Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 29 dicembre 2014

IL PROGETTO COMUNISTA DI VIOLANTE PER DESTABILIZZARE IL SISTEMA POLITICO DOMINANTE DEGLI ANNI NOVANTA PARTE SECONDA ED ULTIMA Come ultimo “indizio” scelgo l’esecuzione , avvenuta il 12 marzo del ’92 a Mondello, di Salvo Lima. La vulgata dominante sostiene che l’On Lima sia stato giustiziato dalla mafia corleonese per non averla salvata dalla condanna al maxi processo di Palermo. Questa “ipotesi”, perché di un’ipotesi si tratta sempre, vorrebbe far apparire la mafia così superficiale, leggera , irresponsabile da aver creduto che Lima ed Andreotti avrebbero continuato a proteggerla ( dalla sentenza definitiva) quando già dal 1989 le avevano praticamente girato le spalle come dimostra il precedente indizio ? Possibile che una organizzazione che ha messo a soqquadro l’Italia – per non parlare dell’America e della nostra storia – sia composta da simili cretini che reagiscono ad una delusione o tradimento, peraltro annunciata e prevedibile , freddando platealmente il traditore? E da quando in qua la mafia uccide “il traditore” ? Semmai , come l’esperienza ha dimostrato con i vari pentiti ed i vari dissociati che non seguivano le istruzioni della cupola, la mafia sterminava i suoi familiari ( chiedere a Don Masino Buscetta in merito) e non certo tutti insieme , ma ad uno ad uno , centellinando la lupara per riservarsi la possibilità di continuare nell’intimidazione e nel ricatto. E credibile che la terribile mafia corleonese si comportasse d’improvviso come un Renatino Depedis da quattro soldi , ossia come un bulletto di periferia romana o napoletana , uno che ammazza e spara per imporre la sua legge in un quartiere di periferia ? Evidentemente a marzo del ’92 era ormai diventato urgentissimo , imperativo, irrimandabile chiudere per sempre la bocca di Salvo Lima perché Lima sapeva troppe cose sul Pci e su Violante , sui vari governo locali siciliani dove le cooperative rosse del Pci si accordavano con la mafia e con quella si spartivano potere, appalti, ricchezze, voti, tutte cose che Lima non doveva dire a quel Falcone che invece insisteva a chiedergliele . E se Falcone avesse davvero interrogato Salvo Lima che fine avrebbe fatto il processo ad Andreotti ? E che fine avrebbe fatto il progetto del Pci e di Violante di usare la mafia per destabilizzare il sistema politico dominante e cioè l’egemonia democristiana e socialista utilizzando come grimaldello sia l’arma dei pentiti e dissociati – etero diretti - quanto la “ la condanna giudiziaria della asserita collusione con la mafia della sola Dc”? Allora il vero problema non è nell’affermazione, datata maggio ’96, di un evento di dicembre del ’91, che Giovanni Brusca rende noto solo quando viene arrestato. “ Prima dell’esecuzione di Falcone, ho viaggiato in aereo con Violante da Palermo a Roma , abbiamo parlato ed abbiamo trovato l’accordo su come liquidare Falcone e Andreotti”, infama Brusca. Certo era una bufala, era un tentativo di “ ricattare” Violante ed il Pci che nel 1996 era praticamente al Governo con Prodi e l’Ulivo , ma questo dimostra che nella mafia corleonese l’idea di usare il progetto comunista (di conquistare il potere usando la mafia per cancellare il dominio democristiano e socialista) per stabilizzare e rafforzare la propria posizione era presente. Questo episodio è sconosciuto alla grande informazione, volutamente “ silenziato” ed imbavagliato perché il suo essersi solo verificato metteva in evidenza come il Pci e Violante , al contrario di quanto andavano facendo e dicendo , erano “ sotto schiaffo” , ricattabile dalla mafia, proprio come loro asserivano lo fossero la Dc ed Andreotti. La macchinazione di Cosa nostra nasce da una coincidenza: un volo Palermo Roma del 21 o del 22 dicembre 1991, il giorno in cui si sono trovati sullo stesso aereo i fratelli Brusca (Giovanni non era ancora latitante) e Luciano Violante, a quei tempi vice presidente dell' Antimafia. Una bella concomitanza temporale, un colpo eccezionale, che ha poi indotto il mafioso Brusca a non buttare nella spazzatura quel preziosissimo biglietto Alitalia: la carta era troppo ghiotta per non essere messa in un cassetto fino al momento più propizio per metterla all’incasso. Ma chi viene incaricato da Caselli di espletare le indagini? Guarda caso proprio un procuratore aggiunto di Palermo, quel Guido Lo Forte, ora vice di Caselli, che la sentenza inappellata di Caltanissetta aveva asfaltato sotto le sue responsabilità per avere “ sabotato” , con Giammanco e la Procura di Palermo, tutta l’inchiesta “ Mafia e Appalti” che era voluta fortemente da Falcone e da Borsellino . Quale sia stata la verità nessuno lo sa. La premiata Ditta Caselli & Lo Forte l’hanno ben bene sabotata e poi sotterrata. Eppure non vi sono argomentazioni che rendano questa trattativa “ mafia-Violante” meno credibile del bacio di Andreotti a Riina. Non è poi tanto difficile pensare ad una “trattativa” fra la mafia corleonese ed il Pci di Violante, complici nel progetto eversivo ma sempre pronti a spararsi alle spalle per liberarsi, alla prima occasione propizia, per sempre di un complice, scomodo e pericoloso. Di certo c’è che da allora la mafia non ha ucciso più nessuno, dunque qualcosa di grosso le è stato concesso, quella trattativa potrebbe ragionevolmente essere avvenuta. Con una tale soddisfazione della mafia da consentirle di far dire all’avvocato proprio di Brusca “"Brusca e' un collaboratore credibile e non più un dichiarante come lo aveva definito Caselli. Ha dimostrato di essere un collaboratore serio e determinato". Da Palermo risponde Lo Forte: "Ci domandiamo tutti perché lo ha fatto. La Sicilia e' difficile da capire per tutti, spesso anche per i siciliani". Eppure la mafia aveva già organizzato anche i soliti pentiti eterodiretti: non solo le dichiarazioni di Brusca, ma anche quelle di un pentito Monticciolo, di due medici di San Giuseppe Jato, Lino Maniscalco, il fratello del sindaco Maria Maniscalco ( del Pci ) e Giuseppe Migliore.. Se a Palermo torna la calma vuol dire che la mafia è stata accontentata. Così a Roma le acque sono ancora agitate. Così inizia una specie di corsa tra il Viminale e il ministero di Grazia e Giustizia: Caselli, Tinebra e Vigna corrono da Napolitano e da Masone e poi da Flick: lo fanno per rinnovare la piena solidarietà al prefetto De Gennaro che per primo era uscito allo scoperto per denunciare il piano diabolico di Cosa nostra. Dunque una trattativa fra la mafia ed il Pci, un do ut des, un ricatto ed il pagamento del riscatto, del pizzo potrebbe essere avvenuta se da quel momento la mafia non ammazza più nessuno in Sicilia e in Italia né compie altre stragi o attentati. E poi non è forse una verità accertata che oggi la mafia controlla e si arricchisce anche con l’immigrazione clandestina ? A Giovanni Brusca comunque la minaccia anche se tardiva a Violante ed al Pci è servita, eccome se è servita Lui, che ha ucciso circa duecento persone , è stato agevolato con una detenzione nel carcere romano di Rebibbia fin dal suo arresto del 20 maggio del 96 anzi che in qualche carcere invivibile. Poi , alla chetichella, nel 2004, , grazie ad una decisione autonoma della Magistratura e precisamente del Tribunale di sorveglianza di Roma, gli sono stati concessi periodicamente dei permessi premio per buona condotta, consentendogli così di poter uscire dal carcere ogni 45 giorni e poter far visita alla propria famiglia, in una località protetta. C’è poi il maggiore fra gli indizi e cioè che l’uso dei “pentiti” a comando, offerti dalla mafia ed entusiasticamente ed acriticamente accolti a braccia spalancate e senza alcuna circospezione ( non certo come fece Falcone con il Pellegriti) da Violante, da Caselli, dalla Commissione Antimafia ecc ( i Buscetta , i Balduccio Di Maggio, ecc) hanno consentito alla mafia di punire la politica che aveva di fatto tradito il loro vecchio patto di alleanza. E ne hanno distrutto le carriere politiche. Le accuse contro Andreotti, l’uccisione di Salvo Lima, quella di Falcone sono soprattutto servite al Pci ed a Violante per delegittimare Andreotti ed evitare che fosse eletto al Quirinale. Dove il progetto el Pci e di Violante doveva essere messo un uomo “ di comodo”, “gradito” e “ servile” al Pci e che fosse dunque un elemento facilmente ricattabile. Che fosse proprio questo il progetto del Pci , di Volante e della mafia lo conferma il più importante dei pentiti di mafia, proprio Giovanni Brusca quando riferisce che “ quando si cominciò a lavorare per l’uccisione di Falcone” , riferisce il super pentito Brusca, Riina diceva “ speriamo che ci riesca ora questo fatto di Falcone, in modo che “ ci fazzu fari u Prisidente de Repubblica..” Insomma uccidiamo Falcone e Andreotti e bello che bruciato per la Presidenza della Repubblica. L’elezione di Oscar Luigi Scalfaro, che avvenne al sedicesimo scrutinio, è avvenuto con i voti decisivi del Pci ed è stato non un semplice indizio ma “ una decisiva prova documentale” dell’esistenza del progetto comunista di Violante di destabilizzare il sistema politico dominante e cioè l’egemonia democristiana e socialista utilizzando come grimaldello sia l’arma dei pentiti e dissociati – etero diretti - quanto la “ la condanna giudiziaria della asserita collusione con la mafia della sola Dc”. I “pentiti” forniti dalla mafia ( Balduccio Di Maggio e Buscetta su tutti, i loro interrogatori gestiti dal solo Presidente Violante , in una Commissione antimafia di intimiditi e di corrotti, la impunita complicità di Orlando Cascio e di Santoro Michele nell’uccisione di Falcone e nel disperato suicidio del Maresciallo Lombardo – che eviterà a Badalamenti di smentire pubblicamente Don Masino Buscetta – ed un candidato – Oscar Luigi Scalfaro – gradito al Pci ed a Violante perché era già ricattabile , compromesso con una vecchia questione di “ fondi neri” che il Sisde gli forniva negli anni in cui Scalfaro era Ministro degli Interni, più che indizi certi, precisi e concordanti, sono delle vere e proprie prove di quel progetto scellerato e criminale . E infatti, appena eletto, Scalfaro fu agguantato ed appeso per le palle dalla Procura di Roma alla sua inchiesta su quei fondi neri. Se la cavò solo favorendo in modo determinante per la sua influenza istituzionale, l’abolizione sia del reato di “ abuso di atti d’ufficio” – che salvò non solo Romano Prodi – allora leader del centrosinistra post comunista nelle elezioni politiche del ’96 – dall’inchiesta e dal rinvio a giudizio proprio per “ abuso in atti d’ufficio” da Presidente dell’Iri per lo scandalo della Bertolli all’Unilever spiccato dal P.M di Roma Giuseppa Geremia ma anche, proponendo la contemporanea modifica del codice di procedura penale sul divieto di utilizzare dichiarazioni resi in altri processi come prova per altri processi , modifica che mandò impuniti una inimmaginabile pletora di amministratori locali comunisti e di personale delle cooperative rosse tutti resi improcessabili per tutti i reati che pure avevano commesso con la rete locale delle cooperative rosse nel finanziare il Pci e nel realizzare un gigantesco reato di voto di scambio fra le clientele locali e il sistema di lavoro e di mantenimento delle cooperative rosse da quella modifica . E’ dunque perfettamente ipotizzabile l’esistenza nella mafia corleonese di una “ strategia politica” così sintetizzabile:” mettiamo insieme con il Pci e con Violante per ammazzare Salvo Lima, Falcone e Borsellino” così salvando il Pci per la sua collusione mafiosa in Sicilia (nota nei dettagli a Salvo Lima il quale doveva essere interrogato da Falcone sull’argomento così bruciando Andreotti vero il Quirinale dove il Pci avrebbe deciso di mettere il ricattabile e obbediente Scalfaro. Aveva ragione dunque e tutto sommato Brusca quando asseriva che vi fossero “ menti raffinatissime” a suggerire , a gente come lui e come Riina, un disegno così raffinato e contemporaneamente così crudelmente efficace nell’organizzare un attentato, quello di Capaci a Falcone, che mai la mafia aveva osato nemmeno pensare e tutto scadenzato con una tempistica oserei dire quasi perfetta per eliminare per sempre possibili e temibili confessioni ( di Lima a Falcone) e per influenzare in modo così determinante l’elezione di un Presidente della Repubblica il cui destino era già nelle mani della magistratura politicizzata della quale Violante era l’indiscusso dominus. Per cercare di depistare l’opinione pubblica da queste verità fattuali concatenate fra di loro in modo sincrono, il Pci e Violante lasciarono che Travaglio ed i magistrati di Palermo costruissero la loro “teoria” che si incentra su una trattativa , bollata come criminale, intercorsa tra lo Stato e la mafia finalizzata a soddisfare le richieste della mafia. E così dal 1993 in poi costoro hanno portato avanti la loro teoria fondata sul classico “ doppio Stato” secondo la quale la Dc si è sempre servita delloa capacità stragista della mafia per rafforzare e puntellare il suo potere. E quando poi si sono resi conto che quella loro teoria non reggeva ad obiezioni elementari perché la Dc ed il Psi era stati praticamente rasi al suolo da Mani Pulite, ecco la nascita dell’ultima loro teoria, servita anche per delegittimare e distruggere, per via giudiziaria, il nuovo avversario politico , secondo la quale teoria che ispirò la stagione stragista , chi suggerì alla mafia i delitti che sappiamo sarebbero stati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri per abbattere la Prima Repubblica e per diventare eredi del suo potere. Ma anche questa ultima teoria o trovata è stata abbattuta miserevolmente da una serie di archiviazioni che, seppure a malincuore, le Procure di Palermo e di Caltanissetta hanno dovuto decidere. Ma se tutto questo appartiene alla “ teoria”, ad una “ supposizione” che, per quanto attraente, è già stata sonoramente bocciata dalla stessa Magistratura, non altrettanto può dirsi sul fatto che l’uccisione di Lima e di Falcone determinò l’elezione al Quirinale di Scalfaro. E’ un “ dato di fatto” che il Pci dette i suoi voti al sedicesimo scrutinio a favore di Scalfaro, non una mia supposizione. Questo fu un innegabile successo della fazione più oltranzista della Magistratura politicizzata che, raggiunto nel 1992 un simile inimmaginabile traguardo, inebriata da un tale successo , decise di affondare il coltello nella schiena del sistema istituzionale espropriando “ la supremazia politica” alla politica con la rapina dell’articolo 68 della Costituzione ( ottobre del ’93) . E’ grazie a quel bottino che oggi la Magistratura condiziona la vita politica, economica, scolastica, sportiva, artistica, civile, istituzionale di questo Paese. E’ grazie a quel bottino se dall’ottobre del 1993 ogni avversario politico del Pci e dei suoi eredi viene eliminato per via giudiziaria, cioè fucilato, dalla magistratura politicizzata. Prima Berlusconi, oggi anche la Lega Nord. Il progetto criminale sta riuscendo. Occorre reagire.