Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 31 dicembre 2014

PIGNATONE E TORQUEMADA Il 41 bis è un articolo di legge ormai assai noto, ma pochi sanno che non riguarda il codice penale o quello civile o le due procedure, no. Riguarda il regolamento carcerario ed è una delle “meravigliose perle” che la Magistratura “ de sinistra” si inventò, nel lontano anno 1992, per – decantavano quei Torquemada –“ combattere la mafia”. Infatti s’è visto! Ora , a parte le varie condanne che l’Italia rimedia in Europa proprio per l’inumanità del proprio sistema carcerario , tutti dovrebbero sapere ( meno i grillini alla Di Maio, cioè tutti i grillini e molti “sedicenti democratici”) che da tempo nessuna forma di tortura fisica e morale è consentita dalla Costituzione italiana. Eppure questo fantomatico “ 41-bis”, col quale tanti forbiti ignorantoni si riempiono l’orifizio anteriore quando lo usano , prevede un trattamento inumano e degradante per quei detenuti . Tutto questo è semplicemente inammissibile. Perché non solo tradisce lo scopo “ rieducativo” della pena inflitta ma raddoppia la condanna per lo stesso reato. Chi è dunque che affibbia la tortura del 41 bis? Ovvio, i Magistrati,” les patrones d’Italie “! A chi? Ad efferati assassini, a chi fosse considerato ( da loro) un mafioso o un tangentaro o anche a chi cadesse nel trappolone del “ concorso esterno in mafia”, il famoso reato – non reato. È illegale. Nacque , comme d’habitude, come misura temporanea e d’emergenza ma,ma , come d’habitude, dura da 22 anni. Per offuscare, coprire con segnali di fumo, con il solito “ spettacolo mediatico “ , affibbiano il carcere duro a Carminati, ar cecato e proprio per questo il Dr Pignatone s’ inventato il reato di associazione mafiosa. Ripeto il concetto al Dr Pignatone: guardi che la questione della corruzione al Campidoglio esiste da sempre e si è incistata nella amministrazione proprio negli anni settanta. Basta saper leggere le varie “ delinquenze romane” senza “occhiali siculi”. Se il Dr Pignatone avesse studiato la storia della malavita romana , che non è solo la storia esemplare della famosa “ banda della Magliana”, se avesse studiato lo sviluppo urbanistico di Roma, gli intrecci fra i Sindaci ( ripeto dal 1970 in poi) e le grandi famiglie dei costruttori romani o palazzinari sempre “ sdraiate ai sindaci romani” seppure suddivisi fra quelli “ organici al Pci” e quelli “ organici alla Dc”, avrebbe capito che Buzzi e Carminati sono solo gli epigoni di una “ rete di corruttele” , amicali, clientelari, omosessuali , che soffoca il Campidoglio ed anche la Regione. Ma ha voluto fare come si usa fare in quella Palermo dalla quel proviene, dalla “ procura dei veleni”, dove è nato come persona e cresciuto come magistrato ( tra l’altro anche abbastanza chiacchierato - si dice così , no, dalle parti dei forcaioli - per certe sentenze, per altro anche inappellate - vedi Caltanissetta - che lo hanno coinvolto , con Lo Forte, con Scarpinato, con Giammanco , in alcune inchieste risolte, sia chiaro senza alcuna condanna certo, ma che, se lette bene non diradano le ombre del suo passato) e cioè usando “ la rete a strascico per pescare qualche cefalo”. Facendo trovare “ casualmente” operatori televisivi , giornalisti, carabinieri armati – mancava l’FBI - , allo scattar di manette. E poi concedendo , nella più assoluta e imbarazzante impunità , interviste che hanno violato allegramente il segreto istruttorio. Questo tipo di Magistrati lo ho già conosciuti, avevano altri nomi, si chiamavano Casson, Violante, Grasso, Di Pietro, D’Ambrosio, Emiliano , ecc. ma chi esercita la magistratura piegando il diritto, con l’arroganza del satrapo, per conquistarsi una poltrona politica, merita tutto il nostro disprezzo. Noi dai magistrati pretendiamo ben altro, questi sono solo “ mestieranti”, ricchi azzeccagarbugli non altro. Solo Pignatone non ha capito che il gruppetto che organizzava le tangenti a Roma – “ se “ sarà riconosciuto colpevole – svolgeva una normalissima azione illegale, proseguiva il clientelismo affaristico che ha sempre dominato il Comune di Roma, dal 1970 in poi. Ma quel gruppetto non ha mai “ controllato con la violenza armata il territorio”, non ha mai avuto lo spessore intimidatorio armato della mafia, non ha mai ammazzato nessuno, non ha seminato terrore mettendo bombe e dedicandosi allo stragismo per imporre la sua volontà al Sindaco di Roma. Anzi, sono stati proprio i Sindaci che si sono succeduti al Campidoglio dal 1970 in poi, Alemanno compreso, che hanno contribuito a rafforzare questo sistema corruttivo, “ gli amici palazzinari”,” gli amici delle lobby gay, tutta una filiera di clientelismo che, sotto gli occhi di tutti, si è irrobustita , qualcuno ( come Alemanno) ha cercato di fare lo “ spoil system” ,cadendo dalla padella nella brace fino ad arrivare al serafico e ridicolo Marino, che si fa finanziare da Buzzi , che gli regala il primo stipendio, che gli affida appalti ma che dice , come un vero siciliano” niente vidi, niente seppi, niente sentii”. Se il 41 bis serve, come afferma la sua legge istitutrice, ad interrompere ogni possibile collegamento tra il mafioso detenuto e la mafia , che c’entra Carminati? Pignatone, Carminati non c’entra niente e le poltrone al Senato si guadagnano solo regalando impunità al P.D., non facendo il Maramaldo con un cecato.

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