Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 13 aprile 2015

PERCHE’ GRILLO, TRAVAGLIO ED I LORO PARTITI SONO I BOIA DEL POPOLO ITALIANO Con il 1990 si perfezionava, in Italia, con il crollo dell’ideologia comunista, la fine del secolo delle ideologie quelle stesse ideologie che avevano praticamente “colonizzato” il popolo italiano. Il quale, grazie ai santificati Padri costituenti invece che evolversi, invece che emanciparsi , invece che acculturarsi , da suddito di casa Savoia è diventato un suddito dei partiti politici, I quali, gestendo l’Italia col sistema consociativo, si sono fatti ricchi e potenti, si sono accaparrati banche, assicurazioni, giornali, televisione, cultura, scuole, università cinema, teatro e sono diventati i “poteri forti” che vogliono governare il Paese . Insomma, la “ democrazia parlamentare” ammannitaci da “intimiditi e minacciati” padri costituenti , è solo un “ simulacro”, solo” un surrogato” della “ democrazia vera” , nella quale la sovranità politica spetta solo al popolo. Già lo stesso . Aristotele , che aveva individuato tre “ forme pure” di governo ( nella “monarchia”( governo del singolo), nella “aristocrazia ( dei migliori) e nella “politìa” (governo dei molti)) ne preconizzò anche le degenerazioni : il “dispotismo, ”, la “ oligarchia” e la” democrazia formale”\, intesa, quest’ultima come il “ governo gestito da una massa succube della demagogia . Ebbene proprio al momento del crollo delle ideologie e segnatamente di quella comunista – la Dc non disponeva di una vera e propria ideologia come quella comunista, adulava la potenza degli Usa ma non ne decantava il suo progetto politico come invece declamava il Pci che da sessanta anni faceva proprie le istanze di Marx ed i mezzi di Stalin – il Pci, anziché chiedere ammenda del proprio fallimento ideologico e politico, si comportò stalinianamente , mirando “ al potere” e sferrò l’attacco decisivo . S’arrendeva la Dc di Cossiga e di Andreotti , che contava in una riappacificazione nazionale e dunque quale migliore momento che ammazzare un nemico disarmato? Occorreva assalire quella rachitica democrazia parlamentare, Serviva ridurla in una “oligarchia” , eliminando in qualsiasi modo tutti i competitors politici , fare un’operazione di “ pulizia politica” che fu affidata alle truppe di rastrellamento giudiziario della complice Magistratura da Torquemada, La riuscita della strategia – con Mani Pulite – inebriò il Pci/Ds il quale, credendo di avere ormai in pugno tutto il potere sul Paese, fece emergere i suoi poteri forti (cooperative rosse, banche, assicurazioni, fondazioni bancarie, sindacati cultura, giornali, televisioni, case editrici, teatro, cinema, cultura, etcc) per attuare definitivamente una sua “oligarchia” alla quale imporre la machera della “ democrazia formale”. Così , finita l’ideologia e la guida spirituale dell’Urss, il Pci credette che , avendo fatto fuori tutti gli altri partiti politici, gli bastassero le proprie forze e le proprie “ capacità persuasive” ( utilizzando i complici “ poteri forti” ) per imporre un “ pensiero comune” al popolo, per far nascere quel “ conformismo di sinistra” che , debitamente inculcato nelle menti popolari, producesse il dominio del conformismo di sinistra che emarginava ogni forma di dissenso, riducendolo a inutile protesta. Eugenio Scalfari fu l’aruspice col suo “ giornalismo d’inchiesta” che, tramutato in “ ricatto politico”, usando editori asserviti per interesse ( La Stampa, Repubblica, Il Corriere della Sera, L’Unità, la RAI Tv, ecc) credette che , tramite il populismo, si potesse educare il popolo al conformismo di sinistra. E qui sbagliò di nuovo, perché , come prediceva Craxi, “ a conformista populista, populista e mezzo”: così il popolo italiano si trovò succube di due populismi ossessionanti ed ossessivi che mai gli permisero alcuna crescita culturale ed alcuna emancipazione. Da una parte il populismo conformista dei post comunisti al quale replicava – se vogliamo per reazione – il populismo del centrodestra di Berlusconi. E il popolo dal 1993/94 geme ormai schiavo del populismo . Il “ consenso politico” di un popolo non emancipato ma “indottrinato” è esclusivamente il prodotto del populismo imbonitore. Così il consenso politico, che dovrebbe essere una “qualità sostanziale” di un progetto politico è solo una “dato numerico” prodotto dalla forza persuasiva del populismo. Il che significa rendere il popolo italiano ancora più succube e suddito di quanto non lo fosse già dal 1948. E vengo al punto: può un altro populismo , alla cui guida vi sono Travaglio, Grillo e il M5s raggirare ancora più cinicamente un popolo già indottrinato e suddito, dandogli da bere e raggirandolo ancor a imbonendolo che ridurre le spese della politica, ridursi i compenso da 12.000 euro al mese a 4.000 euro mese ( quando già 4.000 euro mese rappresenta una vera botta di culo per uno sconosciuto eletto da diecimila webnauti , ridurre i vitalizi ai politici, ridurre il numero dei politici, modificare i numeri della Costituzione che attengono all’organizzazione del Paese e non certo alla sua “ taglia di democrazia” ( che importa alla democrazia se andiamo avanti con 900 deputati o con 200?) , uscire dall’Euro, accogliere immigrati senza limiti, lisciare il pelo a soluzioni autoritarie , invocare “ care guide” di élite burocratiche, invocare scorciatoie giudiziarie , santificare come salvifici rigurgiti qualunquistici , può quest’ulteriore dose letale, overdose , di becero populismo salvare una democrazia ormai degenerata in oligarchia? Basta con i populismo, basta con i Masaniello, basta con il popolo angariato, umiliato, sfruttato, schiavizzato. Solo emarginando , se basta, altrimenti cacciando a calci in culo se basta, altrimenti sparando in bocca a tutti questi populisti e, qualora non bastasse, impalandoli a testa in giù su qualsiasi piazza italiana, riusciremo a emancipare il popolo.

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