Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 8 novembre 2014

VOGLIO IL VERO COLPEVOLE DELLA MORTE DI CUCCHI, MA SENTO UNA GRANDE PUZZA DI BRUCIATO. E’ granitico il mio intendimento che venga trovato, attraverso un regolare e giusto processo, il vero colpevole della morte di Stefano Cucchi, ma è ormai qualcosa più di un fastidioso pensiero quello che mi traversa la mente , ormai direi che è un vero e proprio sospetto: che la famiglia Cucchi si muova utilizzando la morte del povero Stefano come una clava politica. So bene che uomini politici senza scrupoli cavalcano spudoratamente – dopo avere assistito, distratti e silenti, all’intera vicenda – la morte del povero Stefano a proprio tornaconto; so bene che anche fior di magistrati, in fregola di una propria santificazione mediatica che nasconda le proprie enormi responsabilità passate e presenti, ritrovi improvvisamente l’uso della parola , ma solo ora, solo “ dopo” l’esplosione del caso, dopo aver ignominiosamente taciuto, per spirito di colleganza e d’appartenenza, davanti a suoi “esimi colleghi” P.M. che per anni si sono dimostrati palesemente incapaci di indagare seriamente ; so bene che giornalisti e mezzibusti della così detta informazione, peraltro a libro paga dei ben noti poteri forti che pretendono di “dominare” il Paese con le loro manipolazioni pretestuose , sanno bene che l’italiano medio non è capace di “ragionare col proprio cervello” e che adora “aderire” ad una “ ricostruzione “ costruita – con copia e incolla da galera –da qualche guru da adorare, come dimostra il coro dei melensi sulla morte di Stefano Cucchi; so bene tutto questo. E francamente, me ne strafrego. Il circo mediatico pare paralizzato davanti a questa morte, incapace di far valere le proprie risorse e conoscenze, se queste non sono a favore del politicamente corretto sulla morte di Stefano e cioè che si tratti di un “ assassinio di Stato”. Una posizione che lascia il campo del razionale e comprensibile per trascinare il lettore nel campo dell’irrazionale, dell’indimostrato, forse dell’indimostrabile , da dogma fideistico religioso, un campo per creduloni e curati di campagna , per idioti sempre vittime di qualcuno, sempre caduti dal pero, sempre schiavi e sudditi di complotti orditi da questo orribile “stato” – entità da cretini, perché astratta - che però, gli stessi cretini, vogliono grasso, invadente, che metta le sue manacce dappertutto ,nelle nostre tasche, anche nelle nostre mutande , che provveda lui a darci da mangiare , a farci nascere , a farci morire , ad indicarci come e con chi possiamo fare sesso, a stabilire chi deve vincere il campionato di calcio e che mantenga “ magistrati del popolo” che comminino non la “Giustizia”, ma un suo simulacro che , senza perder tempo nelle lungaggini del processo, impicchi chi dice il tribunale del popolo dei cretini. Così nessuno pare ricordarsi che la famiglia di Stefano Cucchi ha ottenuto, ignoro per quali “ meriti culturali e politici ”, la candidatura della sorella di Stefano nell’elezioni del 2013 con la lista di Ingroia , cioè col partito politico degli stessi magistrati che intanto stavano presiedendo il processo per la morte di Stefano. Ma come? La famiglia Cucchi giustamente si straccia le vesti, si indigna e si rivolta “contro” la magistratura che non è capace di fare giustizia e poi la sorella della vittima diventa una “ cara prescelta” proprio di quel partito? Sento puzza di bruciato, ho la vaga sensazione di assistere ad un “ dejà vu” , dai tempi dei fatti di Genova o a quelli di D’Antona o a quelli di Calipari. Strano poi che nessuno parli di un altro fatto: che la famiglia Cucchi, cioè, ha ottenuto e incassato, il 2 novembre 2013, 1.340.000 Euro dall'Ospedale Pertini ( soldi dello Stato, cioè nostri) , quale “indennizzo” con la clausola di non presentarsi parte civile contro questa struttura e relativi indagati (medici e infermieri) nel processo di Appello. La cifra è stata liquidata da Unipol Assicurazioni perché evidentemente i medici di quella struttura pubblica sono assicurati contro eventi dannosi. Ma non cercavano “i colpevoli” fra agenti , medici ed infermieri ? E perché , già quasi nell’immediato, la famiglia Cucchi avvia una vera e propria transazione con il Pertini per una definizione economica stragiudiziale proprio con i medici e gli infermieri dei quali invocava la punizione ? Non discuto la legittimità giuridica del risarcimento, ma la sua coerenza , la sua trasparenza, la sua opportunità civile. Insomma, se sei convinto, come sostieni a spada tratta ,che i colpevoli della morte di Stefano sono da ricercare fra “ agenti penitenziari, infermieri e medici del Pertini”, per quale motivo intavoli col Pertini ( anche un poco “ sottobanco” oltre tutto, quasi a volerlo tenere nascosto) una ricca transazione economica che praticamente ti sconfessa ? Che certifica che medici ed infermieri del Pertini, contrariamente a quanto hai sempre dichiarato , non hanno mai avuto alcuna responsabilità per la famiglia Cucchi sul decesso di Stefano. E allora? Nei giorni scorsi Ilaria Cucchi ha sentito la necessità di precisare che : "Abbiamo accettato ( i soldi del Pertini n.d.r.) soltanto con la garanzia del nostro avvocato di poter continuare la battaglia processuale contro gli agenti. Altrimenti non avremmo accettato nessuna somma". Traduco a modo mio: noi abbiamo armato tutto l’ambaradam solo per dare la caccia agli agenti e per incassare, strada facendo, una bella cifretta coinvolgendo artatamente medici ed infermieri del Pertini - che sapevamo da sempre essere innocenti – perché portandoli comunque sul banco degli accusati sapevamo di potere sfruttare la loro polizza di assicurazione. Ah! Ecco perché con il partito di Ingroia. Si, temo che stiamo rivivendo un dejà vu: D’Antona, Calipari, Heidi Giuliani, ecc.

Nessun commento:

Posta un commento