Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 28 ottobre 2014

LA SPETTACOLO FARSA DEVE ANDARE AVANTI!!!!!! The farce must go on! La farsa deve continuare! Adesso che anche la mafia corleonese , fattasi da “killer criminale” a “ complice illustre ” della Magistratura, ha fatto l'ingresso ufficiale anche al Quirinale, più che scandalizzarmi che il Capo dello Stato sia interrogato da un magistrato sotto lo sguardo occhiuto del difensore di Totò Riina, provo indignazione e disgusto per tutti quei partiti politici che dal 1948 ad oggi hanno ridotto un “ popolo di individui anelanti alla libertà ” ad una “ accozzaglia talmente massificata” dal pensiero unico dominante, da non essere neppure ritenuta capace e degna di eleggere il proprio capo dello stato. Se il fascismo aveva militarizzato il popolo , la “banda dei partiti popolari” lo ha solo destituito, l’ha spogliato della divisa di figlio della lupa e lo ha rinchiuso nello stanzino delle scope. Da dove lo fa uscire solo quando “ loro, i partiti”, hanno bisogno di incassare “il potere”: una volta ogni cinque anni e alle primarie del P.D., giusto il tempo per firmare la cambiale in bianco a loro favore, che sarà messa all’incasso appena messo piede nel Parlamento. L'avere preteso il trasferimento del tribunale di Palermo al Colle è un delirio di potere della magistratura in un Paese ormai distrutto dalle procure. Probabilmente Cossiga e Craxi li avrebbero accolti con un battaglione di Carabinieri dispiegati in assetto di guerra e li avrebbero fatti arrestare tutti, magistrati compresi. Mi indigna l'elevato livello di indecenza, il degrado istituzionale e lo strazio tutto italiano, vedere a capo chino il capo dello Stato , istituzione già disonorata da Scalfaro, fortemente umiliato nella sua massima sede istituzionale(il Colle) da il leader maximo della Mafia! Nel "Palazzo dei veleni e dei segreti “Napolitano, Riina e qualche Magistrato parlano sui fatti oscuri del ‘93/94 , ma è stato imposto il “ bavaglio”: il popolo non deve sapere. Come si spiega che i processi giudiziari sono “segreti” se riguardano Napolitano e sono invece pubblici se riguardano Berlusconi? Cos'è questa disparità ? Una Giustizia a doppio binario , quella inflessibile e forcaiola per i nemici e quella tenera e comprensiva per “loro”, o la democrazia interpretata secondo le comodità della sinistra? Dove sta scritto che i processi si fanno a porte chiuse? Cosa ci nascondete? Ma guarda tu! Napolitano era Presidente della Camera, dunque niente intercettazioni, intercettazioni distrutte , mentre i Presidenti del Consiglio DEVONO ESSERE INTERCETTATI, CALUNNIATI, SPIATI, DECAPITATI, GHIGLIOTTINATI , UMILIATI IN PUBBLICO! Che strano modo di applicare la Legge, Cicerone si rivolta nella tomba. Ma già sento le anime belle sorridere di compatimento scrollando la testa, “ ma sono le prerogative presidenziali!”, bellezza! Ah si? Prerogative che però funzionano a corrente alternata? Allora per le intercettazioni si, per il ricorso la Consulta sì, per il processo al Colle sì , ma per il processo pubblico no? Ma guarda tu la coerenza! Siamo ormai nel 92° compleanno della Marcia su Roma, ma quella ebbe almeno la sfrontata arroganza di essere ben palese. Se é demenziale imporre a un Presidente della Repubblica presentarsi in un tribunale per rispondere alle interrogazioni dell'avvocato di un criminale mafioso, ancora di più lo é impedirne la trasparenza. Allora, niente trattativa, dice Napolitano ( chi si aspettava una verità, alzi la mano. Lo mando a raccogliere con l’ambulanza dei malati mentali) . Alla soglia dei novanta anni e con oltre settanta anni “ dentro il Palazzo del potere dei partiti” quest’uomo non ha mai mostrato una “ presa di coscienza” che rappresenti quanto meno un minimo sindacale di quello che tutto il popolo considera “ la trasparenza”! Certo, ditemi voi se è “ trasparenza “ il “potere dei partiti della sinistra” che da almeno anni fa ridere il mondo intero con i suoi fallimenti che tenta di nascondere sotto il tappeto. I due marò in india, l'arresto dell' amministratore delegato di Finmeccanica (che ha regalato affari e capitali a concorrenti esteri ), le tangenti imposte dal PD ad Orsoni, gli imbrogli del Monte dei Paschi di Siena, il caso Penati,il secondo caso Greganti, le coperture sugli abusi sessuali di un presunto pedofilo al Forteto, i 3 trans del caso Marrazzo incredibilmente tutti morti ammazzati. Tuttavia, anche senza scorrere i verbali della seduta, una virgola in più di quello che la corte e i pm già sapevano non l’hanno di certo appreso. Forse potevano essere carichi di speranze, le toghe, salendo al Colle, ma, scendendolo, a parte la grassa soddisfazione di avere sentito Napolitano come teste, una virgola in più, appunto, non l’avranno. Ma non si vive di solo pane e la vita senza qualche soddisfazione di tanto in tanto è davvero una vita agra . La stessa cosa vale per l’inquilino del Quirinale : anche lui si può ritenere soddisfatto. Dato che nella sala del Bronzino «Mai (è stata) usata la parola “trattativa”», pur avendo il Capo dello Stato testimoniato davanti alla Corte d'Assise di Palermo,proprio al processo sulla trattativa Stato - mafia. Come dire che l’unica trattativa vera che ha potuto aleggiare tra i severi busti di quella sala è quella che di sicuro c’è stata tra quella Procura e questo Colle, al fine di bandire la parola trattativa da quella deposizione. Dal comunicato della Pravda del Colle. Comunicato “ copia e incolla” delle “Pravda” italiane ( stampa ): "L'interrogatorio è durato oltre tre ore. "Napolitano ha risposto a diverse domande delle parti". "Altre volte si è avvalso della facoltà di non rispondere". Mi sembra che "la facoltà di non rispondere" sia concessa agli imputati e non ad un testimone . O si tratta di un’altra speciale prerogativa presidenziale ? Ma voglio rasserenare il nostro “ beneamato Presidente”: non si preoccupi, perché forte di quella giustizia che Lei , Caselli e Violante avete preteso , intimidendo il Psi, ed avallato dal 1989 , Lei che ha risposto "non sapevo" o “ mi rifiuto di rispondere” o “ non ricordo” domani non verrà incriminato per falsa testimonianza. Perché proprio per la giurisprudenza da lei avallata, Lei " poteva non sapere", non come Craxi o un Forlani o un Berlusconi, no! Proprio perché la “ giustizia è uguale per tutti “, asserto che rappresenta prova assoluta e incontrovertibile della sua “ menzogna” sotto giuramento. Credo invece che se la legge scritta , la giurisprudenza e le pandette fossero applicate in modo uguale a tutti i cittadini italiani, per Giorgio Napolitano potrebbe avvicinarsi un triste tramonto, il Sunset Boulevard .
OGNI TANTO SI MATERIALIZZA QUALCHE NON RICHIESTO SANTO PROTETTORE C’è un altro P.M. che sta studiando da Arcangelo San Gabriele, disceso in terra a miracol mostrare ;spero non sia ,gratta gratta, come quella “ madonna pellegrina” molisana degli anni 92, visto che è un validissimo P.M. a Reggio Calabria dove si occupa, con encomiabile successo, di ndrangheta e pandette. Ma siccome con questa Costituzione, come ammise Togliatti fin dal Dicembre del ’56 chiudendo l’VIII° Congresso del Pci , solo il Pci può fare quello che gli pare, sopra tutto il contrario di quello che la Costituzione ordina , così questo multiforme Magistrato, oltre a fare il P.M. , oltre a studiare come “ apprendista San Sebastiano”, oltre a volerci fare, senza che nessuno glielo abbia mai chiesto, da “protettore” , da “ tutore”, da nostra “ cara guida”, ad insegnarci quello che possiamo e dobbiamo pensare e quello che non dobbiamo pensare, oltre ad impancarsi a certosino e magnanimo correttore dei nostri errori , avrebbe voluto anche fare il Ministro di Giustizia) sostenuto dalla corrente estremista del P.D. di Renzi. Come fosse il nuovo Richelieu di un Re Sole ( il comunismo duro e puro del P.D. ) cui tutto è consentito , ius primae noctis incluso , il Dr Gratteri ha messo a punto, nella Commissione parlamentare per la riforma della Giustizia da lui presieduta, una feroce e rozza “ controriforma” con “ indecenti proposte”, che sono l’esatto contrario di quei cambiamenti che l’Europa pretende dalla nostra (in)giustizia. I punti fondamentali di questo “ manifesto del forcaiolismo giustizialista” toccano i punti essenziali che l’Europa e che la civiltà ci richiedono da decenni . La riforma del 1989, che avrebbe dovuto segnare la fine della “legislazione emergenziale”, della incredibile “ giustizia uguale per tutti ma su due binari” e segnare finalmente l’avvento di un vero “ garantismo” , concepita dapprima da illustri “ garantisti” fu poi colpevolmente lasciata scrivere da una lobby di Torquemada . Infarcita di innumerevoli violazioni rispetto alla sua “ legge delega”, permise la riuscita del sanguinario “ assalto alla diligenza del potere ” da parte del Pci di Violante e dei suoi accoliti seguaci di Tomas de Torquemada. “L’obbligatorietà dell’azione penale” – che inizia solo con la richiesta di rinvio a giudizio e dunque alla fine , invece che all’inizio, dell’inchiesta del P.M.- consegna un arbitrario, incivile ed immenso potere ad una casta di magistrati irresponsabili ( nel senso costituzionale del termine) che possono arrestare, incarcerare, esporre al pubblico ludibrio ogni persona “prima” che sia stato rinvenuto il reato da contestargli .Una deriva autoritaria che consentì ai “compagni Magistrati” di iniziare interminabili “ inquisizioni ispettive” e processi mediatici su personaggi politici che fossero da ostacolo al dominio politico del Pci. Tutto semplicemente demenziale. “ L’unicità delle carriere dei magistrati” quando proprio il nuovo “ rito accusatorio” del 1989 ,che abrogava il vecchio “rito istruttorio ”- dando valore solo alle prove che emergono dal “ dibattimento stesso”- per il ruolo che del giudice ne deriva, pretende , come logico, necessario ed indispensabile suo corollario, proprio la “ separazione delle carriere”. “La sottomissione , prevista dall’art. 109, della polizia giudiziaria, al giudice”, che mentre mortifica le professionalità investigative ( ed i risultati si vedono bene) non solo dilata arbitrariamente l’occhiuto “ potere di controllo” dei Magistrati,ma ha prodotto una infernale “ carro armato giudiziario “ che finisce con l’obbedire ad impulsi e tendenze di natura politica. “La demenziale disposizione del 3° comma dell’articolo 192 (c.p.p.) “, che ha letteralmente trasformato , per i Magistrati, i “pentiti ed i dissociati” nelle lobby clientelari e corrotte proprie dei partiti politici, senza che nessuna voce si levi contro questo conflitto di interressi. Bene adesso il P.M. Gratteri propone , per la riforma della giustizia, misure ancora peggiorative del processo penale. Il moderno Richelieu “ suggerisce” sistemi di tortura corporale e psicologica, oltre che praticamente abrogativi del residuo “ Stato di Diritto”. Suggerisce praticamente di abrogare la centralità del dibattimento estendendo il ricorso al più breve e punitivo “ rito abbreviato”, di inasprire il regime carcerario previsto dall’articolo 41-bis che già così è la causa delle condanne che umiliano l’Italia come un Paese che utilizza la tortura corporale e psicologica ed altre misure di minore portata. Sventolando il falso alibi , un vero “ specchietto per le allodole”, di una “ asserita” emergenza di una imprecisata “ legalità”, questo novello San Sebastiano usa la spada non per difenderci, ma per schiavizzarci. Per importare, in Italia, il dominio della Stasi. Ovviamente gestito da “ persone di sua fiducia”.