Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 29 luglio 2015

CON QUESTA MAGISTRATURA,L’ITALIA NON E’ UN PAESE CIVILE Per capire se un Paese è un paese civile , basta verificare che la su Magistratura non commini pene se non quando abbia raggiungo prove della sua colpevolezza che siano convincenti “oltre il famoso ragionevole dubbio”. Come si possa nutrire fiducia in questa sottospecie di Magistratura che, un solo esempio, ha condannato Sofri che non aveva ucciso Calabresi ma “supponendo” che i suoi articoli avrebbero “indotto“ Bompressi a farlo e nemmeno ha pensato di indagare , sempre per le stesse motivazioni di Sofri, la coppia Michele Santoro e Loeluca Orlando Cascio che, non dal giornaletto “ Lotta Continua” (che poteva avere si e no diecimila lettori) ma da un proscenio come la televisione di RAI3 , con milioni di spettatori, e per ben due volte ( recidiva),nel 90 e nel 92, hanno incitato la mafia corleonese , quella sanguinaria di Riina e Provenzano, ad eliminare sia Falcone e il M.llo Lombardo per di più usando infamanti e false accuse non è un mistero, ma la prova provata del regime dispotico e trucido sotto il quale il popolaccio rozzo ed incolto italiano è ormai ridotto allo stato di schiavo moderno della combutta delinquenziale “ fra cattolici, comunisti e magistrati”. Anche col processo di Avetrana la Magistratura ha dato ampia prova della sua inciviltà giuridica e sociale , del suo titillare il forcaiolismo becero che la sinistra ed il grillismo hanno profuso a piene mani nelle menti deboli per eliminare Berlusconi dalla scena politica, onde soddisfare non la “ giustizia” ma una maggioranza di ottusi giustizialisti forcaioli che ripagano l’andazzo sostenendo politicamente la sinistra, per la quale il “ processo giudiziario” è una inutile perdita di tempo in quanto per loro e per le loro “ care guide” ( Magistrati, Travaglio, Il Fatto quotidiano, Repubblica, Scalfari, L’Espresso, eccetera) basta l’immediata impiccagione di ogni presunto reo per “fare giustizia”. E sapete dietro quale infame alibi si nascondono questi delinquenti in toga? Dietro la scusa che si tratterebbe di “ processo indiziario” quando esiste un codice penale e di procedura fresco dal 1990, amato dai forcaioli che prevederebbe che “ lo prove della colpevolezza” dell’indagato si formassero proprio nel dibattimento. E chi, Signor Presidente e P.G. D.ssa Antonella Montanaro avrebbe dovuto indagare per superare gli indizi e per ricercare le prove, se non proprio la sua Procura ? Grida vendetta,tribale ed immediata, giustizia sommaria sul posto, l’assoluzione di Cosima Prudenzano e di Antonio Colazzo, suocera e cognato del fioraio Giovanni Buccolieri, su cui si basa tutta la condanna di primo grado e quindi anche di secondo grado. Il fioraio raccontò alla commessa di avere sognato Cosima e Sabrina che rapivano Sarah, trascinandola in auto dopo averla inseguita. La commessa lo ha raccontato alla mamma, una teste chiave dei pm di primo grado, Anna Pisanò e questa lo ha raccontato a un carabiniere. Buccolieri allora è stato chiamato e gli è stato chiesto conto del sogno. Siamo quasi alla farsa, simile a quella raccontata da Prodi e dai suoi amici alla Commissione di inchiesta su Moro sulla seduta spiritica. Buccolieri racconta il “ sogno” che nel verbale si trasforma in realtà tanto che quando tenta di “ stabilire” che si trattava di un sogno lo accusano di “ false dichiarazioni al P.M.”. Ma Buccolieri , che è il protagonista del sogno nel processo non c’è. Sono stati ieri assolti Prudenzano e Colazzo sono finiti perché quando gli è stato chiesto se loro sapevano se il sogno era realtà loro hanno risposto senza incertezze «Noi abbiamo sempre saputo che era un sogno». Condannati in primo grado per favoreggiamento. E adesso assolti. Ma allora il sogno era un sogno? Ma allora dovrebbe, per logica, cadere anche la colpevolezza di Sabrina e Cosima almeno nella parte del rapimento di Sarah Scazzi. Nei tabulati telefonici c’è “ una prova” dell’innocenza di Sabrina, una “ prova” non un “ indizio”. Ma i giudici trasformano quella prova in un capo d’accusa : lo scambio di sms tra Sabrina e Sarah nei momenti appena precedenti al delitto sono solo un depistaggio. Quindi Sabrina, che aveva appena ucciso la cuginetta avrebbe provato a farsi un alibi scrivendosi sms dal cellulare di Sarah. Freddezza da capo mafia , bah! E che dire del medico legale che visitò Michele Misseri in carcere e che parlò di “ unghiature sulle braccia di Misseri” ( come se avesse avuto una colluttazione con Sarah). Poi quando l’uomo di Avetrana ( quasi come quello di Neanderthal) ritratta e accusa la figlia , come in un miracolo quelle ferite da colpo d’unghia diventano “ sfregi” provocati dal lavoro nei campi.

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