Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 26 maggio 2015

PRESENTARE I SOGNI COME REALTA’ E’ TRUFFA, INGANNO, MISTIFICAZIONE . NON E’ COSA BUONA E GIUSTA. Sansonetti e Caminiti, oggi, su “ Il Garantista”, hanno abbandonato la strada che stavamo percorrendo insieme , quella che poteva portare verso un disegno politico comune e si si sono dedicati all’onirismo ed all’agiografia. Ne hanno tutto il diritto, ci mancherebbe altro, così come ho io tutto il diritto/dovere civico di stigmatizzarne l’irrilevanza o la dannosità. “Cara sinistra, liberati di Marx” implora Sansonetti, cui fa eco Caminiti col suo “ Pablo, il prof in Harley”. L’onirismo si realizza quando la frustrazione e l’umiliazione umana , costringe l’uomo, per sopravvivere, a sfuggire dalla realtà che lo circonda , per disperazione, costringendolo a rifuggire dal” campo razionale” per rifugiarsi , per trovar pace, nella sfera dell’irrazionale: così da produrre , nel soggetto , visioni e vere e proprie allucinazioni, che ne alleviano la frustrazione perché gli fanno apparire” quel sogno” come fosse la realtà. E’ uno stato di dissoluzione della coscienza che produce disorientamento . Mentre per agiografia ( letteralmente "scrittura di cose sante") si intende il dedicarsi all’esaltazione delle testimonianze che costituiscono la memoria della vita di un santo e del culto che un popolo fidelizzato gli ha tributato : vita, radici, fatti, rappresentazioni, narrazioni comunque finalizzati alla perpetuazione del ricordo del personaggio in questione e alla promozione della venerazione nei suoi confronti. Sansonetti vede in “Podemos” la reiterazione del sogno “ Syriza” della Grecia esaltandone, di “Podemos” la decantata “libertà” e ci racconta del suo sogno, quello di unire questi movimenti d’opinione coagulati intorno ad una sinistra italiana che , tralasciando il mito del Pci, si rigeneri e si reincarni. Ma in che cosa? Nessuno ce lo dice, lo stesso autorevole Sansonetti glissa sull’argomento, invocando come il successo di “Podemos” premi “ la sua lontananza dall’ideologia .Poi leggi l’agiografia di Iglesias di Caminiti e piombi nel peggior culto della personalità: lo venera e santifica in tutto. Viene da famiglia comunista, nonni comunisti, padre pure, porta il codino, ha un piercing, viaggia in Harley, vive ancora (sic!) dove viveva prima ( grandioso, ancora non è stato posizionato nel Pantheon di Caminiti), ha due lauree, è uno strafico, un famoso seduttore, uno sciupa femmene, è bello, billo, bullo e c’ha pure il go kart. Mi ricorda un sacco di gente…… Sfido a trovare nella santificazione di Pablo un concetto politico. Anzi ne trovo uno solo, questo: “Sul palco, quel giorno, Pablo dichiarò che Podemos voleva riprendere il potere delle èlite e restituirlo al popolo”. Carissimi e stimatissimi Sansonetti e Caminiti, modestamente anche io voglio questo, lo voglio da quando so leggere e scrivere e da quando i vostri cari signori comunisti, che tanto rimpiangete come avessero salvato l’Italia dal dominio del becero capitalismo ( quando oggi il “ becero capitalismo” è solo quello della vostra fazione politica che è padrona di tutto ( banche, palazzi, politica, parlamento, rete nazionale di voto di scambio, ecc)) hanno spinto ( dico solo “ spinto” va bene così? O devo ancora ricordare quel che successe a Gentile, per escluderlo dalla costituente ?) a scrivere una costituzione che anziché difendere il popolo dall’arbitrio del potere , mettendolo sul trono del potere democratico, hanno scritto null’altro che tutta una serie di regole e regolette per rinchiuderlo per bene nello stanzino delle scope. Dove si trova ancora adesso. Non ostante tutta la grande opera del vostro caro Pci e poi Pds e poi Ds e poi oggi PD. Sbaglio stimati amici o state raccontando un bel mucchio di “ imprecisioni”( oggi sono buono, ho fatto il mio fioretto dedicato a Papa Francesco)? In Spagna, nella Spagna dominata dai due partiti tradizionali, il PPE ed il PSOE , c’è solo l’insurrezione contro un pensiero dominante , frutto dell’accordo di potere fra i due partiti. Rompere uno schema politico con le pulsioni insurrezionali è fare del ribellismo, del becero populismo. La politica è altra cosa. QUESTIONE DI PECUNIA E BASTA Ma non date retta a chi accampa motivazioni posticce, pretenziose, deliranti, contorte per spiegarvi come e perché il mondo italiano “ de sinistra e comunista” sia subalterno agli arabi e tifi per coloro che vorrebbero distruggere e cancellare Israele. Non esiste nessuna ragione d’ordine metafisico, ma solo una volgarissima questione di pecunia. Cominciò Crispi ad attuare una politica filoaraba, asserendo che fosse una necessità imposta dalla nostra collocazione geografica. Poi venne la guerra italo turca del 11/12 e noi trovammo gli inglesi in Egitto, i francesi in Marocco e Tunisia e in tutto il Maghreb e ci insediammo nella Libia ( Cirenaica e Tripolitania), ancora sotto il traballante Impero ottomano. Poi con la prima guerra mondiale , distruttosi e sgretolatosi l’Impero ottomano, nel Mediterraneo accade “ la spartizione” ( precedente a Versailles ed a Yalta). Arabia, Iraq e Giordania finirono sotto protettorato inglese, la Francia si assicurò Libano e Siria. A noi rimase la Libia ma da allora in Italia si sparse la diffidenza verso la “ perfida Albione” ( che dominava i paesi più ricchi di petrolio) . E cominciammo a cavalcare ogni refolo delle proteste dei popoli arabi contro gli inglesi . Ecco perché siamo nati filoarabi e poi, ovviamente, antiisraeliani. Per questioni di bottega, non di intelletto.

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