Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 3 aprile 2014

P.D. TUTTO SOPERCHIERIA , TUTTO ANGHERIA, TUTTO MENZOGNA , COME I CADETTI DI GUASCOGNA. Niente soperchierie, niente menzogne, ma una sana discussione, premettendo d’essere arciconvinto della necessità di abolire le Provincie .Ma esse sono organi previsti dalla costituzione e dunque la loro abrogazione o trasformazione deve passare attraverso una apposita legge costituzionale per l’articolo 138 o per il 139 della Costituzione. Non mi pare che il d.d.l del Governo Renzi risponda ai requisiti di forma e di procedura imposti dalla Carta. Né trovo i motivi di una urgenza che viene invocata dal Governo Renzi. A dire la cruda verità, io considero questo ddl un ennesimo scatarro del P.D. e del suo Governo Renzi sulla sbandierata sacralità della Carta , offesa e dileggio che mi auguro nessuno essere democratico voglia ancora condividere o appoggiare. Sarebbe un’onta indimenticabile. I profili di incostituzionalità del ddl Renzi, al di là del merito sui suoi propositi, sono molteplici ed ampiamente condivisi da costituzionalisti che pure sono stati “ auditi” nelle Commissioni parlamentari. Personalmente trovo queste disposizioni renziane una aperta violazione di numerosi articoli della Carta ma specificamente per gli articoli 1,5,48 , 114 ( ed anche 117,118 e 119). L’articolo 5 perché stabilisce un vincolo ferreo sulle “ autonomie locali” , come è la Provincia, che ogni legislatore può ampliare, ingrandire, sviluppare ma mai azzerare o comprimere come si vorrebbe fare. L’articolo 1 viene violato in quanto la configurazione della Provincia e della Città metropolitane come “ enti di secondo livello” comporta che i suoi organi non saranno legittimati dal voto popolare. L’articolo 114 perché prevede le Provincie e le città metropolitane come “enti costitutivi” della Repubblica, la cui legittimazione non può che derivare dal popolo sovrano. D’altra parte, queste mie riserve sono anche avvalorate da una recentissima sentenza della Corte Costituzionale che ha recentemente dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni, ancor ché secondarie, in materia di riordino delle provincie. Nel campo dell’opinabile, nel merito insomma, la critica fondamentale è quella che le disposizione del Governo Renzi non aboliranno le Province ma moltiplicherà in maniera esponenziale il numero degli amministratori locali. Ricordo che Forza Italia, favorevolissima all’abolizione “ vera” delle Province, ma nei modi e termini consentiti dalla Costituzione, proprio per questo scopo ha convintamente votato in Senato la procedura di urgenza per la modifica costituzionale diretta all’abolizione delle Provincie. Bisogna guidarli per mano come si fa con i bambini, a questi signori della sinistra, altro che invidiare la pragmaticità di Renzi.