De Cartier è morto nel 2013 a 92 anni). Essi sono ritenuti responsabili delle morti per mesotelioma avvenute tra i dipendenti delle fabbriche Eternit a contatto con l'asbesto. Tutto tempo perso dai signori Magistrati perché da sempre in dottrina esistono su quello specifico reato due prospettive, due interpretazioni: quella dominante secondo la quale il reato si intende consumato fino a quando c’è stato l’inquinamento ( e dunque dal 1986) e quella secondo la quale quel reato si consumerebbe ogni volta che il mesotelioma miete una nuova vittima. Da sempre si sa che questa seconda tesi , per prevalere sulla prima , deve assolutamente “ dimostrare” il “ rapporto di causalità” che lega ogni decesso a quell’inquinamento. Ma cosa importava ai signori magistrati starsi a preoccupare di quel che sarebbe fatalmente avvenuto nel 2014 quando c’era da cogliere il consenso popolare di una giustizia apparente, cialtronesca che mostra il trofeo di una condanna del reprobo e dell’alloro cinge il suo capo? Il 13 febbraio 2012 il Tribunale di Torino condanna di primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per "disastro ambientale doloso permanente" e per "omissione volontaria di cautele antinfortunistiche", obbligandoli a risarcire circa 3.000 parti civili. Il 3 giugno 2013 la pena viene "parzialmente riformata" e aumentata a 18 anni. Nella consapevolezza d’avere ingannato i creduloni, i mentecatti, l’esercito di Francischiello.

Nessun commento:

Posta un commento