Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 15 settembre 2015

LA SIRIA , NON GLI USA, L’AGO DELLA BILANCIA CONTRO L’ISIS L’Isis ed il califfato sono la conseguenza diretta della generale instabilità di tutto il Medio Oriente ed in modo speciale della Siria quale prodotto delle mire di stampo colonialista sia degli Usa che della Russia. Ormai l’instabilità di quelle aree non è più solo il frutto avvelenato del “passato interventismo” quanto il frutto, molto più avvelenato, della radicalizzazione di quella “ guerra non convenzionale” giocata dalle grandi potenze mondiali, per assicurarsi i benefici ed i privilegi che il controllo di quelle zone del Medio Oriente garantiscono. Così se si resta invischiati nella diatriba contro gli Usa e contro Putin, si da aria ai denti e basta, perché nulla di concreto si espone per indicare una possibile ( possibile, non certo l’unica) soluzione di quel problema. Si deve ragionare, pertanto, in termini pragmatici, senza ideologie , così come impone ogni soluzione di geopolitica. Ed oggi il califfato sta tracimando ovunque , approfittando la schizofrenia degli Usa obamiani, i quali da una parte combattono il terrorismo islamico mentre vorrebbero anche distruggere l’unico nemico giurato di quel califfato, e cioè Assad. A sua volta Putin protegge oggi Assad e lo sostiene nella lotta contro il califfato esibendo una corretta giustificazione di questo sostegno che si chiama “ opposizione alla pretesa espansionista degli Usa di Obama”. Con questa scenario geopolitico medio orientale ,dovuto alle discutibilissime scelte di Obama in politica estera ( vedi Israele, per capire bene la mia affermazione) , Obama ha offerto, su un piatto d’argento, a Putin una imperdibile opportunità per farsi perdonare le scelleratezze del passato, quando sosteneva ed appoggiava il criminale leader siriano senza che vi fossero le circostanze attenuante ed esimenti che oggi invece dominano lo scenario. La logica conclusione è sostenere che Putin salga a bordo con tutta la comunità internazionale per offrire il suo appoggio – che le sue passate gesta contro l’islamismo dimostrano quanto sia indispensabile – insieme agli Usa ed all’Europa ( la quale deve abbandonare le sue posizioni fascistoidi e protezionistiche con quell inguardabili sanzioni commerciali contro la Russia ) , per “ condividere” così la leadership dell’opposizione al Califfato con gli altri Paesi, mentre deve essere chiaro a tutti che fare opposizione e guerra a Putin serve solo ad investire il leader sovietico di una superiore missione salvifica che gli arrecherà inimmaginabili poteri politici ed economici. Siamo nel 2015 e a fine Settembre all’Onu interverrà anche Putin proprio per imboccare, si spera, questa soluzione. Impossibile non recriminare di avere perso tredici anni ed un incredibile porzione di dignità politiva, perché oggi , 2015, l’Italia si trova “ al guinzaglio” degli Usa e si accuccerà ai piedi degli americani sotto il tavolo di quella riunione dell’Onu. Mentre invece questa soluzione era stata già concepita e realizzata da Silvio Berlusconi che fin dal 28 maggio del 2002 , in occasione del vertice della Nato svoltosi a Pratica di Mare, quando, grazie all’opera dell’Italia, per la prima volta nella storia del mondo le porte dell'Alleanza Atlantica si spalancarono per accogliere a bordo l'ex-potenza sovietica. Silvio Berlusconi per l’Italia, come promotrice fondamentale dell’accordo ed I capi di Stato e di governo dei 19 paesi membri dell'Alleanza insieme al presidente russo Vladimir Putin quel giorno, mise fine alla contrapposizione che ha caratterizzato gli anni della guerra fredda ed inaugurato una nuova visione unitaria degli equilibri mondiali, che aveva già come obiettivo primario la lotta contro il nemico comune del terrorismo islamico. Quanta gente dovrebbe sprofondare sotto terra e sparire dall’Italia se solo conoscesse il significato di due parole: “vergogna” e “ dignità”.

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