Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 16 gennaio 2014

------------------------L’ABITO NON FA IL MONACO-------------------------------------- La confusione che regna in questo Paese è incredibile, talvolta rasenta il ridicolo. Come nel caso della legge elettorale. Sia chiaro, anche io ritengo necessario stabilire una volta per tutte e per tutti – anche se una parte consistente di un grande partito politico che si autodefinisce, burlescamente, pure come “ democratico” vorrebbe mettere il bavaglio a quel terzo di italiani che non lo votano , per dire quanto siamo immersi fino al collo nel ridicolo – che venga definita questa benedetta legge elettorale e che sia basata su alcuni capisaldi: che ritornino le preferenze, che l’eventuale premio di maggioranza spetti solo al superamento di un certo quorum, che – ma questo è un pensiero solo mio – comunque il premio di maggioranza spetti non alla “ coalizione” ma ad “un partito”, perché una tale previsione rafforzerebbe il potere di governabilità dando maggior forza solo al partito che viene premiato dal popolo e non ad un suo socio più o meno interessato. Certo non si può negare o nascondere che il sistema maggioritario nell’Italia degli anni dal 1993 ad oggi ha avuto lo stesso effetto di un elefante fatto entrare in una cristalleria: ha rovinato tutto. Perché è stato “ calato” su un Paese che era fermo, culturalmente e politicamente parlando, agli intrighi di palazzo, aduso ai governi balneari, agli assalti alla diligenza mascherati come “Leggi Finanziarie” di fine anno dentro le quali si mungevano i soldi dei contribuenti sperperandoli a favore di lobby, clienti, per acquisire voti di scambio e dunque potere e dove tutti, anche i partitini creati da una scissione seppur minimale , ricevevano linfa vitale. E quanto questa arretratezza culturale fosse vera e certa lo dimostrano i fatti che si sono verificati proprio mentre cadeva la Prima Repubblica, cadeva il mito del proporzionale. Se il potere politico ha dunque pensato , col maggioritario, di riacquistare la propria indipendenza ed il proprio decoro, ci ha pensato la Magistratura , come mai aveva fatto durante la Prima Repubblica, a rimettere la scena politica nella melmosa confusione della Prima Repubblica. Insomma, dal 1994 ad oggi, solo due Governi su cinque hanno portato a termine stentatamente le rispettive legislature, quello del 1996 di Prodi, D’Alema, etc e quello di Berlusconi del 2001. Gli altri tre Governi eletti dal popolo ( Berlusconi 1994, Prodi 2006 e Berlusconi 2008) sono stati assassinati da “ forze esterne al Parlamento”. Comunque sempre meglio aver prodotto due governi su cinque ( maggioritario) che 49 governi in undici legislature ( con il proporzionale). Gli anni dal 1989 al 1993 non risparmiarono sciagure e drammi per gli italiani. Con la caduta del regime comunista in Russia, il Pci si trovò in crisi profonda, sia finanziaria ( finiti i finanziamenti sovietici) sia perché, con la fine della guerra fredda , la geopolitica lasciava il Pci senza lo storico referente politico. Così il Pci sopravviveva , grazie al suo “ terzo” delle tangenti così dette “craxiane”( gli altri due terzi andavano alla Dc ed al Psi)mentre da un punto di vista politico, era al margine del potere a causa del pentapartito e del Caf. Così quando nel 1990, quasi inaspettatamente, l’On Andreotti rivelò l’esistenza della “ Gladio Stay Behind”( una struttura paramilitare segreta detta anche “ Gladio Bianca”) il Pci ed il mondo resistenziale gli gira intorno da sempre , si sentì tradito da una “ antico compagno e sodale”, da quella Dc con la quale, dal 1948 fino ad allora ,sotto una finta contrapposizione politica e sociale combattuta anche con violenza, aveva pur sempre – ed è questo l’assunto di fondo inescusabile – creato e consolidato uno Stato fatto a loro immagine e simiglianza, dove ciascuno conosceva i segreti dell’altro e dove la “legge dell’omertà” reciproca garantiva da ogni tradimento . Quella uscita di Andreotti , dunque, era la “ soffiata” del complice mirata a far emergere la così detta “ Gladio Rossa”, una vera struttura militare costituita a Praga, nella Cecoslovacchia comunista del 1949/50, composta e diretta da svariati fuoriusciti comunisti italiani ( Moranino, et) , appoggiata e voluta dal Pci, allevata ed addestrata militarmente per atti eversivi ed insurrezionali nei campi militari sovietico – cecoslovacco nei campi militari cecoslovacchi , guidata dal Servizio segreto Cecoslovacco di quel tempo ( la Stb) su mandato del Servizio segreto Staliniano (Kgb). Perché la “ Gladio Bianca” era stata costituita in Italia proprio per arginare i piani e le azioni eversive della “ Gladio Rossa”. Preso dal panico, furente per il tradimento del patto storico, il Pci – che non poteva consentire si rivelassero le responsabilità della Gladio Rossa anche sul caso Moro (1978)- reagì con inusitata violenza, proprio come chi si sente tradito da un complice . La reazione si svolse su due fronti. Tradendo a sua volta il patto criminale del sistema delle tangenti del quale era parte il Pci , trovato l’aiuto e l’accordo sia della Magistratura di sinistra che della stampa dei poteri forti, mise in moto il processo di Mani Pulite , che sterminò tutti i vecchi avversar sari politici ottenendo anche le stimmate posticce dell’impunità penale compensata con splendide quanto ingiustificabili carriere politiche per i Magistrati di Milano in questione e, sull’altro fronte, quello della mafia, mettendo in moto , grazie alla Procura di Palermo ormai orfana dal 1992 di Falcone e di Borsellino, il pentito Tommaso Buscetta per infamare l’infame Andreotti. Per non parlare poi degli attentati di mafia, dell’uccisione di Falcone , di Borsellino, dell’arresto di Bruno Contrada, delle prime incriminazioni per il ROS e per il Generale Mori, dell’archiviazione del fascicolo su “ Mafia ed Appalti”. Come doveva sentirsi il cittadino italiano al quale, per di più, tutti questi fatti venivano presentati secondo una logica controllata dal potere mediatico e giustizialista nelle mani dei comunisti? Impreparati culturalmente e politicamente ad una vera democrazia dell’alternanza, poco edotti e poco e male informati, Il 18 Aprile del 1993 i cittadini italiani chiamati ad esprimersi con il referendum, scelsero il sistema maggioritario quasi per esasperazione , ritenendo che il sistema proporzionale avesse incentivato la corruzione e la pratica dei finanziamenti illeciti ai partiti. Non era vero, perché la corruzione è figlia della burocrazia asfissiante che da sempre schiaccia il cittadino come un suddito, ma vi era la speranza ed anche la ferma convinzione che qualcosa sarebbe dovuto cambiare. Il sistema insomma non ha mai ottenuto i risultati sperati. Ha invece prodotto un bipolarismo muscolare che è la continuazione della guerra civile fra destra e sinistra che è degenerata coinvolgendo anche la Costituzione italiana e le sue evidenti pecche ed i suoi incredibili limiti. Non credo che una nuova legge elettorale risolva qualcosa. Puoi anche mettere un abito nuovo, griffato, ma se sei rachitico quell’abito è semplicemente sprecato. Anzi ridicolo. Poniamo di trovare una legge elettorale che, una favola, vada bene alla maggioranza . Ci sono le preferenze, c’è il premio al partito che superi un certo limite, ma se si lasciano come sono le norme costituzionali, nessuno potrà mai governare secondo il proprio programma se non nel caso di vincere le elezioni con una propria maggioranza numerica , senza premio di maggioranza. Ma nelle vere ed autentiche democrazie occidentali funziona proprio così ed il potere è nelle mani di chi vince le elezioni, non in quelle del Parlamento o nelle redazioni di alcuni giornali.