Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 19 febbraio 2015

LA CRISI DELLA GIUSTIZIA E’ SOLO UNA MENZOGNA Si parla di “ crisi” della Giustizia italiana , non credo che sia “crisi”, ma ritengo invece sia la degenerazione degli assetti costituzionali e politici pervicacemente perseguiti dalla sinistra politica italiana attraverso una serie di riforme e di provvedimenti di politica giudiziaria appositamente elaborate ed approvate dalla sinistra politica italiana. C’è una “ accelerazione” nella tempistica di tale costruzione che non lascia ombra a dubbio, perché scatta, come un richiamo della foresta, proprio non appena crolla l’Urss, quando cioè la Dc – vedi Cossiga per la Dc e la sua “ cena del pesce” al Colle con Sogno e Violante – riteneva fosse crollata con la guerra fredda anche la guerra civile italiana , gli equilibri, cioè, interni ricopiati su quelli di Yalta. Eccole le sue principali tappe, che omettono la principale, quella della nascita della corrente filocomunista nel Csm denominata Magistratura Democratica, che risale al’65. Negli ultimi venticinque anni due sono state le iniziative “ esiziali” per la Giustizia. In primo luogo, fra l’89 ed il ’90, la “ riforma del Prof. Giuliano Vassalli”. A questa riforma si devono alcune vere e proprie aberrazioni criminali del sistema giudiziario italiano. L’abolizione della figura del Giudice Istruttore, la conseguente dilatazione dei poteri nelle sole mani del P.M., la rinuncia alla professionalità investigativa della così detta " polizia giudiziaria” che ora viene comandata dal P.M. ( con quali intuibili forme di persecuzione e di intimidazione verso gli “indagati” – spesso a loro insaputa per l’assurdo decorso dell’azione penale dall’incriminazione - , aver rappresentato l’inizio di un fantomatico “ rito accusatorio” per superare il precedente “ rito inquisitorio” senza provvedere alla naturale separazione di carriera o di Csm fra magistrati inquirenti e requirenti, la genericità delle condizioni per sottoporre l’indagato alla custodia cautelare che ha permesso abusi a causa dei quali l’Europa commina all’Italia enormi multe. Dimenticavo poi la ciliegina che graziosamente il Psi e Vassalli hanno delicatamente offerto alla tracotante invadenza mediatica dei magistrati e cioè la drastica riduzione dei poteri del Ministero di Giustizia. In secondo luogo, come secondo atto della scenografia , nel ’93, quando una ben nota “lobby di magistrati” , intimidendo e condizionando pesantemente il Parlamento italiano sotto il bombardamento giudiziario di Mani Pulite, sotto il “ compiaciuto ed asservito” complice assenso del Capo dello Stato ( che la Magistratura teneva sotto inchiesta peri fondi del Sisde al Viminale) e del Presidente della Camera ( era Napolitano che si guardò bene dal “ difendere la dignità del Parlamento “ assecondando ( la sua fu “ compiacenza”? Fu “ complicità”? Fu “ obbedienza”? Certo che non fu una esibizione dignitosa e meritoria per Napolitano) ridusse l’immunità parlamentare ponendo di fatto il Parlamento sotto tutela , nelle mani dei magistrati Terzo elemento è costituito dall’inconcepibile mancato rispetto dell’articolo 111 della Costituzione da parte dei magistrati stessi in quanto la sua previsione del “ giusto processo” di basa esclusivamente sulla “terzietà” del Giudice rispetto sia al P.M. che alla difesa. Ossia sulla separazione delle carriere. Se viene meno la “ terzietà” del giudice, decade tutto lo “ Stato di Diritto” e questo è quello che è accaduto in Italia. Si aggiunga nel 92/94 Mani Pulite, nel 94 la creazione , nel ventre della Magistratura e non certo in Parlamento, di un reato inesistente nel codice penale, il concorso esterno in associazione mafiosa, La conseguenza di queste nefandezze giudiziarie è sotto gli occhi di tutto il mondo: durata abnorme dei processi, costo degli stessi alle stelle, prescrizioni a milioni durante il periodo di indagine o addirittura prima che esse siano iniziate, l’esplosione della popolazione carceraria il cui abbondante 40% è criminalmente costituito da persone innocenti ma assoggettate con abusi vergognosi alla tortura della carcerazione preventiva, per finire con l’uso della giustizia a scopo di tornaconto politico. L’uso politico della giustizia è dunque figlio della sinistra politica italiana, del Psi, forse stretto dalla necessità di strappare la benevolenza alla magistratura sbattuto come fu dal Pci alla forca delle tangenti e sopra tutto della politica giudiziaria partorita dalla mente di Violante e di Gian Carlo Caselli e dei loro compagni comunisti, che avevano intravisto la possibilità, tramite l’uso della giustizia, disbarazzarsi di tutti i competitori politici per agguantare finalmente il potere in Italia senza passare da quella seccatura democratica che sono le elezioni. Dal 1994 fino ad oggi, parlo di ventuno anni, la sinistra ha vinto nel 1996, nel 2006 e nel 2013 usando la giustizia e non la politica come ariete: i 58 processi , le 290.000 intercettazioni ambientali e telefoniche , le 2.500 udienze inscenate perseguitando il capo dell’opposizione politica, un rastrellamento giudiziario che ha prodotto solo una stiracchiata e discutibile condanna per evasione fiscale. Inutile riparlare di questi processi, ma questo bignamino serve a testimoniare come non esista alcuna crisi della magistratura, ma che sia stata organizzata – aruspici Pecchioli, Violante e Caselli ed il Pci -una sorta di “ soluzione finale”, una svolta definitiva , l’accelerazione che avrebbe concluso il percorso del Pci verso la conquista del potere in Italia per via n costituzionalmente non illegittima perché per via “ non espressamente vietata” che Togliatti aveva già indicato nel dicembre del 1956 concludendo il Congresso del Pci del dicembre di quell’anno: che questa Costituzione avrebbe permesso che il Pci conquistasse il potere in Italia anche senza vincere elezioni politiche. E, se ci riflettete, questo è avvenuto e si è perfezionato grazie a quanto ho sopra rammentato con la regia di un compagno di Togliatti, di Giorgio Napolitano. La data di perfezionamento di questa “ presa del potere” è lì, scritta con inchiostro indelebile: novembre del 2011, l’induzione alle dimissioni di Berlusconi e la totale occupazione delle istituzioni da parte degli eredi del Pci. Grazie a Vassalli ed al Psi. Ed ai magistrati.

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