Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 5 novembre 2014

NAPOLITANO IMITA SCALFARO E ANCHE LUI NON CI STA’ Qualcuno di voi ha capito le allarmate parole di ieri di Giorgio Napolitano? E’ stato, il suo, un messaggio al paese per sottolineare che c’è il rischio concreto di una crescita dell’estremismo e del fanatismo “che sta penetrando nelle società europee e in particolare nella società italiana e che può produrre rotture e violenze di una intensità mai vista prima”. Perché Napolitano è così allarmato e spaventato? S’è voltato a destra e ha visto la Boldrini e questo lo ha terrorizzato? Oppure si è voltato alla sua sinistra ed ha visto Grasso ed ha creduto che fosse arrivata la sua ultima ora ? Perché le sue parole non possono lasciare dubbi, alludevano al terrorismo e parlava davanti alle forze istituzionali, alle forze armate comprese. Che io sappia non ci sono allarmi terrorismo in questi giorni,ci sono diversi scontri sul lavoro, qualche manifestazione un poco border line ma nulla che possa giustificare le sue parole o timori - trascrivo testualmente – di un estremismo “ che porti a violenze mai viste prima”! E cosa ci nasconde allora Napolitano se teme addirittura un tale flagello che, “ mai visto prima”, supererebbe, in violenza ed atrocità, la guerra civile del 43/45, il regime stalinista fino al terrorismo rosso ? E se così fosse, perché Napolitano ci spaventa ma ci continua a tenere chiusi nello sgabuzzino delle scope, spaventandoci per non farci evadere dal tugurio ? Avrebbe dovuto dirci quella che sa, invece di spaventarci con questa riedizione in salsa comunista del famoso ma eloquente “ non ci sto!”, “ non ci sto!”, “ non ci sto!” starnazzato dallo Scalfaro - intimidito e ricattato dalla magistratura con l’affare dei 100 milioni al mese a nero quando era agli Interni . Ricordo che poi Scalfaro si inginocchiò davanti alle intimidazioni della magistratura milanese, eseguendo per benino i “ compiti a casa” ( tipico esempio il suo incomprensibile rifiuto di firmare il famoso “ decreto Conso”), gli ordini che il Pool di Milano di Mani Pulite gli faceva recapitare al Quirinale tanto da essere ricompensato , da Borrelli and partners, con una bella archiviazione di quel furto di soldi pubblici sui quali , al contrario di Belsito o Lusi o altri, nessuno mai ha più indagato. Evviva la legge uguale per tutti! Certo, l’età c’è, ma non credo che Napolitano possa arrivare a nascondere al Parlamento quelle eventuali informazioni che dovrebbero provenire dai sevizi segreti . Ma il suo comportamento, il suo stizzito sfogo, ricalca in modo speculare quello di O.L. Scalfaro. Ha voluto mandare un preciso messaggio agli assenti, cioè a noi, popolo, ed alla Magistratura. Alla Magistratura , che lo pressa, che lo condiziona, che lo ricatta per il suo passato da boss – insieme a Violante ed a Caselli, entrambi già da tempo “ sterilizzati” a dovere - di quella “congrega” che, fra il 1990 ed il 1994 , in combutta con la mafia corleonese, credeva di fare, grazie al Pool di Milano ed alle stragi mafiose, dell’Italia un solo boccone, anche per l’ avvenuta fucilazione giudiziaria di ogni altro competitore ed anche per essersi rifiutato di nominare come Ministro di Giustizia l’esponente del forcaiolismo giudiziario e manettaro, il P.M. aspirante Ministro Gratteri. Napolitano vuole dimostrare di avere dalla sua non solo il popolo – che ormai assuefatto e drogato da settanta anni di dominio dei partiti politici è pronto a seguire ogni imbecille che lo illuda di cambiare la situazione e langue, rinchiuso nello sgabuzzino delle scope , ormai depredato della sua sovranità popolare – ma anche le forze armate, una sbiadita imitazione di un grande Francesco Cossiga quando mandò i Carabinieri al Csm per imporre ai Magistrati le sue costituzionali prerogative. Al popolo per dirgli di fare il bravino, di non votare né Grillo né Berlusconi, tanto finché c’è lui al Quirinale, l’Italia va consegnata, con votazioni e senza votazioni, solo ed esclusivamente al suo vecchio Pci. Una strategia staliniana in piena regola: esagerare il pericolo per soffocare ogni forma di dissenso, ancora per un po’ di tempo con le buone. Come Berlinguer nel 1978, quando il Pci propose all’Italia,dapprima ben bene devastata e distrutta dal terrorismo di matrice Pci, di essere disponibile a salvare il Paese dal baratro dell’insurrezione di piazza a condizione di andar al potere senza averne il dovuto consenso popolare. Insomma, l’età c’è tutta, ma lui è sempre un vero “ comunista dentro”.

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