Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 27 luglio 2015

LA FAMOSA DIVERSITA’ E SUPERIORITA’ MORALE DEL PCI . LA QUESTIONE MORALE DI ENRICO BERLINGUER LANCIATA DA REPUBBLICA NEL LUGLIO DEL 1981. Oggi voglio ricordare cosa accadde quando l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che per Costituzione è anche deputato a presiedere la Magistratura, sfidò l'Anm ad una prova di forza, invitando, con un messaggio televisivo , i magistrati a non aderire allo sciopero proclamato dalla stessa Anm per il giorno 3 dicembre 1991 su argomenti che esulavano dalle sue competenze. I magistrati scioperarono in massa, e affluirono in gran numero a Roma per partecipare alla assemblea della Anm . Fin dagli anni cinquanta, il Pci aveva elaborato una precisa strategia, per creare un apparato “ apparentemente” democratico , perfino non esplicitamente contrario alla costituzione , ma al servizio suo e dei suoi voleri, verso il quale “ apparatnick” convogliare la capacità di sobillare le masse ( ancora a quei tempi molto analfabete ) per veicolarne poi la virulenta violenza intimidatoria , usata come una intimidatoria arma contundente ( tipo “ o la borsa o la vita”!) , da scagliare contro “il vincitore di democratiche elezioni politiche” . Eccone, nello “ scontro” che oppose Cossiga ed il Csm ( mai più visto un Presidente della Repubblica che avesse avuto questa dignità istituzionale, questo rispetto per la Costituzione e per il popolo italiano, mai più!) , l’unica dimostrazione. E, rammento come aggiunta necessaria e sufficiente, che non fu certo un puro caso se proprio sei giorni dopo quella sfida, il 6 dicembre 1991 fu presentata in parlamento da parte della sinistra comunista la richiesta di messa in stato di accusa per Francesco Cossiga. Mi pare opportuno ricordarne,a loro imperitura memoria ( se sia poi ad eterna loro vergogna sia la storia a sentenziarlo) i firmatari di quel ricatto: Ugo Pecchioli, Luciano Violante, Marco Pannella,Nando dalla Chiesa, Giovanni Russo Spena, Sergio Garavini, Lucio Libertini, Lucio Magri, Leoluca Orlando Cascio, Diego Novelli, tutti, fatta eccezione per Pannella, del Pci Nello stendere la sua condanna , la storia terrà doverosamente in debito conto che ,come si legge persino negli atti parlamentari del 12 maggio 1993, il Comitato Parlamentare ritenne tutte le loro accuse manifestamente infondate e che la Procura di Roma archiviò quelle accuse il 3 febbraio 1992, mentre , per completare la gran bella figura che quei firmatari fecero nei confronti dell’opinione pubblica e dell’Italia , l'8 luglio 1994 la richiesta di archiviazione fu accolta anche dal Tribunale dei Ministri. Ovviamente io mi firmo con nome e cognome, sono sempre pronto a ricevere critiche e pareri contrari ai quali risponderò puntualmente, restando peraltro sempre a disposizione di chi avesse qualcosa da recriminare e di che lagnarsi.

Nessun commento:

Posta un commento