Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 16 maggio 2015

OPERAZIONE VERITA’ SU BERLINGUER Memoria contro il processo di sua beatificazione in corso Alla fine del 1947 l’Assemblea Costituente , intimidita dalle spedizioni armate dei miliziani e dei partigiani comunisti – l’esecuzione di Giovanni Gentile rientrava nel principio staliniano di “ fucilarne uno per educarne mille” – aveva compiuto la stesura del documento chiamato “ costituzionale” . Non certo il frutto di una scelta popolare bensì il frutto di mediazioni, di ricatti, di intimidazioni, di aggiustamenti, di “ inciuci” con il quale il Pci e la Dc hanno illuso e truffato un popolo italiano ancora analfabeta e straccione promettendogli una ampollosa “ democrazia parlamentare” della quale loro stessi saranno i “ sovrani” e le cui disposizioni serviranno ai regnanti per chiudere il popolo recalcitrante nello stanzino delle pulizie. Sfruttando l’ignoranza popolare ed il suo connaturato servilismo religioso, il loro potere truffaldino ha spacciato questa “ malefica truffa ” come fosse un sacro Vangelo arrivando all’improntitudine di stabilire l che tale documento sia talmente al di sopra di quanto altri uomini possano pensare, che debba essere reato penalmente perseguibile con anni di reclusione chi osasse definirlo criminale, come io mi onoro di fare da sempre . Alcide De Gasperi non ebbe altra opportunità che rivolgersi all’altra grande potenza del tempo, gli Usa, ed al Vaticano per piatirne i necessari aiuti, in armi e finanziari, i soli strumenti che permisero all’Italia di non diventare, nel 1948, uno dei possedimenti di Stalin. Basta e avanza come titolo di merito, non ostante Usa e Vaticano. Ma di Enrico Berlinguer, cosa ci resta ? Semplicemente un compromesso storico con tutti i suoi fallimenti. Ma sul suo conto vanno messi molti cadaveri, tutti quelli che la sua c scellerata propaganda politica ha provocato: dall’agente Annarumma , alle vittime di Piazza Fontana e così via fino agli eccidi delle Brigate Rosse, il cadavere di Aldo Moro, della sua scorta e quello di Giangiacomo Feltrinelli. La sua “relatività” intellettuale e quindi anche politica, il suo innato stalinismo ( il potere prima di tutto, per il resto c’è tempo) , lo portò ad imputare alla inesistente “ minaccia di una restaurazione fascista” ogni crimine , esasperando così gli animi. Feltrinelli ne fu dilaniato, nell’animo e nel corpo. . A dire la verità , Aldo Moro considerava Enrico Berlinguer una “ mosca sciocca” per la quale , fin dal dicembre del 1969 cominciò ad intessere la sua “tela di ragno”, appunto la “ strategia dell’attenzione delle Dc verso il Pci” che fu l’antipasto, l’apetizer che condusse al compromesso storico, tela nella quale nel 1973 la mosca sciocca si andò ad infilare di sua spontanea volontà credendo di arraffare il potere e decretando così il fallimento del Pci e la sia fine . Moro ha dato la vita per salvare Italia, per salvare il Pci e per salvare anche Enrico Berlinguer dalle grinfie del sinedrio comunista cecoslovacco che guidò le Brigate Rosse di Mario Moretti per rimediare ai disastri di quel compromesso storico: e infatti fu salvato Berlinguer sottoposto ad una operazione di lifting da restauro ed il Pci, troppi miliardi era costato all’Urss per essere distrutto da Berlinguer. Nel 1981, guidato per mano da Eugenio Scalfari- sotto la cui tutela Berlinguer si era rannicchiato - Enrico Berlinguer credette di riacquistare la sua verginità e la sua credibilità politica con la questione morale, affermando la diversità antropologica dei comunisti. In verità accusare l ‘ èlite al potere delle peggiori nefandezze e delle peggiori corruzioni è la normale clava politica che ogni opposizione ha scagliato contro il potere, da quando è nato il mondo. Dunque solo rincretiniti militanti comunisti potevano considerare la questione morale come fosse una scoperta di Enrico Berlinguer, quando altro non era se non che una semplice operazione di copia e incolla, un plagio di Enrico Berlinguer ai danni della storia ed alle spalle del popolo comunista ignorante e fidelizzato. Oltre tutto le due operazioni che la “agiografia” berlingueriana ha cesellato sul suo santino e cioè sia il “ compromesso storico” come la “ questione morale” sono due posizioni politicamente opposte e fra di loro conflittuali . Perché mentre con il “ compromesso storico” Berlinguer santificava il potere dei partiti politici fino al punto da glorificare ed istituzionalizzare che solo grazie al loro potere si poteva intervenire per dare uno scossone alla politica del vecchio centrosinistra , ora, appena tre anni dopo il 1978, Berlinguer crede di riacquistare una centralità politica ed il perduto aplomb affermando l’esatto contrario di quanto andava predicando da dieci anni. Che, cioè, improvvisamente Berlinguer intravede nell’eccesso di potere dei partiti un ostacolo al riformismo rifugiandosi nella questione morale. Enrico Berlinguer “onesto e coerente”? Nessuna coerenza, l’abbiamo appena appena spiegato nei dettagli nell’azione di Enrico Berlinguer. Quanto all’onesta di Enrico Berlinguer basta e avanza constatare che durante la sua Segreteria ( 72/84) ,mentre illudeva i suoi militanti sulla fantomatica “ terza via al socialismo” che avrebbe dovuto consentire il famoso ma mai scoperto “ strappo da Mosca”, il Pci incassava e contava ricchi finanziamenti illegali sovietici . Poi una volta concretizzatasi la “ Compagnie Européenne des Petroles” , la quale ottenne di rifornirsi del greggio sovietico a condizione di vendere, in Italia, solo all’ENI, ordì un imbroglio incredibile. Spedì l’ignaro Gianni Cervetti, uno storico comunista vittima della sua ideologia, a Mosca per comunicare la rinuncia dei finanziamenti illeciti a Boris Ponomariov appuntandosi a proprio merito questo “ beau geste” come una medaglia al merito democratico, senza sapere che lo stesso Boris Ponomariov fosse in confidenza con Massimo Caprara , storico segretario di Togliatti durante il loro lungo soggiorno a Mosca. Così che quando Massimo Caprara scriverà il suo ultimo libro ( Ora da Mosca) Berlinguer e Cervetti saranno sbugiardati in maniera clamorosa da un loro stesso compagno, appunto Caprara, il quale riporterà i racconti , mai da nessuno contestati, dello stesso Boris Ponomariov che rivelò come quei finanziamenti illeciti al Pci fossero solo stati sostituiti con le ricche tangenti che l’ENI dovette corrispondere, rigorosamente estero su estero, al Pci di Erico Berlinguer come corrispettivo della concessione di acquisto . Qualcuno conosce qualche provvedimento, qualche legge prodotta da i Enrico Berlinguer per modificare il regime die partiti sotto il quale languiva, prigioniero, il popolo italiano? Personalmente ricordo solo la sua “ evangelizzazione” della costituzione che schiacciava il popolo, mai una critica. Insomma, cosa ci resta di Enrico Berlinguer ? Di Berlinguer non resta altro che tre figli raccomandati e ben sistemati a spese dello Stato italiano, diversi fratelli, cugini e nipoti ben sistemati nelle schiere dei “baroni universitari ” in qualche munifica Università italiana. Sono e resto a disposizione per chi avesse notizie in merito o rimostranze .

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