Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 21 dicembre 2014

BENIGNI? COME VANNA MARCHI Vuoi per la tematica “ curiale” affrontata – in un periodo storico nel quale massimizzare certi dogmi di stampo religioso vuol dire scavare fosse incolmabili fra uomini e paesi – sono io che non riesco proprio a capire come possa ogni persona normalmente dotata di discernimento , di capacità di analisi e di sintesi, non rimanere disgustata quando Benigni passava – e lo ha fatto spessissimo - dal ruolo di “ voce narrante e sia pure recitante dei 10 comandamenti ” a quello di “ sedicente cara guida” annunciando al mondo, con una spudoratezza pari solo al suo disprezzo per il fruitore considerato un imbecille ed un cretino da ingannare, svelava e annunciava presupposte verità assolute e universali. Sfruttare la fede di “credenti” per qualunque fine ( potere, soldi, ecc) è come sfruttare una persona con handicap o u n bambino , è già di per se stesso un odioso e ributtante reato penale : lo commettono tanti imbonitori, da Vanna Marchi in avanti, che si spacciano per sensitivi, guaritori, medium e c’è anche chi, sfidando il ridicolo, dice di parlare con Dio e ce ne fa anche il report su “ Repubblica”, ovvero Scalfari. Solo chi avesse fette di prosciutto sugli occhi e incapacità di critica può non essersi accorto che Benigni ha “ usato” i comandamenti , cioè la fede e la credulità popolare conseguente, per farsi apologeta principe di Dio come accadeva nelle parrocchie italiche degli anni cinquanta con l’esercito della salvezza italiano, quello creato da La Pira, i “ picciotti dell’azione cattolica” che, quando ero ragazzo, inscenavano “ ridicole omelie curiali” con le quali volevano imporci, a noi ragazzotti, stupefacenti misteri divini che si scatenavano ad ogni nostra parolaccia. E, a proposito dei 4 milioni di Benigni, sono testimone che tutti quei picciotti da sagrestia trovarono facilmente certi posti d’oro mentre noi massa di peccatori languivamo in attesa di qualche concorso……. Presentarsi con l’aureola e la dignità dell’ attore per poi surrettiziamente tramutarsi in apologeta in diretta televisiva di Dio come un Vescovo , come un predicatore pro domo sua cercando di ipnotizzare quel pubblico infantile con ieraticità ridicole è l’identica postura di una Vanna Marchi che ingannava i “ suoi fedeli” con le pomate contro il cancro. Caro Benigni, tu puoi fottere solo gli sprovveduti ormai. O chi gode nel farsi fottere. E le folle dei fedeli creduloni: che so, quelli che vanno in ginocchio sui ceci fino al Divino Amore o quelli che vedono la Madonna a Siracusa, a Civitavecchia ecc.