Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 29 agosto 2015

LA VERA MAFIA CAPITALE NON SONO BUZI E CARMINATI, MA MARINO E LA SINISTRA. Perché tacciono, davanti al Campidoglio, ormai ridotto a” riformatorio per Marino”, come una “casa di reclusione ,di correzione e di rieducazione” politica per il P. D. e per questo suo Sindaco, un reclusorio ( a Roma funzionava a Testaccio, dal 1703, il famigerato “ Istituto San Michele” poi trasferito nel carcere di Casal del Marmo che è stato ormai chiuso) diretta e comandata da un Magistrato, Cantone, e da un burocrate al soldo del regime del P.D.. Insomma a Roma abbiamo eletto Marino ma oggi senza alcuna elezione c’è un nuovo Sindaco: un Magistrato, il Dr. Cantone. Il prefetto è solo un reggicoda. Marino lo abbiamo eletto Sindaco noi romani tutti, si o no? E allora che Marino sia Sindaco di Roma oppure, visto come è stato distrutto politicamente e coinvolto giudiziariamente – come e peggio di Alemanno – nella inchiesta del Dr Pignatone , che trovi la dignità ed il senso di responsabilità di dimettersi Cercassero di prender lezione da Silvio Berlusconi, Marino e tutta la sinistra, studiassero ed apprendessero la sua “ superiore responsabilità istituzionale” e la sua dignità politica, alla faccia dello scempio della Costituzione perpetrato dalla legge Severino : le sue dimissioni di novembre 2011, anche se furono uno dei tanti “innumerevoli crimini” della “più potente multinazionale del malaffare politico” esistente nel mondo occidentale e democratico, orditi da Magistratura Democratica , da Napolitano, dalla sinistra italiana , da alcune Cancellerie europee e dai potentati bancari e finanziari internazionali, resto una “ stella polare” inarrivabile per questa “ciurmaglia di pigmei della politica”, incollati col bostik e senza dignità, a qualsiasi poltrona. Dove vi siete nascosti , ridicoli giullari dei “potentati” , i Fo, gli Zagrebelsky, i Ro-do-tà-tà-tà, i Serra, i Severgnini, i “ principi” ammessi nell’empireo divino come il chierico- da una vita al fianco di quel “regime multinazionale”- Eugenio Scalfari, tutte quelle “ agiografiche penne “ dei “madonnari” di Napolitano e Monti, come il Prof. Gotor , dove si è rintanato quell’esilarante “ parodia di Senatore” , quel Zanda Loy un ben noto “ arrogante e prepotente figlio (sardo) di papà ( sardo) ” fattosi, con l’andar dell’età, “ un vecchio bamboccione ( sardo) sempre più arrogante e prepotente ” e tutto quell’esercito di “ sudditi conformati” allevati e cresciuti, nel recinto delle madrase di “Repubblica” e de “ Il Fatto”, a somministrazioni in dosi industriali di viscerale odio berlusconiano , una ciurma alla Brancaleone , tutti “ sgarrupati” , tutti con le vesti stracciate dall’indignazione che Berlusconi non si dimettesse , una farsesca imitazione del “Quarto Stato” di Palazzo Marino ? Tutti in riga ed in silenzio, in fila per quattro, allineati e coperti: il boss, la magistratura ( che ha fatto scoppiare Marino e la sua giunta con l’inchiesta di Pignatone) che comanda ( pro console il fido Magistrato Cantone) ordina ed il picciotto ( Marino e tutta la sinistra) come un “ pinciutu” palermitano) obbedisce ed esegue.

mercoledì 26 agosto 2015

DAL GIULLARE DI CORTE A QUELLI, TROISI E BAUDO, DI REGIME. Far ridere la gente non è arte semplice. Dapprima c’era il giullare – joglar in occitano, iocularisin in latino - che, tra la fine della tarda antichità e l'avvento dell’età moderna, si guadagnava da vivere esibendosi davanti ad un pubblico sempre zotico, rurale, ignorante ed analfabeta sul quale aveva ascendente quella “ sua certa cultura” ( o attori o mimi o cantastorie o buffoni o giocolieri o ciarlatani ) . Per questo tutti costoro erano condannati dalla Chiesa cattolica che ne deprecava il modo di vita ed i loro dissacranti canti. Dario Fo attribuisce ai giullari una coscienza politica consapevolmente oppositiva al potere che forse i giullari medievali non ebbero mai. L’ho sempre considerato, quello di Dario Fo, un ottimo ammaestramento per i comici, per renderli “utili al popolo” e affrancarli dal “ servilismo al potere”. Ma nel giullare, nel comico, è insita una cellula cancerogena: quella che infetta il suo DNA per provenire, dinasticamente, dai giullari , dai servili e buffoneschi addetti ai piaceri della Corte e dei Re. Dunque l’uomo che fa, per lavoro, “il comico” deve scindere il comico dall’uomo, perché il comico deve vincere sempre sui due fronti che lo rendono comunque “ figlio di un dio minuscolo oltre che minore” e cioè il suo provenire da servi del “potere” ed il suo perpetuo raggirare il popolo, rimasto sempre rozzo ed incolto al suo cospetto. Questa “separazione “ è cosa anche drammatica, perché molti e noti comici di successo ( a partire da Totò in avanti), erano persone introverse, poetiche, sognatrici, romantiche. Così che se un comico invece crede di far ridere sposando la difesa del potere, non è meritevole di alcuna approvazione , perché un uomo che si schiera a difesa di un occhiuto ed arcigno potere, sfruttando l’ignoranza del popolo rozzo ed indottrinato dal potere stesso , irridendo le vittime di quel potere arcigno invece che difenderle , merita ogni disprezzo possibile, altro he gli applausi. Nel 1986 erano passati 17 anni dall’omicidio Donnarumma, da Piazza Fontana, da Brescia, erano passati quattro anni dalla strage di Bologna, erano passati otto anni dall’omicidio di Aldo Moro, quanti inutili processi erano stati officiati , alcuni maxi processi Moro erano stati già officiati ed una persona mediamente colta sapeva benissimo come fossero andate le cose, sapeva benissimo come erano andate le cose anche nel rapimento e nella morte di Aldo Moro. Che erano state le Brigate Rosse a segregarlo ed a torturarlo per cinquanta cinque giorni prigioniero, senza radio né tv. Che Moro era corpo e mente nelle mani dei sui carcerieri , le BR , le quali gli facevano sapere solo quello che faceva loro comodo, per indurlo a scrivere lettere che lo rappresentassero come un leader da operetta, come un vigliacco piagnucoloso che non perdeva occasione per offrire ai brigatisti le sue “ spifferate” pur di avere salva la vita. Che erano state sempre le B.R. ad ucciderlo, quella mattina, a scaricargli in corpo due caricatori e per abbandonarne il cadavere vicino a Botteghe Oscure ed al Gesù. E chi aveva il fegato, la dignità, l’onestà intellettuale di non umiliarsi santificando tutte le panzane “ politicamente corrette” che dominavano e celavano ed ancora nascondono la verità su quei tragici fatti? Pochi . La stampa, l’informazione, la televisione ed il popolo rozzo e tenuto nell’ignoranza preferirono accreditare le menzogne del “ politically correct”, del conformismo ossessionante , che Moro era stato ucciso dal rifiuto di Andreotti e di Cossiga, che i servizi segreti deviati, che Andreotti nulla sapesse, che Andreotti e Cossiga fossero solo , come disse Massimo Troisi fra il serio ed il faceto, insomma “ alla Pulcinella” “ due fessi”. Comodo, pusillanime maramaldeggiare su Cossiga e su Andreotti che non potevano a loro volta difendersi da quelle miserabili diffamazioni di Troisi e di Baudo , sopra tutto per salvaguardare la sicurezza del popolo italiano di quel tempo, per non alterare “ certi equilibri interni ed internazionali” che tutti quegli attentati stragisti avevano praticamente “imposto” all’Italia. Così gli ineffabili Troisi e Baudo lisciavano servilmente il pelo alla vulgata brigatista e comunista, perché con una bella leccata dei loro piedi si assicuravano , oltre il consenso entusiasta di l popolo ignorante preso per i fondelli dal giullare nonché la benevolenza del partito armato e dei suoi sodali comunisti e della maggioranza del popolo rozzo, incolto e sempre più indottrinato, fonte di facili e cospicui guadagni per entrambi. E nl 1986, in televisione, questo hanno fatto Massimo Troisi e Pippo Baudo ( Andreotti come papà) ed altro, tutti video rintracciabili sul web. Ora capisco meglio perché “ la sorella” di Massimo Troisi non ha mai accettato che venisse girato un docufilm sulla vita del fratello, cosa rara in Italia, dove persino Aldo Moro è stato sbertucciato con film e con documentari che avrebbero meritato la sedia elettrica per i loro autori. Il coraggio e l’onestà intellettuale non s’apprendono né teatro né al cinema e nemmeno in televisione, purtroppo. Raccontare questo è stato per me una vera sofferenza, anzi un vero martirio per la considerazione che avevo del solo Massimo Troisi uomo e giullare, ma comunicarla non significa delegittimarlo , insozzarlo, sminuirlo , sarebbe impossibile con Massimo Troisi , un così talentuoso attore. Ma svelare “ che uomo sia stato” e di che “ lacrime grondi e di che sangue” il vero e proprio “mito “ di quel comico è un’ operazione culturale , non fosse altro perché serve a far fuori quelle cortine fumogene sul giullare che non fanno onore a nessuno. Ora capisco anche l’astio di Lello Arena verso Massimo Troisi. Dunque il giullare è sempre al servizio del padrone.

sabato 8 agosto 2015

TORNA DI MODA IL SUD? ALTRA CRIMINALE E TRUFFALDINA REDISTRIBUZIONE? Era da tempo che, grazie alla spinta – rozza, brusca, ma sacrosanta - della Lega Nord era scomparso lo sfruttamento del filone meridionalista .Ridicolo, ma nemmeno con Mani Pulite la Magistratura s’avvide come la corruzione( e che corruzione!) s’annidasse e si riproducesse proprio dove terremoti, inondazioni, clientelismo, familismo, malavita, collusioni delinquenziali ( e chi ne ha più ne metta) regnavano e regnano. Solo la Lega Nord ha avuto il coraggio, con federalismo, di fare esplodere la drammaticità dei differenziali economici e sociali del Mezzogiorno rispetto al Nord. Abbiamo aperto gli occhi finalmente sull’esito fallimentare di affrontare il Sud ricorrendo a ridicole e truffaldine imponenti “redistribuzioni di risorse” ? Il Mezzogiorno è stato condannato dalla Repubblica Italiana due volte: perché fatto prigioniero o schiavo (?) di un clientelismo colluso che ha instaurato nel Sud inefficienza ed arretratezza; poi perché “ è stato individuato” come il colpevole di un sistema che non garantiva progresso al Paese. Il tanto sbandierato fallimento della spesa “comunitaria” ( fondi europei)che si verificava e si verifica in molte regioni del sud era solo un alibi delinquenziale, perché in verità quel fallimento era provocato, voluto, guidato perché “funzionale” all’utilizzo delle risorse non spese in modo clientelare La lista sarebbe lunga: dalle vecchie e care quote latte, alla cassa integrazione in deroga, ai recentissimi art. 1 commi 122 e 123 della l.190/2014. Si tratta complessivamente di 3,5 miliardi di euro che sono stati impegnati fino al 2018 per finanziare gli sgravi contributivi, cosa che di fatto si trasforma in un drenaggio di risorse destinate al Sud per utilizzarle al Nord. Il Mezzogiorno è stato così “ costretto” ( anche in senso “penitenziario”) ad assumere una nuova funzionalità diventando, tramite le risorse europee, “il bancomat” della “politica imbrogliona” del Paese. Quella politica imbrogliona che la Lega Nord dice di voler combattere. Insomma per fare “propaganda” a favore di questo potere si saccheggia il Sud, l’esercito degli schiavi moderni. Ma non è responsabilità della Lega Nord se la “ kurtura de sinistra” ha imposto l’idea che il Mezzogiorno fosse solo un problema per il resto del paese. La criminalizzazione del Mezzogiorno è lo stereotipo acquisito all’immaginario collettivo per rimuovere il problema. Nel Mezzogiorno gli indici “ LEA “ (Livelli Essenziali di Assistenza , nella Sanità) non sono garantiti, gli indici LEP dei trasporti e quelli LIVEAS (livelli essenziali di assistenza per le prestazioni sociali) non sono regolamentati. Tutto questo ha generato una drammatica differenza di cittadinanza mai accolta dallo Stato, che occhiutamente ed arcignamente impone carichi fiscali eguali per servizi diseguali. Nelle regioni sottoposte a piano di rientro si arriva all’assurdo che il cittadino meridionale che paga l’extra gettito per i coprire i disavanzi pregressi. La “questione del Sud” è solo una panzana , un alibi dietro al quale sono stai commessi, dal 1950 in poi, dal Pci - come anche , ma questo almeno era noto , dalla Dc - i peggiori crimini – penali, finanziari, politici e sociali - perpetrati – anche e proprio dal quel Pci che si ergeva come baluardo contro lo sfruttamento del popolo da parte della Dc - nel mentre la sua macchina propagandistica imbavagliava le notizie “ sgradite”, nascondeva le sue collusioni mafiose in vari Comuni siciliani, criminalizzava ed ingigantiva le responsabilità della Dc, mentre costruiva, insomma, l’ennesimo “specchietto per le allodole” , sbandierando e declamando un suo falso ruolo salvifico nel Mezzogiorno, nel quale ingannare le menti deboli ed incolte e dal quale ricavare consenso e potere. Ovviamente il tutto nella più assoluta “ distrazione” ed assenza della Magistratura. La vera questione è semplice: come si fa a cancellare il gap clamoroso che esiste fra i vari indici di sviluppo economico e sociale fra il Nord, il Centro Nord ed il Sud senza rubare ancora soldi al paese con gigantesche e truffaldine “redistribuzioni” ?

venerdì 7 agosto 2015

I VERI ASSASSINI DI FALCONE, I MANDANTI,PROTETTI DALLA MAGISTRATURA E DALLA SINISTRA POLITICA ITALIA, SONO LIBERI ED ANCORA IGNOTI. Già, sono tutti ancora ”liberi” e tutti ancora “ ignoti”, anche se sono facilmente individuabili e rintracciabili. Ma che cosa ha fatto, ditemi signori, la Magistratura italiana per acciuffare i veri responsabili dello stragismo mafioso degli anni 92/93 ? Praticamente quasi nulla. Ma ha chiuso tantissimo gli occhi davanti a veri crimini dei suoi fedeli santificatori e servitori rimasti impuniti. Per esempio, mi sapete dire voi che differenza passa fra un Adriano Sofri - che avrebbe “ indotto” Bompressi a sparare al Commissario Calabresi nel 1972 ( scrivendo alcuni articoli su un giornaletto di nicchia) e che fu condannato a sedici anni di reclusione come mandante di quell’omicidio – ed i signori Leoluca Orlando e Michele Santoro che dalla televisione italiana ( non da un giornaletto di nicchia) vollero “ informare” la mafia corleonese che Falcone( e Borsellino) “ sapevano tutto dei loro crimini e che nascondevano le prove in un cassetto ” inducendo dunque la mafia ad uccidere sia Falcone che Borsellino? E poi, suvvia, ma quali processi! Ma di che cosa state parlando, ma di quali processi andate parlando! I processi su Falcone furono solo due, una miseria, davanti- prendiamo uno a caso - a Silvio Berlusconi. E poi rivediamoli insieme, questi due fantomatici processi. I due processi (Capaci uno del 1993 e Capaci bis del 2008) non hanno scoperto gran che , dato che era pressoché un’ovvietà che fosse stato un killer mafioso ad uccidere Giovanni Falcone , la moglie e la scorta e Borsellino. Ma, ciò non ostante cosa fece la Magistratura per gli eccidi di Falcone e di Borsellino ? Invece che seguire i vari filoni di possibili indagini, si fece guidare dalla mafia, perché si limitò a seguire le piste che venivano proposte dai pentiti di mafia. E basta. Infatti nel “Capaci Uno” , del ’93, la Dia - chissà come e perché- intercettò un vero nobiluomo, tale Antonino Gioè che con altri due mafiosi ( Di Matteo e La Barbera) parlavano al telefono dell'attentato di Capaci, mentre nel “Capaci bis” del 2008 fu una vera “eccellenza” a guidare la Magistratura: Gaspare Spatuzza “ ricordava” e la magistratura obbediva. Dal momento degli eccidi ( 1992) fino a tutto il 2008, per sedici lunghissimi anni, la Magistratura ha eseguito esattamente e solo tutto quello che la mafia aveva stabilito di poterle far sapere allo scopo di meritarsi il “premio concordato”: consentire alla magistratura di istruire due pressoché inutili processi mettendo alla sbarra solamente i killer, così proteggendo i veri mandanti di quelle stragi ed elargendo così alla mafia svariate e consistenti premialità carcerarie ed economiche per molta sua gente . Una lunga trattativa , questa intessuta fra la Magistratura e la mafia corleonese, lapalissiana , solare e di tutta evidenza, comprovata e certificata dai risultati conseguiti. Una criminale trattativa che, non me se spiego la ragione, credetemi, non interessa affatto alla Procura di Palermo o alla magistratura , così sensibili, per dire, così attente, direi scrupolosamente attente alla “ legalità” e soprattutto così “ devote” all’anti mafiosità” . A voi vi sta bene così perché così vi dicono d credere Travaglio, Santoro, la Borromeo, il M5s, Gratteri, Spataro, Di Matteo, Ingroia e la casta dell’antimafia professionale , il circo “Merdano ( non Medrano, sia chiaro) ” dei “fratelli e sorelle di” , gli “ agitatori di agende rosse”, quella combriccola di “professori di mafia” che più crimini di mafia “suppongono”, “ teorizzano”, “ complottano” e spandono , magari incartandoli nella carta della falsa legalità, e più incassano di quattrini pubblici e di fette di potere? Per quei pochi fuori dal folto coro dei “conformisti indottrinati ed irreggimentati”, i quali, invece di sottomettersi e farsi pecore belanti fra gli adoratori di Travaglio , invocano quanto fosse stato invece necessario non solo smascherare le mani degli assassini di Falcone e di Borsellino - cosa relativamente semplice, e andiamo, a Palermo! – ma soprattutto smascherare i veri mandanti di quelle stragi mafiose , per costoro la Magistratura ha usato occhiutamente il suo “ potere arcigno , la forza del suo “imperio”. Nello stesso 1993, infatti, la Procura di Caltanissetta , dietro solenni squilli di tromba da marcia trionfale dell’Aida , proclamò “ urbi et orbi”: ecco a voi , italiani del menga, il processo del secolo sui “ mandanti di quelle stragi” ! Sono passati anni ventidue , dicasi anni ventidue ed ora è solare che quegli squilli di tromba servirono alla magistratura solo per rivendicare ed assicurarsi l’esclusiva su “ storia dei mandanti “, per poterla tenere sotto controllo, dominare, guidare, mascariare, annacquare, mistificare , manipolare , per mettere il suo cappello sulla questione dei veri mandanti , per mettere un bel macigno sulla “ delicatissima questione” ( di chi veramente avesse tratto giovamento, profitto e beneficio dagli assassini di Falcone, di Borsellino, del Maresciallo Lombardo e dalla precipitosa archiviazione dell’inchiesta su “ Mafia e Appalti, decisa ed assunta , dalla Procura di Palermo, nientepopodimenoche il giorno di “ ferragosto” del 1992” ( praticamente a cadaveri di Falcone e Borsellino ancora caldi) e per evitare – che oculata prudenza in quei signori in toga! - che ad “altre Procure”, magari meno contigue, asservite e colluse con la mafia corleonese e con il suo esercito di pentiti di quanto non avesse già dimostrato di esserlo la stessa Procura di Palermo ( le mie motivazioni per tale mia precisa accusa le trovate più avanti ) venisse mai disgraziatamente in mente di scavare a fondo sui veri mandanti. Non sia mai! Meglio occupare il posto, evitare pericoli del genere. Serviva , quel processo, a ben altri scopi, un certo Berlusconi aveva minacciato di riunire il fronte dei moderati, aveva minacciato di volere scendere in politica , servivano munizioni per avere, nel caso, mitraglieri sempre carichi, pronti all’uso contro “ l’intruso”! Così , mentre “ il tempo passava, con le stagioni a passo di giava” (da “Piero”, De André e non a caso, visto che anche Falcone e Borsellino giacciono senza la rosa o il tulipano della verità !) , la magistratura, tranquillizzata dall’accordo mafioso , se la prese comoda e solo nel 1998 ( dopo la bellezza di cinque anni, perdio!) la mafia trovò e le concesse un “picciotto”, uno di seconda fila e disposto, per dovere mafioso, a dire quello che “loro” vogliono sentirgli sussurrare, dire , riferire , garantendogli benefici carcerari ed economici riservati ai pentiti, un altro esimio “ pentito di mafia “, tale Salvatore Cancemi. Un picciotto, un “puntuto” certo, ma non per questo un cretino o un incosciente. Non certo, insomma, un testimone diretto, “stamo scimunennu”?, troppe responsabilità, ma un semplice “ bastardo da riporto”, uno , cioè, che “spiffera”( in carcere, questi qui, si chiamano “ infamoni”) cose che sarebbero state dette da un terzo , meglio se nel frattempo il terzo sia anche morto ( vedasi Relazione della Commissione Parlamentare Antimafia della XVI° Legislatura) . Così nel 1998 vennero iscritti nel registro degli indagati, et voilà, Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri: squilli di trombe, fanfare a tutto spiano, l’esercito delle scimmie ammaestrate da Eugenio Scalfari e da Ingroia scatenato nelle strade a festeggiare . Anche la Magistratura gioiva, perché in tal modo si era assicurata , per lustri, per decenni, di guidare, controllare , dominare, all’occorrenza mascariare, modificare, manipolare ogni iniziativa o atto che riguardasse l’indagine sui veri mandanti delle stragi mafiose per decenni. E così fu . Poi, visto che “ il tempo passava “, nel 2002, un GIP di Caltanissetta fu praticamente costretto ad archiviare quell’inchiesta : non erano bastati nove anni, dico nove anni, per trovare una minima conferma delle prezzolate menzogne del Cancemi. Ma prevedendo quella scontata archiviazione, la Procura di Caltanissetta pensò di protrarre all’infinito ( ad libitum, dicono i colti “ de sinistra”) la sua “padronanza esclusiva” sulla ricerca dei mandanti occulti, delle morti di Falcone e di Borsellino. Come? Semplice: iscrivendo nel registro degli indagati alcuni imprenditori (Antonino Buscemi, Pino Lipari, Giovanni Bini, Antonino Reale, Benedetto D'Agostino e Agostino Catalano) , da tempo notoriamente “organici” all'organizzazione mafiosa ed i cui legami con la mafia non erano stai , però, trovati grazie al lavoro della Procura di Palermo o di Caltanissetta , no, ma, guarda un po’ che combinazione!, solo grazie al lavoro dei Ros di Mario Mori, grazie al loro dossier “ Mafia e Appalti”, grazie proprio a quell’ inchiesta che stava così a cuore a Falcone ed a Borsellino ma che non andava proprio per niente a genio a tutta Procura di Palermo, al Dr Giammanco, al Dr Lo Forte, al Dr Pignatone, al Dr Ingroia, al Dr Scarpinato, ai quali, invece e chissà perché quella inchiesta stava così tanto “ indigesta” da costringerli , a cadevi caldi di Falcone di Borsellino , ad archiviarla a ferragosto del ’92. A Ferragosto! Di cosa vi meravigliate, signori? Fatevene una ragione , ma la Magistratura, ancora una volta, si limitò a seguire, docilmente e scrupolosamente, i “ suggerimenti, le indicazioni e le istruzioni impartitegli dai eminenti collaboratori di giustizia (Angelo Siino e Giovanni Brusca), cioè da “ uomini di mafia “. Nulla altro. I quali “ uomini di mafia” , assassini ma certo non cretini, ebbero anche la sfrontatezza di ipotizzare , con la sfrontata sfacciataggine di chi sa di godere di una assicurata impunità, persino un interesse di “ alcuni ambienti politico- imprenditoriali” nell’affossare le indagini sulla famosa inchiesta “ Mafia e Appalti” e che la magistratura diligentemente seguì. Una spudoratezza, una impudenza, una temeraria sfacciataggine propria di chi si sente impunibile ed intoccabile , ma offerta alla magistratura come “ foglia di fico” perché era stata proprio quella stessa Procura di Palermo a “sabotare” l’inchiesta di Falcone e Borsellino denominata “Mafia e Appalti”. già dal 1991 . Un sabotaggio che grida ancora vendetta e che restò ovviamente impunito, attuato distribuendo, ai legali dei mafiosi indagati, non , come consentito dalla legge solo, gli “stralci degli atti istruttori ” che riguardavano i loro clienti , bensì tutto il materiale raccolto nell’inchiesta e peraltro coperto dal segreto istruttorio, così informando la cupola della mafia su tutti gli elementi in possesso della magistratura. Un sabotaggio completato, beffardamente, con la sua definitiva archiviazione con provvedimento assunto – pensate voi - in data 15 agosto 92, in un giorno, cioè, “notoriamente “ dedicato dai magistrati al lavoro, no? ed a cadaveri di Falcone ( maggio) e di Borsellino ( agosto) ancora caldi. Così la magistratura è riuscita ad accaparrarsi l’esclusiva dell’inchiesta sui mandanti occulti , inchiesta che, guarda caso, verrà chiusa solo nel 2013 , quando ormai la magistratura politicizzata e la sinistra politica ad essa ancellare erano diventati i padroni dell’Italia; Berlusconi “ indotto” a dimettersi, con Napolitano nella garitta del Quirinale , Monti, Letta e Renzi in quella di Palazzo Chigi ). Il pericolo Berlusconi era stato fatto evaporare, la condanna del leader del centrodestra per presunta evasione fiscale era stata “adottata” dalla Cassazione feriale, un altro GIP di Caltanissetta dovette archiviare l’inchiesta " poiché, dopo venti anni di fandonie, le indagini non avevano trovato ulteriori risultati investigativi”. Traduco? Erano tutte bufale e panzane. Nessuna indagine della Magistratura su tutte le altre possibili piste su quegli eccidi. E ce ne sono molte di piste volutamente tralasciate. Quella sovietica , che avrebbe dovuto portare Falcone a Mosca di lì ad un mese per un incontro ufficiale e definitivo con un alto Magistrato russo, per concludere una inchiesta denominata “ oro di Mosca” e che risguardava i riciclaggi dei denari sporchi del Pci italiano, sopra tutte le altre. In questo modo gli eccidi di Falcone e di Borsellino si vanno ad aggiungere, grazie all’opera di questa nostra inguardabile Magistratura, a tutta una serie di eccidi e di omicidi per i quali questa lobby di impuniti intoccabili ha fatto in modo di non trovare mai i colpevoli: dall’omicidio dell’agente Annarumma del novembre del 1696, passando per Piazza Fontana e poi via via lungo quel filo rosso del terrorismo politico ed internazionale che ha devastato l’Italia. Ecco spiegato il perché oggi una simile indecente magistratura comanda il Paese, con il suo maggiordomo, la sinistra politica.

giovedì 6 agosto 2015

San Francesco, il Papa, il comunismo, il M5s , i nostri carcerieri. Il nostro personale e vero rapporto fra “ fisco” e “la nostra libertà personale” ci è stato “tenuto nascosto ” imbonendoci ed indottrinandoci con vergognosi clericalismi e con promesse truffaldine, sia dalla Chiesa che dal pensiero socialcomunista . La Chiesa, ammannendo ed imponendo ai suoi fedeli , con la coercizione della fede, la ridicola esaltazione della povertà ( “ beati i poveri, perché loro sarà il regno dei cieli” ed altre amenità varie, San Francesco compreso) ha prodotto e perpetuato generazioni di fedeli e pii ma (falsi) moralisti che glorificano e predicano la miseria, la povertà , la sobrietà, il rigore. L’ottusa fede comunista, per sopravvivere poi al suo universale fallimento, ha sposato quella liturgia clericale , sfruttandone proprio l’ esaltazione della miseria e del rigore - socialmente “nobilitato” dall’egida clericale - per ingenerare nelle persone una condanna etica di chi produce ricchezza, che ha prodotto una frattura nel popolo ( divide et impera) alimentando , con invidia e rancori, tensioni generazionali e sociali . E per così imporci , rincorrendo l’esaltazione della povertà, una fiscalità da schiavisti negrieri , una rapina esasperante con il cui bottino “ mantenere” la propria clientela politica, divenuta ovviamente maggioranza del Paese , depredando una minoranza produttrice ormai ridotta allo stremo. Più cresce la spesa pubblica ( per mantenere la clientela o per altri fini statalistici) più s’affievolisce e scema la libertà di ciascuno di noi. Stiamo arrivando alla schiavitù, se nel 2010, da statistiche ufficiali, il rapporto fra la spesa totale del settore pubblico ed il prodotto interno lordo dell’Italia è balzato al 70%. Il che vuol dire che noi “ schiavi moderni” dobbiamo consegnare al “ nostro padrone” 7/10 di quello che produciamo per soddisfare i bisogni di ciascuno di noi e della nostra famiglia. Un crimine contro l’umanità, ancora impunito, una vergognosa cialtronata che continua ancora oggi a creare sempre nuovi poveri. San Francesco, il Papa, la sinistra politica, il M5s ed i loro “ prezzolati untori” non se ne abbiano a male, ma è ora che paghino per i loro settantennali crimini e che siano cacciati fuori dall’Italia.

mercoledì 5 agosto 2015

AVANSPETTACOLO STATALE ALL’AMBRA JOVINELLI SONO CERTO CHE AI SOLENNI FUNERALI DI GIOVANNI CONSO TROVEREMO IN PRIMA FILA MARIANNA SCALFARO, MA NON MANCHERANNO AMATO, CIAMPI, VELTRONI,SALVI, NAPOLITANO, BORRELLI, DAVIGO, DI PIETRO…. LA MORTE, LO SAI COS’E’? E’ UNA LIVELLA…TOTO’ S’ILLUDEVA CHE LA MORTE RENDESSE “ TUTTI UGUALI”, “ MUORT SI TU E MUORT SO’ PUR’IO E OGNUNO E’ COME L’ATO, TALE E QUALE”. SBAGLIAVA E S’ILLUDEVA TOTO’, C’E’ MORTO – DE SINISTRA- E C’E’ MORTO – NON DE SINISTRA-, IL PRIMO VA “ONORATO” E PREMIATO , L’ALTRO VA SEPPELLITO ( COME SPREZZANTEMENTE CONCEDEVA “ O MARCHESE” DI TOTO’ “ LA VOSTRA SALMA ANDAVA Sì INUMATA, MA SEPPELLITA, MIEZZ’ ‘A SPAZZATURA”!) E BASTA. QUESTA E’ L’UGUAGLIANZA DAVANTI ALLA MORTE DEL PENSIERO CATTO – COMUNISTA(NAPOLITANO NON S’AFFRETTO’ FORSE A “GRAZIARE” BOMPRESSI APPENA GIUNTO AL COLLE?) E OGGI “ LO STATO NOSTRO PADRONE” METTERA’ IN SCENA UN AVANSPETTACOLO DA AMBRA JOVINELLI SULLA NAVATA SOLENNE DELLA BASILICA DI S.M. DEGLI ANGELI A ROMA. SARA’ L’ENNESIMA “ HYPOCRITE AND CONFORMIST’s PRIDE “, L’ORGOGLIO DELL’IPOCRISIA E DEL CONFORMISMO , EMULSIONATI CON UNA BELLA SALSA CLERICALE CONSO AVEVA PRESENTATO IL SUO FAMOSO DECRETO CHE DEPENALIZZAVA IL FINANZIAMENTO ILLECITO AI PARTITI POLITICI NEL MARZO DEL '93. MA OSCAR LUIGI SCALFARO , APPOLLAIATO SUL COLLE, ERA INSEGUITO DALLA PROCURA DI ROMA PER LO SCANDALO SISDE RELATIVO ALLA GESTIONE DI FONDI RISERVATI. QUEL DECRETO CONSO STAVA BENE A TUTTI, COMPREO IL PCI E LA STESSA “UNITA’”, ALLORA DIRETTA DA VELTRONI AVEVA PRONTO UN FONDO DI CESARE SALVI ( “MON E’ UN COLPO DI SPUGNA”ERA IL TITOLO ) CHE PRATICAMENTE APPROVAVA QUEL DECRETO. TUTTI I PARTITI DI GOVERNO E DI OPPOSIZIONE SI ERANO FINANZIATI ILLECITAMENTE , COME DENUNCIO’ LO STESSO BETTINO CRAXI NEI SUOI DUE SUOI MEMORABILI DISCORSI ALLA CAMERA . IL DECRETO CHE CONSOAVEVA PREDISPOSTO, IN COLLABORAZIONE CON SCALFARO, SERVIVA PER DEPENALIZZARE IL REATO DI FINANZIAMENTO ILLECITO AI PARTITI. MA I MAGISTRATI HANNO “ALTRE E PIU’ ELEVATE MIRE” , STANNO ELABORANDO( VIOLANTE, PECCHIOLI E CASELLI) LA STRATEGIA DELL’ASSALTO “ AL PALAZZO D’INVERNO”, ALL’ARTICOLO 68 DELLA COSTITUZIONE. SERVIVA LORO SOFFOCARE E SOTTOMETTERE IL PARLAMENTO, MINACCIANDOLO E CONTANDO SULLA COMPLICITA’ DI CHI LO PRESIEDEVA, CIOE’ GIORGIO NAPOLITANO. BASTO’ UNA SEMPLICE TELEFONATA DI BORRELLI A SCALFARO , OLTRE A SVARIATE LORO COMPARSATE TELEVISIVE, PER FAR CAPIRE A SCALFARO “ COME DOVEVANO ANDARE LE COSE” SCALFARO SA DI ESSERE “ SOTTO SCHIAFFO” O “ SOTTO RICATTO” DEI MAGISTRATI DELLA PROCURA DI ROMA PER I FONDI SISDE ( UNA INCHIESTA CHE E’ INCARDINATA MA CHE VIENE TENUTA SOSPESA DALLA PROCURA, COME UNA SPADA DI DAMOCLE SU SCALFARO), SCALFARO SA TUTTO QUESTO E SA ANCHE CHE QUEGLI STESSI MAGISTRATI TENEVANO IN PUGNO ANCHE L’OPINIONE PUBBLICA PERCHE’ IN QUEGLI ANNI GLI ARTICLI SU MANI PULITE CHE USCIVANO SU “REPUBBLICA”, SU “IL CORRIERE DELLA SERA”, SU” LA STAMPA” E SU “L’UNITA’” VENIVANO “ CONCORDATI” OGNI SERA FRA I MAGISTRATI DEL POOL E QUEI GIORNALISTI. LA DECISIONE VENIVA SEMPRE LASCIATA DAI GIORNALISTI AI MAGISTRATICHE RIPAGARONO I VARI VELTRONI (L’UNITA’), SALVI CESARE ( SENATORE DEL PCI), MIELI PAOLO ( CORRIERE DELLA SERA”, ANTONIO POLITO “ REPUBBLICA” E QUELLO DI “ LA STAMPA” CON SPLENDIDE E SCINTILLANTI CARRIERE GIORNALISTICHE ( FATTA ECCEZIONE PER UN REPROBO PIERO SANSONETTI IL PRESIDENTE SCALFARO ERA SVELTO DI COMPRENDONIO E, ALL’ULTIMO MOMENTO, RITIRO’ LA SUA FIRMA DA QUEL DECRETO, FACENDO COSI’ FELICI I MAGISTRATI. L’UNITA’ , COME AMMAESTRATA DAL DIRETTORE WALTER VELTRONI, SI ESIBI’ IN UNO ENTISUASMANTE “SALTO DELLA QUAGLIA” TRASFORMANDO L’ARTICOLO DI CESARE SALVI DA “ NON E’ UN COLPO DI SPUNGA” A “ E’ UN COLPODISPUGNA”. S’ACCODARONO, OBBEDIENTI, I VARI MIELI, POLITO E TUTTI I GRANDI GIORNALI. AD OTTOBRE DEL 1993 CON UN PARLAMENTO COMPOSTO DA PERSONE INTIMIDITE E MINACCIATE DI POSSIBILI ARRESTI, CONSEGNATE DALLA COMPLICITA’ DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA, NAPOLITANO, ALLA FORCA GIUSTIZIALISTA , QUEL PARLAMENTO DI INQUISITI, CORROTTI, INDOTTI, INQUISITI, MINACCIATI, RICATTATI IL POOL OTTENNE DA NAPOLITANO IL PREZZO CONVENUTO PER LA SUA SANTIFICAZIONE POSTUMA DEL 2006. L’ABATTIMENTO DELLE GUARANTIGIE COSTITUZIONALI DELL’ARTICOLO 68 E COSI’ FU INSTAURATA LA SUREMAZIA COSTITUZIONALE DELLA MAGISTRATURA SULLA POLITICA E SUL PARLAMENTO. MA TUTTO QUESTO PER LORO NON CONTA NIENTE: TUTTI COMPUNTI, OGGI, DIETRO LA BARA DI CONSO, ALL’AMBRA JOVINELLI…..

lunedì 3 agosto 2015

LA DISCARICA , LA MALAGROTTA DELLA MEMORIA C’è aria di festa , arriva ferragosto , s’avvicina Natale e la fine dell’anno, ci viene “ ordinato” di pensare positivo, ci viene ordinato di sperare in una ottima fine del 2015 ed in un miglior principio del 2016 , lo sapete, l’ipocrisia è la principale caratteristica degli italiani. S’avvicina l’ennesimo sermone del presidente della Repubblica di turno , eccolo in dirittura d’ in arrivo. Me li “ cippo ” da quando c’è la televisione, capite, ormai sono vaccinato , ma devo confessarvi che ogni volta che ne scorgo, magari “ pe’ tramente” uno , in Televisione, che, “all’intrasatta” , si infila, senza permesso, dentro casa mia, paludato, vestito come Mario Merola descriveva i camorristi in “ Felicissima sera” ( “ a tutti ste siggnuri ‘ncravattate”), tenuto su con gli spilli - che subitaneamente mi richiama il famoso e sciagurato “Pelide Achille”(chi non ricorda il “ cantami ,o diva, del peloso Achille, che s’appunta il caxxo con le spille”) - , postura ieratica come uno che sia stato “posseduto” da una potenza divina per ” destinarlo ” ad una missione salvifica e non “ lo zimbello, obbediente, ossequioso e complice dell’imbroglio truffaldino ordito ai danni del popolaccio stronzo e rozzo da quattro segretari di partito per sistemare i “caxxetti” loro ,viene, dicevo, ad ammorbarmi “ New year’s eve” mi scatta , violenta, intrattenibile, violenta come un’eruzione dell’Etna , la “ sindrome della memoria”. Diciamo che nessuno specialista è riuscito a curarmi, nemmeno all’estero, è una dolorosa forma di “ dominio della memoria “ che mi costringe , al solo vederli , a ricordare e rivivere tante, tante, tante tragedie italiane delle quali, però, si è persa la memoria. Non solo per il tanto tempo ormai passato dal loro avvenimento ma, sopra tutto, per le vagonate, per le dosi industriali di bugie, di panzane, di “mascariate” ( “mascariare» in siciliano significa tingere con il carbone, sporcare, cercare di nascondere ) , di menzogne , di depistaggi, di oblio con le quali il “pensiero unico politicamente corretto e dominante” le ha seppellite, come si fa con il rifiuto umido o secco in una discarica, sotto il peso di sessanta e passa anni di manipolazioni e menzogne. La fase acuta e terminale di questa malattia mi è esplosa il 17 maggio del 2006 , quando Giorgio Napolitano, commemorando la figura del commissario di Ps Luigi Calabresi, ucciso il 17 maggio 1972 da un commando di “Lotta Continua”. “ Nuntio vobis gaudio magno” – proclamò , solenne i Presidente - che ogni anno, il 9 maggio verrà instaurata la “Giornata della Memoria” perché “, illustrava l’esimio Presidente,” coincide con l’anniversario dell’uccisione di Aldo Moro da parte di Mario Moretti e dei suoi compagni delle Brigate Rosse”. E’ stato un tutt’uno: sono rimaste “ scolpite”, “ fotografate”, incise nella mia mente le facce, i visi dei familiari di Luigi Calabresi , compunte , serene, ieratiche, boccucce a culo di gallina, plaudenti alla regale e magnanima concessione, intimamente “toccati” da quella “nobile perorazione “. Ricordo l’attacco acuto di vomito e diarrea che mi colse in quel momento, lo spavento di mia moglie , quel suo urlare al telefono per invocare soccorsi mentre io mi contorcevo per terra, come preda di una allucinazione mentre rivivevo, come un medium ( quasi come Prodi, per dire), quello stesso Giorgio Napolitano che, con identico munifico e regale gesto, non appena eletto ed appena a Palazzo Chigi Berlusconi era stato sostituito da Romano Prodi e a Via Arenula Clemente Mastella aveva sostituito Roberto Castelli, concedeva la “ sua presidenziale grazia” al Signor Ovidio Bompressi, proprio colui che aveva sparato alla testa di Luigi Calabresi quel 17 maggio 1972. E le sentenze, lo ripetono sempre “ quelli acculturati”, si “ rispettano”. Statue di sale, i familiari di Luigi Calabresi, così onorati dal quella augusta presenza da non curarsi di un dettaglio così, come dire, da pezzente, da populista becero, insomma insignificante. Anche perché i morti, cari signori, sono morti, piaccia o meno ad Antonio Clemente e non hanno diritto alla parola. Che diceva, infatti, Totò, a questo proposito? Faceva dire a “Don Gennaro”, “ o scupatore” che “ muort si tu e muort so pur’io e ognuno è comm l’ato, tale e quale”. Illuso il mio Totò! Perché se nasci nelle famiglie “ giuste”, conosci , se ti orizzonti, se qualche amico che conta ce lo hai, anche fra i morti scatta il distinguo , si scorge la disposizione ( e Totò ben lo sapeva se contrapponeva l’arroganza del “ signor Marchese” alla paziente bonomia del netturbino , magari una circolare, financo un comma che, va bene che i morti son tutti uguali, ma a ben vedere ci sono i soliti morti raccomandati, quelli che, come i maiali famosi, sono “più morti degli altri”. Ovviamente sono coloro che sono stati servizievoli e utili al “ pensiero unico dominante”, per loro dunque qualche briciola di memoria. Nessuna memoria, ma solo oblio, ad esempio per Mario Ferretti, ucciso il 12 giugno 1946 dai colpi di pistola sparati dall’interno della federazione comunista di Napoli, in via Medina, vicino al Jolly Hotel ed alla Questura, mentre tentava di sostituire la bandiera rossa con quella del tricolore. Per Togliatti, per il Cominform, per il Pci quello era un delitto punibile con la morte. Chi ha sparato per uccidere e chi ha dato l’ordine di uccidere ? Non si è mai saputo. Avevo otto anni, non esisteva la televisione, la sera, tutti raccolti intorno alla radio per ascoltare “ l’orchestra diretta da Cinico Angelini e le voci di Nilla Pizzi, di Achille Togliani, di Carla Boni, di Gino Latilla”, l’Italia stava scegliendo la forma repubblicana e mio padre mi raccontava la reazione dei dimostranti monarchici all’omicidio di Fioretti e di come venne repressa dalla polizia con l’uccisione di Michele Pappalardo, Felice Chirico, Giorgio Beninanto, Vincenzo Di Guida, Francesco D’Azzo, Ida Cavalieri. Ecco la mia infermità mentale si chiama “ricordi e memoria”,tutto riaffiora nella mia memoria non appena vedo o sento uno dei Presidenti della Repubblica , specialmente Giorgio Napolitano . Sono tutti i morti che, seppelliti sotto la discarica di “ Malagrotta della memoria” , appartengono all’altra memoria, sono quelli che il “ politicamente corretto, il pensiero unico dominante” vuole non siano più ricordati. La vergogna della sepoltura nella Malagrotta dell’oblio per tutti i morti anticomunisti, ammazzati dalla polizia ausiliaria composta da ex partigiani; per tutti i morti comunisti, caduti sotto le raffiche di mitra dei carabinieri e della polizia, a Modena, a Reggio Emilia e in tanti altri posti d’Italia; Malagrotta dell’oblio per tutti i cittadini falciati sulle strade e sulle piazze mentre chiedevano pane e lavoro; per tutti i fascisti uccisi negli anni del dopoguerra dalle cellule comuniste, dalla “Volante Rossa” il cui capo venne graziato dal “compagno Sandro Pertini” senza aver mai scontato un solo giorno di carcere – che grande Presidente Pertini, vero? Che uomo di legalità! - perché il partito di Giorgio Napolitano lo aveva mandato, e con lui centinai di altri, nella Cecoslovacchia comunista, per evitare che venisse disturbato dalla giustizia italiana. Per questi morti di serie B c’è solo la memoria del silenzio, le loro ossa marciscono nel percolato della discarica della memoria di Malagrotta. Giorgio Napolitano commemorava il commissario Luigi Calabresi e poi se ne andava , lasciando a pochi intimi, nel pomeriggio, il compito di commemorare i morti della strage del 17 maggio 1973, nel fallito attentato a Mariano Rumor. 52 feriti e quattro morti. Una strage che brucia a Napolitano perché i vertici del Partito Comunista ne erano venuti preventivamente a conoscenza e nulla avevano fatto per evitarla, e perché a compierla materialmente era stato Gianfranco Bertoli, confidente del Sid , come “Negro” . Spacciata per “ Strage di Stato” ma sulla quale il Partito Comunista ha sempre saputo la verità e l’ha sempre taciuta. E Napolitano se ne va. Sono i morti da dimenticare. Tutto oggi concorre a consolidare la menzogna sul “terrorismo” rosso e nero, per trasformarla in una verità storica ( d’altronde non era forse Togliatti che ripeteva “ una menzogna ripetuta cento volte può diventare una mezza verità? ) con la prezzolata complicità perfino dei familiari dei morti , i cui esponenti si sprofondano, come i pentiti e i dissociati di mafia, in dichiarazioni di fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni. Loro , alla fine dell’incontro, non vanno via con gli altri, no. Restano in piedi, in attesa, dietro la porta della cucina presidenziale, a rigirare il cappello fra le dita, in attesa che quella porta si apra e che “l’eccellenza” getti loro i resti, magari le briciole, della cena regale. Se penso ai morti di serie A, al Commissario Calabresi, a quelli dell’attentato della stazione di Bologna, a quelli del ’69 nella Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana, a quelli dell’aereo dell’Itavia ecc. mi rendo conto che esiste in Italia, un modo “ tutto ipocritamente italiano” , tutto prodotto dal pensiero unico dominante, di cercare la verità e la giustizia delegando, pensa tu, proprio agli assassini il compito di smascherare gli esecutori materiali di quegli eccidi. Deve essere un modo per vivere alla grande senza lavorare , visto i vari “ comitati” che “commemorano e s’abbuffano” , visti tutti quelli dell’antimafia professionale che “ commemorano e s’abbuffano “, visti tutti quelli che santificano assassini e massacri che “commemorano e s’abbuffano ”. E questo Stato, che ha in Giorgio Napolitano, non in altri, la sua “ gemma ritenuta più preziosa ” ed in Sergio Mattarella “ un gioiello di famiglia”, il partito di maggioranza formato dagli eredi del Pci, non potrà mai dire la verità, perché non potrà mai accusare se stesso. Ma premia, commemorandoli e facendo abbuffare gli eredi, i morti “utili” , stanziando quasi 200 mila euro a testa per i familiari delle vittime utili al pensiero unico dominante e quelli , che “ commemorano e s’abbuffano “, ringraziano e votano come si deve, per mantenersi la greppia. Eccoli, i vivi, consapevoli e proni ed i “ morti utili”, tutti zitti , i morti perché non parlano ed i vivi perché “ commemorano e s’abbuffano”. Ma non tutti, in questo paese sono disposti a tacere e ad avallare la menzogna dello Stato ed quel regime degli “opposti estremismi” che ha scatenato la guerra civile prima ed il terrorismo poi , in Italia. Per me la memoria è “ l’altra memoria”, quella che lo Stato ed il regime comunista cercano di cancellare presentandosi come fossero, loro, le vittime di un terrorismo che è stato l’unico strumento della loro “continua” usurpazione del potere. Per questo motivo esiste una mia particolare “ giornata della memoria” che non coincide con la giornata della memoria di Napolitano né con quella di tanti altri. Ma risale al gennaio del 1942, esattamente il 15 gennaio del 1942 . Io avevo solo quattro anni, ma in Marocco Churchill ed il suo omologo americano decisero di sbarcare in Sicilia. Da quel momento l’Italia ha smesso di esistere , ha dovuto onorare la mafia, la camorra, la ‘ndragheta, tutte le forme di banditismo e di malavita organizzata alla quale deve profonda riconoscenza per averla liberata dal nazifascismo e ha dovuto poi lottare strenuamente contro coloro che, non contenti di avere già vissuto una dittatura ventennale, avrebbe voluto trasformare l’Italia in una Stato a regime staliniano. Fu, quella, la prima “ strage (fratricida) di Stato”. Riscopriamo la memoria, riprendiamoci la verità e, forse , potremo fare giustizia.

domenica 2 agosto 2015

LA FARSA BOLOGNESE Siate stramaledetti per l’eternità , bamboccioni conformati sudditi del pensiero dominante e voi, prefiche a pagamento, plebaglia putrida che ogni due agosto si paluda per la solita “ messa cantata” , si riempie la bocca di paroloni per inscenare la solita oscena farsa della ricorrenza - come il Presidente del Senato Grasso e quello della Repubblica Mattarella che , alla Totò ( ” ogni anno il due novembre c’è l’usanza, per i defunti, andare al cimitero. Ognuno l’ha da fa chista creanza. Ognuno ‘a da tenè chistu pensiero”) , ogni anno fingono di “tenere chista creanza” ma dove stavano nel 1980, se non, il primo, come P.M. dentro una vergognosa Magistratura, ignominiosamente e vergognosamente succube alle minacce ed ai depistaggi ed il secondo “ ben inserito quel “ sistema di potere” che condivideva il controllo e lo sfruttamento affaristico della Sicilia con la mafia , mentre veniva “ costruita” sui giornali e nella segreteria di un paio di partiti politici “ quella vergogna civile “ che osate pure definire “ sentenza” con l’aggiunta del vostro alibi che recitate “..in nome del popolo italiano” e sarebbe da prendervi tutti ed impalarvi a testa in giù perché ci avete negato la giustizia e siate stramaledetti anche voi Magistrati responsabili della prima e decisiva sentenza, vi rammento tutti, ad uno ad uno: Presidente Pellegrino Iannaccone, Consigliere Dr. Antonio Esti e tutti i sei Giudici Popolari . Perché avete mentito su Massimo Sparti, un teste esiziale per chi vi telecomandava , che avete spacciato come malato di tumore terminale per liberarlo, ma che è vissuto alla grande, sano come un pesce, per altri trenta e passa anni! Nemmeno voi sapete se Mambro e Fioravanti erano a Bologna quel giorno. Scrivono, quei Magistrati e quei giudici popolari da vergogna questa frase :” In quali altri luoghi siano stati gli imputati, con quali mezzi si siano spostati, con quale successione siano avvenuti gli spostamenti ( ndr: erano a Padova o erano a Bologna?) non è dato di sapere”. Capito? Si era nel 1980 , nel maggio del 78 le Brigate Rosse avevano consegnato il cadavere di Aldo Moro ma già nel luglio dello stesso ’78 avvenne un fatto politico inusitato ed apparentemente inspiegabile: la nomina di Sandro Pertini al Quirinale con i voti della Dc. Non si è mai saputo per quali motivi politici o di ordine pubblico o di sicurezza oppure per quali pressioni o per quali minacce o per quali timori per l’Italia un grande partito popolare come la Dc, che era sempre rimasta saldamente maggioritario nel consenso del Paese, che pure aveva pagato il suo opporsi al Pci con la vita di Moro, abbia unito i propri voti a quelli del Pci per imporre, come Presidente della Repubblica, un Sandro Pertini che rappresentava fisicamente ed ideologicamente proprio quel “ resistenzialismo comunista fedele all’Urss ” , quella fedeltà assoluta al progetto comunista sovietico - che il compromesso storico stava per “inquinare” – e che rappresentava con tutta evidenza “ la vittoria delle Brigate Rosse” nella “ campagna Moro “. Poi , nel 1979, accadde che Abu Anzeh Saleh, responsabile in Italia del Fplp, catturato a Ortona assieme a tre esponenti di Autonomia operaia con due lanciamissili sovietici Sam-7, fu fatto – lui solo, sia chiaro! - uscire dal carcere - dopo che era stato condannato- ma “ dopo” il 2 agosto del 1980, “ dopo” il “ boom” della Stazione Centrale di Bologna. Davvero nessuno sa chi siano stati i mandanti di quella strage? Davvero nessuno sa da dove arrivava quella quintilata di esplosivo? Davvero nessuno sa dove erano sia la Mambro che Fioravanti? Davvero nessuno crede a testimoni ( sono circa sette persone) che dicono che erano a Padova? Questo schifezza non è “giustizia” da rispettare , questa robaccia è degna della giustizia di Stalin, dove bastava che Stalin o i suoi magistrati alla Vishinsky asserissero che eri un nemico del sistema per finire o nei gulag o impiccato senza processo. Non sono bastati 80 morti e non so quanti feriti a questi bastardi delinquenti in toga ed i loro complici politici a rivelarci la “ vera verità” , ancora vi trattano – mi chiamo fuori – da imbecilli e stronzi. E voi ridete pure, coglioni!

sabato 1 agosto 2015

La folle caccia all’uomo di Facebook, un rastrellamento vergognoso Non ho nessun motivo per difendere Galan o Azzollini, solo il profondo rispetto della costituzione , dello “ stato di diritto” che essa – fra le poche cose egregie che essa ha introdotto –prevede ed impone. Per questo mi fa “vomitare” quell’isterismo infantile che pervade “ magistrati boia” ed il loro ululante codazzo forcaiolo di bamboccioni grillini “ de sinistra” che vorrebbero spacciare come “ legalità” le loro “ liste di proscrizione” “politiche”. Giancarlo Galan è uno di queste vittime. Era governatore del Veneto per quindici anni con il centrodestra. E’ bastata una semplice “ dichiarazione” dell'ingegnere Mazzacurati, in base alla quale “ sarebbe stato deciso” di corrispondere al governatore una tangente di un milione di euro all'anno per cinque anni (dal 2008 al 2011) allo scopo di facilitare l'esecuzione del Mose. Non ci sono stati riscontri sui conti di Galan che avvalorassero le “dichiarazioni” di Mazzacurati. Avete capito bene o devo ripeterlo? Sono svariati anni che dura la questione, ma le indagini della Guardia di Finanza non hanno trovato un euro sui conti di Galan. Non solo, ma Mazzacurati, teste fondamentale, non solo è potuto andarsene in California ma nessuno fra i P.M. che indagano gli ha mai chiesto conto e riscontri delle sue affermazioni. Galan, pur essendo imputato, non è mai stato interrogato. Galan è finito in carcere perché in Italia il PD, la sinistra ed i bamboccio isterici del M5S non sanno cosa sia lo “ stato di diritto”: essi non conoscono nemmeno la costituzione italiana, della quale però cazzeggiano ampiamente come ne fossero esperti. Siccome Galan non era Penati o Tedesco ma uomo del centrodestra, la Camera degli imbroglioni , dei trafficoni post comunisti e dei bamboccioni infantili del M5s hanno , ne ha disposto l’arresto politico. L’uso staliniano della magistratura impera e continua fra gli applausi di gentaglia staliniana da processare per direttissima. Galan ha “ patteggiato” non perché, come vomitano Travaglio e Giarrusso e Di Maio e Di Battista perché “ colpevole” , ma perché con la riforma del c.p.p. del 1990 ( regalato al Pci forcaiolo dal Psi craxiano e martelliano a caccia di acquisirne la benevolenza per salvare il proprio culo dagli imbrogli che avevano creato ) se aderisci al “ patteggiamento” cessa la detenzione preventiva: esso è dunque l’unico mezzo perché un innocente carcerato possa uscire dalla tortura della prigione. Galan non ha dunque subito nessun processo , nessuno è stato in grado di accertarne la sua colpevolezza o la sua innocenza. Né la magistratura, né nessun altro si è chiesto, ad esempio, perché mai si fosse deciso di dare una grossa tangente a chi - il governatore del Veneto - non aveva alcun potere di influenzare i lavori del Mose, dato che essi erano stati decisi dallo Stato e il loro avanzamento dipendeva dagli organi statali. Ora , bamboccioni isterici forcaioli del M5s e “ de sinistra” sono io che pretendo giustizia per Galan come per Azzollini o come per tanti, tanti altri, mentre voi recitate come idioti il ruolo da imbecilli e marionette nelle mani di quattro mascalzoni in toga con mire di regime al quale la vostra ignoranza vi condanna. Perché nessun Magistrato ha mai voluto, in tutti questi anni, interrogare un presidente della Regione Veneto, mai sfiorato, in precedenza, da un avviso di garanzia? Chissà quante cose utili alle sue indagini avrebbe potuto scoprire. Ma non lo ha fatto. La malagiustizia è prodotto della fregola politica di qualche magistrato, incapace di condurre indagini ed inchieste con la dignità che il suo ruolo pretenderebbe. Tanto sa che ci siete voi, bamboccioni idioti, ridicole marionette nelle loro mani, a far loro manforte in questa vergognosa pratica da staliniana purga per eliminare gli avversari politici.