Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 14 luglio 2015

LE RIDICOLE BUGIE DEL PARTITO DEI MAGISTRATI E DELLA SINISTRA COMUNISTA SULLA COLLUSIONE MAFIOSA IN SICILIA Da quanti anni, da quanti decenni la sinistra comunista e gli “agiografi” del partito dei magistrati cercano di darvi da bere che in Sicilia la Dc era collusa con “la mafia” e che, per queste collusioni delinquenziali dominava la Sicilia? La differenza fra un “ indottrinato conformista” ed un “ uomo libero” è nella capacità del secondo di replicare, per le rime, alle mistificazioni ed alle panzane profuse a piene mani dagli “untori “ . In primo luogo , così come segue. Ma quanti cavolo di votanti , in Sicilia, obbedivano agli ordini della mafia ? Questo non lo hanno mai nemmeno accennato, perché per dare una risposta attendibile a quella domanda ( quanti voti insomma smuove la mafia) occorreva spiegare una cosa elementare. Questa: se, come asseriscono gli imbroglioni dell’opinione pubblica , la mafia controllava il voto di quasi tutta la Sicilia, ebbene, mi volete spiegare, Travaglio e sinistra comunista , come mai Cosa Nostra, nel 1992 , sceglie la strada dello stragismo ? Se controllava così tanti voti, che bisogno aveva di ricattare i suoi partner politici con lo stragismo che , inoltre, metteva a repentaglio quel suo “ tesoro politico ” e demoliva così tutti gli equilibri costruiti su quel “ tesoro” ed ormai consolidati? Le sarebbe bastato calare , senza tanti drammi, la sua dote di voti al momento opportuno , se è vero - come asseriscono questi “ untori” - che nella “ collusione fra mafia e politica” la prima convoglia i consensi, la seconda organizza gli affari e garantisce l'impunità. In effetti quando “Cosa Nostra” comincia a diffidare della Dc, parlo degli anni settanta / ottanta, fra la sentenza di Catanzaro e Dalla Chiesa, la minaccia che viene usata dai boss della Cupola, secondo le risultanze processuali di Palermo, era proprio questa, l’uso, cioè, del tesoro dei consensi politici. Il sommo docente, il principe del “ de relato”, Masino Buscetta , nel suo “presunto” incontro con Andreotti riferisce che Stefano Bontate avrebbe esclamato: «In Sicilia comandiamo noi, e se non volete cancellare completamente la Dc dovete fare come vi diciamo noi. Altrimenti vi leviamo non solo i voti della Sicilia, ma anche quelli di Reggio Calabria e di tutta l'Italia meridionale. Potete contare solo su quelli del Nord, dove tutti votano comunista, accettatevi questi». L’intimidazione – sostiene Buscetta in quelle confessioni – sarebbe stata messa in atto in occasione delle elezioni del 1987, quando venne diramata l'indicazione di votare per il garantismo di socialisti e radicali – sempre stando alle carte di quel processo – e dunque “ contro “ i democristiani. Ma se andiamo a vedere come andarono le cose, verifichiamo che solo nel carcere dell'Ucciardone ed in alcuni quartieri il voto andò in quella “ minacciata” direzione . Invece a livello cittadino, provinciale e regionale il successo dei socialisti fu innegabile ma ,ecco la clamorosa smentita, si accompagna a un corrispondente successo della Dc. In barba, allora, alle minacce intimidatorie di Cosa Nostra? Ma che caxxo andate raccontando?

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