Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 30 aprile 2015

IL CRIMINOGENO DISEGNO COMUNISTA E LA COMPLICE MANOVALANA DEL M5S. Un tranello, un altro imbroglio per il popolo, questo Italicum. Che il popolo ringrazi il Presidente della Repubblica con un osanna nell’alto dei cieli per il suo mutismo siculo sull’argomento. Nenti sacciu, nenti vidi, grande Presidente , una grigia riedizione dei più indecenti questuanti di voti comunisti che siano passati al Colle e cioè Gronchi, Saragat, Pertini , Scalfaro, Ciampi e Napolitano. Renzi ed il PD, ovviamente compresi i “ ribelli da happy hour” alla Civati, alla Fassina, alla Bersani, alla Cuperlo, ecc, per l’occasione tutti zitti e mosca , tutti allineati e coperti, tutti pecoroni , tutti intenti ad okkupare la garrita del Colle, perché quando in quella hai messo un tuo “compare”, uno che “ ti deve ( alla sicula)”, non ti serve nessuno stracazzo di voto o consenso del popolo rozzo e coglione, fai praticamente come ti pare. E d’altra parte chi lo ha” imposto” al Colle se non il PD? Certo si poteva e si doveva fare di meglio, ma se in Parlamento c’è un M5s, cosa vuoi fare di meglio con 128 forbiti ed esaltati ignoranti che ti vanno a votare un Ferdinando Imposimato? Costoro, con la loro irrilevanza intellettuale, con la loro puerile politica, sono stati il viatico che necessitava alla sinistra comunista per santificare l’imposizione di Mattarella. Sono loro, i forbiti ignoranti del M5s che hanno indotto una maggioranza direi quasi bulgara a dare fiducia a Renzi ed a questa legge elettorale , che almeno abbiano ora la compiacenza di tapparsi la loro boccuccia a culo di gallina, ormai il danno lo hanno provocato. Era evidente anche ai pupi che avevamo bisogno assoluto di una nuova legge elettorale e tutti i cialtroni che si scagliavano contro il “patto del Nazareno” - che almeno avrebbe tentato di scegliere un diverso Presidente della Repubblica ed anche una ben diversa legge elettorale – hanno reso possibile la jattura: un taciturno debitore al Colle e il conseguente dominio politico. Ecco come e grazie a quali complici idioti Renzi ha potuto imporre l’Italicum , una “ riformicchia” ( i socialisti sanno che dispregiativo sia codesto) destinata solo alla “ solidificazione” del potere personale di Renzi ed a quello politico del PD, un semplice meccanismo elettorale che ne sbatte di un sistema politico ormai frantumato e deteriorato che da venti e più anni ( esattamente dal 1993) aspetta invano che siano quanto meno ripristinati quei meccanismi che rendevano la Costituzione sopportabile. Certo, non esiste legge elettorale perfetta , lo so, ma che almeno essa sia un meccanismo in grado di dare la più ampia rappresentatività della volontà popolare , la sola in grado di conferire alla legge elettorale il bollino della legittimazione. Non ci facciamo intimidire dalle minacce di Renzi, le nuove elezioni se cadesse il suo governo. Se cade il governo, in democrazia ( anche parlamentare) il Parlamento ne fa un altro. Maggioritario ed alternanza, voluti dai referenda popolari, sospingono l’Italia verso una forma, ancora indefinita, di presidenzialismo . La strada maestra, come ci indica la storia repubblicana dell’ultimo ventennio, continua ad essere quella presidenziale. Ma la soluzione ed il suo percorso devono essere frutto di volontà popolare non un percorso deciso da una “lobby “ insediatasi al timone grazie a complicità istituzionali molto somiglianti ad un golpe per la democrazia o un percorso fatto di raggiri e di neppure tenui truffe ai danni del popolo.

mercoledì 29 aprile 2015

I CRIMINALI DELLA SINISTRA E DEL M5S HANNO PRODOTTO L’ITALICUM Quando, nel mefitico 2011,Berlusconi chiedeva la fiducia su provvedimenti d’economia , c’era un certo Presidente della Repubblica che interveniva, inveendo contro la decretazione d’urgenza e bla bla bla. Oggi che il governo, “prescelto” sempre da quel Presidente della Repubblica, mette la fiducia su un provvedimento, come la legge elettorale, che dovrebbe implicare la massima condivisione - tanto che solo con Acerbis e Mussolini fu votata con la fiducia (la legge elettorale del 1953 fu solo un correttivo della “legge proporzionale” ed introduceva un “premio di maggioranza” , assegnando il 65% dei seggi della Camera alla lista o al gruppo di liste collegate che comunque avesse raggiunto il 50% più uno dei voti validi )- dal Colle, oggi siciliano, tutto tace, da lì si preferisce frantumare il Paese rinfocolando odi e rancori inneggiando al “ resistenzialismo rosso”, mai debiti di gioco vanno onorati, anche dai Presidenti della Repubblica. E chi accetta di pavoneggiarsi al Colle, deve però pagare il debito con il partito che con i voti dei suoi “ fedeli” Sancho Panza” lo hanno “trasportato” al Quirinale. Le esperienze di Saragat, di Pertini, di Ciampi, di Napolitano non hanno proprio insegnato nulla ? La Costituzione fra il 2011 ed oggi, non è cambiata, ma quello che Napolitano, nel 2011, vietò al governo Berlusconi , oggi , Mattarella, al contrario, consente al governo Renzi. Nessuno dei due pur opposti comportamenti presidenziali viene sanzionato come illegittimo dalla così detta “ Costituzione italiana”. Ecco che comincia a capirsi – anche i “ cretini di ogni età” forse lo cominceranno a capire- perché Renzi impose, il nome di Sergio Mattarella per il Colle. Mettere al Colle “uno che ci deve” ( tipica espressione sicula) vale molto, ma molto di più che rispettare il “patto del Nazareno” , lo capite o no? Cambiale in bianco o assegno al portatore, Renzi ed il PD, compresi i Civati, i Cuperlo, i Fassina, i Bersani e tutta la compagnia della presa per il culo, incassarono e misero in cassaforte “il pizzo” da riscuotere al momento giusto. Anche a piccole rate . Così, direbbe Sciascia, “hanno creato il contesto”. Il resto verrà. Renzi è un comunista dunque il suo DNA è quello di Violante, quello di Caselli, quello di Secchia. Così, creato quel contesto, Renzi , ormai indossate mutande di acciaio, usa il becerume sordido e puerile del M5s , che urla “ al lupo, al lupo” ogni minuto, che si strappa le vesti ogni secondo, che strepita ad ogni scorreggia e che sobilla il Paese con le sue ridicole “pulsione da rivoluzionari da happy hour” , per terrorizzare l’esercito dei “ cretini conformati de sinistra” e gli stramaledetti “ ben pensanti da sacrestia “ e….” Vedete che casino?” Bene , noi del P.D. non dobbiamo restare vittime del pantano, dobbiamo governare ed ammodernare il Paese …ecc. Insomma la bella presa per il culo, costruita dall’accordo fra i vecchi comunisti e i rivoluzionari da happy hour sta riuscendo. Civati, Fassina, Cuperlo, Bersani, Bindi, Sel, Boldrini, Grasso, Di Maio, Di Battista, Grillo, ecc? Solo dei figuranti, complici, ma figuranti. Ora fingono di indignarsi, ma hanno predisposto tutto insieme a Renzi. E voi italiani, mi raccomando eh, “ muti aviti a stari!”, e voi , “cretinume pentastellato” guadagnatevi i bei 4000 euro mensili recitando, come Cocoriti, la parte dell’indignato a pagamento.

lunedì 27 aprile 2015

IL 27 APRILE, UN ANNIVERSARIO CHE I CRETINI NON CONOSCONO Oggi è il 27 aprile, un’altra ricorrenza storica, ma che “ i cretini “, sia quelli conformati che quelli pentastellati, ignorano, perché questo succede a chi legge “Il Fatto Quotidiano” , “Repubblica” e, al massimo, “ Il Corriere della Ser(v)a”. Era infatti il 27 aprile 1971 quando certo Anelito Barontini ( il compagno” Rolando”) , un “ funzionario del Pci”, firmava una ricevuta di 500mila dollari che il Kgb versava al Pci. Si trattava di una “rata” di ben maggiori finanziamenti, ovviamente. Secondo il “rapporto Impedian numero 122”, allegato agli atti, pubblici, della Commissione Mitrokhin, tra il 1971 ed il 1977 ( dunque in pieno periodo dominato dal Enrico Berlinguer come Segretario del Pci) infatti furono ventitré milioni e 300 mila i dollari che Anelito Barontini o Armando Cossutta in persona ricevettero dalle mani del Kgb, dietro disposizione di Boris Ponomariov ( che sovraintendeva , alla Lubianka, la struttura del Kgb che finanziava il Pci ) nella villa dell’Ambasciata russa a Roma , quella immensa villa situata al Gianicolo, fra Via Aurelia Antica e la discesa di Via delle Fornaci. Boris Ponomariov si rivolgeva a tale Rizhov , un funzionario del Pcus che lavorava nell’ambasciata russa a Roma oppure al Primo Segretario dell’Ambasciata Russa a Roma, Genrikh Pavlovich Smimov , i quali, una volta arrivati i soldi a Roma, chiamavano Cossutta il quale chiamava il “ compagno Rolando” per la fase delicata del “ trasporto” del malloppo. Insomma il compagno Barontini era “l’uomo di fatica”, lo “ spallone” , come venivano chiamati i contrabbandieri di quel tempo che agivano ai confini con la Svizzera. Detto papale papale , Barontini era il “Primo Greganti” ante litteram, il tipico “ comunista fedele e devoto” che, se fermato col “ sorcio in bocca” ( così come fece il compagno Greganti nel 1993) avrebbe fatto quello che Primo Greganti fece nel 1993: sacrificarsi lui per salvare il Pci. Tutto meticolosamente studiato affinché nessuna seccatura o implicazione – esistevano i servizi di controspionaggio, c’era la guerra fredda nel mondo e c’era la guerra fredda anche in Italia – toccasse alla “ residentura del Kgb” a Roma. La consegna del denaro avveniva sempre di sera, al buio , dentro i giardini dell’Ambasciata russa, dove Barontini entrava, guidando, da solo, una macchina che era a sua volta seguita da una macchina di scorta del Pci che lo tutelava e lo proteggeva fino al suo arrivo alla destinazione finale ( Botteghe Oscure ) dove consegnava i soldi . La procedura era comunque pericolosa e anche se il Pci disponeva di una forza di convincimento sulla Dc di notevole portata – tale da poter essere denominata direttamente anche “ ricatto” ed “ intimidazioni” come un paio di amnistie certificano – pure, per motivi di sicurezza, tale procedura doveva essere sostituita. Il che avvenne , grazie all’Eni del compagno Enrico Mattei. Le menzogne di Enrico Berlinguer e di Gianni Cervetti- uno storico comunista, a sua volta ingannato dallo stesso Berlinguer - che sbandieravano il così detto “ strappo da Mosca” del Berlinguer come “ le beau geste”, come la nobile rinuncia a quei finanziamenti illeciti ed il preludio ad un indipendenza del Pci da Mosca , furono pubblicamente svergognate niente di meno che dal compagno Massimo Caprara che, nel suo “ L’Oro da Mosca”, rivelò , mai smentito né da Berlinguer né da Gianni Cervetti né dal Prof, Luciano Canfora, come il Pci avesse solo sostituito a quei finanziamenti illeciti di denaro le monumentali tangenti italiane o estero su estero dell’ENI, il quale , grazie al Pci, era riuscito a sottoscrivere un accordo commerciale con tale “ Compagnie Europeenne des Petroles”, la quale acquistava greggio da Mosca a prezzo competitivo e lo rivendeva ovunque , ma a condizione di rivenderlo, in Italia, solo all’ENI , il quale a sua volta rigirava una monumentale tangente al Pci di Enrico Berlinguer. Nel mentre tutto avveniva , Enrico Berlinguer sfotteva ed irrideva il popolo dei militanti e gli italiani , inneggiando alla “ questione morale” della superiorità etica dei comunisti . Panzane incredibili, che cretini conformati e pentastellati si sono trangugiate d’un fiato.

domenica 26 aprile 2015

LA SCENA DEI CRETINI La “ sceneggiata alla Mario Merola “ inizia col crollo del Muro, il cui frastuono, come il bacio del Principe Azzurro per Biancaneve, risvegliò “la bella addormentata nel bosco”, cioè la magistratura comunista – che aveva assistito accucciata e silente alle devastazioni mafiose senza alzare un dito ( infatti fu talmente irritata dall’iniziativa di Falcone col “maxi processo” da farlo assassinare dal suo complice e cioè la mafia corleonese di Riina e Provenzano, per toglierselo dalle palle) – che , dopo diversi caffè per svegliarsi dal letargo , si ricompose , si lavò, si mascherò con la toga e, in fila per tre, via, agli ordini dalla triade rossa - Violante, Pecchioli e Caselli, Napolitano era dietro le quinte, in cabina di regia, ben nascosto, come al solito - partì, dal ‘ 92, al galoppo , all’assalto della banca da svaligiare (cioè Italia), per intascarsi il bottino e spartirlo coi suoi complici. Così mentre i picciotti corleonesi sistemavano come si deve ( alla Graviano, per dire) la gente scomoda e fastidiosa ( Salvo Lima, Pio La Torre, Caponnetto, Falcone, Borsellino, Lombardo, Tano Badalamenti, ecc.), la “ colonna milanese “( Borrelli, Di Pietro, D’Ambrosio, Colombo, Ghitti, ecc) della banda rastrellò e fucilò, sul posto, alla Amendola e Kappler del marzo del ’44 insomma, tutti i partiti politici che davano fastidio al Pci. Così, nel 1994, scimmiottando Agata Christie , dato che tutti e dieci i piccoli indiani erano stati fucilati, il Pci era ormai arrivato nella stanza blindata e mancava poco che la dinamite facesse saltare il portello . Insomma era fatta, il Pci aveva vinto, l’assalto era riuscito, la banda festeggiava. Chi festeggiava a Roma ( alle Botteghe Oscure , come Occhetto e D’Alema i quali, boccuccia a forma di culo di gallina e ditino indice alla Catone, sfottevano la platea degli stronzi creduloni sdegnosamente ribattendo che “ Greganti? Mai conosciuto!” ). Chi esultava a Palermo (la Procura a guida Caselli, che metteva sotto inchiesta Andreotti, Contrada, Dell’Utri, Mannino , Berlusconi, Mori , lo Stato stesso, con processi ultra ventennali che si chiuderanno con un buco nell’ acqua ) con la compiacenza della mafia corleonese che, garantita dal Pci di una sua serena e ricca futura esistenza( tutta droga, pizzo, usura, immigrati e casa!), si imborghesì, abbandonò lupare e colt, desistendo da ogni assassinio ( i morti di mafia furono 200 nel 1992/1993/1994 mentre sono diventati nemmeno dieci oggi ). Chi festeggiava a Milano a San Babila ( o al quarto piano del Palazzo di Giustizia) dove l’accolito D’Ambrosio - sia pace al suo corpo ma mai alla sua anima! - che aveva salvato il Pci dall’incriminazione per corruzione con prove da lui stesso falsificate (che sono a disposizione di chi vuole) e con l’esilio del P.M. Tiziana Parenti ( che invece aveva le prove della corruzione del Pci ) - s’oppose alla richiesta del Ministro di Giustizia Mancuso di riaprire le indagini su Greganti e sul Pci , seppellendo l’inchiesta e conquistando così, lui , con il collega in toga Di Pietro, la concordata ricompensa : a ciascuno un ricco scranno da senatore dl Pci, come ringraziamento per il lavoro sporco fatto. Insomma i banditi del Pci , camuffati da democristiani , hanno falsificato un’altra volta la storia degli ultimi venti anni per cui con quelle panzane è stata nutrita, allattata e cresciuta la generazione dei pentastellati , tutti coloro che oggi affolla i corridoi e gli antri dell’avanspettacolo “ Italia” recitando da protagonisti la SCENA DEI CRETINI. In tema di corruzione, per esempio, lo stuolo infame ( scimmiotto Manzoni!) sostiene Cantone, sostiene Gratteri, sostiene i Magistrati , sostiene dunque la sinistra, credendo di eliminare la corruzione, che, per la colonna idiota, sarebbe frutto del ventennio berlusconiano. Ignora la colonna conformata che quei Magistrati hanno imbrogliato salvando il Pci corrotto o è così tanto idiota da non avvedersene nemmeno . Ignora che quegli stessi Magistrati ( di Magistratura Democratica) che hanno messo sotto processo Andreotti, Dell’Utri, etc per collusioni mafiose stavano loro stessi culo e camicia con la mafia sicula, Ignora , per dire, chi sia stato, in Sicilia, tale Ludovico Corrao, morto nel 2011. Ludovico Corrao è stato in Sicilia quello che fu per la Dc Salvo Lima, cioè il tramite locale per mettere insieme Pci e mafia locale nel corso degli anni. In pieno periodo milazziano ( anni fra la fine dei cinquanta e dei sessanta) Corrao corruppe con 100 milioni di lire il senatore Dc Carmelo Santalco al fine di fargli sostenere il Governo siciliano di Silvio Milazzo, senza subire alcun processo ovviamente . Fra gli anni ’69 ed il ’77, gli anni del compromesso storico, quelli della “ questione morale, quelli di Enrico Berlinguer e di Aldo Moro, Corrao , con lo stesso Achille Occhetto segretario del Pci siciliano al posto del “ luparato” Pio La Torre, governava diversi comuni siciliani insieme ad esponenti mafiosi conclamati . A Baucina con il Prof. Giaccone , a Villabate con Antonino Fontana , a Palermo con Vito Ciancimino e poi successivamente con i Governi di Rosario Nicolosi- siamo agli anni ottanta ormai – sei anni di governi con il Pci locale e con Nicolosi che scrisse un memoriale che consegnò alla Magistratura ( era passato , accarezzato direi dai compagni di Mani Pulite ) e che, guarda caso. È scomparso, finito nel nulla. Decenni e decenni di governi locali in Sicilia del Pci, di spartizione di appalti di opera pubbliche , di ricche tangenti di collusioni fra politici di sinistra e mafiosi di ogni risma ( e di politici di entro con altrettanti mafiosi di ogni risma), qualcuno è stato fatto fuori ( Falcone, Borsellino, Chinnici, Caponnetto, La Torre, Salvo Lima, ecc) , qualcuno condannato ( Antonino Fontana nel 2011), molti se la sono passata liscia grazie ad una magistratura che vede corruzione solo quando le conviene. E la colonna idiota gli da pure retta. Ma sono o no ignoranti e cretini?

sabato 25 aprile 2015

E I CRETINI CANTANO BELLACIAO Sapete perché appena inizio ad esporre una ricostruzione, storica e reale e non agiografica, dei fatti di Via Rasella, in quel 23 marzo del 1944, volano le solite isteriche accuse di fiancheggiamento del fascismo ed altre simili stronzate? Semplice, signori “bellaciao”, perché con la vostra consueta e storica “violenza” volete evitare che di quel massacro si sappia la verità, che svergogna ed irride tutte le panzane che voi adorate come “ conformati cretini”. Prima di tutto usate farvi scudo delle 335 vittime della rappresaglia perché non volete rendervi conto che le vittime di quell’infamia comunista furono anche i 33 “ riservisti altoatesini”, giovanotti di prima leva, aggregati alla Wermacht , non la “ compagnia si SS” come vi ha raccontato Luigi Longo ( “Un popolo alla macchia”, vedi pagina 147) prendendovi letteralmente per il sedere. Inoltre ci dovete aggiungere anche – lo afferma un vostro “compagno”, Massimo Caprara, il segretario di Palmiro Togliatti, nel suo “Rasella: una strage cercata” a pagina 203 – un fanciullo di soli tredici anni ed io ci aggiungo anche due partigiani che però aderivano ad un gruppo comunista , quello di “ Bandiera Rossa”, che non aveva aderito all’iniziativa del Pci , anzi, lo aveva contestato. Ricontateli bene, le vittime di quell’infamia comunista sono diventate 371. Per salvarvi l’anima avete spacciato come “ una compagnia di SS tedeschi” trentasei ragazzini. Credo che dovreste farvi schifo da soli. Diventate poi veramente ridicoli quando si parla di chi è stato fucilato alle Fosse Ardeatine. Usate tante parole roboanti solo per cercare di rincretinire chi vi legge. Così, su chi è stato fucilato alle Fosse Ardeatine spessissimo ho letto ( vedi anche il libro di Camera – Fabietti ) le solite parole “ …. Trecento trentacinque detenuti fra politici, ebrei, e semplici sospetti……nell’eccidio persero la vita numerose combattenti e figure di rilievo della resistenza romana……. “. Poi uno - non voi certo, voi siete satolli e felici delle balle che vi iniettano nel cervello - si incuriosisce e spulcia uno per uno i nomi e cognomi dell’elenco compilato dai tedeschi delle persone che dovevano essere fucilate fra quelle detenute a Regina Coeli e così si rende conto che fra quelli non c’è alcun esponente del Pci da fucilare! Sapete chi compilò quella lista? Bene, fu Kappler in persona. Ma guarda tu che combinazione! Dunque questo tenente colonnello Kappler, dipinto sempre come un mostro, era talmente , come dire, coglione e cretino da scartare ogni componente comunista contro cui, peraltro, doveva avercela fina o no, se il Pci romano sbandierava e si faceva vanto dell’ operazione di Via Rasella? Ecco perché dal 1944 fino ad oggi, voi preferite glissare sull’argomento dei fucilati, preferite cantare “bellaciao” così da trascinare gli indottrinati nel “misticismo del resistenzialismo” e dunque in una zona più fideistica e dogmatica che razionale , così avete lasciato oscuro quell’elenco con i singoli individui ed avete volutamente avallato e costruito la storia delle Fosse Ardeatine con le vittime trasformate da singoli individui in un aggregato anonimo di persone , trasformandolo in settanta anni in un simbolo di sacrificio popolare. Ancora oggi esistono imbecilli che credono ancora alla panzana che vi hanno inoculato nel cervello che quelle vittime siano state catturate dai tedeschi di Kappler con rastrellamenti a caso , come vi racconta Luigi Longo scrivendo panzane inverosimili ( ne cito qualche riga per farvi rabbrividire, qualora ne siate capaci: “ i tedeschi accorsi cominciarono a sparare per le strade, a saccheggiare le case dalle quali facevano uscire, con i mitra spianati, uomini, donne e bambini, fucilandone alcuni direttamente sul posto”). Tutte panzane. E voi cantate bellaciao, cretini.

giovedì 23 aprile 2015

MORANDI, IL GARANTISTA E IL POPOLO ZOTICO E PUZZOLENTE Certo, insultare invece di discutere è una vergogna , saper dialogare senza aggredire o insultare avrebbe dovuto essere il precipuo compito di scuola ed università . Certo Facebook spesso è un trivio, ma questa è la società che scuola e università ( tutte rigorosamente di stato e tutte altrettanto rigorosamente “ de sinistra”) hanno voluto creare . ER’ questa la decantata “ mejo società” che abbiamo saputo costruire. Ora, per Lanfranco Caminiti e per Gianni Morandi, la colpa è solo “ degli altri” , cioè nostra ( ricordate dove va a finire sempre il cetriolo?) , non della scuola, non dell’Università e di chi le ha gestite (compagni con la copia dell’Unità sotto l’ascella, no?). Noi siamo degli zoticoni, bestemmiamo, beviamo vino, scorreggiamo, ruttiamo, puzziamo, forse nemmeno ci laviamo Dio mio che tanfo di popolaccio ! Pretendere che questa “ zozza società” , cioè tutti noi meno che “loro”, diventi servile ed ancellare quando ” osa replicare” alle esternazioni sull’immigrazione di Mister “fatti mandare dalla mamma”. come se si trattasse di un “italiano qualsiasi” , caro Lanfranco Caminiti, invece , cosa sarebbe? Dobbiamo “venerarlo” Gianni Morandi , anche quando scrive demenzialità perché “ andava a cento all’ora per veder la bimba sua, ie ie ie ie ie ie ie ie” ? Di quale reato stiamo parlando? Leso Gianni Morandi? Concorso esterno in diffamazione di c’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stone? Noi popolaccio puzzolente, lacero, straccione e stronzo siamo forse colpevoli di qualche vilipendio ola magistratura è stata messa in moto per elaborare qualche nuovo reato ? Lanfranco Caminiti ed “ Il Garantista” ci fanno , oggi, su questo fatterello di Morandi, l’articolo di fondo “ Meno male che c’è Gianni Morandi” il titolo , quasi a scimmiottare la canzone “ E meno male che c’è Riccardo, che da solo gioca a biliardo, non è di grande compagnia, ma è il più simpatico che ci sia!”. Articolo di fondo, poi! Suvvia, diciamo una “elegia” del “ figlio del ciabattino comunista” , uno duro e puro che ha cresciuto questo “ nostrano Martin Luther King ( a cui dobbiamo persino la fine della guerra nel Vietnam , grazie a quel suo urlo “ capelli lunghi non porta più, non suona la chitarra ma….” Altro che “ j have a dream”! Altro che Martin Luther King, Mandela e Bravehearth messi insieme !) a pane, tomaie e “ tre metri dell’Unità” e poi a Monghidoro , capito, dove tutti votavano Dc mica il Pci ( capito? Nella rossa Emilia Romagna a due passi da Bologna, non dominava il Pci, no! Imperava la Dc, sappiatelo, perdinci!) , tanto per dire di chi stiamo parlando, davanti a chi dobbiamo tutti noi prostrarci, non considerarlo come noi, lui è un “ unto”, lui ha le stimmate , fa parte per successione ereditaria dei “migliori comunisti” e noi, popolo stronzo e coglione, gli dobbiamo rispetto, adorazione venerazione, altro che Padre Pio! Certo poi arriva un Antonio Clemente, figlio di tale Anna Clemente e di n.n. , nato a Napoli , a Vico Antesecoula, in un basso del quartiere spagnolo,, uno che nemmeno ce lo aveva un padre che gli leggeva “L’Unità”, che mai è stato difeso da un giornale come “Il Garantista”, uno che non cantava “ uno su mille ce la fa” né “ Bella ciao” o “ Bandiera rossa la trionferà” , ma scriveva “ femmena, tu si ‘na malafemmena…..”, ci insegnava che “ O vuò capì ca simme tutte uguali, muorto si tu e muorto so pur’io? “ , sbeffeggiava “ o Marchese “ ed esaltava r Esposito Gennaro, netturbino, quello della “ tomba peccerella, senza manco un fiore! Pe segno solamente na cruciella! E ‘n coppa a croce appena se liggeva” Esposito Gennaro, Netturbino”! Guardandola , ca pena me faceva stu muorto senza manco nu lumine!” Sono indignati, “Il Garantista”, Vostra Eccellenza Gianni Morandi ed il suo aedo Lanfranco Caminiti, che la gentaglia pezzente abbia osato replicare al venerabile , che ricordava i nostri migranti di fine ottocento , con frasi anche ingiuriose ma che mostrano tutta la rabbia di un popolo che da venti anni soffre di continua frustrazione ed umiliazione nel vedersi schiavizzato da uno Stato predatore dei suoi guadagni, abbandonato ai suoi problemi mentre cure e denari vengono profusi a piene mani a clientele del peggior affarismo cooperativo rosso a favore dei migranti di oggi. Dovremmo essere noi, amici cari, indignati e seriamente incazzati con voi, che ve ne uscite con le parole vacue ed infide di un Bergoglio e di coloro che irresponsabilmente incitano a sbarcare in Italia dove vi sarà “ accoglienza per tutti” senza rendervi conto di agevolare malavita, malaffare ed ecatombe in mare, salvo poi fare le prefiche davanti alle bare dando le colpe sempre “ agli altri”. Dovremmo essere noi ad essere furiosi con voi che parlate di razzismo, parlate di “egoismo”, parlate di “ paura del diverso” ma parlate di migrazione mentre siamo all’esodo, altro che migrazione, altro che rifugiati ed immigrati economici. Qui siamo all’esodo, ad un esodo, per altro, prevedibile. Come non scappare in massa da stati dominati da religioni autoritarie, da tiranni medioevali come le terre dell’Africa e dell’Oriente? Sono decenni che lo diciamo: non può essere un problema italiano, questo è il risultato di quella globalizzazione i cui pregi ed i cui difetti devono essere curati dall’Onu , dal mondo intero, non da Roma e nemmeno solo da Bruxelles! Se voi non lo avete ancora capito, statevi almeno zitti invece che dare fiato ai denti e sproloquiare di razzismo, di paura del diverso, di xenofobia . E di arraffare denari e voto politico, grazie ai migranti.

mercoledì 22 aprile 2015

12 MAGGIO, GIORGIANA MASI , 38 ANNI DAL SUO ASSASSINIO. CHI LA UCCISE ? Tra poco saranno passati trentotto anni, dico trentotto lunghissimi, eterni anni, manca poco al mezzo secolo ( avverrà il 12 del prossimo Maggio) da quando Giorgina Masi è stata uccisa a diciotto anni, a Roma, durante una delle solite manifestazioni di piazza. In realtà Giorgina in quel tardo pomeriggio del 12 maggio del 1977 , verso le 19,55 , si trovava col fidanzato, Gianfranco Papini, a Piazza Giuseppe Gioacchino Belli, nel cuore di Trastevere , a Roma. Fu in quel momento che Giorgina fu colpita all’addome da un colpo di pistola calibro 22. Morì nel corso del suo trasporto in ospedale. Siamo, l’avrete capito o ricordato, in una Roma dove Enrico Berlinguer , Segretario del Pci , pur di imporre il suo potere personale sull’intero Paese, stava distruggendo il consenso politico del Pci lasciandosi irretire, come una mosca scema, nella tela politica ( compromesso storico) che il ragno Aldo Moro gli aveva pazientemente intessuto intorno (fin dal 1969) per catturarlo ed eliminarlo. Per un borioso e vanaglorioso Enrico Berlinguer, ancora nel 1977, dopo ben otto anni di attentati, di violenze, di rapimenti, dopo l’omicidio dell’agente Donnarumma, dopo la strage di civili a Piazza Fontana, dopo gli attentati all’Italicus, dopo che nel 1974 erano stati “ fatti fuori” e catturati Franceschini e Curcio ed eliminata la Balzerani , dopo che il comando italiano delle Brigate Rosse era stato assunto da Mario Moretti , Enrico Berlinguer continuava, imperterrito ed irresponsabile, a negare l’esistenza delle Brigate Rosse comuniste avvelenando l’aria con la sua ossessiva propaganda che , volendo attribuire alla destra eversiva e fascista quelle stragi e rappresentare come imminente un golpe fascista in Italia, spingeva al parossismo quel clima infuocato di incredibili violenze terroristiche , mietendo vittime persino nel suo stesso schieramento politico, come Giangiacomo Feltrinelli, morto perché credeva veri i falsi e strumentali allarmismi contro golpe neofascisti sempre evocati da Enrico Berlinguer. L’intelligenza comunista” da parte sua, quella che oggi vorrebbe chiamarsi “ società civile” , quella allora rappresentata da ”L’Espresso”, da “La Repubblica”, da Eugenio Scalfari, da P.P. Pasolini, da Camilla Cederna , da Adriano Sofri, da Paolo Mieli, da Barbara Spinelli, ( e tantissimi altri) invece che placare le pulsioni rivoluzionarie e sanguinarie che sconvolgevano l’Italia, le aizzavano, le facevano ancora di più scatenare con le loro squallide e vergognose iniziative . Basta ricordare la famigerata “lista di proscrizione e di condanna a morte di Calabresi”, un vero e proprio linciaggio che solo una mente criminale poteva immaginare e produrre, identica a quelle che , nella Russia di Stalin del 1934 , elencavano i nomi dei condannati a morte da un Tribunale del popolo, nelle Purghe staliniane nell’Unione Sovietica. “L’Espresso” e “L’Unità”, imbastirono, senza alcuna prova, un vero e proprio “ linciaggio” contro il Commissario Calabresi, accusandolo di omicidio e di torture. Ben 800 conformisti sedicenti intellettuali, molto prima di una sentenza (il 13, 20 e 27 giugno 1971 sull’Espresso) sull’accaduto, sottoscrissero una “ lista di proscrizione” contro Calabresi definendolo «commissario torturatore». Molti degli 800 individui i che firmarono quella miserabile e calunniosa lettera aperta, oggi tengono banco sui quotidiani, spesso pontificando con moralismi e con giustizialismi se non addirittura con forcaiolismi, scandalizzandosi per i peccati altrui ma tacendo sulla propria infamia vergognosa. Marco Bellocchio, Tinto Brass, Eugenio Scalfai, Barbara Spinelli, Furio Colombo, Roberto D’Agostino, Margherita Hack, Dario Fo, Umberto Eco, Dacia Maraini, Massimo Teodori, Paolo Mieli. Gad Lerner , Franca Rame e tanti altri. Dario Fo, un vero e proprio “ repubblichino” ma sveltissimo, al momento opportuno, a saltare sul carro dei vincitori, speculò vergognosamente, sfacciatamente e cinicamente su quel medioevale linciaggio e su quella esecuzione vergognosa, con lo spettacolo “ Morte accidentale di un anarchico “.Nessuno dei firmatari ha pagato quella infamia di uccidere con le parole un uomo innocente. Nessuno, salvo le tenui scuse di quattro gatti, ha pagato o reso conto di quella istigazione all’omicidio di Calabresi . Rileggere oggi quell’elenco mi provoca un disgusto profondo, un disprezzo violento per chi lo sottoscrisse . Scorrere quelle firme una per una, mi induce a pensare che la “meglio gioventù” partorita dal Sessantotto aveva alle spalle il peggio della sinistra politica di oggi . E se molte di quei “ firmaioli” sono scomparsi, a cominciare da Norberto Bobbio per finire a Giorgio Bocca sui quali solo il rispetto per le tombe mi fa tacere ma mai dimenticare, eppure tanti di quei miserabili ed osceni figuri i seguitano ad impancarsi per impartirci lezioni etiche e burbanzose, come Eugenio Scalfari, Umberto Eco, Dario Fo, Furio Colombo, Lucio Villari, Bernardo Bertolucci, Toni Negri, Dacia Maraini… Ma un po’ di pudore , ma scomparire dalla faccia della terra per l’ignominia, ma tacere per dignità, no? E chi li segue come maestri ( di cosa? Del linciaggio?) ma che razza di individui siete mai? . Voci contrarie a quel conformismo delinquenziale? Solo una immenso Francesco Cossiga che il 22 aprile del 1977 nella sua relazione al Parlamento scriveva “ Deve finire il tempo dei figli dei contadini meridionali uccisi dai figli della borghesia romana”. In quel “ percolato politico culturale” frutto velenoso della dissennata politica staliniana di Enrico Berlinguer e del suo Pci, quel clima di violenza politica che ormai dominava l’Italia, si manifestò a Roma, dove si verificarono una lunga serie di scontri tra fazioni politiche di destra e di sinistra, tra loro o con le forze dell'ordine, culminati con la sparatoria del 21 aprile del ’77 tra agenti di polizia e manifestanti dell'area di Autonomia Operaia nel corso della quale venne ucciso l'agente di P.S. Settimio Passamonti e feriti quattro altri agenti. Intorno alle 19.00, alcuni parlamentari mediarono con le forze dell’ordine, per consentire ai manifestanti di evacuare la zona verso Trastevere. Il consenso fu in realtà apparente: da quel momento gli incidenti si fecero più gravi., Durante l’evacuazione, fumogeni e colpi di pistola vennero esplosi, apparentemente da Ponte Garibaldi. La situazione si fece confusa, i manifestanti iniziarono a fuggire. Il primo a essere ferito fu l’allievo sottufficiale dei Carabinieri Francesco Ruggeri. Poco dopo, alcuni presenti videro la Masi cadere a terra “come fosse inciampata” e venire caricata su un'auto per essere trasportata all’ospedale. Il bilancio finale della giornata vide la morte della Masi e il ferimento di altre otto persone, fra cui una donna – Elena Ascione - ferita a una coscia e un allievo sottufficiale dei carabinieri – Francesco Ruggeri o Ruggero a seconda delle fonti – ferito a un polso]. L'inchiesta giudiziaria sull'uccisione di Giorgiana Masi e sul ferimento di Elena Ascione e del carabiniere Francesco Ruggeri (o Ruggero) fu chiusa il 9 maggio del 1981 dal Giudice Istruttore Dr. Claudio D'Angelo, su conforme richiesta del Pubblico Ministero, con la dichiarazione di impossibilità di procedere poiché “ rimasti ignoti i responsabili del reato”. Avete capito e letto bene? Giorgiana Masi è morta, l’hanno uccisa, ma il colpevole è libero, l’ha fatta franca, gira fra di noi, grazie alla Magistratura inaffidabile. Ecco una delle tante dimostrazioni di come Enrico Berlinguer ed il suo Pci , dopo il linciaggio del Commissario Calabresi, inebriata dal “potere intimidatorio e ricattatorio” che erano riusciti ad imporre ad un Paese intimorito , si dedicò a costruire fantasiosi teoremi di presunte colpevolezze , che distogliessero l’attenzione da quelle delle Brigate Rosse e di loro stessi, che venivano imposte, grazie ad una stampa fiancheggiatrice, con ossessive campagne propagandistiche che finivano, visto il clima e gli attentati terroristici, per intimidire e terrorizzare la stessa Magistratura la quale si fece condizionare nelle sue inchieste dal conformismo comunista allora dominante. Fino al punto è tutti questo vero ed una vergogna per la Magistratura italiana, che , proprio lo stesso Giudice Istruttore sull’omicidio di Giorgiana Masi, esplose , con rabbia repressa e sfogò tutta la sua frustrazione scrivendo a chiare lettere in quella sentenza “[...] È netta sensazione dello scrivente che mistificatori, provocatori e sciacalli (estranei sia alle forze dell’ordine sia alle consolidate tradizioni del Partito Radicale, che della non-violenza ha sempre fatto il proprio nobile emblema), dopo aver provocato i tutori dell’ordine ferendo il sottufficiale Francesco Ruggero, attesero il momento in cui gli stessi decisero di sbaraccare le costituite barricate e disperdere i dimostranti, per affondare i vili e insensati colpi mortali, sparando indiscriminatamente contro i dimostranti e i tutori dell’ordine.».Per l'ex presidente della Commissione Stragi, il comunista onesto Giovanni Pellegrino, quelle parole di Cossiga pronunciate sull'accaduto confermerebbero come "quel giorno ci possa essere stato un omicidio deliberato per far precipitare una situazione e determinare una soluzione involutiva dell'ordine democratico, quasi un tentativo di anticipare un risultato al quale per via completamente diversa si arrivò nel 1992-1993 Concludo ricordando che l’allora ministro dell'interno Francesco Cossiga dichiarò di essere pronto a dimettersi qualora si fossero rinvenute “"le prove che la polizia aveva sparato". E infatti mai dovette dimettersi. Qualche riprova? Eccone due esemplari. Il 24 ottobre del 2008, a seguito di un'intervista rilasciata dal Senatore Francesco Cossiga al giornale” Quotidiano Nazionale”, nella quale suggeriva l'uso della violenza nei confronti dei manifestanti, solo due esponenti della sinistra comunista che proveniva proprio da quel Pci berlingueriano, e cioè la senatrice comunista Donatella Poretti e l’Onorevole di “Rifondazione Comunista” Alfio Nicotra , punti nel vivo e nella loro coda di paglia, decisero una sgangherata reazione, reazione tipica di chi vuole buttarla in caciara per ridurre il tutto ad una miserabile prova muscolare nonché per intimorire “chi di dovere” ad affossare la verità dei fatti: depositarono un disegno di legge per l'istituzione della solita Commissione parlamentare d’inchiesta sull'omicidio di Giorgiana Masi. Oggi io, non i tanti caini che preferiscono tacere , atteggiandosi, però, a “principi del pensiero e a care guide politiche ed etiche ” , io , mai stato di sinistra, io da solo voglio ricordare questa ragazzina, una studentessa, uccisa da qualcuno che, grazie ad una Magistratura vergognosamente fiancheggiatrice dell’eversione comunista, in quanto, intimidita e ricattata dal Pci e da Enrico Berlinguer se la spassa libero e giocondo fra di noi.

martedì 21 aprile 2015

MA DI CHE VI LAGNATE , SIGNORI “ DE SINISTRA”? Leggo tante doglianze, tante lagnanze, tante grida spagnolesche, tanta indignazione perché Renzi ha mandato a casa dieci “ compagni” ( Bersani and partners) , dalla apposita Commissione, per la loro opposizione all’Italicum. Tanto scandalo signori “ de sinistra” ma da quale pertuso, da quale anfratto, da quale buco, da quale orifizio vi sgorga? Non certo dall’intelletto, cari signori ex o post comunisti o come vi piace essere chiamati , visto che la “ disciplina di partito”, una vera e propria “ prigione fisica ed intellettuale “ nella quale chi aderiva a quel partito comunista (, del quale il P.D. è figlio per discendenza naturale) veniva praticamente ” ingabbiato” è sempre stata l’aurea regola alla quale vi siete sempre sottomessi. Non voglio tirarla per le lunghe , ma basta citare l’epurazione dello scrittore Elio Vittorini e della sua rivista “ Il Politecnico”, cacciati con ignominia dal Pci con tanto di pubblica irrisione ( “ il compagno Vittorini se ne è ghiuto e soli ci ha lassati”…. sghignazzava sull’Unità Palmiro Togliatti) il quale Vittorini , confidando che la ” libertà di pensiero” - che il Pci sventolava come proprio vessillo - non fosse , come invece fu, uno specchietto per allodole e per i gonzi , si era “ permesso “ di dare ospitalità niente di meno che ad André Gide, che nell’Urss era all’indice. Amendola e Macaluso, che pure guidavano la pattuglia dei “ miglioristi” del Pci dovevano sempre prostrarsi alla disciplina di partito che era quella stabilita al Comitato Centrale e, per esso – per il culto della personalità – dal Segretario Politico. E la subalternità di ogni comunista al volere del Segretario era totale ed incondizionata: basta considerare che Amendola, Macaluso e Giorgio Napolitano esultarono per i carri armati russi che falcidiavano e decimavano la gioventù ungherese e poi quella di Praga alla ricerca di maggiore libertà e che gli stessi, comunque, erano addirittura “ furiosi” contro Enrico Berlinguer che propagandava l’asserito “ strappo” da Mosca . La rigida disciplina di partito nel Pci arrivò anche a produrre l’esecuzione fisica di Aldo Moro, che le forze fedeli all’ortodossia comunista sovietica fecero eseguire dalle Brigate Rosse di Mario Moretti, per richiamare all’ordine ( del Pcus) proprio Enrico Berlinguer, il quale , col “ compromesso storico” stava distruggendo il consenso politico nel Pci - che infatti non attuò il vagheggiato “ sorpasso” sulla Dc , ma ne aumentò ridicolmente il consenso - che stava irresponsabilmente facendo recitare al Pci la figura della “ mosca cretina” che si fa abbindolare dalla tela del ragno ( Aldo Moro). A memoria d’uomo si dissente, nell’ideologia comunista, in due modi: o scappando dal partito ( come fecero pubblicamente i famosi 101 che nel dicembre del 1956 se ne fuggirono disgustati dalla piega imperialistica del Pci) o per epurazione e per fucilazione. Sono deluso anche da Piero Sansonetti che oggi su “ Il Riformista” intona la liturgia del comunista indignato dalle epurazioni come se non ne conoscesse tutta la trafila. Lo sanno, Sansonetti e chi gli va dietro con la postura del “ falso indignato”, che nella sinistra post comunista sono state create le cos’dette “ Primarie”? E lo sanno, Sansonetti ed i suoi fedeli seguaci, che le primarie sono sacre - lo dicono sempre tutti nella sinistra, no?- e servono ad eleggere il Segretario Politico? Lo ricordano, Sansonetti ed i suoi seguaci, il paffuto viso di Romano Prodi che in diretta televisiva esclamava- per aver vinto le primarie nella sinistra come candidato Premier nel 1996 – “ che stupenda prova di democrazia!!!!....” riferendosi proprio alle primarie? Insomma che fate? Cambiate bandiera quando non vi fa comodo o semplicemente, come avrebbe detto Giusti, fate tutti “ il nesci” in quanto “in tutt’altre faccende affaccendati… a queste cose siete morti e sotterrati…”? Il segretario P.L. Bersani si dimise anticipatamente il 19 aprile 2013, in seguito sia alla “ quasi sconfitta elettorale del febbraio 2013” ed all'esito negativo delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e di Romano Prodi. Viene quindi indetta, per l'11 maggio 2013 , un'Assemblea nazionale del partito, per l'elezione di un segretario provvisorio. L'Assemblea, elegge con una maggioranza schiacciante l'unico candidato, l'ex sindacalista e deputato Guglielmo Epifani .Il 20 settembre 2013 viene indetta un'ulteriore Assemblea nazionale, per decidere data e regolamento delle primarie per eleggere un nuovo segretario. . Il 2 ottobre seguente la Segreteria del PD fissa ufficialmente la data delle primarie per l’8 dicembre 2013 e ne pubblica il regolamento. Il 15 ottobre è stato comunicato ufficialmente l'elenco dei candidati, sorteggiati nell'ordine: Cuperlo, Renzi, Pittella e Civati. Le primarie aperte si sono svolte domenica 8 dicembre, e hanno visto la partecipazione di 2 814 881 elettori e la vittoria di Matteo Renzi con il 67,6% Renzi è quindi stato proclamato segretario nazionale la successiva domenica 15 dicembre dalla nuova assemblea eletta del Partito Democratico. Si può sapere che volete dunque? Si può sapere per quale motivo, oltre alla vita di Aldo Moro, le vostre allucinanti diatribe schizofreniche debbano ridurre il popolo italiano a vostro prigioniero?

sabato 18 aprile 2015

DICE D’AMICO- E D’AMICO E’ UOMO D’ONORE COME TRAVAGLIO! Dice Carmelo D’Amico – e Carmelo D’Amico è ”uno d’onore!” - che “Forza Italia è nata per volere di Provenzano, Riina, Dell’Utri e dei servizi segreti, tanto che tutti noi carcerati nel 1994 abbiamo votato per Berlusconi. Così ci aveva ordinato “cosa nostra”. Benissimo, forza Procura di Palermo, se ci sei batti qualche colpetto. Aspettiamo “che la giustizia faccia il suo corso” ( si dice così, vero Travaglio?). Nel frattempo qualcuno ci dovrà spiegare come mai una mafia così onnipotente permise che, nemmeno dopo nemmeno cinque mesi di quella “pacchia di governo mafioso”, un Di Pietro qualunque ( per la mafia, Dio mio, meno che un “ piglianculo” o no rispetto ad un Falcone , ad un Borsellino, ad un Salvo Lima, ad un Pio La Torre ? ),per giunta con false accuse, facesse miseramente crollare quel governo , senza muovere foglia, nemmeno uno straccio di luparata, un pizzino incazzato, nendi, nendi, nendi. E poi , ahò, ma da allora – caduto l’amico governo mafioso di Berlusconi – ma la mafia, dov’è finita? Due o tre omicidi in venti anni, contro i duecento nel periodo d’oro, quel 1992 tanto evocato…. Da tempo ormai la mafia ( quello che ne resta, grazie alle indagini di quei Carabinieri, di quei Ros sodali di Falcone e Borsellino ma non certo di Pignatone ed Ingroia, che i “ protettori della mafia” mascherati in tocco e toga cercano disperatamente da venti e più anni di incriminare, magari che essere grattati il culo in pubblico in mancanza d’altro!) pare “ culo e cammisa” con la politica della sinistra, anche di Rosariuccio Crocetta bello nostro ,insomma ha trovato pace e serenità e lavoro fisso con tanto di articolo 18 proprio sotto casa e così s’è acquetata, imborghesita, non ammazza più, non gambizza nemmeno un Battiato, uno , per dire, che nemmeno apre bocca puzza peggio di una scarpa di un mafioso che, involontariamente, abbia acciaccato una merda ,tanto è noioso, peggio delle sue litanie, per dire. Ahòòòò, vedi un po’ che “ te poi inventà” ma , da allora , la mafia, è tutta “casa e chiesa”, tutta “ droga ed immigrati “, tutti in riga, lupare sparite, P38 non se ne vedono, anche “le famiglie tra Palermo e Boston o New York” “ sparite furono”. Ce lo spiega Carmelo D’Amico, ce lo spiega Travaglio, ce lo spiega Di Matteo, minchia, tutti “uomini d’onore” sono, no? Chi cazzo ce lo spiega come mai la mafia s’è imborghesita, s’è fatta come la vuole il suo protettore . Che le ha assicurato con lei una “vita facile e felice ” . Che dunque non era Forza Italia e Berlusconi, ma chi lo fece cadere da quel Governo. Insomma la sinistra politica italiana e le loto toghe.

mercoledì 15 aprile 2015

VIOLANTE, CASELLI, PATRONAGGIO, EREDI DEL PCI E’ ORA CHE PAGHIATE IL FIO DEI VOSTRI MISFATTI GIUDIZIARI Non basta , certo che non basta annullare le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa, non solo quelle per Contrada e per Dell’Utri, ma per tutti coloro che sono stati condannati per tale “non reato” per fatti ad essi imputabili ma commessi fino all’anno 1994, ma ci vuole ben altro. Intanto, sia per Contrada che per Dell’Utri la revoca delle sentenze va effettuata immediatamente, aspetto con curiosità il Presidente della Repubblica a questa prova di dignità. Voglio proprio vedere. Ma come la mettiamo, signori miei, con i magistrati che hanno emesso quelle sentenze? Suvvia, senza fare ammuina, vediamo come stavano le cose e come quei magistrati le hanno fatte andare. Se gli associati scorrono in armi le campagne o le pubbliche vie, si applica la reclusione da cinque a quindici anni”: con questo lessico da romanzo di cappa e spada, il quarto capoverso dell’articolo 416 del Codice Penale introdusse in Italia –unico paese al mondo, o quasi- il reato associativo. Lo stile, aulico , serve per ingannare la gente, come al solito, perché in realtà questo reato associativo venne introdotto nel Codice Penale sabaudo per uno scopo essenziale: arrestare migliaia di contadini meridionali che si sospettava, ma non si poteva provare, fossero complici dei “briganti”. Insomma esso servì per perpetrare e dare una patente di legalità a vere e proprie razzie , bastava bollare i dissidenti come “ briganti” ed il giochetto paraculo era fatto. Una genesi più che significativa, perché tutta la storia dell’evoluzione dei reati associativi (ormai siamo al 416 ter), si colloca in un contesto “ civile” simile: si ricorre al reato associativo –che annulla di fatto le garanzie di ogni cittadino - per contrastare (supposte o artefatte) emergenze nazionali,(supposti e costruiti) conflitti sociali, quale invocato contrasto a ( etichettate) organizzazioni camorristiche o mafiose, che non riescono ad essere eliminati i con la politica e con la cultura o quanto meno con un apparato investigativo e giudiziario, che sappia portare al processo prove e riscontri obbiettivi di responsabilità personali. Nel 1930, col Codice Rocco, il fascismo, introdusse poi l’articolo 270, in cui il reato di “associazione sovversiva” faceva riferimento a alla messa fuori legge dei partiti comunisti, socialisti e del movimento anarchico, disciolti con la legge 2008 nel 1926. La dinamica emergenziale, il fiancheggiamento di iniziative repressive di tipo più militare che poliziesco, la riduzione esplicita dei diritti del cittadino a vedersi contestata e provata la partecipazione o la complicità ad un reato specifico, segnarono sempre più l’evoluzione successiva dei reati associativi (siamo all’articolo 270 sexties). Reati in cui basta sia provata la partecipazione all’associazione –senza che l’accusa debba fornire prova o riscontro di partecipazione ad un singolo fatto delittuoso- per determinare condanne spesso superiori a quelle per omicidio (non di rado, l’ergastolo). Nel 1982, con la legge denominata La Torre si attualizzò la legislazione contro le organizzazioni mafiose e camorristiche -416 bis- che verrà poi modificata ed arricchita di specifiche. Ma è con il Maxi Processo impostato –e stravinto- da Giovanni Falcone, che si impose –ma in sintesi, contro la volontà dello stesso Falcone- la discesa agli inferi e si introdusse, ma solo nella giurisprudenza, ma mai nel Codice, solo nella giurisprudenza, il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” che non è tuttora e per nulla sancito, come dovrebbe essere, da una legge approvata dal Parlamento e promulgata dal Capo dello Stato. Ma, dal 1992 in poi, la scomparsa della cultura giuridica della prova, soppiantata dalla bramosia dei Magistrati comunisti ( Violante, Pecchioli, Caselli su tutti) di arraffare il potere politico assoluto in Italia , alla faccia del crollo dell’ideologia comunista nel mondo, col rastrellamento e con l’eccidio giudiziario dei partiti politici che non si prostrassero alla truculenta pretesa comunista, diventa dominante ed impalpabile, il tutto alla mercè della volontà del singolo magistrato, peraltro immune da ogni responsabilità, grazie all’opera proprio di Violante, di Pecchioli e di Caselli che hanno guidato , ottenute le posizioni strategiche di comando ( Presidenza della Antimafia, Procura di Palermo, e via dicendo) da un asservito Csm, la politica giudiziaria del Pci dal 1989 ( dal referendum sulla responsabilità dei Magistrati). La Cassazione, dopo una serie di sentenze controverse, ha infine introdotto , ma nella giurisprudenza e dunque non nel Codice penale, il reato inesistente del concorso esterno in associazione mafiosa. Fu con la sentenza delle Sezioni Unite sul caso Demitry del 1994. Ecco dunque cosa è in realtà questo “ inesistente reato” associativo: nato come arma del potere borbonico contro i bifolchi “ che scorrono le campagne in arme”, fu coccolato con una dedizione materna dal Pci e dai suoi “ figuri giudiziari”, ripeto Violante , Caselli e Pecchioli su tutti, per farlo crescere per usarlo contro il popolo recalcitrante a lasciarsi imporre il regime comunista per via giudiziaria così evidenziando la sua vera essenza: il ricorso della politica comunista, mascherata da legalità inesistente, ad uno strumento non voluto dal Parlamento ma necessario al comunismo in toga per introdurre surrettiziamente la sospensione delle garanzie costituzionali personali e per eliminare ogni forma di scomoda opposizione. Tutti i magistrati che hanno condannato per questo inesistente tipo di reato hanno violato la legge che prevede che nessuno debba essere condannato se non per un reato che sia già preveduto dal codice penale. Perché dunque sia Contrada che Dell’Utri sono stati condannati se i fatti loro addebitati risalgono ad anni anteriori al 1994 ( della decisione Demetry) e se anche al momento della loro condanna quel tipo di reato non era previsto come tale nel codice penale? Di quanti reati deve dunque rispondere Luigi Patronaggio, Luciano Violante, Gian Carlo Caselli e tutti gli altri che hanno condannato sia Contrada che Dell’Utri? Da cacciare dalla Magistratura con ignominia, pignorando loro i privilegi economici per pagare i danni che gli italiani dovranno pagare a Contrada e a Dell’Utri per colpa di questi quattro ignoranti magistrati, servi dei boia della democrazia.

martedì 14 aprile 2015

SOLO CRETINETTI CONFORMATI E SUDDITI POTEVANO DARE CREDITO ALLE FREGOLE QUIRINALIZIE DI IMPOSIMATO Scommetto che nessuno aveva riflettuto su una assolutamente “inquietante e sconcertante contemporaneità” fra la data di nascita, nel panorama politico italiano, del Movimento a 5 Stelle ( che risale al 2008/ 2009) e la prima pubblicazione, appunto datata proprio nello stesso 2008, del libro dell’Imposimato scrittore in fregola quirinalizia( “Doveva morire”) .Difficile che si verifichi una tale coincidenza temporale fra un movimento politico nuovo, appunto il M5s e la pubblicazione di quel libro che pare scritto apposta per soddisfare i pantagruelici appetiti “complottardi” di quel giovane ed insofferente movimento politico e per sfruttarne l’incondizionato supporto politico nelle scelte quirinalizie, cosa infatti che si è puntualmente realizzata. L’Imposimato, sia scrittore che ex magistrato, ma comunque vittima di bramosie compulsive da Presidente della Repubblica, ha ottenuto dal M5s la sua candidatura al Colle sia nel 2013 che nel gennaio del 2015, non una cosa da niente. Nel 2013 era praticamente il secondo candidato del M5s dopo l’astro Gabbanelli , alla pari con Rodotà, mentre nel 2015 fu proprio il candidato di bandiera del M5s ed ottenne il 32% dei voti, vale a dire 16653 preferenze: dietro di lui, il M5s ha indicato solo una serie ininterrotta di magistrati per il Colle, da Di Matteo a Zagrebelsky a Rodotà a Cantone, con la sola eccezione di Prodi e Gabbanelli. Questo dato spiega meglio di qualunque discorso quanto l’Imposimato scrittore in fregole quirinalizie fosse sicuro dell’appoggio pentastellato per l’agognato incarico grazie al contributo ideologico ,offerto al complottismo pentastellato con una sollecita pubblicazione del libro “ Doveva morire”. Non a caso il M5s ha sempre scelto magistrati , in carriera o ex, per il Colle , ancora meglio se scrittori ed ancora meglio se scrittori “ complottardamente organici” al M5s, proprio come Imposimato. Le successive edizioni di quel libro-civetta, di volta in volta aggiornate con tutti i successivi “spunti complottardi”( da Ladu a Puddu, dall’Honda all’uomo dal cappotto color cammello, da Lugnini a Spadaccini, dall’Ingegner Marini ad Intrevado ecc..) , edizioni tutte pomposamente festeggiate dall’Imposimato scrittore elargendo serafici e smaglianti sorrisi e seriali e seriosi autografi ad innocenti ed inconsapevoli studenti, a frustrati insegnanti, a supporters pentastellati di cieca fede complottista, senza alcuno scrupolo e senza minimamente darsi pensiero o preoccuparsi del fatto che, di volta in volta, tutti quei suoi teoremi e quelle sue complottistiche rappresentazioni dell’uccisione di Aldo Moro venissero ridicolmente distrutte ed irrise da imbarazzanti e disarmanti fulminee archiviazioni, quando non addirittura con altrettanto subitanee incriminazioni penali per diffamazione (Ladu, Puddu, Honda, Spadaccini, Lugnini, Intrevado, ecc) da una magistratura ormai più attenta al proprio decoro istituzionale , onde accreditarsi come guida del Paese, che ad agevolare senili frenesie quirinalizie, appaiono chiaramente come un modo di riciclarsi in politica per trarne , proprio grazie al suo libro , privilegi personali con carriere istituzionali dapprima assolutamente impensabili e che invece, guarda caso, proprio con la contemporanea nascita del Movimento a 5 stelle, e dunque nel 2008/2009,effettivamente concretizzati. Propalare e diffondere questa cancerogena sindrome mentale, nota come “ossessione del complotto” , che incessantemente alimenta – di epoca in epoca – le teorie cosiddette cospirative della storia: le quali tendono a spiegare avvenimenti che hanno cause plurime e complesse, e perciò̀ difficili da individuare, come se fossero, appunto, il frutto di diabolici disegni e di strategie nelle mani di rassicuranti Signori del male o del crimine, è una speculazione da pezzenti, una truffa perpetrata alle “menti deboli e conformate”, una operazione ignobile Muovendo pregiudizialmente da una rappresentazione del caso Moro costruita a bella posta per lisciare il pelo agli “ schiavi della dietrologia” del M5s onde sfruttarne la prevedibile ed osannante “ola” per le sue vanitose scalate istituzionali , l’Imposimato scrittore contraddice e sconfessa , dopo più di trenta anni, l’Imposimato giudice istruttore del primo processo Moro, sostenendo che gli stessi eventi che l’Imposimato giudice istruttore aveva, trenta anni fa, minuziosamente esaminato, verificato, indagato e poi giudicato irrilevanti e dunque tralasciato, oggi, una volta morti sia Cossiga che Andreotti ( così non potranno mai irriderlo e sbugiardarlo) siano invece di stampo così assolutamente e evidentemente criminale, perché sicuramente diretti all’omicidio di Aldo Moro, da poter essere utilizzati contro Cossiga, contro Andreotti e contro tutta una certa Dc , da poterli processare , ma davanti ad un simulacro di Tribunale, per il loro evidente e lapalissiano “concorso” nell’omicidio di Aldo Moro. Insomma Cossiga ed Andreotti sarebbero i veri assassini di Aldo Moro, i veri mandanti che avrebbero spinto, indotto e costretto quei cretinetti delle Brigate Rosse a uccidere Moro. In un mio prossimo libro racconterò tutti gli errori e gli orrori commessi dall’Imposimato scrittore in fregola quirinalizia nel suo “Doveva morire”, non è questa la sede. Ma questa è la sede per capire che taglia intellettuale abbia il M5s, che si fa trascinare ed abbindolare come un cretinetti soggiogato dal delirio cospirativo tremens .
GRATTERI? UN VERO GENIO! LA GIUSTIZIA ITALIANA? PEGGIO DELLA SACRA ROTA VATICANA Quel vero genio del P.M. Nicola Gratteri ha dato prova del suo incommensurabile valore. Sua Santità , nel 2003, aveva arrestato un intero paese, robetta di 202 persone ( uomini, donne, bambini, handicappati, donne incinta). Era stata etichettata come “ INCHIESTA MARINE”, Platì era stata invasa da mille carabinieri col mitra spianato, mancavano i blindati ma tutti erano in assetto di guerra, altro che il Maurizio Merli anni ottanta, un vero e proprio rastrellamento che aveva ridotto la popolazione ( erano circa 4.000 abitanti) di quel paesone calabro. Nell accuse c’era di tutto: in primis il rito mafioso o da ‘ndrangheta , poi omicidi, poi concorsi interni ed esterni, poi evasioni fiscali assortite, poi sequestro di cani, gatti e uccelli vari, insomma dodici anni di processi. Bene. Oggi si scopre che la Cassazione ha cancellato tutto o quasi. Quattro, dicasi 4 condanne e tutti gli altri assolti . Roba che dovrebbe venir giù il Colosseo, invece i nostri “ conformisti cretini sia di sinistra che pentastellati” – gente alla Fazio, gente chic , gente da terrazza romana, gente che mica guarda quelle televisionaccie del Berlusca che schizzano merda , no! Loro si beano con Berlinguer, con il canale del Pci, con l’efebico Fazio, uno che a Gratteri fece una vera e propria fellatio in diretta tv, roba da galera, atti osceni in luogo pubblico ed in fascia protetta. Ma guarda che ti combina “ sta Cedu” ! Non ti va a svelare che in Italia la così detta giustizia è una schifezza da Afghanistan o da Iraq anni cinquanta, un paese dove la giustizia viene amministrata dai capi religiosi ? Dunque Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso in associazione mafiosa perché i fatti in contestazione si riferivano a periodi assai precedenti a quello in cui quel reato è diventato reato ed è stato iscritto nel codice penale. E come si sa, nessuno “dovrebbe” essere condannato se non per un reato preveduto tale dal Codice penale. Ma i “ padroni” di Travaglio applicano la legge “ad cazzum”, basta che ne possano trarre loro un beneficio. Travaglio tace, forse troppo occupato a leccare i piedi a Previti per evitare che l’Avvocato ci ripensi e lo denunci anche penalmente per diffamazione aggravata, per la quale Travaglio è già stato condannato in via definitiva in sede civile . Solo la magnanimità dell’Avvocato Previti ha evitato all’implorante Travaglio anche un denuncia penale ed una condanna esemplare da diffamatore abituale. Prima o poi Travaglio la finirà col “ leccaggio dei legulei piedi ” previtiani e terrà la sua omelia. Per incantare i cretinetti pentastellati e conformisti che la colpa è solo di Berlusconi.

lunedì 13 aprile 2015

PERCHE’ GRILLO, TRAVAGLIO ED I LORO PARTITI SONO I BOIA DEL POPOLO ITALIANO Con il 1990 si perfezionava, in Italia, con il crollo dell’ideologia comunista, la fine del secolo delle ideologie quelle stesse ideologie che avevano praticamente “colonizzato” il popolo italiano. Il quale, grazie ai santificati Padri costituenti invece che evolversi, invece che emanciparsi , invece che acculturarsi , da suddito di casa Savoia è diventato un suddito dei partiti politici, I quali, gestendo l’Italia col sistema consociativo, si sono fatti ricchi e potenti, si sono accaparrati banche, assicurazioni, giornali, televisione, cultura, scuole, università cinema, teatro e sono diventati i “poteri forti” che vogliono governare il Paese . Insomma, la “ democrazia parlamentare” ammannitaci da “intimiditi e minacciati” padri costituenti , è solo un “ simulacro”, solo” un surrogato” della “ democrazia vera” , nella quale la sovranità politica spetta solo al popolo. Già lo stesso . Aristotele , che aveva individuato tre “ forme pure” di governo ( nella “monarchia”( governo del singolo), nella “aristocrazia ( dei migliori) e nella “politìa” (governo dei molti)) ne preconizzò anche le degenerazioni : il “dispotismo, ”, la “ oligarchia” e la” democrazia formale”\, intesa, quest’ultima come il “ governo gestito da una massa succube della demagogia . Ebbene proprio al momento del crollo delle ideologie e segnatamente di quella comunista – la Dc non disponeva di una vera e propria ideologia come quella comunista, adulava la potenza degli Usa ma non ne decantava il suo progetto politico come invece declamava il Pci che da sessanta anni faceva proprie le istanze di Marx ed i mezzi di Stalin – il Pci, anziché chiedere ammenda del proprio fallimento ideologico e politico, si comportò stalinianamente , mirando “ al potere” e sferrò l’attacco decisivo . S’arrendeva la Dc di Cossiga e di Andreotti , che contava in una riappacificazione nazionale e dunque quale migliore momento che ammazzare un nemico disarmato? Occorreva assalire quella rachitica democrazia parlamentare, Serviva ridurla in una “oligarchia” , eliminando in qualsiasi modo tutti i competitors politici , fare un’operazione di “ pulizia politica” che fu affidata alle truppe di rastrellamento giudiziario della complice Magistratura da Torquemada, La riuscita della strategia – con Mani Pulite – inebriò il Pci/Ds il quale, credendo di avere ormai in pugno tutto il potere sul Paese, fece emergere i suoi poteri forti (cooperative rosse, banche, assicurazioni, fondazioni bancarie, sindacati cultura, giornali, televisioni, case editrici, teatro, cinema, cultura, etcc) per attuare definitivamente una sua “oligarchia” alla quale imporre la machera della “ democrazia formale”. Così , finita l’ideologia e la guida spirituale dell’Urss, il Pci credette che , avendo fatto fuori tutti gli altri partiti politici, gli bastassero le proprie forze e le proprie “ capacità persuasive” ( utilizzando i complici “ poteri forti” ) per imporre un “ pensiero comune” al popolo, per far nascere quel “ conformismo di sinistra” che , debitamente inculcato nelle menti popolari, producesse il dominio del conformismo di sinistra che emarginava ogni forma di dissenso, riducendolo a inutile protesta. Eugenio Scalfari fu l’aruspice col suo “ giornalismo d’inchiesta” che, tramutato in “ ricatto politico”, usando editori asserviti per interesse ( La Stampa, Repubblica, Il Corriere della Sera, L’Unità, la RAI Tv, ecc) credette che , tramite il populismo, si potesse educare il popolo al conformismo di sinistra. E qui sbagliò di nuovo, perché , come prediceva Craxi, “ a conformista populista, populista e mezzo”: così il popolo italiano si trovò succube di due populismi ossessionanti ed ossessivi che mai gli permisero alcuna crescita culturale ed alcuna emancipazione. Da una parte il populismo conformista dei post comunisti al quale replicava – se vogliamo per reazione – il populismo del centrodestra di Berlusconi. E il popolo dal 1993/94 geme ormai schiavo del populismo . Il “ consenso politico” di un popolo non emancipato ma “indottrinato” è esclusivamente il prodotto del populismo imbonitore. Così il consenso politico, che dovrebbe essere una “qualità sostanziale” di un progetto politico è solo una “dato numerico” prodotto dalla forza persuasiva del populismo. Il che significa rendere il popolo italiano ancora più succube e suddito di quanto non lo fosse già dal 1948. E vengo al punto: può un altro populismo , alla cui guida vi sono Travaglio, Grillo e il M5s raggirare ancora più cinicamente un popolo già indottrinato e suddito, dandogli da bere e raggirandolo ancor a imbonendolo che ridurre le spese della politica, ridursi i compenso da 12.000 euro al mese a 4.000 euro mese ( quando già 4.000 euro mese rappresenta una vera botta di culo per uno sconosciuto eletto da diecimila webnauti , ridurre i vitalizi ai politici, ridurre il numero dei politici, modificare i numeri della Costituzione che attengono all’organizzazione del Paese e non certo alla sua “ taglia di democrazia” ( che importa alla democrazia se andiamo avanti con 900 deputati o con 200?) , uscire dall’Euro, accogliere immigrati senza limiti, lisciare il pelo a soluzioni autoritarie , invocare “ care guide” di élite burocratiche, invocare scorciatoie giudiziarie , santificare come salvifici rigurgiti qualunquistici , può quest’ulteriore dose letale, overdose , di becero populismo salvare una democrazia ormai degenerata in oligarchia? Basta con i populismo, basta con i Masaniello, basta con il popolo angariato, umiliato, sfruttato, schiavizzato. Solo emarginando , se basta, altrimenti cacciando a calci in culo se basta, altrimenti sparando in bocca a tutti questi populisti e, qualora non bastasse, impalandoli a testa in giù su qualsiasi piazza italiana, riusciremo a emancipare il popolo.

sabato 11 aprile 2015

UN PAESE DI CRETINI, ALTRO CHE DI NAVIGATORI In un periodo storico come quello attuale, nel quale, fortunatamente, v’è una vera e propria proliferazione di movimenti d’opinione i quali rivendicano il riconoscimento di ogni tipo di “differenza”( orientamento sessuale, religioso, etnico, ecc.) “potrebbe sorprendere e stupire” l’affermarsi del tipico “ cretino di sinistra, conformista e pentastellato” in quanto, a fronte della proliferazione delle tante ed volte anche eccessive “differenze” “potrebbe sorprende”, dicevo, la marea di coloro che , all’opposto, ricercano somiglianze ed uguaglianze, vere o posticce , realizzando un opprimente cappa di maleodorante conformismo . Sono fenomeni assolutamente contrapposti, il secondo escluderebbe il primo ma, meraviglia incredibile, è proprio la marea dei secondi, i conformisti cretini di sinistra e complottisti pentastellati , che non solo sostiene ogni genere di “ differenza” anche quando queste “ differenze” non esistono ma se le “inventa” talora di sana pianta .L’uso del precedente verbo al condizionale è giustificato dal fatto che sia “ il differente” che “ il cretinismo di sinistra e pentastellato” sono come l’Aids, cioè se li conosci, li eviti. Sgombro subito il campo da un’osservazione logica : ma dunque “il cretino di sinistra e pentastellato”, promuovendo tutte le “ differenze” possibili ed anche quelle inimmaginabili possiede un vero e proprio culto per la libertà personale ed individuale. Signori, devo disilludervi, col “ cretino di sinistra e pentastellato” la logica non esiste. E infatti solo le persone estremamente autoritarie e decisamente dispotiche hanno la spiccata tendenza ad avvalersi di forme di pensare stereotipato che emarginino comportamenti non convenzionali, per instaurare un vero e proprio dominio sulle persone più deboli e meno colte. La pinacoteca di famiglia dei “ cretini di sinistra e pentastellati i” presenta tutta una serie di “cari estinti” e di “ santoni viventi” rispetto ai quali, quanto ad esercizio dispotico del potere , a profondo disprezzo del popolo italiano, a criminale autoritarismo, ad assoluta mancanza di liberta personali, a profonda malafede personale e ad raggiro della credulità popolare persino un Benito Mussolini è quasi una educanda da collegio femminile .Si comincia con il l ritratto di Palmiro Togliatti, la cui partecipazione dal 1927 al 1943 alla corte di Stalin nel Comintern, come credenziale di dispotismo basta ed avanza ed a cui seguono foto e ritratti di Enrico Berlinguer, di P.P. Pasolini , di Eugenio Scalfari per finire con una splendida foto di gruppo, Sicilia estate del 2003, che ritrae tre simpatici amici che se la spassavano insieme al mare . Sono Marco Travaglio, Antonino Ingroia e Giuseppe Ciuro, Conoscete tutti i primi due amiconi, il P.M. Ingroia e il giornalista moralista Travaglio, il duo che stava architettando la costruzione di fumosi teoremi che avrebbero dovuto dimostrare l’esistenza di rapporti fra alcuni politici e la mafia . Mentre insomma “ costruivano in vitro questi ipotetici teoremi” per infangare alcuni politici , il Magistrato inquirente ed il suo reggicoda scriba se la spassavano allegramente al mare di Sicilia con Giuseppe Ciuro, un diretto collaboratore del Magistrato Ingroia alla Procura di Palermo, che la sesta sezione della Cassazione ha condannato a 4 anni e 8 mesi (solo grazie al ricorso del Ciuro al “ rito abbreviato” che riduce, come è noto, di un terzo la pena edittale del reato) , per aver collaborato con la mafia , rivelando i segreti delle indagini e dunque favorendo “Cosa nostra” nei rapporti malavitosi con lo stesso Totò Cuffaro. Il “cretino di sinistra” si caratterizzava , come scriveva Sciascia, dal fatto che al suo esordio scambiava per profondità di pensiero ogni pur minima difficoltà, una questione confusa era, per il cretino di sinistra, profonda, con grande gaudio di coloro che gli dovevano rifilare panzane incredibili, foschi scenari, sciagurate e folli dietrologie camuffate da problemi di ardua soluzione . Poi grazie all’indottrinamento dei successi Mangiafuoco sopra elencati , ecco che viene a formarsi una schiera di “care guide” – che nessuno ha mai votato né incaricato –che si incarica di fornire agli individui tutte le opinioni già belle che prefabbricate , facendo così risparmiare , al cretino di sinistra, anche quella piccola fatica di provare a farsene una sua di opinione, usando i suoi mezzi. E’ il successo della stampa e dell’informazione al servizio del potere , la RAI nelle mani dei partiti che se la lottizzano, dove la famiglia Berlinguer diventa azionista di riferimento e non gestore di RAI3, la nascita di “Repubblica”, dell’ “Espresso”, le campagne diffamatorie dei comunisti di Cederna, di Scalfari, contro Leone, contro Cossiga, l’asservimento dei poteri forti a Cucia che guida RCS verso la folle gestione di quello che fu il giornale della borghesia ad un Corriere della Sera diretto in pratica da Fiengo, cioè non dal Direttore ma dal Comitato di Redazione, dove tutti vestivano con l’eskimo. E così, grazie all’opera, assai preziosa ne converrete, di Scalfari, di Berlinguer e di Pasolini il “ cretino di sinistra di un tempo” scompare come individuo , come scompaiono le lucciole, come scompare il vino buono di un tempo. Il cretino di sinistra non lo capisce, ma con questo stratagemma le sue “care guide” ( Scalfari, Pasolini e Berlinguer) ottengono un grandioso risultato: pochi individui potenti guidano di fatto una massa ignorante ed inconsapevole, quella dei cretini di sinistra tutti omologati, tutti prigionieri di un conformismo opprimente. Quando i cretini di sinistra omologati e conformati al pensiero unico dominante sono indottrinati e cotti al punto giusto, accade un fatto storico , epocale : il disfacimento del regime comunista. Le “ care guide” , cui s’aggiunsero subito Violante e Caselli e cioè la magistratura comunista , capiscono che possono fregarsene dallo spiegare quella tragedia politica perché essi possono comunque indirizzare a loro piacimento i cretini di sinistra. Nasce così la lunga stagione che dalla fine della prima repubblica conduce ad oggi e le “care guide” si incaricano di rendere ancora più cretino i già profondamente cretini di sinistra, somministrando loro dosi ossessive di giustizialismo di stampo Saint Just o forcaiolo con lo scopo di occupare la mente dei cretini di sinistra con il livore contro chi s’oppone al loro pensiero convenzionale, come Berlusconi, contro il quale inducono il popolo dei cretini di sinistra a scagliarsi fisicamente come incarnasse il male assoluto così da vivere di rendita senza produrre alcun progetto politico che consentisse una conquista del potere per via democratica. Strada facendo però le care guide si rendono conto che sta sbucando, alla loro sinistra, un drappello di nuovi cretini, quelli pentastellati, i quali sono il percolato organico dei cretini di sinistra, resi ancora più rincretiniti i dalle loro “care guide” ( Travaglio, Imposimato , Rodotà, Zagrebelsky, Flores D’Arcais. and partners) le quali non solo promettono loro ben più di quanto le vecchie care guide promettevano ai cretini di sinistra. Infatti le nuove care guide forniscono ai nuovi cretini pentastellati, anche porzioni industriali di complottismo schizofrenico ed ossessivo, costruzioni immaginarie e deliranti che trainano i poveri cretini pentastellati in zone al di là del razionale, in un mondo fiabesco, surreale, nel quale l’uomo scompare per far posto ad un esercito di boia , con le forche ed i patiboli eretti ad ogni angolo di strada, dove i nuovi cretini pentastellati agognano di vedere impalare, ad opera delle loro care guide in toga e tocco, tutti coloro che non si conformano ai loro plurimi deliri dietrologici . Occorre una immediata riapertura di nosocomi dove imporre TSO urgenti a questa enorme massa di cretini , perché c’è anche il grosso rischio che , ad opera di care guide ancora più cretine dei cretini di sinistra e di quelli pentastellati, Senatori altamente rincretiniti, come per esempio, dimostrò di essere nel febbraio del 2013 a “ Porta a Porta” il Senatore comunista Gotor, eletto da cretini di sinistra che votano solo i cretini indica dalla loro “cara guida”, per poter sopravvivere alla loro cretinaggine che ormai li pervade come fosse una metastasi, le due folle di cretini si possano unire fra di loro. Sarebbe l’apoteosi , il trionfo della vil razza dei cretini, sostituire ad un Parlamento di corrotti, di abusivi e di intimiditi, un Parlamento di cretini. Ovviamente , dominando i cretini, la Costituzione deve restare questa, quella che i soliti cretini credono sia la più bella del mondo.

venerdì 10 aprile 2015

MINORANZE , UN PROGRESSO DA CONQUISTARE SENZA SPECULAZIONI E SENZA ISTERISMI Il rispetto delle minoranze è un dovere per ogni sistema democratico. E questo deve valere per tutte le minoranze, compresi i rom e gli immigrati. Sull’argomento, come al solito, la sinistra ha commesso veri e propri misfatti da macelleria sociale, che gridano vendetta, tali che dovrebbe essere trascinata, per le orecchie ed in schiavettoni, davanti ad un Tribunale per espiare le giuste pene per il suo criminale ed indisponente cinismo. Ma quale “paladina dei diritti civili! Ma quale sostenitrice di egualitarismo se la sinistra ha sempre accarezzato e mantenuto con i soldi pubblici “le minoranze”, tutte le minoranze ( dai rom agli immigrati) nel mentre schiavizzava gli italiani espropriando loro il sessanta per cento del frutto del loro lavoro e privilegiando “la minoranza” rispetto al “cittadino schiavo”. La truffa perpetrata dalla sinistra politica è sempre stata il lisciare il pelo alle minoranze ( rom, immigrati, ecc) onde veicolarne a proprio tornaconto il consenso politico, sfruttandone nel contempo tutto il sistema assistenzialistico con il suo sistema delle cooperative . Ma tutto questo sempre sottraendo porzioni di diritti e di libertà ai cittadini italiani ritenuti, dalla sinistra, ormai tutti omologati, ormai tutti “ conformati” al proprio pensiero dominante. Ciò ha di fatto autorizzato “ la minoranza” ( rom o immigrata) a speculare vergognosamente sulla malavita e sul malaffare, creando situazione insostenibili di vario genere ( assegnazione alloggi comunali, mantenimento degli immigrati, mantenimento dei campi rom, violenze, reati contro persone e patrimonio, etc) che hanno prodotto lotte fra veri poveri ( gli italiani) e altri poveri ( immigrati) e un vero e proprio piccolo esercito di “ finti poveri” ma ben indottrinati su come sfruttare la complicità anche giudiziaria della sinistra comunista e post ( rom ed immigrati). Dunque le responsabilità di aver creato “ xenofobia” è solo ed esclusivamente della sinistra post comunista: e infatti i problemi di sicurezza e di integrazione non sono problemi vissuti nell’Italia del secolo scorso, ma iniziati e precipitati proprio con l’esplosione delle migrazioni dall’Africa verso l’Italia e l’Europa, dunque, dalla fine degli anni novanta del secolo scorso, proprio mentre i comunisti erano rimasti senza guida spirituale e politica , col crollo dell’Urss, ed andavano cercando con la lanterna di Diogene – Violante qualche altro “piccolo padre” o “ papa anche straniero” che li conducesse comunque all’agognato e mai conquistato potere. La Lega di Salvini, su questo specifico tema, inconsapevolmente sta agevolano la sinistra, perché il suo “ribellarsi” contro i privilegi concessi dalla sinistra alle minoranze a scapito delle “sudditanze “ non è altro che la reazione un poco inconsulta perché attesa, evocata e provocata a bella posta dai post comunisti ( e non era forse proprio la Lega Nord una “ costola della sinistra” già dal 1995?) per criminalizzarla e per servirsene poi come una clava, dipinta come “ xenofobia” , per intimidire , isolare ( dalla massa conformata) e dunque intimorire quegli italiani che solo pensassero di non conformarsi al volere dei post comunisti di accogliere privilegiando “ le minoranze rom ed immigrati” ( ma a scapito dei “ conformati sudditi”) che consente loro sia di sfruttarne il ritorno politico quanto di arricchirsi con le corruttele del sistema assistenziale e cooperativistico .Questo dimostra che, come sostengo da tempo non in solitudine ma anche in buona compagnia, che il vecchio Pci ed i suoi attuali epigoni costituiscono la più grande holding del malaffare e della corruzione politica mai esistita in tutto il mondo occidentale, che la magistratura italiana, intimidita e ricattata dalla sua strabordante componente di stampo comunista , non ha avuto la dignità ed il coraggio di mettere sotto inchiesta per motivazioni del tutto estranei alla giurisprudenza ed ai codici ( perché i reati ci sono tutti, dall’abuso d’ufficio al conflitto di interessi, dalla corruzione per induzione alla corruzione del voto di scambio, ecc) ma per asservimento al conformismo dilagante che permette ad ogni magistrato comode carriere senza merito, impunità assoluta, privilegi economici da capogiro . Perché rinunciare a tali “utilità” per fare solo il bastian contrario? Il solito discorso del “ così fan tutti” , dei corrotti nell’animo , dei vigliacchi. Ma scatenare guerre fra diseredati ( rom ed immigrati) e conformati coloni ( gli italiani) per privilegiate le “ minoranze” è lo scopo della sinistra che mira con la sua propaganda a criminalizzare ogni forma di spontaneistica ribellione come “ ansia xenofoba” onde schiacciare ogni residua libertà di pensiero in Italia criminalizzandolo come becera forma di sovversione di stampo fascista. Nulla di nuovo sotto il sole, cari post comunisti, né più né meno siete rimasti al 1978, ad Enrico Berlinguer, alle sue false ed ossessive campagne contro l’inesistente minaccia della deriva fascista, il “ richiamo della foresta” al quale “ i conformati compagni “ si inchinavano come pie beghine consentendo alle loro contigue Brigate Rosse di compiere gli eccidi che ben sappiamo e dei quali da trentacinque /quaranta anni aspettiamo ancora che la magistratura ci dica chi sarebbero i veri colpevoli ( da Imposimato con Moro, proseguendo con Annarumma, con Piazza Fontana e via dicendo) . Ma agli italiani “ giammai di sinistra” compete comunque il compito di ignorare le loro meschinità umane e politiche ed un imprescindibile obbligo, al quale richiamo tutti, Salvini compreso: salvare la nostra pur rachitica “ simildemocrazia” ( una terrificante “ sòla” rifilataci da minacciati ed intimiditi “ padri costituenti” dal picaresco Pci di quegli anni) , strappandola, con mezzi democratici. dalle grinfie totalitarie e libidinose sia del comunismo mascherato da P.D. sia dal fascismo del terzo millennio del M5s ,ricacciandoli entrambi nella cloaca del pensiero politico novecentesco dal quale sono riemersi come orripilanti ed affamate pantegane, proponendo una strategia ed un percorso di integrazione per ogni minoranza . La formula prestampata non esiste , deve essere elaborata , studiata e prodotta dalle idee e dalle esperienze di ciascuno di noi, senza liderismi isterici, senza contrapposizioni laceranti con una sinistra che provoca lacerazioni fra poveri per trarne solo miserabile profitto. Invece che perder tempo in polemiche ed in teatrini televisivi , dobbiamo essere noi ad indicare la strada. Da parte mia non ho dubbi su alcune architravi essenziali dalle quali partire : abolizione immediata ( magari progressiva, ma celere ) di ogni campo rom e di ogni Cie , che rappresentano condannabili ed esecrabili, tardive e ridicole forme di ghettizzazione che producono, come dicevo, malaffare, corruzione e guerre fra poveri. Una procedura, poi, “ politica” nel senso che permetta ad ogni minoranza, in via preliminare ed imprescindibile, la propria autodetermnazione, se diventare o meno popolo italiano, ma senza barare, senza corromperle sotto banco, con la scusa dell’assistenza e dell’accoglienza, con privilegi ed assistenzialismi assolutamente criminali e controproducenti. Ogni comunità deve essere arbitra del proprio destino, mai colonizzata, mai schiavizzata, mai sottomessa e , sopra tutto, mai sfruttata. E’ ora che anche queste minoranze comincino ad “urbanizzarsi” ed a “ civilizzarsi” come han fatto in tutto il mondo una serie indefinita di minoranze nel corso della storia. Un percorso culturale al quale dobbiamo spingerle, un percorso che sarà lento, ma che sarà anche fatalmente progressivo, di taglio culturale e civile. Per iniziare il quale bastano i mezzi finanziari che la sinistra comunista oggi invece sperpera in dissennate ed improduttive opere di scellerato assistenzialismo che provoca proprio i fenomeni di ghettizzazione e le corruttele che noi vogliamo assolutamente cancellare. In tema di strategie, l’esempio degli Usa ci deve guidare: le minoranze native d’America sono state scorticate vive e rapinate di ogni loro avere e basta visitare di persona anche solo una di quelle” riserve indiane” ( ed chi scrive è stato un sostenitore attivo per svariati anni dei Navajos e del loro piccolo stato, con capitale Kayenta, situato nel Nord Arizona ai confini con l’Utah, intorno al sito storico di “ Monument Valley”) per capire come l’assistenzialismo e la ghettizzazione non risolvano nulla ma facciano invece proliferare malaffare e malavita. Non è quella la strada maestra. Ma esattamente l’opposto. Niente guerre fra poveri, niente privilegi da parte di una colpevole magistratura, niente speculazione politica e corruzione finanziaria da parte della sinistra comunista, niente posizioni xenofobe che stridono paurosa convivere senza rimpiangere privilegi ormai dissolti nel tempo ( come l’articolo 18, come il posto fisso, come il sospetto per il diverso o per l’intruso, etc) ed ormai improponibili.

lunedì 6 aprile 2015

NON SOLO ESODATI, PIUTTOSTO UMILIATI In seguito alla riforma delle pensioni attuata dal ministro Fornero, sono comparsi all'improvviso e con prepotenza alla ribalta della scena economica nazionale i cosiddetti 'esodati'. Una categoria dai contorni non meglio definiti, che rende lecita la domanda 'gli esodati, chi sono?'. Per provare a capire qualcosa di più di questa fascia di persone e della loro condizione, ecco allora una breve guida. Esodati, chi sono? La domanda è lecita alla luce delle conseguenze della riforma delle pensioni attuata dal Governo Monti, che ha spostato in avanti l'età per ritirarsi dall'attività lavorativa, precipitando molte persone in una situazione drammatica: ritrovarsi disoccupati, senza la possibilità di ricevere l'assegno mensile guadagnato con anni di contributi versati regolarmente. Gli esodati, infatti, sono tutti quei lavoratori che, prossimi alla pensione, hanno deciso di lasciare il lavoro dietro corresponsione da parte della propria azienda di una buonuscita-ponte, firmando il licenziamento o accettando di essere messi in mobilità. Una soluzione diffusa nell'imprenditoria italiana per cercare di far quadrare i conti di spese sempre più alte e introiti sempre più bassi, che tuttavia, alla luce delle nuove disposizioni in merito all'età pensionabile, ha dato origine a una situazione altamente critica. Ma, parliamoci chiaro: veramente gli esodati , tutti gli esodati hanno accettato questa soluzione per fare, come si dice, un favore alle rispettive aziende o per alleviare le casse dello stato rinviando nel tempo i vitalizi? Un problema questo degli esodati che, non interessando una vasta platea di persone ( infatti restano esclusi dagli “esodati” diverse categorie che qui riassumo brevemente : coloro che avevano raggiunto i requisiti nel 2011 ed erano in attesa della” finestra mobile” introdotta dal ministro Sacconi nel 2010 (12 mesi per i dipendenti, 18 per gli autonomi); coloro che avevano risolto il rapporto di lavoro o accettato di farlo nell'ambito di una procedura collettiva di mobilità conclusa entro il 4 dicembre 2011;i dipendenti pubblici che entro il 4 dicembre 2011 avevano chiesto di essere esonerati dal servizio; coloro che erano stati già collocati in mobilità lunga; coloro che prima del 4 dicembre 2011avevano ricevuto il via libera alla prosecuzione volontaria della contribuzione; per finire con coloro che , entro il 4 dicembre 2011, risultavano già titolari di una prestazione straordinaria finanziata da fondi di solidarietà di settore) investe invece e con una comprensibile ed umana urgenza coloro che “ avrebbero dovuto maturare i requisiti pensionistici nel 2012 (con possibilità di pensionamento dal 2013 in poi) e che , facendo affidamento sulla situazione pensionistica del 2010 , hanno volontariamente accettato il cosiddetto 'esodo volontario'. Un vero e proprio 'popolo' caratterizzato da numeri vertiginosi: dopo una prima stima di circa 65 mila unità, il governo Monti ha riveduto i numeri al rialzo, arrivando a ipotizzare che gli esodati possano essere addirittura 350 mila e ritrovandosi nella condizione di dover provvedere a queste persone che hanno scelto di firmare degli accordi – con un loro immediato e consistente tornaconto rappresentato dall’indennizzo incassato - che però, vista la successiva legislazione pensionistica, potrebbe rappresentare la loro rovina. Lo spostamento in avanti dell'età pensionabile è stato fatto per dare respiro alle casse dello Stato, ma rischia di avere esattamente l'effetto opposto perché se si dovesse pagare agli esodati l'indennità transitoria più lunga della neonata Aspi (18 mesi per gli over 55),, significherebbe una spesa superiore a 3 miliardi di euro all'anno. Stesso costo per un ammortizzatore ad hoc. Il nodo diventa allora quello di reperire i fondi, che per legge dovrebbero essere acquisiti con un aumento dei contributi per gli ammortizzatori versati dalle aziende. La soluzione individuata ( sempre e solo a carico delle imprese) affossa sempre di più la produzione italiana, già in crisi profonda scarica sul privato gli errori del pubblico. Di mezzo, vittime , consapevoli o meno a questo punto non interessa, gli esodati i quali hanno praticamente subìto l’innalzamento dell’età pensionabile in maniera illegittima, perché retroattiva. Dunque seppure parecchi fra gli esodati hanno approfittato avidamente dell’occasione per godere di una somma ( indennizzo) alla quale non avrebbero mai potuto aver diritto ( perché sommata alla liquidazione) evitando inoltre la fatica di lavorare per un certo tempo in attesa del vitalizio, è molto più vero ed esecrabile che essi sia le vittime di uno Stato socialista ed illiberale che, per assicurare “ tutto a tutti, dalla culla alla bara” onde comprarsene il voto politico , spende, per le sue clientele politiche di mantenuti molto di più di quello che potrebbe , sacrificando, con l’arroganza del potere, i diritti di costoro esodati, umiliati vergognosamente dallo Stato Leviatano nei loro basilari diritti per favorire sfacciatamente le “clientele politiche” dell0’elite al governo dal 2011.

sabato 4 aprile 2015

VIRUS DELUDENTE , EMILIANO STRAFOTTENTE Sono molto deluso , sono anche demoralizzato :ho assistito, meravigliato e sbigottito, al modo, in verità “OSCENO ” con il quale Michele Emiliano ha fatto deragliare l’ultima puntata di Virus – che poteva diventare una ricostruzione ideale del malaffare della sinistra attraverso un excursus storico delle variegate forme di corruzione che IL Pci con “il sistema delle cooperative” ha imposto sul Paese - senza che né il Dr Porro né tanto meno il Dr. Tramontano abbiano saputo non solo arginarlo – che non mi pareva cosa molto difficile, sinceramente- ma anche, vivaddio, metterlo in riga, lui e la sua strafottente boria. Emiliano era un P.M del Tribunale di Brindisi il quale Il 24 settembre del 1999, sul Corriere della Sera, affermava:-"L' articolo( si riferiva ad un articolo del Corriere sull’Operazione Arcobaleno organizzata e gestita dal Governo guidato proprio da Massimo D’Alema ) e' una vera e propria denuncia penale, la prima che ci e' pervenuta da quando abbiamo aperto l' indagine conoscitiva. Quindi, ora siamo in grado di ipotizzare il reato di omissione di atti d' ufficio contro ignoti". Il videotape di Panorama fu sequestrato dalla Procura di Bari perché' conteneva “ elementi di reato penale”> che il P.M. Michele Emiliano cercava, ma non trovava: la sua inchiesta aveva solo riscontrato la "terribile disorganizzazione" della Missione Arcobaleno. Le immagini documentavano l' assalto al campo da parte di decine di albanesi. Si vedevano uomini in canottiera che tranciavano i lucchetti dei container. Sono 22 minuti di vergogna quelli che scorrono sul video. Ventidue minuti durante i quali gli "scatoloni di ferro" vengono depredati con una rapidità e ferocia impressionanti. Sparisce ogni cosa: lavastoviglie, materassi e coperte. Svaniscono i simboli della generosità degli italiani che avevano affidato alla Missione umanitaria Arcobaleno tutto quello che serviva per aiutare i profughi in fuga da una guerra combattuta alle porte di casa. La razzia avviene sotto gli occhi impassibili dei responsabili della Protezione civile e dei poliziotti italiani in un campo su cui sventola il nostro tricolore. Il P.M. Emiliano volle capire se l' assalto fosse stato denunciato alle autorità italiane dalla polizia e dalla Protezione civile .Trova invece frasi oscene , come quella, pronunciata da un componente della Missione Arcobaleno il quale dopo aver saputo da un collaboratore che i lucchetti dei container erano stati fatti saltare, dice: "Direi di prendere la roba per noi e fregarcene”. Quel video era un film - verità destinato a far tremare l' intero staff della Protezione civile, a provocare scossoni politici e a far dilagare la sfiducia sul Governo D’Alema e sulla sua nella Missione Arcobaleno. Senza tener conto del fatto, veramente più che sconcertante , che a detta del sottosegretario della Protezione civile, il professor Franco Barberi, uomo di D’Alema, “ non ci sarebbe traccia di questo saccheggio “(testuale). L'allora rampante P.M. Emiliano avviò l'indagine che arrivò ai piani alti di Palazzo Chigi abitato proprio da D'Alema. Vennero indagati molti nomi noti vicini all'allora premier e alla conclusione delle indagini, vennero rinviate a giudizio 17 persone tra le quali l'ex sottosegretario alla protezione civile di quel governo Franco Barbieri. D'Alema non fu mai toccato dall'inchiesta. Ma dalle indagini venne fuori come tutta quell’operazione Arcobaleno si fosse rivelata – parole sempre dell’allora P.M. Emiliano – “ fonte di ruberie” Intanto quell’integerrimo P.M., cioè sempre Michele Emiliano, arrestava a frotte gente di sinistra vicine a D’Alema: amici, sodali e compagni della Cgil,. Poi, di colpo, Emiliano lasciò l'inchiesta per candidarsi sindaco di Bari. Ebbe una “ chiamata misteriosa sulla via di Damasco”, ma di tale portata che non ebbe dubbi nel lasciare quel posto da privilegiato di P.M. . Una “ chiamata” alla quale non si poteva dire di no . Sicuramente non conveniva:. Cosa accadde dopo le sue dimissioni da P.m.? Che il P.M. Emiliano venne sostituito dal Sostituto Procuratore Aggiunto Dr Marco Dinapoli ma solo quando il Magistrato titolare, appunto Emiliano, una volta divenuto, nel 2004, Sindaco di Bari dovette dare le sue dimissioni da Magistrato. Ovviamente non solo erano passati cinque anni – allora di riformare la prescrizione nessuno ci pensava , certamente – ma il Dr Dinapoli volle – e giustamente- anche ricominciare quasi daccapo le indagini, dato che era ormai sua la responsabilità di quell’inchiesta. Quasi nove anni dopo gli arresti e quattro anni prima che si prescrivesse anche l'ultimo reato, il peculato – cioè solo nel 2009- , la magistratura barese ha concluso con 17 rinvii a giudizio l'inchiesta sulla Missione Arcobaleno, voluta nel 1999 dal governo D'Alema in Albania. Intano nel 2004 l’ex P.M. Michele Emiliano fu eletto Sindaco di Bari. Per capire chi lo scelse, basta sapere che Emiliano fu scelto ( chissà da chi!) come capolista in una lista di sinistra che faceva capo proprio ad un tale Onorevole del P.D., tale Massimo D’Alema, che, è noto, in Puglia conta la massima clientela politica. Qualche meraviglia? Qualche obiezione? Nel 2013 tutta quell’inchiesta Arcobaleno è andata prescritta. Qualcuno s’è stracciato qualche veste? Magari anche un semplice calzino? Travaglio che faceva? Dormiva o era occupato con Ingroia al mare di San Vito Lo Capo con quell’amico “uomo d’onore”? O forse stava recitando da par suo “ E’ stato la mafia” col sedere della Ferrari in primissimo piano ? Spero che vi sia chiaro che ‘Alema , il cui governo era indagato dal P.M. Emiliano ed i cui uomini erano stati rinviati a giudizio per quei reati, non ha assolutamente niente a che vedere con la conversione del P.M. Michele Emiliano dalla Magistratura alla Politica, che lo ha portato a lasciare la titolarità di quell’inchiesta solo nel 2004, che è stato poi sostituito da Dinapoli, il quel ha preteso di ricominciare daccapo l’inchiesta che era stata abbandonata da Emiliano e che , dai e vai, come nel triangolo del calcio,, oggi è tutto prescritto. Amen

mercoledì 1 aprile 2015

ECCO CHE SUCCEDE A SISTEMARE IL GIRO DELLA CLIENTELA Il Prof. Tito Boeri è stato consulente del FMI , , della Banca Mondiale, , della Commissione Europea, oltre a tante altre cose è anche collaboratore dei giornaloni La Stampa e Repubblica e direttore della “Fondazione Rodolfo Debenedetti”, una fondazione di “casa dell’Ingegner Carlo De Benedetti”. Suoi fratelli o omonimi sono vicini all’ Avvocato Giuliano Pisapia , nella sinistra estrema. Una carriera a tutto gas, sicuramente per merito, ci mancherebbe. Sinceramente non appartengo al coro che sbrodola per i “gggiovani”, alla Renzi, per intenderci, anzi ne ho piene le tasche a dire il vero di film alla Teodorakis , alla Moccia e del giovanilismo anche alla guida del Paese. E non credo che simili sfolgoranti carriere si facciano per concorso per merito: non lo penso solo per il Prof. Boeri, ma per tutti: sei del giretto, non sei un rompiballe, e così va il mondo politico italiano, sopra tutto della sinistra. Una volta nei paesi si chiedeva “ a chi sii figgiu tu?”. Oggi è sempre la stessa cosa. Il Prof. Boeri è uno del giro, per rami paterno, per ambiente politico, per ambiente editoriale, per Fondazione, per fratelli, ecc. E inoltre il Prof. Boeri liscia il pelo giusto, quello del conformismo ipocrita dominante , perché il Prof. Boeri, lo voglia o no, sta dicendo sempre e solo “ cose di sinistra”, forse per stringere amicizia con Nanni Moretti. Non per niente ha avuto una fortissima “ relationship” niente di meno che col leader della sinistra all’amatriciana , con l’amico di Odevaine , parlo di Veltroni, il sindaco di Roma che “ può benissimo non sapere”. Niente. Io trovo semplicemente assurda la sua idea di ricalcolare con il metodo contributivo le pensioni più elevate. La sua chiave di lettura è la solita trita, becera, inutile , dannosa anzi criminale “redistribuzione” di memoria stalinista e comunista. Il problema non sono le “pensioni più elevate”, il dramma dell’Italia sono “ le pensioni ( elevate o meno) pagate senza che il beneficiario abbia pagato i proporzionali relativi contributi . Le “pensioni elevate” sono certamente quelle a stampo retributivo ( vecchio sistema) ma sopra tutto quelle elargite dal “ consociativismo” fra Dc e Pci a porci, cani e gatti, senza che vi fosse a monte un’adeguata contribuzione. Ma le sue parole contengono sempre la solita minaccia tipica della sinistra malata di “redistribuzionismo “, ossia quel tumore che pretende che chi non ha pagato 40 anni di contributi goda della stessa pensione che il vecchio retributivo assegnava a chi aveva invece lavorato e pagato per 40 anni. Quella cellula tumorale aggredisce la zona destra della comprensione dei fenomeni socio economici, quella dove si formano le ipotesi di stampo socialcomunista , come questa del Professor Boeri, che vedo solo come un’operazione scellerata , fatta a colpi di machete . L’unico criterio che bisogna seguire non è il solito becero “ daje al benestante” ( che magari la sua bella pensione se l’è pagata con sacrificio) , la solita operazione punitiva di un immaginario ceto medio, ma quello di punire semmai tutti coloro che godono di qualsiasi tipo di pensione calcolata col sistema retributivo che non abbiano pagato i dovuti contributi per il tempo dovuto. Pensioni baby, Legge Mosca, privilegi e vitalizi politici e burocratici, ecc.