Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 26 febbraio 2014

PRIMA RISPONDI ALLE DOMANDE, RENZI, E POI SULLA FIDUCIA SI VEDRA’, PASSO DOPO PASSO I programmi sono una cosa, la loro attuazione pratica altra. Di programmi recitati come si deve in Parlamento i miei settantacinque anni ne hanno sentiti tanti e se solo un loro quarto fosse poi stato realizzato, l’Italia sarebbe da un pezzo un Paese normale e ricco. Nessuna forma di pregiudizio, sia ben chiaro, per Renzi, ma intanto –siccome anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano – vorrei esprimere a Renzi alcune mie remore sul suo conto. E’ concepibile, è costituzionalmente lecito, è organico ad una democrazia rappresentativa basata sulla sovranità popolare che un Governo che pretenda, come afferma Renzi, di rivoltare il Paese come un calzino, non abbia una più larga maggioranza possibile scelta appositamente dal voto popolare, ma sia solamente l’espressione della Segreteria di un solo partito politico ? Munito di quale “alta Procura” dunque, autorizzato da quale cattedra o Magistero Renzi si autodefinisce un Governo politico, rassicura “la casta” ( una vera paraculata da captatio benevolentiae ) circa la loro permanenza sulla cadrega fino al 2018 e s’impanca con la volontà di trasformare il Paese? La risposta mi pare ovvia: solo da Napolitano e dal P.D. Ecco allora che viene prepotentemente alla luce il vero problema politico, una vera bomba politica sulla quale Renzi s’è seduto e che potrebbe esplodere in qualunque momento: ma cosa ci vuol far credere Renzi? Di rappresentare “il nuovo” quando lui stesso è frutto di quella politica “opaca” che tutti vorremmo vedere sparire ? Quale credito di onestà e correttezza politica, di credibilità politica posso dare ad una persona, Renzi, che non solo aveva garantito che mai avrebbe spodestato il Governo Letta con manovre opache, non solo aveva garantito che a Palazzo Chigi ci si debba arrivare solo con un voto popolare, ma che ora finge di non vedere che l’istituzione che gli ha conferito l’incarico, che lo ha “prescelto” ( “il favorito” di corte) è a sua volta ormai priva di credibilità politica? Perché Napolitano fin da maggio del 2011 tramava contro il Governo italiano eletto dal popolo? Perché Napolitano non si è dimesso quando Alan Friedman ha dato risalto mediatico alle sue indegne trame con qualche Cancelleria europea, Monti, De Benedetti e Prodi? Perché Napolitano invece di spiegare all’Italia quanto era accaduto, si è trincerato dietro offensivi ed ignobili “ fumo, solo fumo” quando De Benedetti, Prodi, Monti stesso hanno invece confermato tutto? Ed ancora: possibile che un uomo navigato e di esperienza consumata come Giorgio Napolitano non si sia reso conto che Mario Monti era un pallone gonfiato, un baro, un bluff, un inetto, un velleitario incapace,un burocrate arrivista che ha persino tradito la parola data al suo benefattore per fondare un partitino politico come un Di Pietro qualsiasi ? E se così non fosse, chi e quando e come ha ricattato l’Italia e Napolitano, chi gli ha imposto,ordinato di mettere Monti al posto di Berlusconi, chi e come? Come scrisse Paolini? Io lo so. Ed, ultima domanda retorica, last but not the least, per quali ragioni o meriti oggi Napolitano sceglie Renzi, nello stesso modo come ha scelto prima Monti, poi Letta? Cosa ci vuol dar da bere Renzi? Che Giorgio Napolitano sia una persona inaffidabile , unfit to lead Italy, perché prono al volere di certe potenze straniere solo quando armeggia nelle melma per estromette un governo eletto dal voto popolare o quando , come un marajà sceglie il suo preferito nell’harem dei propri adoranti e incorona un incapace come Monti o quando ci fa perdere due mesi con Bersani o un anno e mezzo con Letta e diventa invece un Presidente oculato, saggio, autonomo e indipendente dalle potenze straniere solo quando il “prescelto” è Matteo Renzi ? Prima le risposte, poi la fiducia, Renzi. Abbiamo già dato troppe volte. -----------------------------DIO LI FA E POI ?--------------------------------- Fassina e Gotor, due carneadi che militavano insieme nell’harem di Bersani, come il codazzo dei servili questuanti al seguito del famoso prof. dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue. Sono stati “prescelti”, due “ famigli”, due “favoriti” insomma. Come la Pompadour, come la Minetti, se esemplifichiamo. Oggi ne parlo solo per indicarli come paradigmatici esempi negativi della libertà di pensiero, la libertà più cara all’uomo moderno e civile. Fanno parte di un Partito, il P.D., dove, dicono, si discute di tutto. Vero. Animatamente. Vero. Poi si decide democraticamente. Falso. Bisogna accettare la disciplina di partito, una camicia di forza al cervello che Togliatti impose al Pci e che è ancora in pieno vigore nel P.D. ed alla quale si genuflettono anche i così detti ex democristiani. Voi direte: in qualsiasi partito è così. Non è vero. La disciplina di partito è esistita solo nei partiti che seguivano ideologie totalitarie, come nel Pci e nel Msi. La vecchia Dc aveva tante correnti,altro che disciplina di partito. Il PSI s’è frazionato fino alla diaspora. Forza Italia o PdL , non ostante sia di formazione recentissima rispetto agli altri partiti , ha già subito diverse scissioni ( Fini, Alfano, Lombardo, Formigoni, etc) . Come si può sostenere di essere uomini liberi se poi si accetta l’umiliazione di dovere obbedire alla decisione del partito anche contro la propria volontà? Fassina , rancoroso, non ha saputo far di meglio che ritirare fuori il solito “conflitto di interessi” ( ma solo quello degli avversari, sia chiaro) ed ha accusato il neo ministro Guidi di essere incompatibile con il Pd, nonostante le sue dimissioni da tutti gli incarichi ricoperti nell'azienda di famiglia. Fassina eseguendo ordini del partito non può tener conto che la Guidi è stata proposta dal segretario del suo partito incaricato di formare il governo. Insomma, prima vota per disciplina di partito per Renzi segretario e poi, una volta fatto fuori, estrae il solito antiberlusconismo come unico valore fondante della sinistra dal 1994 che ormai fa ridere i polli. Fassina dovrebbe imparare a giudicare una persona non dal colore politico o dal suo asservimento al P.D. ma dalle sue competenze, e non dal fatto che possa aver parlato qualche volta nella vita con un imprenditore, quel Silvio Berlusconi che Fassina, poveretto, odia visceralmente. Strano però che quando, giorni orsono, De Benedetti tramava per imporre qualche Ministro compiacente che risolvesse i suoi problemi con la Sorgenia, con la Power, con il fisco, Fassina era distratto. Appunto, un “favorito”. Poi ho letto che un certo Miguel Gotor vota per Renzi ma solo “ per disciplina di partito”. E come no? Solo per disciplina di partito ! Ma chi era Miguel Gotor prima di essere “famiglio” di un figlio di Napolitano se non un arrogante e saputello liceale che con la violenza verbale e del branco imponeva certe sue idee nelle assemblee studentesche del Virgilio di Roma? E non è forse provato da foto ed articoli che Gotor andava in vacanza con figlio di Napolitano in quell’isola siciliana scelta come buen retiro da Napolitano? Come ha ottenuto il Signor Gotor l’incarico all’Università di Torino visto che anche fra gli accademici di quella Università c’è un tale Prof. Napolitano? E non era proprio il Signor Gotor Miguel che nel 2011, per imperscrutabili ma ignoti meriti , veniva “ prescelto” ( ancora!) da Repubblica per scrivere ridicoli articoli adoranti di quel pallone gonfiato di Mario Monti più simili a fellatio che ad altro? E non era proprio Miguel Gotor che voleva far fare a Bersani il Governo con il M5s e che una sera a “Porta a Porta” ci ha deliziato come un consumato comico a saltellare come un ossesso reclamando di essere un esperto di politica che mangiava “pane e Berlinguer”? Infatti, s’è visto. S’accontenti dell’essere stato “il favorito” dell’harem di Bersani. Che è già tantissimo. Visti i privilegi connessi.