Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 23 marzo 2015

“REDDITO DI CITTADINANZA” e “ I GATTI DEL VICOLO MIRACOLI” Nulla di preconcetto o di personale con quelli del M5S , ma credo sia necessario parlare del loro attuale “ asso nella manica”, vale a dire per quel loro emendamento al disegno di legge di stabilità, che mirerebbe all’introduzione del” reddito di cittadinanza”. Un pochino mi ricorda “Casa Rosada”, populismo sudamericano alla Evita Peron , se non anche certe misure di Pinochet ( tutto attaccato, please, non Pino Chet!) . Siccome “ è chiaro che si deve far mangiare qualcuno, è bene vedere chi dovrebbe pagarne il relativo conto, secondo la loro proposta. Innanzi tutto non capisco perché i signori del M5s usino sempre , anche su Fcb, ovunque , “ posture evangeliche , toni biblici ed indici alzati ”, posizioni catonesche e censorie , omelie da primi della classe, forse per darsi quel contegno da” so tutto io” tipico di certi signori alla D’Alema, alla Cuperlo, alla Civati, alla Fassina, alla Scalfari, gente appunto che non ha mai lavorato un giorno in vita sua , riuscendoci benissimo. A farmi sorridere, sia chiaro. Non capisco bene se questo “ reddito di cittadinanza” voglia scopiazzare o imitare altre due nozioni e cioè il “ reddito minimo” e “ il salario minimo”. Respiro però il sentore di una nuova forma di welfare ed anche di una sua ulteriore espansione. Dalle loro omelie ho capito che dovrebbe trattarsi di una “ nuova prestazione” che dovrebbe indicare una sorta di livello di “ reddito minimo” al quale avrebbero diritto tutti coloro che sono senza reddito o che ne percepiscano uno inferiore alla soglia indicata dei 600 euro mensili. Altrove in Europa è previsto il “ salario legale minimo” una soglia minima di retribuzione al di sotto della quale non si può andare, ma riguarda evidentemente solo i rapporti tra privati. Invece nell’emendamento proposto dal M5s vi sarebbe l’obbligo di una integrazione del “ reddito percepito”, qualora questo fosse inferiore alla misura or ora indicata del “ reddito di cittadinanza”. Ma questa “ integrazione” avverrebbe a spese dello Stato non a carico del privato interessato. Immagino serviranno poi schiere , falangi di Magistrati invasati, ululanti “legalità, legalità”, per dare la caccia agli accordi criminali che si verrebbero ad instaurare fra imprenditori e lavoratori, all’evidente scopo di spostare sul nostro groppone sia” l’integrazione” che tutto il “reddito di cittadinanza”, alla faccia dell’evasione che è noto è sempre e solo“ quella degli altri”. Inoltre ho pensato, leggendo quella proposta, sulla base di quello che conosco degli altri Paesi europei in cui è tutelata non solo la disoccupazione (ovvero la posizione di chi perde il lavoro, come in Italia), ma anche la così detta “ inoccupazione” ( ovvero lo stare ancora alla ricerca del primo impiego, come nei modelli anglosassoni ed olandesi ) che è fondamentale che il M5s mi faccia capire ( sulla questione non v’è cenno alcuno nell’emendamento) quale posizione intenda assumere nei confronti dei beneficiari di questo reddito di cittadinanza. Mi riferisco alla constatazione che in tutti gli altri Paesi ( europei, s’intende) il soggetto tutelato non solo deve “attivarsi”, non solo non può rifiutare quello che gli viene offerto dai centri per l’impiego, ma in alcuni Paesi se ne deve anche assume l’obbligo del rimborso. Nell’impostazione del M5S, allo stato attuale, invece, non vi è alcuna doverosa attenzione a tale proposito, per cui se vi fossero persone che ( oltre al loro lavoro a nero, s’intende) s’ accontentassero di altri 600 euro al mese, da non restituire mai, saranno i benvenuti nel “ mondo a 5s “ cioè nel mondo di Bengodi . 20 miliardi di euro l’anno sarebbe la necessaria copertura finanziaria del pranzetto. La somma, che in Italia ovviamente non esiste, dovrebbe venire fuori , secondo sempre il M5s, da due fonti: “ taglio delle pensioni d’oro” e “ patrimoniale”. A dire la verità mancherebbe l’altra “ araba fenicia”, il recupero dall’evasione fiscale, per raggiungere vette di umorismo inimmaginabile, ma già bastano ed avanzano quei due punti. Siamo praticamente allo “ schiavismo classista di Stato” . Come si trovino 19 miliardi di euro l’anno dai “ pensionati d’oro”( indicati in “ generale”, senza meglio identificarli e precisarli , compresi dunque coloro che, credendo di vivere in un Paese civile e libero, si sono pagati la loro agiata pensione durante la loro vita lavorativa con sacrifici e rinunce), anche a costo di ridurre questi “ pensionati d’oro”, a cominciare dal sempre vituperato Amato, scorticati, scarnificati, scheletriti , non lo capisco. Forse nemmeno con una totale espropriazione delle loro pensioni si arriva a quella cifra. Sulla “ patrimoniale” siamo alle solite: cercano soldi da chi ha già pagato ed ha pagato anche molto più di chi ha uguali diritti ( di doveri nemmeno a parlarne!) pur avendo pagato di meno perché lavorando di meno guadagna di meno. Follia ideologica, solo demenza di stampo marxista, roba da sessantottini falliti. Mi pare poi di capire che il “reddito di cittadinanza” del M5s intenda sostituire prestazioni già oggi in vigore , che dunque hanno un costo. Da dove si prendono tutte queste montagne di soldi? I “Gatti del Vicolo Miracoli” davanti a certe notizie, diciamo, amene , usavano una battuta diventata poi famosa :” a me” - diceva il capocomico – “ me pare ‘na strunzata”! Sono auspicati interventi illustrativi, spiegazioni, informazioni, delucidazioni per correggere e magari anche cancellare queste mie convinzioni.

Nessun commento:

Posta un commento