Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 2 ottobre 2015

Con insopportabile boria e toni tra l’epico ed il trionfalistico – la marcia trionfale dell’Aida, al Tg1 gli scuce un baffo - L’Istat segnala una diminuzione dei disoccupati, dello 0.1% ad agosto rispetto a luglio, e dello 0.7 rispetto ad agosto del 2014. Un successo del Jobs Act ? Vediamo. La crescita degli occupati, sostiene l’ Istat, si deve a 70 mila assunzioni di dipendenti. Ma controllando quei dati – sono pubblici, accomodatevi – mi accorgo che di questi ben 45mila sono “ assunzioni a tempo determinato”. Mi pare che il Jobs Act abbia avuto, come mira , l’ introduzione del “ contratto a tutele crescenti”, proprio per sostituire i vari contratti a termine. Ora quei dati dell’ Istat hanno segnalato proprio una crescita dei contratti a tempo indeterminato superiore alla crescita dei posti di lavoro. Non si tratta dunque di un aumento dell’occupazione, ma solo di sostituzioni: un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e senza costo per i primi tre anni, al posto dei vecchi contratti a tempo determinato. Scandagliando così quei dati ci rendiamo conto di come la crescita dell’occupazione sia sostenuta soprattutto e sostanzialmente da contratti a tempo determinato ( d’altra parte , scusate, ma proprio nel periodo estivo, quelle della vacanza, tutte le attività ricettive aumentano il loro personale, no?) . Insomma la conclusione è sconfortante ma prevedibilissima: in Italia Chi ha bisogno di lavoratori li assume a tempo determinato, non si fida del “ sistema Italia” e dunque non prende impegni di più lunga durata. Tanto è vero che i dati dell’Istat, sempre gli stessi, certificano anche un aumento ulteriore della disoccupazione giovanile: + 0.3%. Sul punto è scattata la tagliola della “censura”( quell’arma a disposizione dell’informazione che vive di elargizioni e sussidi governativi e che fa largo uso del bavaglio per assicurarsi benefici governativi sostanziali) , nessuno ne parla, tutti a disquisire “ siamo in risalita”, chi spagnoleggia con “ la remuntada”, chi cazzeggia e stronzeggia alla grandissima con “ siamo fuori dalla recessione” . Censura – dei fatti veri – necessaria affinchè il potere possa costruire una verità capovolta senza essere platealmente sbeffeggiata. Gli italiani, servi, mai cittadini, abboccano. Last but not the least: nell’area dell’euro la disoccupazione giovanile è, in media, del 22.3%, ma in Germania, oplà, è al 7%, in Austria al 10.8%, mentre noi siamo nella fossa dei condannati : vantiamo un florido 40.7%, in compagnia della Spagna (48.8), della Grecia (48.3) e della Croazia (43.5). Ma l’animadellimortaccivostra……………

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