Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 7 novembre 2014

ROTTAMATORE ? MA DE CHE? FORSE DELL’ITALIA E DELLO STATO DI DIRITTO Dunque la convergenza tra Pd e grillini nelle nomine ed altro è una vera e propria deriva manettara e giustizialista del P.D. di Renzi che ci riporta indietro, quanto meno a Febbraio del 2013, ai tempi di Bersani . Il primo risultato di questa deriva è che in Commissione Giustizia è passata la proposta del governo sulla responsabilità civile dei magistrati che di fatto li garantisce da azioni risarcitorie. Insomma: in una materia delicatissima, Pd e Grillo ossequiano i loro protettori con la toga. L’ombra di Craxi e dei suoi inchini supplicanti al teorema Violante su giustizia e magistrati si sta allungando su questo Governo. Prevediamo un lungo stop alle inchieste che vedono imputati tangentari di sinistra, faccendieri cattocomunisti, banchieri rapinatori con l’accento senese, imbroglioni ex sindaci di Sesto San Giovanni , ecc., insomma ecco il nuovo del rottamatore, il solito uso politico della giustizia. Bravi. Ma non solo, perché la “ deriva manettara” sta tranquillizzando i signori Magistrati sul gravissimo ed incivile problema dell'uso facile della custodia cautelare, motivo che espone l’Italia alle reprimende del mondo civile. Gratteri potrà essere soddisfatto, secondo questa deriva i magistrati possono arrestare la gente che vogliono anche se non hanno commesso reati , senza correre il rischio di trovarsi invischiati in noiosi risarcimenti. In sostanza vogliono evitare ai magistrati di praticare la prudenza e la riflessione prima di privare una persona della libertà. Facciano pure. In pratica, a differenza di quanto voleva il relatore Buemi, del Psi, non si potranno richiedere danni da parte di cittadini che si sono visti appioppare il carcere e altre restrizioni a causa dell'allegra interpretazione della legge di pm e gip (in contrasto cioè con la giurisprudenza della Cassazione). Niente da fare. La legge deve poter essere tirata come un elastico o come qualcos’altro dai pm Per dignità personale mi rifiuto di commentare le “ comparsate” di Maurizio Sacconi e di tutto il Ncd. Resta l'evidenza di un gruppo parlamentare democratico mosso dalla medesima furia anti-garantista dei forcaioli grillini. Forcaioli, beninteso, con i semplici cittadini, mentre per i magistrati viene garantita la licenza di sbagliare gratis. LO SHOW DA CAPOPOLO DEL PROCURATORE DI GENOVA Come mai sono stati fatti passare tredici anni dai gravi fatti del G8 di Genova senza ancora una sentenza definitiva ? E come mai il Procuratore, Enrico Delehaye, ha sentito il bisogno di pronunciare ieri la sua lunga ed appassionata requisitoria – sulla quale tornerò – contro l’ex Questore di Genova, dr. Francesco Colucci, un imputato per il quale il Procuratore nella requisitoria ha chiesto che si rifaccia il processo con rinvio in Appello, quando – ma guarda caso! – andando a verificare fatti e date , si scopre che mancano solo tre giorni alla totale prescrizione del procedimento penale a carico dell’ex Questore ? Ma vuoi mettere come mi si nota di più se mi esibisco – altro che Benigni! – in un delirante show da bravo compagno, di quelli con L’Unità o La Repubblica sotto l’ascella, alla Tornatore di “ Baaria”, rappresentando quei fatti di botte e sangue – come da pamphlet scritto dagli eredi del Pci – a situazioni da insurrezione militare come quelle verificatesi «nel Cile di Pinochet o del Burkina Faso di oggi»? E poi, sublimandosi nel suo delirio salvifico, ecco il suo tocco finale, tipico di un Charles Bronson o di un Maresciallo Giraldi, due icone della religione giustizialista e forcaiola, scagliate contro un Parlamento che ancora osa non obbedire ai “ suoi voleri ” ed introdurre, ed alla svelta pure come devono eseguire i picciotti gli ordini del boss, il reato di tortura , “ un presidio di civiltà che forse avrebbe arginato quanto verificatosi in quel luglio di 13 anni fa nel capoluogo ligure” . Con la stessa logica del Signor Procuratore si sarebbe dovuto ( non potuto) evitare il processo e la condanna di Galileo Galilei se si fosse tenuto conto di quanto poi appurato qualche secolo più tardi. Un’arte divinatoria , una vera “ genialata” del Procuratore Ricordo all’illustre Signor Procuratore, in fregola spasmodica di impancarsi per rifilarci la solita lezioncina da quattro baiocchi, che io, cittadino italiano, delle sue idee, dei suoi desideri, delle sue personali convinzioni, francamente me ne sbatto altamente. Avrebbe dovuto pensarci per tempo, essendo il solo suo obbligo, a fare il suo dovere, Signor Procuratore, senza farsi prendere adesso , accortosi di aver perso tutti questi anni inutilmente, dalle fregole e dalle pulsioni da “ capopopolo de sinistra” , per evitare che i magistrati di Genova perdessero la bellezza di tredici anni di tempo – durante i quali il suo alto Magistero cosa mai faceva, signor Procuratore? Perché non controllava quel che accadeva?- e di soldi – i nostri, Signor Procuratore, sempre e solo nostri - a cercare prove per potere condannare “ alcuni colpevoli perché già condannati, senza bisogno di perder tempo in processi, dal tribunale del popolo o dal tribunale segreto riunito nella redazione di qualche giornale di partito politico ” più che ricercare “ i veri colpevoli”, come insegna la storia degli ultimi cinquanta e passa anni ( diciamo da Piazza Fontana, dal 1968 in poi, Signor Procuratore? ) di questo simulacro di Magistratura cui Lei appartiene a pieno titolo.