Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 14 dicembre 2014

CORRUZIONE: INCREMENTO DELLE PENE, ELIMINAZIONE PRESCRIZIONE, CIALTRONATE DA M5S. Assisto , stupefatto, ad una inarrestabile corsa all’incremento delle pene, come se questo fosse sufficiente a dare tranquillità e certezza al popolo. Serve, invece, solo a veicolarne la miserrima cultura civica verso forme di giustizia primordiale, che usava roghi, pire, torture, gogne . Ma come ? Sono passati appena due anni dalla legge Severino, che ha riformulato le norme sui reati contro la pubblica amministrazione e già si torna a rimettere mano alla materia, introducendo un sistema sanzionatorio ancora più pesante? E ancora assisto , basito, alla richiesta – da parte della magistratura, di una parte della società e della politica – di reintrodurre una legislazione premiale per i “ corrotti pentiti”, del tutto analoga a quella prevista per i delitti di mafia e quella per il terrorismo. Presi tutti dalla facile ricerca del consenso popolare, dalla bramosia di cavalcare il disgusto popolare - cosa esiste di più meschino che usare la violenza popolare per ottenerne vantaggi personali? – nessuno fa osservare che proprio avendo considerato il malaffare come fosse una “ emergenza democratica” da Mani Pulite in poi a favore dei “ corrotti pentiti” è stata concessa ampia libertà,con la formulazione a loro carico di capi di accusa assai meno gravi di quelli effettivamente compiuti. E’ sparita la corruzione, per caso? La corruzione, a differenza del terrorismo e della criminalità organizzata, nasce dalla storica ed irrisolta frattura fra “ Paese reale” e “ Paese Legale” , frattura che nessun regime, monarchico, fascista, repubblicano è mai riuscito a sanare o a ridurre. Così “ il potere politico ed istituzionale” ( se preferite, le lobby politiche che si sono succedute al governo dell’Italia dall’Unità ad oggi), per “imporre” ad un popolo “ recalcitrante “ ordine e legalità, ha man mano edificato – a propria difesa - uno Stato soffocante, la mostruosa burocrazia e la selva di pandette che soffoca ogni cittadino ed ogni iniziativa, costringendo, nel contempo, lo stesso “ stato” ad espropriare il cittadino con imposte crescenti necessarie per foraggiare la “ macchina del consenso e dell’ obbligo”. Ovvio che quel tumore, strada facendo, abbia corroso tutto il sistema, ovviamente “ compresa “ anche la “ politica” la quale, mai dimenticarlo, è un “ prodotto della società” , non scende dal cielo a “ miracol mostrare”. E’ la “scuola” – anche la famiglia, purtroppo, è un prodotto della scuola - , in Italia sempre e solo “nelle mani” del potere ( guai a scuole in concorrenza fra di loro, ma non per altro, solo perché la concorrenza culturale minerebbe il “ dominio culturale” sul popolo del “ potere dominante”) ( e gli insegnati devono essere sudditi devoti del potere dominante , irretiti da incarichi annuali sempre in bilico ( bastone) e la carota di leggine “ a sorpresa” per “ premiare qualche plotone di fedeli” , ma dopo decenni di noviziato ) ,che forma questa società, sotto acculturata, anarchica per la sua origine storica,una scuola che svilisce e denigra ogni “ merito personale” considerandolo “pericoloso” per il suo potere, una scuola che partorisce una società composta da una “ massa di assistiti e di mantenuti pubblici ”, con l’assistenzialismo usato non per “umanità” ma per smorzarne le eventuali pulsioni rivoluzionarie , per ammansire e per inquadrare quella società come è utile al potere , una scuola che non è stata mai capace – per questi motivi - di insegnare la democrazia : cioè il rispetto delle regole e, con esso, quel “sentimento” che ti spinge a non derubare , a non saccheggiare il “ tuo Paese”. La cellula tumorale della corruzione ormai si annida ovunque: a nulla, proprio a nulla sono servite le azioni di rastrellamento giudiziario che negli anni passati una inguardabile magistratura ci ha propinato come “ operazioni salvifiche”. Infatti, s’è visto ! Ecco perché , se non si vuole tornare alla fine del 1500 con le famose “ grida manzoniane”, la strada maestra non è quello del pentitismo né tanto meno quella della “ emergenza” che conduce alla legislazione emergenziale, cioè a doppio binario, una mostruosità in un Paese che si dice “ democratico”nel quale, quindi, la legge “ dovrebbe essere uguale per tutti” nessuno escluso. Per altro è da tempo che stiamo assistendo ad un costante aggravamento delle pene, ad un costante “ allargamento dei reati penali”, ad un costante trattamento premiale da tempo riservato ai “ pentiti”. Ma non se ne vedono i decantati frutti migliorativi, anzi! Si assiste invece ad un progressivo deterioramento della vita sociale – non solo di quella politica – che comporta, ovviamente, come ineluttabile conseguenza, un progressivo ed inarrestabile indebolimento della politica quale “ frutto della società” e non piovuta dal cielo. Gli imbroglioni rimestano questa fanghiglia a piena mani , cercando di nascondere le proprie responsabilità e colpe con le solite manovre da meschini , quelli che “ la colpa è sempre e solo degli altri”. Cito l’emblema di questa infame posizione “ sotto culturale”, quella di “ La Repubblica” di Mauro, Scalfari, Giannini ecc, la quale presentava una proposta di Renzi ( la pubblicazione online dei bilanci dei partiti politici ) come un’arma di ricatto contro i precedenti segretari comunisti. Quale migliore prova provata di quello che sto scrivendo? Non appena si ipotizza una manovra – non una legge si badi, non un aggravamento di pena, ma una semplicissima disposizione - per attaccare la corruzione proprio dove essa si annida, ecco che essa viene addirittura brandita come fosse un’arma per ottenere posizioni di potere personale. Questo è il tasso di ipocrisia infame che la scuola italiana ha incistato nella popolazione, una ipocrisia senza fine. La mala fede o, nella migliore delle ipotesi, la cecità che sta in questo pur minimo episodio stanno conducendo il paese ad un progressivo oscuramento della dimensione democratica. A cosa serve dunque il M5s? Solo a facilitare la rovina.

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