Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 23 ottobre 2015

PERCHE’ QUESTA FISCALITA’ E’ UNA TRUFFA I SUOI SOSTENITORI SONO I BENEFICIARI DEL BOTTINO Un’ennesima riprova che la “ fiscalità” dell’Italia sia premeditatamente costruita con una serie di raggiri ai danni del contribuente, il cui scopo sia quello di estorcere al contribuente porzioni sempre maggiori del reddito frutto del suo lavoro senza che il truffato se ne avveda ,che consentano dunque, anche in senso strettamente penale , di etichettarla come una vera e propria truffa , come una continuativa frode ai danni del cittadino, risiede nel “ sistema di finanziamento della spesa pubblica”.La quale è finanziata con cinque voci: 1. Imposte dirette; 2. Imposte indirette; 3. Contributi sociali; 4. Indebitamento; 5 entrate patrimoniali. Per non tediare con percentuali noiose, sintetizzo – lo si può controllare , ovviamente, in internet, i dati sono nelle statistiche della Banca d’Italia, dell’Istat e dello stesso Stato – esaminando questo finanziamento dal 1980 ad oggi, ne viene fuori che il gettito delle “ imposte dirette” finanzia circa il 30% del totale della spesa pubblica, quello delle “imposte indirette” circa il 20%, quello dei “ contributi sociali”( che fra l’altro non sono neanche per sogno “ contributi” perché sono “obbligatori” e la cui “denominazione” di “ sociali ”è un’altra prova del” raggiro truffaldino”) circa un 25%, quello del ricorrere ad “ debito pubblico”( imposte addossate alle future generazioni) circa il 15% ed infine quello delle entrate patrimoniali circa il 10%. Questo schema, se studiato con occhiuta osservazione, dimostra con solare evidenza il raggiro fraudolento del cittadino. Il quale , infatti, è consapevole solo delle somme pagate per “ imposte dirette”, mentre un ulteriore 80% gli viene sottratto dalle tasche, con l’abilità di un borseggiatore d’autobus, senza che ne sia consapevole. Questa fiscalità e questo potere, dunque, non ha il coraggio delle proprie azioni di governo, perché per ogni milione di imposte che ciascun cittadino paga nella sua piena consapevolezza e, tutto sommato, nella sua condivisione ( altrimenti potrebbe scioperare o non pagare) allo Stato, lo Stato ce ne “ sottrae” altri quattro senza esserne consapevoli . Questo è dunque un sistema non solo antidemocratico , non solo da “ regime totalitario” ma anche e fondatamente “fraudolento”, “ truffaldino”. Nessuno è cosciente di quanto paga con le “ imposte indirette” ( che colpiscono i consumi) e dunque ciascuno di noi le paga senza esserne minimamente consapevole. Per i così detti “ contributi sociali” basta pensare con quale forma di “vero e proprio raggiro” essi sono incamerati dal Leviatano. Essi, è noto, sono “ a carico del datore di lavoro”. Perché sono a loro carico ? Eppure se ogni contribuente dovesse riceverli in “ busta paga” dal suo datore di lavoro e dovesse poi versarli allo Stato il gettito per lo Stato non cambierebbe, come non cambierebbe il “ salario netto” che resta al lavoratore. Anche per gli imprenditori vale lo stesso principio: anche per loro il “ costo del lavoro” non cambierebbe. Or dunque per quale motivo davanti a “ tre soluzioni” identiche si è scelta quella di far pagare i contributi sociali dal datore di lavoro? La risposta è solare nella sua evidenza: per non far render conto al contribuente di quanto lo Stato Leviatano gli sottrae dal suo lavoro. Il “ladrocinio” , in questo caso, si fonda sul fatto che ad ogni lavoratore interessa sapere il “ salario netto”, cioè quello che gli viene in tasca. Ma se fosse cosciente e consapevole di quanto il Leviatano gli sottrae di nascosto potrebbero nascere grossi problemi. Credo che moltissimi lavoratori, se sapessero quanto gli viene sottratto dal loro lavoro, non lo sopporterebbero . Tutto questo è non solo “ profondamente disonesto”, non solo una vera e propria “truffa” ai danni di ogni cittadino, ma è un sistema indegno di una democrazia , perché la pazienza o l’acquiescenza di un popolo è la mangiatoia del potere. Tutte queste ragioni messe insieme determinano una necessaria reazione contraria , un tentativo di sottrarsi alla violenza della frode . Quante volte ognuno di noi ha reagito su un tram a qualche abile tentativo di borseggio? Reagire per evitare il borseggio, reagire per evitare una frode , reagire per evitare di rimanere soggetti ad un truffa è pertanto una necessità fondamentale di ogni cittadino, sempre che , questo cittadino – questo è il “ vero punto” - abbia a cuore la “ dignità e la democrazia” del proprio paese e non, come invece accade in Italia, che questo cittadino/elettore –quelli che sostengono questo ladrocinio fiscale - abbia a cuore solo che la spesa pubblica resti quella che il potere pretende ( e della cui distribuzione egli è uno dei privilegiati beneficiari)

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