Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 19 dicembre 2014

Come mai, vi chiederete, parli sempre di stampa ed informazione asservita al potere e non spieghi mai la cosa? Perché non è sintetizzabile, replico. Ma posso tentare. Dunque ci sono i “poteri forti”, un manipolo di famiglie che con le loro imprese, con i loro amici, con i loro complici, con le loro industrie, con le loro banche, con le loro assicurazioni, con i loro giornali, riviste ecc. , già abituate a “ servire il potere ed a viverne alla grande “ con il fascismo autarchico, hanno progredito nel loro arricchimento e dominio del Paese mettendosi “ al servizio” del “ potere politico consociativo “ fra la Dc ed il Pci che ha dominato l’Italia repubblicana fino al 1994 mentre quello stesso “potere politico consociativo dominante” si metteva al loro servizio, assicurando loro la padronanza assoluta del mercato dietro compenso di finanziamenti illeciti e la creazione di reti locali e nazionali di corruzione sistemica con istituzionalizzazione di accordi spartitori con le organizzazioni malavitose locali , di tangenti e voti di scambio. Nell’Italia meridionale mafia, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona e malavita locale varia con le tanto agognate “preferenze “ e con il consenso “ di quel potere consociativo dominante” faceva eleggere i propri candidati ( sia locali che nazionali) garantendo così la sicurezza al “ potere consociativo dominante” ed assicurandosi a sua volta anche una assicurazione perenne. Ecco come si è formata ed irrobustita quella ragnatela di regime che intossica il nostro paese ed avvelena il mercato. Chi non fa parte di quella corte imperiale , chi non si fa cortigiano , chi decide di non far parte di quella trama, viene imbavagliato, emarginato, silenziato e la conoscenza delle loro proposte, del loro cercare di fare, il loro essere, viene impedito e negato. Loro hanno il controllo dell’informazione, la manovrano, la modificano, la mistificano, l falsificano, la esaltano , insomma la piegano agli interessi di quella corte. Questo comporta un’altra amara verità: non è affatto “ l’opinione pubblica”, oggi “il web” che creano “le mode”, “ i personaggi”, “ le emergenze” e via dicendo ma sono solo loro che usano l’informazione per imporli al popolo. In questo modo essi (poteri forti) creano i leader politici, i santoni di riferimento, i guru che siano utili alla crescita del loro dominio sul Paese. Così li creano e li esaltano come “ leader antisistema” in modo da imporli al popolo che, seguendoli, si troverà sempre più suddito. Insomma da Grillo a Benigni, da Berlusconi a Veltroni, tanto per fare solo quattro esempi. Ecco perché da tempo ormai istruzione ed informazione subissano il popolo di una quantità enorme di informazioni e di emergenze ma di scarsissima conoscenza. Così si creano i faziosi, i fedeli, così si divide, così si impera, così si domina un Paese come un principato. Anche se gli si appiccica l’etichetta di democrazia

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