Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 13 marzo 2014

-------------------MA SONO PERSONE D’ONORE O NO?-------------------------------- Bruto, sappiamo, noi ( ed ancor meglio lo sa Cesare), è “uomo d’onore”, ma Repubblica, i suoi giornalisti ed i suoi lettori ? Mauro, Scalfari, Giannini, Serra, Milella, Spinelli, ecc,saranno anch’essi “d’onore”? Come non ricordare le loro “severe battaglie etiche ” contro il conflitto di interessi del Cavaliere ? Come non ricordare quelle campagne contro il Ministro Biondi, perché era piovuto, governo infame e ladro? E come non equiparare alle parole “di quel tal Sandro autor d’un romanzetto,ove si parla di promessi sposi” su Cecilia alla sublime prosa di un Giannini che tratteggiava l’ “odioso, meschino e vomitevole servilismo verso il padrone Berlusconi” di un Sallusti ? O il distillato di puro lirismo con il quale un Adriano Sofri, mica uno qualunque, descriveva , su Repubblica, la vita e la morte che incombono ormai ai pochi superstiti rimasti in quella miserevole zona sub-sahariana che è Taranto,miserevolmente saharizzata “solo” dalla gestione Riva dell’Ilva che, pure , stava lì, sempre a Taranto, dal 1965 e non dal 1995 per dire? E come dimenticare “quel sobrio e dignitoso dire “ d’un cotal opaco Gotor , sempre su quella “ Gazzetta dell’onore” chiamata anche “ Repubblica”, che ai bei tempi del suo “padrino Napolitano”, verso ottobre 2011, spompinava – ohibò! what a very bad shape !-( assai più leggiadramente che una Lewinsky ad un Clinton per l’amor di Dio) un efebico e diafano Monti che , loden vestito e moglie appesa al ritual braccio e dopo aver “preso” la dovuta “messa domenicale” , “ assumeva” nel bar , ma come fosse sacra ostia – mica mozzicava, mica masticava, mica mangiava ,mica succhiava,mica sbavava, lui e la moglie, loro” assumevano” – il domenicale e mattutino “ cappuccino e cornetto”, che vuoi mettere la masticatura “salivale, volgave e populista” del Berlusca! Sto ancora aspettando di leggere articoli furibondi , come contro “gli spietati Riva”, di Repubblica sulla Tirreno Power di Vado Ligure, contro “ gli spietati “ De Bendetti , ma “ zeru titoli”. Ho invece letto molte intimidazioni di Repubblica su Renzi, per esempio per mettere, come usava De Benedetti “ alli tempi belli!” quando i suo manager Olivetti erano anche Ministri ( vero Visentini?), l’amico e compagnuccio fidato e “apote” Lucianino Barca al Tesoro ; quelle sanguigne contro il “ sempiterno conflitto di interessi”, stavolta della Guidi al Ministero dello Sviluppo ( forse perché dovrà essere proprio quel Ministero a decidere il contributo “ capacity payment”, ovvero “ sovvenzioni di Stato” per l’energia elettrica ?), ho anche letto che il Monte dei Paschi di Siena è la Banca più esposta verso Sorgenia ( sempre dei De Benedetti, padrone di Repubblica e tessera “ number one ! del P.D.) , ho saputo ( ma niente su Repubblica) che si parla di “ aiuti di Stato” per Sorgenia, come facevano Dc e Pci con la Fiat degli Agnelli, ho anche saputo che una dei candidato per i vertici di Enel e Terna sia tale Mongardini Monica, attualmente addirittura Amministratore Delegato dell’Espresso – Repubblica, ma altrove. Non su Repubblica. Così comincio a credere che Repubblica, Mauro, Scalfari, Milella, Serra , Spinelli, etc non abbiano poi tutto questo “ onore personale”. MA VOTARE NON VUOL DIRE SCEGLIERE? La cronaca di questi giorni passati racconta che l’unico leader che, davanti a quello scempio della democrazia e del merito che sono le “ quote rosa”, ha pronunciato una frase che premia la democrazia è stato “ il delinquente abituale”, alias Silvio Berlusconi. Il quale, davanti all’assurdo tentativo di imporre il 50% dei candidati solo fra le donne, s’è posto il problema: ma così, che fine fa la volontà del popolo che, a parole, dovrebbe esercitare anche ( lo dice anche la Costituzione) la sovranità politica? Etimologicamente, signori belli, “ votare”significa “scegliere”( ciascuno lo deve fare secondo proprie scale di valori), ma se metà dei candidati devono essere imposte dalle segreterie politiche fra le sole donne ed indipendentemente dai loro meriti, allora tanto vale andare alle “preferenze”. Ed ha ragione totale, Silvio Berlusconi, così come invece nessuno altro leader politico ha detto. Che dunque, come anche il sottoscritto , pensa più alla dignità del Paese e del Parlamento che ai propri interessi di bottega e che non vuole che qualcuno entri in Parlamento solo perché imposto.
---------ANCORA DUBBI SULLE MODIFICHE ISTITUZIONALI IN CORSO--------------- Torno anche oggi sull’argomento della riforma costituzionale del Senato, della legge elettorale etc, perché ci sono ancora altre cose che non mi tornano, oltre quelle scritte ieri. Dovendo sopprimere il Senato ( e trasformarlo in altro e diverso organo), la prima questione che mi arrovella è: ma se questo Parlamento si è formato sulla base di una Legge elettorale dichiarata anticostituzionale dalla Consulta, è o non è politicamente legittimato ad una tale modifica della Costituzione? La nostra Costituzione altro non conosce e vede se non un Governo nominato da un Presidente della Repubblica ( che non viene scelto dal popolo) , Governo che deve ottenere la fiducia politica sia dalla Camera che dal Senato. Punto. Tutti sappiamo e ne parliamo da sessanta e passa anni che i nostri padri costituenti hanno creato questa Costituzione ( la più bella, la più brutta ?)in quanto da un lato terrorizzati da un possibile ritorno del fascismo e, dall’altro, ugualmente terrorizzati dalla minaccia di una oppressione del comunismo staliniano. E poiché quei regimi totalitari ( fascismo e comunismo) erano fondati su un “potere esecutivo” autoritario ed indipendente dalle altre istituzioni, essi hanno fatto in modo che il governo della Costituzione repubblicana non avesse proprio alcun potere. Ma la legge della democrazia non conosce pregiudizi, qualunque essi siano. Dunque il progresso civile e culturale di un Paese dovrebbe anche comportare la regola semplice che se un governo eletto dal popolo fa bene, esso viene riconfermato nelle elezioni successive, se fa male viene cacciato. Ma nella storia della Repubblica italiana non c'è nessun governo eletto dal popolo. Lo vieta proprio la Costituzione. Dunque noi abbiamo una Costituzione che è “ contro la sovranità popolare”. E’ democrazia, questa, o altro? Forse una delle svariate tonalità della democrazia , più vicina ad una “ oligarchia “ che ad una democrazia. Perché tutti i governi dell’Italia repubblicana sono stati decisi a tavolino dalle oligarchie dei partiti politici.Come anche tutti i ruoli istituzionali: Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato. Tanto più che anche quando un partito ottenesse una grande affermazione popolare, poi, per fare un governo, deve sempre mettersi d’accordo , grazie a questa forma di democrazia parlamentare,con una pletora di altri partiti, gruppi, gruppuscoli,sindacati etc che lo tengono praticamente e continuamente sotto ricatto. Ma che razza di democrazia è mai questa? Questa dunque sarebbe la Costituzione più bella del mondo? Solo un clown può fare queste battute, ma solo per far ridere il pubblico. Attenendomi alla Costituzione , trovo che essa sia fondata sul “bicameralismo perfetto” più che sulla sovranità popolare, che resta sullo sfondo, relegata in un secondo comma schiacciato dall’enfatismo collettivo del primo comma (dell’articolo 1), buttata lì più come una vaga promessa futura che come un vero diritto primigenio. Ma se bisogna modificare questa base ferrea della Carta è sufficiente deliberare per l’articolo 138 con tutti i rischi abrogativi ad esso connessi? Si tratterebbe, in sostanza, di una semplice modifica della Costituzione oppure di una sua completa trasformazione in qualcosa altro? E non ci sarebbe anche il rischio , con l’articolo 138, che, oltre che il Senato , potrebbe anche essere soppressa o modificata anche la Camera? E allora cosa accadrebbe? E dunque non sarebbe forse il caso di invocare l’articolo 139 anzi ché il 138, per sgombrare il campo da ogni remora, da ogni dubbio ed avere un’Assemblea Costituente che sia una vera espressione della sovranità popolare?